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Registro Italiano dei Medici

L’Antitrust sanziona nuovamente registromedici.it. Dall’Ordine l’invito a non cadere nella trappola

Registro Italiano dei Medici

L’Ordine mette in guardia tutti i professionisti, e in particolare i neoiscritti all’Albo, dal sottoscrivere con la Società United Directories Lda un qualsiasi contratto per la pubblicizzazione a pagamento del proprio nominativo all’interno della banca dati online denominata Registro Italiano dei Medici.

Tale società, nota all’Ordine sin dal 2010 per le modalità fraudolente utilizzate per invogliare psicologi e medici alla sottoscrizione di un oneroso contratto per promuovere la propria attività nell’elenco online www.registromedici.it, il 4 ottobre 2016 è stata nuovamente  sanzionata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm), che già in passato aveva ritenuto fondati i dubbi circa la legittimità dell’iniziativa manifestati dall’Ordine.

Al fine di scongiurare nuovi possibili raggiri, è utile descrivere le modalità fraudolente adottate dalla società, con sede in Portogallo, per obbligare medici e psicologi al pagamento di ingenti somme di denaro, ripercorrendo altresì le principali tappe che hanno condotto l’Agcm a comminare diverse sanzioni nel corso degli ultimi anni.

Nel maggio del 2010 alcuni psicologi hanno ricevuto per posta dal “Registro Italiano dei Medici” una comunicazione con la quale erano invitati a verificare e ad aggiornare i loro dati, apparentemente già presenti sul sito www.registromedici.it, attraverso la compilazione di un modulo. La lettera era formulata in modo tale da indurre in errore il destinatario, il quale, seppur invitato ad aggiornare gratuitamente i propri dati, compilando e inviando il modulo allegato alla lettera si impegnava al pagamento di € 957,00 all’anno, IVA esclusa.

L’Ordine, ritenendo il messaggio pubblicitario della Società United Directories Lda idoneo ad indurre in errore i destinatari e in grado di produrre un ingente danno economico, ha sottoposto la questione all’attenzione Agcm. Secondo l’Ordine, le informazioni contenute nella lettera sarebbero state rappresentate in modo tale da ingenerare nei destinatari il ragionevole convincimento che l’utilizzo del modulo allegato non comportasse alcun onere aggiuntivo, mentre in realtà così facendo avrebbero aderito ad un servizio di inserimento a pagamento dei propri dati nel “Registro Italiano dei Medici”.

Il 15 giugno 2011, con Provvedimento n. 22510 pubblicato sul Bollettino n. 24/2011 del 4 luglio, il Garante ha ritenuto che la United Directories Lda abbia promosso con modalità ingannevoli l’iscrizione alla banca dati online denominata “Registro Italiano dei Medici”. Per tale ragione, ha comminato alla United una sanzione amministrativa pari a € 100.000. Il Garante, convenendo con l’Ordine, ha sostenuto che l’invito all’iscrizione, inviato a numerosi professionisti sin dal maggio 2010, fosse formulato in modo tale da indurre in errore il destinatario, il quale, seppur invitato ad aggiornare gratuitamente i propri dati, compilando ed inviando il modulo allegato alla lettera si impegnava al pagamento di circa € 1.000,00 all’anno, per un triennio.

La società portoghese ha continuato nel frattempo a ricorrere a pratiche commerciali scorrette, anche nei riguardi di microimprese italiane operanti nel settore medico-sanitario. Con il provvedimento 25709 del 2015, l’Agcm, accogliendo la segnalazione di diverse Associazioni di consumatori, ha comminato una sanzione amministrativa di € 500.000 per violazione del Codice di Consumo. Nel provvedimento il Garante sottolinea come la pratica commerciale condotta dalla società portoghese, sia stata “idonea a pregiudicare il comportamento economico delle microimprese”. La pratica viene inoltre definita come “aggressiva” dal Garante per i ripetuti solleciti di pagamento e per le minacce di agire in giudizio per il recupero coattivo del credito.

Risale al 4 ottobre 2016 (provvedimento 26210), infine, l’ulteriore sanzione amministrativa di € 300.000 dell’Antitrust nei riguardi della United. Il Garante ha accertato come la società portoghese abbia continuato a tenere una pratica commerciale scorretta, nonostante la notifica del provvedimento del 2015.

Alla luce del quadro brevemente richiamato e considerato il possibile contenzioso che potrebbe derivare da un mancato pagamento successivo alla sottoscrizione del contratto, l’Ordine invita a valutare con la dovuta attenzione l’adesione all’iniziativa.