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Il Tar Lazio riconosce il diritto degli Psicologi ad accedere alla Direzione di Strutture Complesse

Il Tar Lazio accoglie il ricorso dell’Ordine e annulla il Decreto del commissario ad acta che esclude gli psicologi dalla direzione delle UOC

Il Tar Lazio riconosce il diritto degli Psicologi ad accedere alla Direzione di Strutture Complesse

Con la sentenza n. 192/2018 il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del Consiglio dell’Ordine degli Psicologi del Lazio contro il Decreto del Commissario ad acta della Regione Lazio per il piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario della regione.

Con tale decreto, nei mesi scorsi la Regione aveva autorizzato diverse Asl ad avviare procedure selettive per l’assegnazione di incarichi di Direttore di Struttura Complessa nei Dipartimenti di Salute Mentale (DSM), riservandole ai soli Dirigenti Medici ed escludendo illegittimamente i Dirigenti Psicologi dal novero dei potenziali assegnatari degli incarichi.

Anziché prevedere l’accesso pluricategoriale per ciascuna Unità Operativa Complessa (UOC) afferente ai DSM, come previsto dalla normativa di settore e stabilito negli anni in sede giudiziale, la Regione aveva previsto per l’assegnazione di ciascun incarico una sola disciplina di specializzazione, sempre di area medica.

Come fatto notare dall’Ordine in sede di impugnazione del Decreto, per i Dirigenti Psicologi non esiste, e non è mai esistita in passato, alcuna preclusione normativa alla potenziale assegnazione di un incarico di direttore di struttura complessa afferente a un Dipartimento di Salute Mentale, , inoltre, alcun atto interno alle Asl interessate riconduce gli incarichi di Direttore di struttura complessa alla sola Area dirigenziale medica.

Le attività svolte all’interno Dipartimenti di Salute Mentale sono del resto caratterizzate da un approccio multidisciplinare, giacché sono svolte da professionisti in possesso di diverse specializzazioni, nel rispetto dei limiti e delle competenze loro attribuite per legge.

Come si ricorderà, ad affermare con particolare incisione il principio dell’accesso pluricategoriale alle selezioni per gli incarichi di strutture complesse, è stato il Consiglio di Stato con la recente sentenza n. 448/2016, che – esprimendosi su caso analogo verificatosi in Toscana – aveva evidenziato:

  1. che al DSM “sono affidate non solo prestazioni mediche e psichiatriche, ma anche terapie psicologiche, quali quelle afferenti alla diagnosi e alla cura, non farmacologica, del disturbo psichico”;
  2. e, soprattutto, che le funzioni dirigenziali hanno un carattere prettamente gestionale e organizzativo,

stabilendo dunque che le strutture afferenti ai dipartimenti di salute mentale possono essere affidate tanto ai Dirigenti Medici quanto ai Dirigenti Psicologi.

Come riconosce adesso il Tar del Lazio, inoltre, lo stesso DCA della Regione contiene diversi riferimenti alle competenze gestionali che devono possedere gli aspiranti all’incarico per il superamento del vaglio di idoneità. In particolare, nelle sue premesse, quando caratterizza il ruolo dell’incarico da assegnare come “fondamentale per l’efficace gestione delle risorse disponibili secondo una logica di programmazione, pianificazione delle attività” o, ancora, quando indica il ruolo direttivo come strategico per “raggiungere l’equilibrio economico-finanziario e sviluppare un’organizzazione dei servizi rispondente ai fabbisogni di assistenza”.

In breve, dunque, accogliendo la tesi sempre sostenuta da questo Ordine, Il Tar del Lazio ha ribadito che, nell’espletamento di un incarico di direzione, medici e psicologi svolgono essenzialmente attività di direzione e organizzazione, fatte salve le funzioni derivanti dalle loro specifiche competenze professionali, che restano comunque esclusive e che vengono svolte in via residuale rispetto alle funzioni di gestione.  

Anche questa, come quella del Consiglio di Stato del 2016, è dunque una sentenza destinata a rimanere storica per la professione di Psicologo e per il ruolo di un Ordine professionale nell’esercizio delle sue attività di tutela, perché riesce ad ottenere come effetto immediato l’annullamento di un DCA destinato ad incidere contemporaneamente su specifici avvisi di selezione di diverse Asl, obbligate ora a includere anche i Dirigenti Psicologi nel novero dei potenziali partecipanti ad analoghi avvisi di selezione, pena la loro palese illegittimità.

Proprio in questi giorni, tra l’altro, l’Asl Roma 4 – accogliendo alcune ulteriori istanze di diffida e rettifica dell’Ordine – ha modificato due recenti avvisi interni, nella parte in cui escludevano i dirigenti psicologi dalla possibilità di concorrere, al fianco dei medici, per l’assegnazione di incarichi di sostituzione per responsabile della UOC Coordinamento CSM e responsabile della UOC Ser.D. Governo della Rete e Accreditamento Strutture (per saperne di più clicca qui).


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