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Dirigenza UOC Asl Rm 4

A seguito della diffida dell’Ordine, L’Asl Roma 4 ammette gli Psicologi tra i partecipanti alle selezioni per le Direzioni di Strutture Complesse

Dirigenza UOC Asl Rm 4

L’Asl Roma 4 ha modificato, su istanza-diffida dell’Ordine, due recenti avvisi interni per l’assegnazione di due incarichi di sostituzione di Unità Operative Complesse, aprendoli anche ai Dirigenti Psicologi e individuando un nuovo termine per la presentazione delle domande di partecipazione.

Entrambi gli avvisi di selezione (uno per l’individuazione di responsabile del Ser.D. Governo della Rete e Accreditamento Strutture, l’altro per l’individuazione del responsabile del Coordinamento CC.SS.MM.) presentavano evidenti profili di illegittimità nella parte in cui escludevano i Dirigenti Psicologi dai potenziali assegnatari degli incarichi, ponendosi in netto contrasto con il quadro normativo e giurisprudenziale in materia di Direzione di Strutture Complesse, più volte richiamato da questo Ordine.

Nella formulazione del primo avviso, in particolare, la Asl non ha tenuto conto di come il Dpr n. 309/1990 “Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza”, nel regolamentare l’organizzazione dei servizi per le tossicodipendenze, ponga su un piano di assoluta parità medici e psicologi ai fini della composizione dell’organico di tali strutture presso le Asl. A ribadire l’equiparazione e la complementarità dei ruoli sono intervenuti negli anni, prima il Consiglio di Stato e in tempi più recenti la Corte Costituzionale.

Il primo, interpretando il Decreto del Ministero della Salute n. 444/1990 nella parte in cui delinea i requisiti che concorrono alla formazione di punteggi di Medici e Psicologi, ha chiarito che la norma “non conferisce alcuna prevalenza ai trattamenti medico-farmacologici rispetto a quelli di carattere psicologico e socio-riabilitativo” (Sentenza n. 5885/2005).

Con la sentenza n. 321/2011, la Corte Costituzionale ha quindi affermato che escludere i Dirigenti Psicologi dalla possibilità di accedere alle selezioni per il Conferimento di incarichi apicali contrasta con natura e finalità dei servizi per le tossicodipendenze, determinando una forte discriminazione per gli Psicologi. Di seguito un passo molto significativo della decisione:

“Non si ravvisa alcun motivo per cui il profilo professionale del medico sarebbe più adatto di quello dello psicologo per dirigere una struttura basata sulla convergenza delle due diverse professionalità […] ai fini del pieno recupero delle persone tossicodipendenti”.

Ugualmente infondata sotto il profilo di logicità e ragionevolezza è stata, secondo l’Ordine, l’esclusione dei Dirigenti Psicologi dai partecipanti al secondo avviso, relativo all’incarico di sostituzione del responsabile della UOC Coordinamento Centri di Salute Mentale della medesima Asl.

Riservare la partecipazione ai soli Dirigenti Medici si pone in netto contrasto con la sentenza numero 448/2016 del Consiglio di Stato, che sottolineando il carattere multidisciplinare del Dipartimento di Salute Mentale in cui possono essere erogate prestazioni sia mediche sia psicologiche aveva evidenziato la natura meramente organizzatoria e gestionale delle UFC (per saperne di più clicca qui).

Conformandosi a tale decisione, anche la più recente Sentenza del Tar n. 192/2018, pronunciata su istanza di questo Ordine, ha annullato un Decreto con cui il Commissario ad Acta della Regione Lazio aveva autorizzato diverse Asl laziali ad avviare procedure selettive per assegnare strutture complesse nei Dipartimenti di salute mentale, riservandole ai soli medici (per saperne di più clicca qui).


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