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19/02/2013

Procedure standardizzate per la valutazione del rischio nei luoghi di lavoro

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali definisce le procedure standardizzate previste dal D.lgs. n 81/2008

Lo scorso 4 febbraio è entrato in vigore il Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 30 novembre 2012, recante Recepimento delle procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di cui all'articolo 29, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche ed integrazioni, ai sensi dell'articolo 6, comma 8, lettera f), del medesimo decreto legislativo.

Ai sensi di tale Decreto, molte delle imprese che occupano fino a dieci lavoratori sono tenute ad effettuare la valutazione del rischio nei luoghi di lavoro sulla base di specifiche procedure standardizzate illustrate nel documento della Commissione consultiva permanente per la salute a la sicurezza che si riporta in allegato a questa pagina.

In coerenza con quanto previsto dal D.lgs. n. 81/2008, il documento approvato dalla Commissione annovera sia lo stress lavoro-correlato tra i pericoli individuabili in azienda sia lo stress psicofisico tra gli esempi di incidenti e di criticità.

Il documento, inoltre, conferisce al datore di lavoro la responsabilità di coinvolgere nella valutazione del rischio – oltre che il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, il Medico competente, il Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza e i Lavoratori stessi – anche «eventuali altre persone esterne all’azienda in possesso di specifiche conoscenze professionali».

Nell'osservare con rammarico come il documento non faccia esplicita menzione dell'opportunità di ricorrere a professionisti psicologi nella valutazione dello stress lavoro-correlato, l’Ordine ritiene assolutamente evidente che tale valutazione non possa prescindere dal possesso di competenze proprie della professione di psicologo ed auspica che i datori di lavoro ne tengano conto non solo al fine di conseguire l’adempimento formale di un obbligo di legge, ma soprattutto per garantire un sostanziale miglioramento delle condizioni di lavoro per la salute e la sicurezza dei lavoratori.