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15/01/2013

Proposta emendamento Deliberazione dell'Assemblea Capitolina n. 35 del 31 luglio 2012

L'Ordine reitera la richiesta di revisione della tariffa igiene ambientale applicata agli studi professionali di psicologia e di psicoterapia

Prot. n. 510 del 15/01/2013

Spett.le Assessorato al Bilancio ed allo Sviluppo Economico Roma Capitale

Assessore On. Prof. Carmine Lamanda                                                          

 

Spett.le Assessorato alle Politiche Ambientali

Assessore On. Dott. Marco Visconti

                            

Oggetto: Proposta emendamento Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 35 del 31 luglio 2012

 

In qualità di Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, ritengo opportuno riproporre alla vostra attenzione la delicata questione relativa alla tariffa rifiuti applicata agli studi professionali di psicologia e di psicoterapia.

Allo stato attuale la mia categoria professionale subisce nell’ambito del Comune di Roma un grave danno economico dato dalla scelta di applicare integralmente, per la ripartizione del prelievo all’interno del comparto delle utenze non domestiche, i coefficienti di produzione dei rifiuti di cui alle tabelle (3a) e (4a) del D.P.R. n. 158 del 1999.

Infatti, come già rilevato nella mia precedente comunicazione (prot. n. 7387 del 22/11/2012), l’assenza di una differenziazione in sede di calcolo della tariffa, riconducibile alla generica classificazione di cui all’allegato 5 della deliberazione in oggetto (che ricomprende tra le utenze non domestiche uffici, agenzie e studi professionali) ha comportato e comporta una determinazione ed applicazione non corretta della tariffa di igiene ambientale. 

Anche altre categorie professionali, condividendo la mia preoccupazione, si sono adoperate al fine di ottenere una riduzione della tariffa, ad esempio l’ANESV che ha richiesto l’applicazione dei parametri di riduzione inseriti nel regolamento comunale in materia di COSAP anche al regolamento per l’applicazione della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani.

Non ritenendo, pertanto, equa la stima della produzione potenziale di rifiuti effettuata nella deliberazione comunale n. 35/2012 si richiede la variazione dei coefficienti di  produzione dei rifiuti, di cui al DPR 158/1999, applicati nell’ambito delle utenze non domestiche alla categoria n. 10 “uffici, agenzie e studi professionali”, o la previsione di parametri di riduzione della tariffa in ragione delle diverse quantità e qualità di rifiuti effettivamente prodotti dai diversi soggetti ricompresi nella medesima categoria 10.

Infine ritengo doveroso sottoporre alla vostra attenzione una incongruenza riscontrata tra quanto previsto dal Piano Finanziario 2012 e quanto disposto dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 238/2009.

La deliberazione n. 35/2012 prevede l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto di cui al DPR n. 633/1972 sulla parte variabile e fissa della tariffa di igiene ambientale, ma la Corte Costituzionale con la sentenza su citata ha stabilito che la Tariffa di Igiene Ambientale è una “tassa” e non una “tariffa” ragione per cui sulla stessa non è applicabile l’IVA.

Alla luce di quanto sopra si chiede un chiarimento in merito all’applicazione dell’IVA al 10% alla Tariffa di Igiene Ambientale che, alla stregua della decisione costituzionale, risulta illegittima.

Distinti saluti

Il Presidente

dott.ssa Marialori Zaccaria