
Lo scorso 8 giugno, rispondendo ad una interrogazione dell’onorevole Paola Goisis, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Laura Ravetto, ha accolto le preoccupazioni sollevate dall’onorevole Goisis riguardo il rischio che la figura del counselor possa illecitamente esercitare attività di esclusiva competenza dello psicologo.
In passato, l’Ordine degli Psicologi del Lazio ha più volte sottolineato come l’ambiguità nella definizione della figura del counselor, ingenerando confusione nell’utenza, possa rappresentare un attacco frontale alle prerogative proprie della professione di psicologo.
Per queste ragioni, l’Ordine ha proceduto con azioni di diffida e di denuncia politica e culturale del fenomeno, non ha esistato a sostenere l’impegno in questo campo dell’onorevole Goisis e ha accolto con soddisfazione la risposta del Sottosegretario Ravetto.
Nel suo intervento alla Camera dei Deputati, il Sottosegretario Ravetto ha segnalato la «ferma volontà del Ministero della salute di avviare le opportune verifiche, anche non il concorso del comando dei Carabinieri-Nucleo antisofisticazione e sanità, al fine di accertare la portata del fenomeno e di valutare eventuali violazioni della normativa vigente».