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02/09/2009

In ricordo di Giovanni Jervis a un mese dalla sua scomparsa

Ad un mese dalla scomparsa, vogliamo ricordare Giovanni Jervis, psichiatra e psicoanalista che ha segnato da protagonista tutto il panorama della ricerca e dell’impegno nel campo della psicologia e della psichiatria a partire dagli anni ’60. All’inizio della sua carriera si dedicò allo studio antropologico, secondo una prospettiva psicosociale, del tarantismo e della fine del mondo, in collaborazione con Ernesto De Martino.

Dal 1966 al 1969 ha collaborato con Franco Basaglia, nel fervido periodo di gestazione della legge 180, lavorando nella Comunità terapeutica di Gorizia, e diventando in seguito - fino al '77 - direttore dei Servizi psichiatrici territoriali di Reggio Emilia.

Si è dedicato poi all'insegnamento accademico, ricoprendo l’incarico di professore di Psicologia Dinamica presso la Facoltà di Psicologia dell'Università La Sapienza di Roma. E’ stato consulente di molte case editrici, da Feltrinelli a Garzanti, fino a Einaudi e Bollati-Boringhieri.

Jervis era un uomo e un professionista dotato di una essenziale, etica capacità critica. Il suo ragionare è sempre stato incentrato sulla verifica, sulla chiarezza, sul rifiuto di evidenze aprioristiche o date esclusivamente per cultura e convenzione. In questo si evidenzia la statura di un intellettuale sempre impegnato, rigoroso, acuto, tenace, ed allo stesso tempo sempre aperto al dialogo e al confronto.

La sua scomparsa lascia un profondo vuoto nel panorama culturale della psicologia. Di un grande maestro che ha sempre messo in guardia dalla soggezione ai maestri.