Edizione 2015 Innovation Label Progetti 2015

Memories for ageing people

L’esposizione ad un ambiente cognitivamente e socialmente stimolante e l’esercizio fisico portano ad effetti benefici sulle funzionalità cerebrali e riducono il rischio di sviluppare patologie portatrici di demenza. In gergo si definiscono ambienti cognitivamente e socialmente stimolanti quelli in cui “si migliorino le prestazioni cognitive, si rallentino il declino nell’anziano, si esercitino azioni neuroprotettive e si aumentino la plasticità sinaptica corticale”

Memories for ageing people

Gli studi che valutino in pazienti con demenza l’efficacia di un intervento combinato di stimolazione psico-sensoriale, psicoterapeutica e cognitiva e esercizio fisico sono stati fin’ora pochi.

Il declino cognitivo legato all’invecchiamento è destinato a diventare un’emergenza di grande impatto dal punto di vista clinico, economico, sociale ed assistenziale. L’età è, infatti, il fattore di rischio maggiore per lo sviluppo di demenza. Ci sono diverse patologie che possono condurre a demenza, ma le più diffuse sono l’Alzheimer (Alzheimer’s Disease, AD) e la demenza vascolare (DV).

Attualmente non esistono ancora strategie terapeutiche efficaci: AD e DV sono ancora oggi patologie senza trattamento. Appare quindi sempre più evidente la necessità di sperimentare, validare ed attuare interventi di contenimento e rallentamento del deterioramento cognitivo a partire da uno stadio iniziale della malattia. In Italia ci troviamo di fronte a circa 700.000 casi di soggetti affetti da demenza, con 100.000 nuovi casi all’anno.

Numerosi studi nell’uomo hanno dimostrato che l’esposizione ad un ambiente cognitivamente e socialmente stimolante e l’esercizio fisico portano ad effetti benefici sulle funzionalità cerebrali e riducono il rischio di sviluppare patologie portatrici di demenza (vedi Laurin et. al, 2001; Fratiglioni et al., 2004; Podewils et al., 2005; Marx, 2005; Kramer ed Erickson, 2007). In gergo si definiscono ambienti cognitivamente e socialmente stimolanti (“ambiente arricchito”) quelli in cui “si migliorino le prestazioni cognitive, si rallentino il declino nell’anziano, si esercitino azioni neuroprotettive e si aumentino la plasticità sinaptica corticale” (Cotman e Berchtold, 2002; Nithianantharajah e Hannan, 2006).

Questi risultati mostrano la potenzialità di ambienti arricchiti come strategia terapeutica non farmacologica, non solo per prevenire l’insorgenza di deficit cognitivi ma anche per determinarne almeno il rallentamento.

Un progetto di Marzia Giua per Rotary Club Roma Centenario – Distretto 2080 Italy.

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Autori

Marzia Giua

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