Edizione 2015 Innovation Label Progetti 2015

Da Panacea a Igea: “il potere della relazione di aiuto” strumenti relazionali e professione infermieristica

Nel caso delle persone che operano nei servizi sanitari la relazione con l’altro: paziente, collega, superiore o subordinato assume una valenza che va oltre il concetto di efficienza del servizio per arrivare ad incidere, come afferma gran parte della letteratura specializzata, sull’efficacia terapeutica

Da Panacea a Igea: “il potere della relazione di aiuto” strumenti relazionali e professione infermieristica

Dal confronto tra le esperienze maturate riteniamo sia indispensabile qualificare l’assistenza infermieristica. Molti studi negli ultimi vent’anni hanno dimostrato una certa correlazione tra – l’eccessiva mole di lavoro, la burocratizzazione dei servizi, le remunerazioni inadeguate, l’imprecisa definizione dei ruoli e sensazioni di inutilità frustrazione e marcato disagio esistenziale.

Tale situazione di disagio emotivo si realizza con fenomeni di perdita di sensibilità verso gli assistiti e i colleghi, ostilità, distacco, cinismo e successivamente sentimenti di inefficienza, frustrazione ed impotenza. Questo sentimento negativo verso di sé, verso il proprio lavoro porta l’infermiere o qualsiasi operatore sanitario a lavorare sempre peggio fino a precipitare in una completa mancanza di competenza e di valore. Associati ai fenomeni di disaffezione si presentano frequentemente anche sintomi psicosomatici: mal di testa, disturbi gastroenterici, vulnerabilità del sistema immunitario.

Queste alterazioni emotive e fisiche di vario genere si riflettono ovviamente sulla relazione di aiuto professionale e sul benessere organizzativo. L’utenza ne risulta danneggiata, non si instaura infatti un rapporto di fiducia tra operatore e paziente ma una relazione frustrante, inefficace e nella stragrande maggioranza dei casi anche dannosa. A livello organizzativo si riscontra spesso rivalità accentuata nei confronti della struttura gerarchica e verso i colleghi, in particolare si registra un aumento delle assenze e un incremento della conflittualità all’interno delle equipe

A tale proposito abbiamo attuato un progetto innovativo capace di promuovere il benessere degli operatori sanitari, il benessere dell’utenza e il miglioramento del clima psicosociale nei servizi sanitari.

La consapevolezza riguardo le proprie modalità comunicative riesce a valorizzare le enormi possibilità presenti dentro le relazioni umane, consentendo alle persone di collaborare, raggiungere obiettivi, esprimere richieste, negoziare più facilmente prevenendo “sabotaggi” inconsapevoli verso una comunicazione corretta per il raggiungimento di obiettivi condivisi. Nel caso delle persone che operano nei servizi sanitari la relazione con l’altro: paziente, collega, superiore o subordinato assume una valenza che va oltre il concetto di efficienza del servizio per arrivare ad incidere, come afferma gran parte della letteratura specializzata, sull’efficacia terapeutica.

La consapevolezza di sé cambia i vissuti, le relazioni e i contesti. L’accettazione della malattia e spesso della propria inevitabile inutilità diventa, dentro al contesto ospedaliero, una vera rivoluzione culturale che riguarda le professioni sanitarie che mette in discussione gli operatori in quanto addetti alla “salvezza” della vita, e li riproietta nel ruolo di Igea, ovvero portatori di una relazione “salutare” in quanto rapporto “sano” tra esseri umani. Il progetto formativo ha avuto come obiettivo principale, la riscoperta della cultura del “bene-essere”, partendo dall’accettazione della sofferenza e dalla necessaria collaborazione tra colleghi, verso la creazione di una rete di sostegno umanizzante, competente nell’ affrontare la sofferenza, orientata alla prevenzione dei disturbi e al miglioramento di sé quali esseri umani.

Un progetto di Tiziana Fiore per Collegio Ipasvi Roma.

Come si vota il progetto e quando ci sarà la premiazione?

Autori

Tiziana Fiore

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