Edizione 2015 Innovation Label Progetti 2015

Il cambiamento in psicoterapia: progetto di valutazione del processo e degli esiti

Il progetto evidenzia come il cambiamento terapeutico migliori con l’aumentare della durata della terapia e come questa determini la diminuzione dei sintomi

Il cambiamento in psicoterapia: progetto di valutazione del processo e degli esiti

METODO: Questo progetto di ricerca si è realizzato nel corso di venti anni durante i quali sono stati raccolti ed analizzati i resoconti di oltre diecimila sedute individuali di psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico relazionale effettuate presso studio privato.

IPOTESI: La prima ipotesi – in termini di processo – è che con l’aumentare della durata della terapia si sviluppi il cambiamento cognitivo e relazionale. La seconda ipotesi – in termini di processo – è che il cambiamento determini una riduzione dei sintomi a fine terapia. La terza ipotesi – in termini di esiti – è che la componente “creativa” del cambiamento sia un fattore essenziale nella riduzione e nella percezione dei sintomi.

CAMPIONE: 48 soggetti di cui 24 maschi e 24 femmine. L’età media è di 40 anni, la residenza è nella Regione Lazio, la scolarità è media superiore. I soggetti sono persone estranee all’ambito psicologico, con disturbi dell’umore e livelli d’ansia di media entità, senza precedenti esperienze psicoterapeutiche. Il campione è stato poi suddiviso in tre gruppi, di 16 soggetti ciascuno, in base al periodo di psicoterapia effettuato: Breve (2 anni), Medio (4 anni) e Lungo (8 anni).

MATERIALI: Sono i resoconti standardizzati di tutte le sedute con le risposte date dal paziente agli interventi del terapeuta che vengono classificate in tre modalità: Oppositive, Collaborative e Creative.

INDICI: Partendo da queste tre modalità cognitivo-relazionali di risposta sono stati costruiti quattro indici in base ai quali misurare quantitativamente il cambiamento in terapia sia in termini di processo che di esiti: L’Indice di Cambiamento Terapeutico (ICT), l’Indice di Integrazione della Personalità (IIP), l’Indice di Espansione della Personalità (IEP) e l’Indice di Percezione dei Sintomi (IPS).

RISULTATI: Le ipotesi sono confermate in quanto si evidenzia come con l’aumentare della durata della terapia progredisca il cambiamento e come questo determini la diminuzione dei sintomi. Le femmine appaiono sempre meno oppositive e più collaborative dei maschi, mentre questi ultimi ottengono migliori risultati solo nella terapia lunga dove si mostrano tendenzialmente più creativi. In sintesi per una riduzione dei sintomi di circa il 50% sui due terzi dei pazienti bisogna aver fatto una terapia lunga ed avere sviluppato una buona capacità creativa, condizione questa che consente inoltre di ottenere una riduzione percepita dei sintomi fino all’80%.

CONCLUSIONI: Il metodo qui presentato consente una valutazione continua e non intrusiva del cambiamento in psicoterapia offrendo al terapeuta la possibilità di un monitoraggio, seduta dopo seduta, dei progressi come delle regressioni, permettendo così di meglio comprendere l’andamento complessivo del cambiamento. Da ultimo va sottolineato come questo metodo possa essere applicato a qualunque tipo di psicoterapia.

 

Un progetto di Riccardo Capozzi.

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Autori

Riccardo Capozzi

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