Innovation Lab Progetti 2016

PROGETTO DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE DEGLI OPERATORI SOCIO SANITARI DEL “CENTRO SPERANZA” DI FRATTA TODINA (PERUGIA)

a cura di Alfio Cascioli

PROGETTO DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE DEGLI OPERATORI SOCIO SANITARI DEL “CENTRO SPERANZA” DI FRATTA TODINA (PERUGIA)

Trattasi di un progetto di “Performance” e “Life Coaching” realizzato presso il “Centro Speranza” di Fratta Todina (Perugia) che ha coinvolto tutti gli Operatori socio-sanitari che vi operavano. Il Centro offre un servizio riabilitativo e socio-riabilitativo, sia diurno, sia ambulatoriale, a bambini, ragazzi e adulti disabili, che fin dalla nascita presentano difficoltà nello sviluppo neuropsicologico.
L’intervento è partito da un’analisi dei bisogni formativi degli Operatori, dalla quale emerse la richiesta di passare da una formazione rivolta indistintamente a tutti, ad una più centrata sul singolo Operatore, volta ad accrescerne le competenze professionali e relazionali. Nel contempo, la Direzione aveva l’esigenza di monitorare ed intervenire sulle eventuali situazioni di Burn-Out presenti.
Alfio Cascioli, psicologo del lavoro, psicoterapeuta e Coach accreditato presso SCP Italy – Società di Coaching Psicologi, ha proposto un intervento di “Performance” e “Life Coaching” teso al potenziamento (Empowerment) delle persone che operavano nell’organizzazione rafforzandole, contemporaneamente, nel loro ruolo operativo (Role Effectiveness).
Il processo di Coaching si è sviluppato attraverso:
– una riunione iniziale di tutti i soggetti coinvolti, nella quale sono stati illustrati gli obiettivi, la metodologia, gli strumenti e i tempi dell’intervento;
– una serie di tre incontri individuali tra il Coach e gli Operatori di due ore, il primo, e di un’ora i successivi, a distanza di due mesi, durante i quali si monitoravano le situazioni attuali e si concordavano gli obiettivi di sviluppo successivi;
– un Follow-Up a distanza di un anno dall’ultimo incontro.
Le competenze su cui il Coach ha impostato il processo di sviluppo sono quelle Cognitive: Problem Solving, Capacità di iniziativa, Flessibilità, Capacità di organizzazione e quelle Relazionali: Comunicazione, Stabilità emotiva, Orientamento al cliente interno ed esterno (familiari degli utenti). Di queste competenze è stato fornito un prontuario con i contenuti dettagliati di ciascuna.
E’ stata predisposta una scheda di valutazione di ogni competenza, su una scala da 1 a 5, con la quale la Direzione ha valutato ogni Operatore. Subito dopo, nella prima sessione, ciascun Operatore si è “autovalutato”. A questo punto lo si è messo al corrente della valutazione della Direzione per un confronto. Coach e Coachee hanno rilevato i “gap” emersi tra l’”eterovalutazione” e l’”autovalutazione”, concordando insieme un percorso di sviluppo.
Sempre nel primo incontro, sono stati somministrati il questionario di Maslow, sulla gerarchia dei bisogni e quello di Cascioli, sulla eventuale influenza della qualità del lavoro e della vita sulla prestazione lavorativa. Inoltre, è stato chiesto al soggetto di scrivere qualcosa su sé stesso e la sua vita, utilizzando la tecnica dello “Storytelling”.
Al secondo incontro, si è fatta una verifica di come il Coachee aveva lavorato sul recupero delle competenze critiche, concordando successivi traguardi. Sono stati analizzati i risultati emersi dal test MBTI “Meyers-Briggs Type Indicator”, approfondendo il modo in cui gli stili cognitivi emersi avrebbero potuto influenzare le sue competenze.
Al terzo incontro, al Coachee è stato di nuovo chiesto di autovalutarsi, per un nuovo confronto con la valutazione della Direzione. Tra le due è risultata una notevole sintonia. Una nuova autobiografia (Storytelling) è andata a confrontarsi con la prima, per individuare gli eventuali cambiamenti nella qualità del lavoro e della vita.
Dopo un anno, la Direzione ha valutato le competenze di ciascun Operatore il quale, a sua volta, si è autovalutato. Dal confronto è risultato, non solo il consolidamento dei risultati ottenuti l’anno prima, ma un generale ulteriore sviluppo degli stessi.
La valutazione finale anonima degli Operatori socio-sanitari sull’intervento di Coaching è stata notevolmente positiva.

 

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Autori

Alfio Cascioli

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