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Un progetto per la città. “L’albero e il germoglio”: ludoteca intergenerazionale Zero-100… due stagioni, un solo cuore

a cura di Serena Pucci per conto dell'Associazione L'albero e il germoglio

Un progetto per la città. “L’albero e il germoglio”: ludoteca intergenerazionale Zero-100… due stagioni, un solo cuore

La nostra mission è creare una rete di ludoteche intergenerazionali.
Questo progetto nasce da un’intuizione: che i bisogni a volte siano complementari e che facendoli incontrare si possano soddisfare a vicenda.
Nasce da una visione; che le due fasce deboli della popolazione, i bambini e gli anziani, distanti per età ma vicini di cuore, possano “congiungersi “ e rafforzarsi a vicenda.
Tra queste due generazioni, tra l’albero e il germoglio, ecco che anche una terza generazione può beneficiare dell’incontro: quella costituita dai genitori.
Vediamo perché: il bambino ha bisogno di qualcuno che si occupi di lui.
Il genitore ha bisogno di qualcuno che si occupi del bambino.
L’anziano ha bisogno di sentirsi ancora socialmente utile, ha bisogno di qualcuno di cui occuparsi.
L’anziano può essere paragonato a un albero carico di frutti; se nessuno li raccoglie, cadono per terra e marciscono, uno spreco che fa male e che la nostra associazione intende osteggiare.
E ancora, da una parte abbiamo il tenero cucciolo, il fragile germoglio.
Dall’altra, il venerabile saggio; il protettivo, solido albero.
L’albero e il germoglio: due generazioni solo apparentemente così distanti.
Entrambi sono il futuro, uno dell’altro. L’albero guarda al germoglio come al futuro della propria specie, il germoglio intuisce che la condizione dell’albero costituisce il futuro della sua generazione ancora bambina.
E ancora: sono due stagioni della vita che hanno un sentimento che li accomuna; entrambi hanno tempo, entrambi vivono il presente.
Ecco che allora l’anziano diventa una risorsa per il piccolo che, affidato alle sue cure, può
trovare quel terreno fertile per crescere; allo stesso tempo, il piccolo, costituirà una risorsa per l’anziano, contagiandolo con la sua vivacità, la sua meraviglia, il suo tenero stupore.
Ed ecco che il genitore può lavorare in serenità sapendo che il proprio cucciolo è in buone mani.
Ecco perché vogliamo creare queste ludoteche intergenerazionali: spazi educativi attrezzati, colorati, invitanti, in cui il bambino e l’anziano possano interagire amorevolmente.
Uno spazio dove non manchino giochi di costruzione, di società, di ruolo e materiali per attività creative.
Fondamentale la figura dello psicologo, capace di ascoltare i bisogni dei soggetti coinvolti, capace di trovare risposte adeguate, di creare spazi formativi per l’anziano, di coordinare e di formare le varie figure coinvolte nel progetto: educatori e animatori che andranno ad affiancare gli anziani nell’erogazione del servizio.
Il progetto prevede di creare degli spazi ludici presso scuole, comuni o centri anziani con un orario di apertura pomeridiano flessibile e capace di far fronte alle esigenze del territorio.
Saranno i “nonni” del quartiere, a occuparsi dei bimbi iscritti alla ludoteca; tuttavia, si assicura la presenza costante di uno psicologo e di un educatore per garantire un buon funzionamento del progetto.
Per favorire il coinvolgimento del territorio sarà creata una fitta rete di relazioni con Parrocchie, Centri Anziani, Università della terza età, Associazioni di Volontariato.
Pur rimanendo nell’ambito del volontariato, anche se non si esclude a priori la possibilità di generare un compenso che aiuti l’anziano a vivere più agiatamente, non possiamo lasciare all’improvvisazione la relazione anziano-bambino. Sarà dunque nostra cura offrire al volontario un percorso formativo che gli consenta di trasmettere saperi e competenze personali. La finalità del progetto è quella non solo di recuperare il ruolo sociale dell’anziano, ma di offrire un servizio al territorio che lo Stato non è al momento in grado di erogare.
Si ritiene che le ludoteche possano diventare utili strumenti di sostegno alle famiglie, di aggregazione e d’integrazione sociale all’interno del quartiere, sviluppando una rete di rapporti.
Il progetto risponde concretamente a domande reali e alle esigenze delle famiglie che lo Stato non
sempre riesce a sostenere e valutare.

 

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Autori

Serena Pucci

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