Idee 2016 Innovation Lab

Diversa-mente: pensare e sviluppare sistemi di convivenza

a cura di Natalia De Nigris in collaborazione con altri Professionisti

Diversa-mente: pensare e sviluppare sistemi di convivenza

Il progetto nasce con l’obiettivo di pensare e promuovere sistemi di convivenza in un quartiere del I Municipio di Roma, l’Esquilino, caratterizzato da una presenza massiccia di popolazione di origine cinese. Questa alta concentrazione etnica sembra rappresentare una criticità per via di un sentimento di impenetrabilità della popolazione asiatica da parte del resto degli abitanti del quartiere. L’Esquilino è descritto, inoltre, nella rappresentazione offerta dagli organi di informazione e da numerose istituzioni, come un quartiere caratterizzato da un forte livello di degrado.
La difficoltà di interazione tra popolazione italiana e cinese e gli scarsi punti di contatto sono vissuti come elementi problematici da parte di chi nel quartiere vive e lavora.
Il progetto “Diversa-mente: pensare e sviluppare sistemi di convivenza” si configura come una ricerca-azione e mira a esplorare e ripensare i processi di convivenza e accompagnare gli attori coinvolti nella gestione di situazioni critiche. Esso è pensato in collaborazione con l’Istituto Confucio di Roma e i CEMEA Mezzogiorno. Elemento focale del dispositivo é l’ istituzione di un gruppo di lavoro composto da diverse professionalità che possa pensare ai sistemi di convivenza presenti e prendere decisioni in merito al problema in questione.
L'”intervention en milieu ouvert”, ovvero l’intervento in contesto aperto che proponiamo é un approccio che si inscrive nella metodologia della ricerca-azione ed ha la specificità di non essere chiuso, predefinito: l’apertura si riferisce da un lato alla possibilità che emergano delle nuove questioni rispetto alla prima formulazione della domanda, dall’altro alla possibilità di coinvolgere nuovi attori durante il processo: se un gruppo di attori è sollecitato in un primo momento per realizzare un lavoro, la complessità porta ad allargare il gruppo man mano che avanza il lavoro.
Il lavoro dello psicologo qui consiste nell’istituire uno spazio di scambio coinvolgendo e implicando diversi attori e diverse professionalità che operano nel territorio in questione mettendo in gioco e facendo interagire in maniera integrata le diverse competenze e modi di pensare il problema. Gli attori potenzialmente implicati sono: le autorità locali (responsabili municipali del servizio sociale, educativo e culturale del I Municipio), rappresentanti delle associazioni che operano nel quartiere, insegnanti, rappresentanti cittadini, rappresentanti commercianti.
In quest’ottica anche i committenti, individuati nella Municipalità sono pensati come attori attivi del processo.
Il gruppo, costituito attorno all’esplorazione del problema in questione ha diversi obiettivi:
-rielaborare, ripensare e ridefinire la problematica iniziale;
-individuare risorse e implicare eventualmente altri attori nel processo;
-scegliere e attuare strategie di intervento per mettere in atto il cambiamento.
Lo psicologo accompagnerà il gruppo istituendo lo spazio di pensiero, mettendo in atto delle ricerche sul campo, resocontando ogni incontro e restituendo al gruppo i processi in atto.
L’analisi degli incontri di gruppo che di volta in volta lo psicologo propone, non definisce l’azione, ma aiuta a ripensare, a confrontarsi con la realtà e inventare modalità di intervento sulla stessa.
L’intento è istituire un processo di pensiero collettivo la costituzione di un gruppo di lavoro, che attivi processi di cambiamento.

 

Se ti è piaciuta l’idea metti “Mi piace”

 

Autori

Natalia De Nigris

Contatti