Idee 2016 Innovation Lab

costruiAMO LA CONVIVENZA

di Alessia Bernardi

costruiAMO LA CONVIVENZA

MOTIVAZIONE DELLA PROPOSTA ED IDEA PROGETTUALE DA SVILUPPARE
Le difficoltà, legate alla gestione della convivenza nei diversi contesti di vita, hanno favorito lo sviluppo di una domanda alla psicologia sempre più sistemica e che richiede competenze nella promozione della salute e dello sviluppo psico-sociale. I flussi migratori, la società sempre più tecnologica e le nuove forme di comunicazione con le nuove “devianze” e conflitti (cyberbulling, cyberstalking, sexting ecc) , il degrado socio-culturale delle periferie, l’esigenza di promuovere una cultura dell’integrazione e del confronto continuo con la diversità (di genere, immigrati, omosessualità ma anche la “diversità” come “capacità di valorizzare le differenze” e non come “tentativo di ricondurre al noto, conosciuto stereotipato”) chiamano lo psicologo ad interventi che richiedono: una conoscenza approfondita del contesto, un’ottica sempre più legata alla Psicologia della Salute, intesa come “analisi della domanda di sviluppo”, valorizzazione delle risorse, implementazione di sinergie. Nell’ambito di questo nuovo scenario, in quanto Psicologa della Salute-psicoterapeuta con formazione psicologico clinica, nasce la committenza per un progetto che presenta in breve le seguenti caratteristiche:
COMMITTENTE: un’ associazione
Le FIGURE PROFESSIONALI coinvolte: un mediatore culturale coordinatore, 2 educatori, una psicologa.
Il CONTESTO d’intervento: la periferia romana.
I DESTINATARI: 200 giovani del territorio approssimativamente tra i 14 e i 18 anni frequentanti due IIS, i famigliari e 20 insegnanti; altri attori sociali presenti sul territorio e la cittadinanza.
Gli OBIETTIVI: promuovere la cittadinanza attiva ed una miglior convivenza interculturale, la costruzione di una rete tra l’associazionismo locale, la cultura della legalità; ostacolare la dispersione scolastica e favorire il benessere dei giovani e dei cittadini.
METODOLOGIA: peer education

METODOLOGIA
Da queste linee generali si è proceduto, attraverso una prassi teorico metodologico di tipo psico-sociale alla costruzione dell’intervento che ha implicato le seguenti fasi:
1 fase: analisi della domanda del committente richiedente l’intervento.
2 fase: costruzione del gruppo di lavoro con una riflessione di competenze, definizione di obiettivi, uso del resoconto clinico come strumento d’intervento.
3 fase: mappatura, individuazione ed attivazione delle relazioni con le realtà sociali da coinvolgere nel progetto (i servizi sociali, un’università, un centro anziani, un centro di accoglienza, le scuole implicate, altre scuole locali, una parrocchia.)
3 fase: interventi con il gruppo classe nelle scuole volti a favorire le life skills.
4 fase: nascita e consolidamento di attività sinergiche tra i diversi attori in gioco.
5 fase: monitoraggio, mantenimento delle buone prassi.

RISULTATI ATTESI
Diminuzione del tasso di dispersione scolastica; aumento dei partecipanti alle associazioni locali; attività realizzate dalla sinergia tra i diversi attori; la nascita di un comitato giovani di almeno 10 ragazzi; aumento di benessere percepito; numero dei followers al sito facebook.

CONCLUSIONI
Il seguente lavoro vuole porsi come occasione per cominciare a riflettere assieme sul mandato dello psicologo chiamato a sviluppare contesti di convivenza con la possibilità di lavorare su committenza di associazioni enti internazionali e per progetti.

 

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Autori

Alessia Bernardi

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