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11/01/2013

Assicurazione professionale per gli psicologi che operano all'interno del SSN

L'Ordine scrive alle ASL e alle Aziende ospedaliere della regione Lazio

In previsione dell'entrata in vigore, il 15 agosto 2013, dell'obbligo per gli iscritti in albi professionali di dotarsi di una polizza assicurativa per i rischi derivanti dallo svolgimento dell'attività lavorativa, l'Ordine ha commissionato la formulazione di un parere pro veritate volto all'interpretazione della nozione di "professionista" e, dunque, alla corretta individuazione di quanti saranno tenuti a conformarsi al dettato del precetto normativo.
Sulla scorta del citato parere, l'Ordine ha contattato le ASL e le Aziende ospedaliere della regione Lazio, al fine di appurare la correttezza delle prassi seguite in merito all'assicurazione per danni derivanti dall'esercizio dell'attività professionale.


Oggetto: Assicurazione per danni derivanti al cliente dall’esercizio dell’attività professionale.

 Egregio Direttore,

in qualità di Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, sono a chiederle alcune informazioni circa l’assicurazione per danni derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, specificatamente in merito alla prassi seguita nell’ambito di codesta Azienda nei confronti dei professionisti Psicologi.

Il recente D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, nel dare attuazione ai principi di riforma degli ordinamenti delle professioni regolamentate enunciati all’art. 3, comma 5, del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla L. 14 settembre 2011, n. 148,  ha previsto, in capo a tutti coloro i quali esercitano un’attività professionale regolamentata, l’obbligo di stipulare “idonea assicurazione per i danni derivanti al cliente dall’esercizio dell’attività professionale, comprese le attività di custodia di documenti e valori ricevuti dal cliente stesso” (art. 5, comma 1). La violazione del predetto obbligo, alle condizioni stabilite dal decreto, configura un’ipotesi di “illecito disciplinare”.

Nell’ambito della propria attività di vigilanza e controllo sull’esercizio della professione di Psicologo – considerato che il termine iniziale di efficacia della precitata disposizione è stato differito di dodici mesi decorrenti dall’entrata in vigore del decreto – l’Ordine ha inteso valutare per tempo l’esatta portata dell’obbligo in parola e i relativi destinatari specifici, incaricando un legale per l’approfondimento del tema e la redazione di un parere pro veritate sull’interpretazione della nozione di “professionista” ai fini dell’adempimento all’obbligo di assicurazione professionale.

Ne è emerso – per quanto qui espressamente rileva – che i professionisti psicologi inquadrati nell’ambito delle strutture sanitarie ai sensi dell’art. 8 del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, al pari dei medici specialisti ambulatoriali interni, dei medici veterinari e delle altre professionalità “ambulatoriali” (biologi e chimici) indicate nel Decreto, risultano già beneficiari di idonea copertura assicurativa, garantita ex art. 41 dell’Accordo Collettivo Nazionale 2009 che regola il “rapporto di lavoro autonomo convenzionato” instaurato con le Aziende Sanitarie.

Tale disposizione, infatti, demanda alle singole aziende l’onere di provvedere “ad assicurare gli specialisti ambulatoriali e i professionisti, comunque operanti sia in attività istituzionale o in intramoenia, negli ambulatori in diretta gestione e nelle  altre strutture aziendali, contro i danni da responsabilità professionale verso terzi e contro gli infortuni subiti a causa e in occasione dell’attività professionale ai sensi del presente Accordo (…)”.

Ne consegue che, nei confronti dei professionisti Psicologi esercenti attività di consulenza psicologica e psicoterapeutica in regime di convenzione presso le Aziende Sanitarie, l’obbligo di assicurazione professionale per responsabilità civile è limitato all’attività professionale eventualmente svolta in forma privata; non riconducibile, cioè, al rapporto di lavoro “in attività istituzionale o in intramoenia” instaurato con le Aziende sanitarie, rispetto al quale l’obbligo in parola risulta posto a carico esclusivo di queste ultime. Sicché, il discrimine relativo alla necessità o meno di stipulare un’autonoma polizza assicurativa da parte del professionista Psicologo, in attuazione dell’obbligo di cui all’art. 5 del D.P.R. n. 137/2012, va collegato alla sussistenza di un’attività professionale svolta in regime di cd. extramoenia con l’Azienda sanitaria.

È appena il caso di rilevare che l’esistenza di tale scriminante prescinde del tutto dalla “sede” dove la prestazione professionale viene concretamente resa, atteso che, sempre più frequentemente, i dirigenti psicologi svolgono la propria attività in regime di intramoenia anche presso i locali dei rispettivi studi professionali.

Tanto premesso, con la presente, si chiede di conoscere quale sia la prassi seguita nell’ambito della azienda da lei diretta, stante l’interesse dell’Ordine alla piena osservanza delle previsioni di legge e del vigente Accordo Collettivo Nazionale, in quanto rilevanti ai fini del corretto esercizio dell’attività professionale degli Psicologi e Psicoterapeuti.

Cordiali saluti         

Il Presidente
dott.ssa Marialori Zaccaria

Roma, 4 gennaio 2013