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15/11/2012

Mancata remunerazione degli psicologi specializzandi

L’Ordine chiede omogeneità di trattamento

Lo scorso 6 novembre l’Ordine ha invitato il Ministero della Salute a sollecitare un intervento legislativo nazionale che riconosca un giusto rimborso agli Psicologi specializzandi, al pari di quanto già previsto per altre figure professionali.

 

Prot. n. 6758/2012

Spett.le
Ministero della Salute
Direzione Generale delle Professioni Sanitarie e delle Risorse Umane del Servizio Sanitario Nazionale
Alla c.a. Direttore Generale
dott. Giovanni Leonardi

e p.c. Dirigente dott. Saverio Proia

Oggetto: Mancata remunerazione degli Psicologi specializzandi.

 Egregio Direttore,

in qualità di Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, sono a sottoporre alla sua attenzione una problematica che da anni coinvolge gli Psicologi specializzandi, risorse che, nell’ambito della loro formazione professionale, sono impegnate all’interno del Servizio Sanitario Nazionale per il raggiungimento del benessere psicologico della collettività.

In proposito, desidero condividere con lei alcune considerazioni circa la necessità di prevedere una remunerazione per gli Psicologi specializzandi, così da uniformarsi a quanto già riconosciuto agli specializzandi di altre categorie professionali, quali a titolo puramente esemplificativo ai Medici.

Com’è noto, le disposizioni che prevedono, ad oggi, la remunerazione degli specializzandi in medicina, traggono origine da un’esigenza comunitaria legata al reciproco riconoscimento dei titoli di formazione tra i Paesi membri.

In particolare, la direttiva n.75/362/CEE del 16 giugno 1975 stabilì “che, in ragione delle divergenze esistenti attualmente negli Stati membri fra il numero delle specializzazioni mediche, i modi o la durata della formazione ai fini del loro conseguimento, è necessario prevedere talune disposizioni di coordinamento tali da consentire agli Stati membri di procedere al reciproco riconoscimento dei diplomati, certificati o altri titoli…”.

Da questa esigenza di coordinamento è nata l’iniziativa della Comunità Europea sulle specializzazioni mediche che, tra le altre cose, ha anche partorito l’obbligo degli Stati membri di garantire agli specializzandi un’adeguata remunerazione.

Lo Stato italiano ha tardivamente recepito questa indicazione, fatto che ha dato luogo ad un importante contenzioso di massa, ma ad oggi il Medico specializzando gode di un trattamento economico annuo che può ritenersi assimilato ad una borsa di studio (almeno dal punto di vista fiscale), frutto di un vero e proprio rapporto contrattuale di formazione specialistica.

Purtroppo un simile percorso normativo non risulta in atto per quanto riguarda la categoria professionale che rappresento, sicché gli Psicologi specializzandi, compresi gli specializzandi in Psicologia Clinica, subiscono un trattamento deteriore rispetto ai Medici.

Alcuni sostengono che, al fine di poter rivendicare una adeguata remunerazione, gli Psicologi specializzandi potrebbero semplicemente richiamare le norme lavoristiche sulla giusta remunerazione delle prestazioni rese, ma questa considerazione, condivisibile o meno, non può ritenersi la giusta via per un riconoscimento che contempli tutte le attuali forme di “lavoro” in corso di specializzazione.

Sarebbe invece utile sollecitare una riflessione in ambito legislativo, non necessariamente a livello comunitario, affinché si considerino anche nel settore degli Psicologi le giuste aspettative degli iscritti che rivendicano una omogeneità di trattamento sul piano dei riconoscimenti economici degli sforzi prodotti in sede di specializzazione.

Su questo tema può disporre direttamente il Legislatore nazionale, giacché il principio comunitario dell’adeguata remunerazione può essere applicato dai Paesi membri anche in via analogica.

Ciò posto, non solo gli Psicologi specializzandi non percepiscono alcuna remunerazione, ma paradossalmente le Aziende Sanitarie Locali hanno adottato, già da svariati anni e non solo nel Lazio, la prassi di richiedere un rimborso per lo svolgimento dei tirocini di formazione in psicoterapia. Specificatamente, le AA.SS.LL. richiedono, all’atto della stipulazione delle convenzioni per il tirocinio di formazione, la corresponsione di somme o prestazioni professionali e/o formative alle scuole a titolo di “rimborso”.

Considerato che il tirocinio si configura come momento obbligatorio della formazione in psicoterapia ai sensi dell’art. 8 del D.M. 11 dicembre 1998 n. 509, la richiesta di rimborso avanzata dalle AA.SS.LL. pone le scuole di specializzazione in una condizione di difficoltà nella stipulazione delle convenzioni, che si ripercuote sugli Psicologi specializzandi ostacolati nel loro obbligo di svolgimento del tirocinio.

Alla stregua di quanto sopra, auspico che codesto Ministero solleciti le autorità competenti a un intervento legislativo diretto ad adeguare la normativa vigente, in modo da disporre una remunerazione per gli Psicologi specializzandi ed evitare situazioni fortemente discriminatorie rispetto agli specializzandi di altre categorie professionali.

Rimanendo a disposizione per eventuali chiarimenti, le porgo cordiali saluti.      

Il Presidente
(dott.ssa Marialori Zaccaria)