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06/07/2012

Adeguamento dei codici del Sistema Informativo Sanitario (Sis)

L’Ordine chiede al Ministero della Salute di inserire il codice “psicologia” nella configurazione del Sis

Spett.le Ministero della Salute
Direzione Generale delle Professioni Sanitarie e
delle Risorse Umane del Servizio Sanitario Nazionale

alla c.a. del Direttore Generale
dott. Giovanni Leonardi

e p.c. al Dirigente
dott. Saverio Proia

 

Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi (Cnop)

Agenzia di Sanità Pubblica (Asp) della Regione Lazio

 

Oggetto: Richiesta adeguamento dei codici SIS – Sistema Informativo Sanitario.

Egregio Direttore,

con la presente, in qualità di Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, mi preme sottoporre alla sua attenzione una problematica che da anni coinvolge la Dirigenza Sanitaria degli Psicologi, figura professionale che, da sempre, dedica sforzi ed energie per il raggiungimento del benessere psicologico della collettività nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

Come noto, il SIS nella sua attuale configurazione non prevede il codice “psicologia”; tutte le prestazioni relative alla psicologia vengono di fatto inserite nel codice “psichiatria”, non permettendo, dunque, né una qualificazione del ruolo professionale del Dirigente Sanitario Psicologo, né una quantificazione delle prestazioni psicologiche, impedendo il monitoraggio dei dati relativi e rendendo di conseguenza il lavoro del Dirigente Sanitario Psicologo simile ad un lavoro sommerso.

Tale classificazione risulta decisamente anacronistica e, soprattutto, fuorviante nell’ambito della programmazione delle risorse umane del SSN.

A tale proposito, mi preme quindi sottolineare la necessità di un’articolazione diversa che renda visibili le prestazioni svolte dai Dirigenti Sanitari Psicologi.

Strettamente collegato al tema dell’adeguamento del codice SIS è quello della prescrizione da parte del Dirigente Sanitario Psicologo del SSN, poiché l’utenza è costretta, nella consulenza e, cosa più grave, nel corso del trattamento, a rivolgersi al medico curante per la prescrizione delle prestazioni psicologiche.    Questa prassi, oltre ad essere estremamente disagevole per l’utente, non è adeguata alle prerogative di autonomia professionale del Dirigente Sanitario Psicologo sulla diagnosi, cura e riabilitazione psicologica stabilite dall’art. 1 della Legge 18 febbraio 1989 n. 56 recante “Ordinamento della Professione di Psicologo”. Perciò, da anni l’Ordine degli Psicologi del Lazio ha segnalato la necessità, da parte della Regione Lazio, di determinare un ricettario specifico sulle prestazioni psicologiche, visto che nelle strutture territoriali ed ospedaliere lo psicologo eroga prestazioni soggette al pagamento del ticket. Al tempo la Regione Lazio si era anche resa disponibile ad intervenire in merito, ma non avendo titolo per procedere sul SIS, in quanto Sistema Informativo di carattere nazionale, tutto è rimasto lettera morta.

Attualmente codesto Ministero, tramite l'ASP, ha avviato una rilevazione del personale impiegato nei DSM, al fine di quantificare le qualifiche professionali e le risorse orarie presenti. Specificatamente, attraverso uno schema, è stato chiesto ai referenti SISP dei DSM di produrre un report per gli anni 2009, 2010 e 2011, differenziando gli operatori per qualifica professionale (medici psichiatri, psicologi, assistenti sociali, personale infermieristico ed educatori professionali). Pur avendo ogni figura professionale un proprio codice identificativo, il sistema accetta unicamente il codice riferito agli psichiatri, non consentendo la distinzione tra le varie qualifiche professionali.

Nella logica di una corretta specificità professionale sarebbe opportuno che codesto Ministero inserisse un codice specifico per la rilevazione delle prestazioni erogate dagli psicologi riferito sia alla branca che alla disciplina.

A ciò si aggiunga l’obbligo, dal 1° gennaio 2013, dell’utilizzo del sistema elettronico per quanto concerne le prescrizioni effettuate dai medici; tale obbligo escluderebbe completamente i Dirigenti Sanitari Psicologi dalla possibilità di prescrivere, costringendo l’utente ad un doppio passaggio.

Alla luce delle osservazioni suesposte, ritengo che tali procedure ledano la specificità delle prestazioni erogate dai Dirigenti Sanitari Psicologi e, nel contempo, auspico da parte di codesto Ministero l’introduzione di un diverso codice che riconosca la specialità in psicologia.

Rimanendo a disposizione per ulteriori chiarimenti e confidando in un suo interessamento, le porgo cordiali saluti.

 

Il Presidente
dott.ssa Marialori Zaccaria