
in relazione all'annosa questione delle Dirigenze di Unità Operative Complesse da parte di psicologi
A seguito della comunicazione pervenuta da parte della Segreteria FPCGIL di Roma e del Lazio l'Ordine ribadisce l'illegittimità della richiesta di escludere gli psicologi dal novero dei possibili partecipanti alle procedure selettive per attribuzione di direzione di UOC.
Ecco il testo della lettera:
Al Segretario Generale della CGIL
GUGLIELMO EPIFANI
AL Segretario FP CGIL Medici Nazionale
MASSIMO COZZA
Al Segretario Generale FPCGIL di Roma e del Lazio
GIANNI NIGRO
E p.c. ad ALDO SANTESE
Alla Segreteria FPCGIL Medici di Roma e del Lazio
E p.c. AUPI REGIONE LAZIO
GIUSEPPE INNEO Componente del comitato scientifico dell'AUPI
Siamo venuti a conoscenza del dibattito interno alla CGIL medici circa l'annosa questione delle dirigenze di Unità Operative Complesse da parte di psicologi a partire dalla vicenda della ASL RMB dove il concorso per dirigente di UOC del DSM è stato aperto a medici e psicologi.
Tra l'altro la dizione del bando di concorso recita: "tre posti di direttore - responsabile di struttura complessa - disciplina psicoterapia - per l'area territoriale del DSM, per il I, III e IV distretto, area di psicologia" , ed a nostro parere nessuno psichiatra potrebbe entrare nell'area di psicologia, in caso contrario ciò comporterebbe una grave violazione sia degli interessi dei pazienti che della normativa vigente in materia.
Vicenda questa emblematica per la complessità della questione che per decenni non ha trovato soluzione e che ora rischia di essere strumentalizzata da chi vuole difendere privilegi acquisiti o da chi cerca di sfondare con strategie articolate sul piano dell'egemonia culturale nel campo della Salute Mentale.
Da tutte le leggi che governano la Salute Mentale e dalla pratica clinica sia in campo ospedaliero che territoriale, si evidenzia che la complessità dell'incontro tra professionalità e l'utilizzo combinato delle tecniche, caratterizzano la metodologia di elezione nella cura contemporanea del disagio mentale.
Tale affermazione non vuol dire che ogni atto terapeutico deve essere compiuto da un'equipe multidisciplinare, ma che il governo clinico deve riferirsi a differenti pratiche che in alcuni casi trovano una confluenza sul singolo caso trattato, in altri possono rimanere a livello di programmazione del servizio.
Risulta evidente come la direzione di questi servizi non potrà che cadere sulle due categorie dirigenziali storicamente presenti in questo ambito: i medici e gli psicologi.
Ne' una , ne' l'altra possono far valere diritti di priorità: la scelta verrà fatta in sede concorsuale. Risulta capzioso chiedersi come faccia uno psicologo a dirigere un servizio in cui vengano prescritti anche farmaci, visto che potremmo dire che nello stesso si fanno psicoterapie di vario orientamento o si erogano sussidi o si somministrano test. Del resto l'utenza per la quale è richiesto come prioritario un trattamento farmacologico, non è di certo la maggioranza dell'utenza che si rivolge ad un Dipartimento di Salute Mentale.
Giova, poi, sottolineare l'illegittimità della tendenza, delle Aziende del S.S.N.L., ad escludere aprioristicamente gli Psicologi Dirigenti dal novero dei possibili partecipanti alle procedure selettive per il conferimento di incarichi di direzione di strutture semplici e complesse, nonché di Dipartimenti e Distretti Sanitari; infatti, agli Psicologi è riconosciuto il diritto a partecipare alle procedure selettive per il conferimento degli incarichi summenzionati, come, anche, evidenziato da numerose pronunce giurisprudenziali.
Si rileva che tra le categorie professionali del ruolo sanitario di cui al D.P.R. 10 dicembre 1997, n. 484 ( Regolamento per l'accesso all'ex II livello dirigenziale del S.S.N.) figurano gli Psicologi, per i quali non esiste alcuna preclusione normativa o contrattuale collettiva all'accesso agli incarichi di direzione di strutture complesse delle quali notoriamente costituiscono asse portante insieme ai Medici ( sul punto vedere riferimenti normativi in Allegato).
Con esplicito riferimento alla vicenda della Azienda USL RM B si evidenzia che la previsione della possibilità di assegnare l'incarico di dirigente di UOC del DSM anche a degli Psicologi non si fonda su un fraintendimento tra il ruolo gestionale e quello di Direttore di UOC, come sostenuto dalla CGIL Medici, ma sulla semplice osservanza delle leggi vigenti in materia ( vedansi Punto 2 dell'Allegato).
L'Ordine degli psicologi del Lazio da tempo ha proposto una doppia via per dirimere la questione delle dirigenze sanitarie. Immaginare che uno psicologo diriga una UOC del DSM non esclude che un altro possa dirigere una specifica UOC di psicologia, od una delle varie UOS presenti nel DSM. Si tratta di rispettare la specificità di quel determinato DSM, di quella ASL evitando di trovare in atti organizzativi locali la conferma di una specifica linea culturale - professionale elaborata altrove.
In sintesi: è impossibile insistere sull'esclusività della direzione in campo di Salute Mentale agli psichiatri a meno che non si voglia oggi aprire uno specifico Dipartimento di Psicologia per ogni ASL e trasformare il Dipartimento di Salute Mentale in un Dipartimento di Psichiatria. Saggio sarebbe incoraggiare le singole ASL a muoversi in base alle esigenze dei cittadini e del territorio, alla storia degli stessi, cercando di capire quali UOC servono, su quali UOS si devono organizzare, con quali obiettivi, e quindi quali dirigenti devono essere incaricati .
Alla luce di quanto esposto le affermazioni della CGIL Medici appaiono del tutto ingiustificate e prive di consistenza giuridica; le citate dichiarazioni riflettono una diffusa tendenza ostruzionistica (propria delle Aziende del S.S.N.) verso la categoria degli Psicologi, di cui viene illegittimamente richiesta l'esclusione dal novero dei possibili partecipanti alle procedure selettive per l'attribuzione di direzione di UOC.
Ciò che più stupisce è che dette dichiarazioni siano state rese dai componenti della più antica e rappresentativa organizzazione sindacale, quale è la CGIL, che a nostro avviso, dovrebbe operare nel rispetto ed a tutela di ogni categoria professionale ed in osservanza del valore della intercategorialità.
Non bisogna trascurare il fatto che la Psicologia sia una risorsa, un vantaggio e una ricchezza del S.S.N. così come la Medicina, dette discipline perseguono il medesimo scopo consistente nel migliorare e garantire la sanità degli individui. Per il concreto raggiungimento del su indicato obiettivo è indispensabile non tralasciare il concetto di "centralità della persona", quindi rammentare sempre che un individuo non si compone di solo fisico, ma anche di una parte estremamente importante quale è quella psichica.
A tale proposito può essere utile ricordare che già nell'aprile del 1948 l'Organizzazione Mondiale della Sanità definiva la nozione di sanità come " uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non consiste solo in un assenza di malattia o d'infermità mentale".
Il possesso del migliore stato di salute possibile costituisce un diritto fondamentale di ogni essere umano; per garantire tale diritto è essenziale anche assicurare al singolo la tutela dello stato di benessere emotivo e psicologico, nel quale l'individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive, esercitare la propria funzione all'interno della società e rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno. Nell'atto costitutivo dell'OMS si ribadisce che "per raggiungere il più alto grado di sanità è indispensabile rendere accessibile a tutti i popoli le cognizioni acquisite dalle scienze mediche, psicologiche e affini".
Principi riaffermati nella Legge istitutiva del S.S.N.L. del 1978 n. 833 al Punto 1: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività mediante il S.S.N. . La tutela della salute fisica e psichica deve avvenire nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana".
Infine, data la gravità dei fatti si richiede l'intervento del Segretario Generale della CGIL Guglielmo Epifani.
Il Presidente dell'Ordine degli Psicologi del Lazio
Dott.ssa Marialori Zaccaria
Il Coordinatore dell'Area Salute
Dott.ssa Gisella Gasparini