
Salute: gli psicologi, 50 bimbi in carcere con madri senza diritto a nostro aiuto
Nella carceri
italiane ci sono circa cinquanta bambini, nati durante la detenzione
delle loro madri. Per i piccoli e per le loro mamme non e' prevista
alcuna assistenza psicologica, nonostante la complessita' della loro
condizione che li costringe a vivere da 'detenuti', in spazi
totalmente inadeguati all'infanzia. A denunciarlo e' il presidente del
Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi, Giuseppe Luigi Palma,
oggi a Roma nel corso di una conferenza stampa al Palazzo
dell'Informazione Adnkronos.
''Alle detenute che partoriscono - spiega Palma - sono
garantite, come e' giusto, le cure di carattere medico, ginecologico
ostetrico. Ma non viene garantito supporto psicologico, ne' a loro ne'
ai loro bambini. Come potranno i piccoli crescere serenamente?'' .
Palma ricorda che, per migliorare l'assistenza, basterebbe seguire le
''chiare direttive europee'' esistenti. Per il presidente degli
psicologi italiani, infatti, ''servirebbe applicare gli accordi che i
ministri della Giustizia Ue hanno sottoscritto a gennaio 2006 e che
consentono di garantire a questi bambini, detenuti loro malgrado, un
ambiente piu' vivibile''.
Quello dei bambini in carcere ''e' un capitolo di grande
sofferenza - conclude Alessandro Bruni , presidente della Societa'
italiana psicologi penitenziari - e dobbiamo dar atto che ci sono
molti tentativi da parte del ministero della Giustizia di fare
qualcosa per garantire spazi separati. Ma sono necessarie soluzioni
radicali per non tenere piu' i piccoli, che non hanno colpe da
scontare, in luoghi inaccettabili per loro''.