
Carceri: psicologi, solo 12 minuti-mese colloquio a detenuto
Pochi psicologi e, soprattutto, troppo poco tempo da dedicare a ciascun detenuto: appena 12 minuti al mese di assistenza psicologica. A lanciare l'allarme sono gli psicologi penitenziari. Nei 205 penitenziari italiani - sottolinea il Consiglio nazionale dell'ordine degli psicologi (Cnop) e l'Associazione unitaria psicologi italiani (Aupi) nel corso di una conferenza stampa - operano 404 psicologi, di cui solo venti sono di ruolo, per un totale di dodici minuti al mese di assistenza psicologica per ogni detenuto; c'e' di piu': circa il 77% dei decessi registrati all'inizio del 2006 e' avvenuto per suicidio: questi i dati in base ai quali gli psicologi denunciano l'impossibilita' di svolgere una reale riabilitazione penitenziaria. ''Stiliamo ora un documento indirizzato al Presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri della Salute e della Giustizia per denunciare la situazione di profonda crisi in cui versa il servizio sanitario in ambito penitenziario'', annuncia Mario Sellini, segretario dell'Associazione unitaria psicologi italiani (Aupi). L'appello rivolto al Governo e alle istituzioni da parte di Sellini - insieme con Alessandro Bruni, presidente della societa' italiana psicologi penitenziari, Luigi Palma, presidente del consiglio nazionale dell'ordine, e Marialori Zaccaria, presidente dell'ordine degli psicologi del Lazio - e' quello di attivarsi per garantire da un lato la certezza della pena, dall'altro il diritto alla salute dei detenuti. ''La nostra funzione non e' quella di indulgere - ha aggiunto infine Zaccaria, in riferimento alle recenti affermazioni del sostituto procuratore presso il tribunale dei minori di Roma, Simonetta Matone - ma quella di assistere e rieducare: non si tratta di un problema corporativo ma di un'emergenza di una societa' civile''