
Sanità allarme psicologi: rischio rivolta nelle carceri
Un detenuto riceve meno di 12 minuti al mese di assistenza psicologica, il che rende impossibile la riabilitazione psico-sociale durante il periodo della reclusione. E il rischio è che esplodano tensioni nelle carceri. A lanciare l'allarme, oggi a Roma, gli psicologi italiani, nel corso di un convegno. 'Nei primi 100 giorni del 2006, prima della legge sill'indulto, ben il 67% dei decessi incarcere era dovuto a casi di suicidio - ha detto il Presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi, Giuseppe Palma - Si tratta di una violazione del diritto alla salute previsto dall'art. 32 della Costituzione. Chiediamo al governo di farsi carico di questa emergenza - ha continuato - . Nel provvedimento che riguarderà il riordino della medicina penitenziaria va dato ampio spazio anche alla assistenza psicologica". Nelle carceri gli psicologi lavorano in condizioni precarie. "Nei penitenziari italiani lavorano 404 psicologi, di cui solo 20 sono psicologi penitenziari di ruolo. Gli altri percepiscono un compenso orario di circa 17,6 euro lordi - ha ricordato Palma - . Inoltre, 39 psicologi non sono ancora stati assunti ad un anno dalla conclusione del concorso". "La figura dello psicologo nelle carceri è ancora scarsamente considerata - ha aggiunto Marialori Zaccaria, presidente dell'Ordine degli Psicologi del Lazio - . LA conferma arriva anche dalle recenti dichiarazioni del sostituto procuratore presso il tribunale di Roma, Simonetta Matone, che ha criticato l'eccessiva indulgenza degli psicologi nei confronti dei detenuti"