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16/05/2008 Adnkronos Salute, 2

Sanità: in Italia uno psicologo ogni 700 abitanti, rischio precariato - numero professionisti cresciuto del 31% ma stabile numero pazienti

Cresce in Italia il numerodegli psicologi. Sono 64 mila, uno ogni 700 abitanti. E cresce il
rischio del precariato. Anche perché, negli ultimi 4 anni, il numerodi italiani che si sono affidati alle loro cure è rimasto stabile a fronte della crescita del 31% dei professionisti. Sono i dati fornitidall'Ordine degli psicologi del Lazio, che ha presentato oggi a Roma il volume 'La psicologia e il mercato del lavoro: una professionedestinata al precariato?', illustrando i dati e le ricerche dell''Osservatorio mercato del lavoro della psicologia' a cuicollaborano le due Facoltà di Psicologia della capitale.
L'indagine, che ha coinvolto un campione di 4.350 persone over18, indica che ogni anno circa 2 milioni e 300 mila italiani entrano in contatto con uno psicologo (pari al 5,5% della popolazione), unnumero che non ha registrato variazioni di rilievo negli ultimi quattro anni anche se ci sono differenze notevoli a livello regionale.
Dal 2004 al 2007, però, sono entrati nel mondo del lavoro circa 15mila nuovi psicologi e c'è una crescita costante nelle iscrizioni all'albo pari al 10% all'anno. Si ingrossano, così, le fila deiprofessionisti sempre più a rischio precariato e di 'professioni inventate'. E gli esperti puntano il dito contro la mancataprogrammazione nelle università che immatricolano ogni anno troppi futuri psicologi, senza tenere in conto le esigenze territoriali.
Anche le lauree brevi hanno contribuito -secondo i dati dell'Ordine degli psicologi del Lazio - a far crescere il numero di professionisti. Con risultati che gli esperti consideranodiscutibili.
Prendendo in esame infatti i diplomati in Psicologia (laurea breve) dell'Università di Roma 'La Sapienza' del 2005 al 2007, si osserva che, a un anno dal diploma, risultano occupati solo nell' 8 %di casi e, peraltro, con redditi tra i più bassi tra tutte le discipline (900 euro al mese).
Ma il problema dell'eccessivo numero di professionisti perabitanti non è specifico della psicologia, rileva l'Osservatorio. In Italia sono 200 mila gli ingegneri (1 per 220 abitanti), 195 mila gliavvocati (1 per 230 abitanti), medici e odontoiatri sono 380 mila (1 per 118 abitanti) e così via. Avere un numero di professionisti digran lunga superiori alle necessità reali del Paese non è esente da rischi di aumento ingiustificato di prestazioni, secondo gli espertiche citano, come esempio, un'indagine del centro studi Ceis (Tor Vergata): quantificando le ragioni dell'anomalo ricorso ai tribunaliitaliani, la ricerca individuava una tendenza lineare per cui ogni
aumento del 10% nel numero di avvocati provoca il 5% di incremento nelnumero dei nuovi procedimenti civili.