Per una metodologia della CTU a tutela del minore. Da fotografica a trasformativa

16 dicembre 2017 - 10:00 - 13:00 - Ordine degli Psicologi del Lazio

Il seminario si pone l’obiettivo di proporre una metodologia che imposti una CTU come una sorta di fotografia che risponda ai quesiti o a quanto richiesto dal Giudice, ma che contenga anche i “semi” per innestare un processo trasformativo. Infatti, un conto è avvalersi di una metodica valutativa meramente fotografica, altro è rispondere alle richieste del Tribunale avendo reso partecipi le parti (e i singoli membri del sistema familiare) ad un processo: la differenza è sul come rispondere e attraverso quale metodologia. In questo senso una CTU rientra in una valutazione che ha insite le potenzialità di un intervento.

Del resto con il tempo la modalità attraverso cui è stata condotta la consulenza in tema di separazione si è modificata, assumendo caratteristiche sempre più cliniche tanto da poter essere definita consulenza orientata in senso “trasformativo”.
Il CTU si muove su un doppio registro: da un lato si situa all’interno di un contesto di tipo giudiziario/valutativo e deve rispondere a determinati quesiti, parallelamente deve interrogarsi su come rispondere ai quesiti seguendo un percorso e una processualità clinica e mantenendo presente, sullo sfondo, che il fine ultimo è la tutela del minore. A seconda dell’impostazione adottata, la consulenza potrà indirizzare verso esiti differenti: in un’attenuazione del conflitto e in una maggiore consapevolezza della vicenda familiare o perfino in un inasprimento della conflittualità.

Si può sostenere che lo spazio peritale deve poter costituire un “tempo sospeso”, un luogo dove restituire una mentalizzazione, una storicizzazione degli eventi, un restituire/ritrovare senso e alfabetizzare tutta una serie di elementi, come le emozioni e gli affetti.
Quest’ultimi, come ben sappiamo, nelle situazioni di alta conflittualità, hanno assunto l’aspetto di “oggetti concreti” e si esprimono attraverso una logica dicotomica del tipo vero/falso, innocente/colpevole, vincitore/vinto, “coniuge buono/coniuge cattivo” con la relativa equivalenza automatica “genitore buono/genitore cattivo”  e vengono evacuati senza alcun filtro e alcuna capacità di pensiero.

Occorre dunque lavorare molto sull’impostazione: un lavoro con le famiglie (e non sulle) pur non abdicando alla funzione valutativa; non ci si può infatti limitare in stricto sensu a quest’ultimo aspetto in quanto ciò andrebbe a incrementare la competizione e il conflitto.
Lavorare con le famiglie e con i genitori rinunciando a posizioni aprioristiche – spesse volte difensive dietro un (mal)celato e non funzionale atteggiamento paternalistico – è la vera sfida, forse la più complessa, ma certamente più soddisfacente sia in termini di esiti che di compliance rispetto all’utenza che incontra e affronta l’esperienza di una consulenza peritale.


Relatori
Claudio Bencivenga, docente di Psicologia dei Gruppi e delle Famiglie presso l’Università degli Studi di Parma, consulente presso il Tribunale Ordinario di Roma e Tivoli.

 

Luogo
Il seminario si terrà presso la sede dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, in via del Conservatorio 91.

 

Tipologia
Il seminario è rivolto agli iscritti all’Ordine degli Psicologi del Lazio.
Il seminario verrà videoregistrato e pubblicato all’interno dell’Area Riservata del sito, nella sezione E-Learning.
L’evento non rilascia crediti ECM

 

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