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Commissione tutela

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L’entrata in vigore della legge 4/2013 e quindi il riconoscimento di alcune professioni precedentemente non regolamentate, pone in modo pressante diversi quesiti inerenti la possibile sovrapposizione e/o sconfinamento di competenze e atti professionali tipici, soprattutto in ambito di promozione del benessere/salute e in quella del sostegno/consulenza psicologico/a. Allo stesso modo, il Disegno di Legge Lorenzin (Atto Senato n. 1324 XVII Legislatura), così come la recente modifica referendaria dell’Art.21 del Codice Deontologico degli Psicologi, forniscono in potenza importanti strumenti d’azione nell’ottica del contrasto all’abuso della professione e della tutela del Diritto alla Salute del cittadino.

Appare evidente come siano due i piani di cui la Commissione Tutela dovrà tener conto. Uno legato ad aspetti giuridico-legali, l’altro ad aspetti più culturali. Esiste da una parte la difficoltà oggettiva di far emergere i casi di abuso professionale ad un livello giuridicamente significativo a causa della natura prettamente relazionale delle interazioni tra il presunto professionista e la sua clientela. Dall’altra, la difficoltà di dimostrare con prove fattuali l’eventuale comportamento di abuso è amplificata dalla scarsa rilevanza sociale riservata al reato di “esercizio abusivo di professione” nel nostro ordinamento giuridico.

Sul piano etico-culturale, le difficoltà sono invece riconducibili a due aspetti. Da un lato, la nostra categoria soffre la non ottimale definizione operativa dei confini professionali e normativi della professione di Psicologo, dei suoi campi di intervento e dei relativi profili di competenza; dall’altro, anche a seguito della modifica dell’Art. 21 del Codice Deontologico, si pone l’urgenza di interloquire con gli stakeholder nel campo della formazione in Psicologia ed in Psicoterapia affinché non si verifichino potenziali e rischiosi scenari di abusivismo professionale (vedere, ad es., Sentenza Zerbetto 250/2012, Tribunale di Milano: “l’insegnamento dell’uso degli strumenti a persone estranee equivale in tutto e per tutto a facilitare l’esercizio abusivo della professione, ciò che la legge e il codice deontologico (art. 9) tutelano direttamente prescrivendo comportamenti attivi per impedirlo“.)

La Commissione Tutela si propone di lavorare su entrambi i fronti, nella consapevolezza che un vero cambiamento nella capacità di arginare l’abusivismo e tutelare la professione passi attraverso una diversa e più moderna percezione culturale della professione di psicologo nell’opinione pubblica, nell’utenza e tra i colleghi.

Obiettivi

Alla luce dell’analisi e della gestione dei casi di abuso segnalati, la commissione Tutela articolerà la sua azione sul piano concreto perseguendo le seguenti direttive:

Analisi e istruttoria delle segnalazioni che l’Ordine riceverà tramite i suoi canali di comunicazione.

Analisi della giurisprudenza, delle leggi, normative, decreti, ecc, che riguardano la professione di Psicologo ed eventuali casi di abuso al fine di creare un archivio ragionato di leggi e sentenze, a supporto dell’intera attività di tutela, sia lato Ordine che lato cittadini.

Facendo seguito alle attività istruttorie e di analisi dei casi, proprie della Commissione, si valuterà di proporre eventuali materiali informativi, risorse di supporto e/o iniziative di sostegno, dirette a iscritti, cittadini e Istituzioni, finalizzate a individuare e gestire in modo più efficace presunte casistiche di abuso della professione.

Analisi di bandi e concorsi riguardanti la figura e/o le competenze dello Psicologo, e ove si rilevino ricorrenti criticità, lavorare su una proposta di avvio di un Osservatorio permanente sui bandi e concorsi con l’obiettivo di vigilare affinché possa essere garantita agli psicologi la possibilità di ricoprire, in via esclusiva, quei ruoli che ex legesono a loro riservati, eliminando ab origine la possibilità di apertura a figure professionali prive delle necessarie competenze.

Analisi e proposta per la produzione di materiale utile per campagne di informazione sulle prerogative della professione di psicologo e sui rischi dell’abusivismo professionale.

Creazione di un canale privilegiato e strutturato di interlocuzione con i NAS, al fine di rendere più efficace l’azione di tutela sui casi di abuso, palesati e potenziali.

Progettazione di un servizio di assistenza legale gratuita a favore delle vittime di abuso professionale, sia in ottica di servizio al cittadino e di tutela del Diritto alla Salute, che al fine di disincentivare tentativi di abuso. Un’iniziativa di civiltà che, tra l’altro, permetterebbe di cominciare ad interloquire come soggetto attivo, credibile e garante con cittadini, istituzioni e tribunali.

 

Componenti

coordinatrice
Paola Biondi

Alessandro Bartoletti
Laura Barnaba
Dimitra Kakaraki

Viola Poggini

attività del gruppo