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Lo psicologo dello sport: alleato dell’età evolutiva

Obiettivo? Tutelare e favorire lo sviluppo emotivo e socio-affettivo dei ragazzi, per vivere l'esperienza dello sport in tutti i suoi significati

Lo psicologo dello sport: alleato dell’età evolutiva

a cura del Gruppo di Lavoro Psicologia dello Sport e del Comitato d’area Sport ed Età Evolutiva (Albanese Mariapia, Carabelli Pierfrancesca, Giglio Cobuzio Maria Carla, Lancioni Roberta, Maimone Marianna, Pellicano Ezio, Raffaele Sara, Sepio Daniela)

CHI E’ LO PSICOLOGO SPORTIVO?

Lo psicologo dello sport è un professionista abilitato all’esercizio della professione di psicologo, mediante il superamento dell’Esame di Stato, con una specifica formazione in Psicologia dello Sport acquisita in percorsi di studio specialistici e sul campo.

E’ un esperto di comunicazione, capace di facilitare le relazioni tra gli operatori delle Società Sportive (dirigenti, accompagnatori, istruttori, medici, etc..); l’utenza  (genitori, bambini, ragazzi) e le strutture esterne presenti sul territorio (A.S.L., Parrocchie, Associazioni culturali, scuole, etc..) per creare spazi di crescita personali e valoriali condivisi, con il fine ultimo di favorire ed aumentare il benessere psico-fisico del giovane atleta e del suo contesto familiare e sportivo.

QUALI SONO LE AREE DI INTERVENTO DELLO PSICOLOGO SPORTIVO?

Storicamente, il primo ambito in cui la psicologia sportiva ha avuto applicazione è stato quello agonistico. Oggi, consapevoli di quanto lo sport promuova la salute fisica e mentale degli individui, si è esteso a più settori:

  1. Area Evolutiva: che si rivolge a giovani e giovanissimi;
  2. Area della Terza età: per i non più giovani;
  3. Area della Riabilitazione (psicotraumatologia): per chi si trova alle prese con la ripresa da un infortunio;
  4. Area dell’Agonismo e Top Level: per gli atleti agonisti;
  5. Area della Disabilità: per le persone con disabilità motorie e cognitive;
  6. Area del wellness: per coloro che praticano sport al fine di ottenere e mantenere uno stato di benessere psicofisico;
  7. Area della ricerca: per promuovere l’ideazione e l’applicazione di metodologie e tecniche sempre più appropriate, aggiornate e trasversali alle aree su menzionate.

Pertanto, seppur nella diversità degli ambiti di applicazione e di obiettivi, lo psicologo e la psicologia dello sport si rivolgono a tutti coloro che praticano attività fisica e/o sportiva direttamente e a tutti quelli che ne sono coinvolti indirettamente (allenatori, istruttori, genitori).

 PERCHE’ FAR RIFERIMENTO ALLO PSICOLOGO DELLO SPORT IN ETA’ EVOLUTIVA?

I destinatari dell’intervento degli psicologi dello sport che lavorano nell’area evolutiva sono soggetti con età che va dai 3/4 ai 18/19 anni, che attraversano perciò una fase dello sviluppo caratterizzata da evoluzioni numerose, rapide, intense, complesse e non sempre prevedibili. Si tratta di cambiamenti impegnativi per chi ne è direttamente coinvolto e per chi è a fianco dei giovani protagonisti sportivi. Siamo di fronte ad un processo di crescita fisica, cognitiva, affettiva, relazionale e sociale che ha bisogno di attenzione e di sostegno qualificati.

E’ proprio per la complessità e per la delicatezza di questo processo evolutivo che si è resa necessaria la qualificazione e la specializzazione di una figura professionale che fosse a servizio di tale complessità e degli attori coinvolti. La pratica sportiva, nellarea evolutiva, diventa uno spazio ludico ed esperenziale elettivo in cui si imparano precocemente le regole del rispetto e della fiducia ed i valori cardine della crescita bio-psico-sociale, utilizzabili come risorsa durante tutto l’arco evolutivo dello sviluppo, non solo a fini prestazionali, ma, soprattutto, personali.

CHE COSA FA E COME INTERVIENE LO PSICOLOGO DELLO SPORT IN ETA’ EVOLUTIVA? QUALI SONO GLI STRUMENTI CHE UTILIZZA? E QUALI I BENEFICI CHE OFFRE E COSA PREVIENE?

Lo psicologo sportivo dell’età evolutiva è un facilitatore della comunicazione tra tutti gli adulti di riferimento che ruotano intorno al contesto sportivo (allenatori, genitori, dirigenti, società) e si pone come obiettivo quello di creare un clima favorevole affinché il bambino possa vivere l’esperienza sportiva nel modo più sereno possibile e, prima cosa tra tutte, divertirsi!

Lo psicologo interviene sia in modo indiretto, collaborando con l’allenatore e interfacciandosi con i genitori, che in modo diretto, lavorando con il bambino, al fine di tutelare e favorire il suo sviluppo emotivo e socio- affettivo.

Lavorando direttamente con il bambino (previo consenso informato dei genitori) lo psicologo interviene per ottenere i seguenti benefici:

-potenziare le competenze emotive nel riconoscere, nominare e regolare le emozioni sperimentate “in campo” e non

– favorire e promuovere la formazione di un adeguato schema corporeo

-sostenere lo sviluppo cognitivo e metacognitivo, migliorando le capacità attentive, mnemoniche e di problem solving

-implementare la motivazione e l’attaccamento alla pratica sportiva, riducendo il rischio di un precoce abbandono

– ottimizzare le risorse del bambino, intervenendo anche sulle criticità segnalate dall’allenatore e/o dai genitori

Gli strumenti che lo psicologo sportivo in età evolutiva utilizza sono:

  • L’osservazione delle sedute di allenamento
  • Le dinamiche di gruppo che si osservano durante l’allenamento o le partite
  • Colloquio con il minore previa richiesta ed autorizzazione dei genitori
  • Giochi proiettivi, di role play, focus group per lavorare sia sul gruppo che sul singolo

Collaborando attivamente con l’allenatore lo psicologo dello sport può:

  • avere la funzione di mediatore tra il giovane ed il coach, affinché tra loro si stabilisca una relazione basata su una comunicazione emotiva positiva
  • favorire processi di apprendimento costruttivi e consapevoli basati non esclusivamente sulla trasmissione di aspetti tecnici e tattici
  • creare una cultura comunicativa orientata alla creazione di una relazione efficace
  • prevenire il drop out
  • intervenire eventualmente sulla pianificazione dell’allenamento per un migliore adattamento degli obiettivi, dei materiali e delle strategie psico-educazionali, tecniche e tattiche

Gli strumenti che lo psicologo utilizza per lavorare con l’allenatore sono:

  • L’ osservazione della comunicazione durante le sedute di allenamento e le partite
  • Colloqui con l’allenatore
  • Riunioni periodiche ed incontri di formazione con tutto lo staff degli allenatori
  • Discussione delle situazioni per meglio cercare una risoluzione
  • Giochi proiettivi, di role play, focus group per lavorare sia sul gruppo che sul singolo
  • Somministrazioni di eventuali test per valutare le motivazioni (CBAS, CBA)

Lo psicologo lavora con i genitori sostenendo l’importanza della valenza educativa e del divertimento, per ottenere:

  • Una gestione consapevole e partecipe del percorso sportivo del figlio
  • Definizione chiara dei ruoli all’interno del contesto sportivo in cui svolge l’attività il bambino
  • Definizione chiara delle regole del contesto e richiesta di collaborazione con la società sportiva sull’aspetto educativo
  • Consapevolezza che l’attività sportiva deve essere innanzitutto un opportunità di crescita e sviluppo sano nell’ottica del divertimento nell’intento di abbandonare la ricerca del campione
  • Di non stressare con eccessive richieste legate alla prestazioni i bambini

Gli strumenti che lo psicologo utilizza per lavorare con i genitori sono:

  • Sportello di ascolto all’interno della struttura sportiva per discutere eventuali problematiche psicologiche del minore legate all’attività sportiva riguardanti per lo più l’aspetto della prestazione
  • Osservazione del comportamento dei genitori mentre assistono agli allenamenti o alle partite dei figli
  • Incontri di formazione ed informazione sul’età evolutiva e sulla necessità di una definizione chiara e rispetto dei ruoli all’interno del contesto sportivo

Lo psicologo sportivo in età evolutiva, pertanto, collabora ad individuare quella “zona di sviluppo prossimale” entro la quale ogni bambino può trovar uno spazio di crescita, personale e condiviso.

In sintesi, il lavoro dello psicologo allinterno di una Società Sportiva consiste nel:

  • sostenere i dirigenti nella gestione e nell’organizzazione delle attività della società
  • migliorare il rapporto e la collaborazione tra i tecnici dello stesso staff, tra tecnico ed allievo/atleta, tra tecnico e genitori
  • promuovere uno stile comunicativo chiaro e ottimale per strutturare una corretta accoglienza di bambini e genitori e una collaborazione funzionale con lo staff tecnico
  • aiutare i tecnici a focalizzare le situazioni su cui lavorare tramite riunioni e osservazioni “sul campo”
  • aumentare le capacità d’intervento sulle interazioni specifiche, sapendo leggerle attraverso l’analisi del contesto e della circolarità della comunicazione, al fine di individuare i significati emotivi che accompagnano l’esperienza quotidiana
  • formare lo staff tecnico ed informare i genitori per permettere un sano sviluppo evolutivo dei bambini nel rispetto delle diverse fasi dello sviluppo e della carta dei diritti dello sport dei bambini

Consapevoli, pertanto, che la pratica sportiva si caratterizza per l’essere uno dei tanti spazi di crescita in cui i giovani imparano a stare insieme a loro stessi e agli altri, l’associazione sportiva è il luogo in cui questo avviene secondo strategie consapevoli e prassi pedagogicamente orientate. E’ dove si insegna a “crescere giocando”, in un’ottica circolare impregnata di quella reciprocità educativa che spetta allo psicologo di creare, sostenere ed alimentare e che può realizzarsi solo attraverso la condivisione del valore educativo (cooperazione nella competizione, lo spirito di gruppo, la disciplina personale, la condivisione e il rispetto delle regole ed infine la tolleranza e il rispetto reciproco) di cui lo sport è particolare portatore.

 

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