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Lo psicologo di base “Un cuore ferito”

Una esperienza innovativa che prevede la presenza di uno Psicologo accanto al Medico di Medicina Generale nell'accogliere i pazienti che si presentano allo studio. L’esperienza viene attuata dal 2000 come parte della formazione degli specializzandi della Scuola di Psicologia della Salute della Sapienza di Roma, e ha coinvolto finora 20 studi di Roma e centri limitrofi.

Lo psicologo di base “Un cuore ferito”

Un cuore ferito

(racconta la psicologa Dott.ssa Mariangela Spera)

Alessandro (versione italianizzata di Aleksander)  è un uomo di 56 anni di origine polacca, che vive in Italia da oltre venti anni con la famiglia. Si reca frequentemente allo studio medico per la prescrizione di farmaci, attualmente 11,  per il sistema cardiovascolare, lo stomaco e il colesterolo. Nell’autunno scorso ha avuto un infarto e gli sono stati applicati degli stent alle coronarie. Da quel momento viene spesso dal medico lamentando un dolore lancinante al petto, dalla parte del cuore, lì dove ha “subìto” l’intervento. Parola messa tra virgolette non a caso, poiché lui sostiene a più riprese che “stava meglio prima” dell’intervento, che gli ha procurato un dolore insopportabile ed immobilizzante: lui l’intervento non avrebbe voluto farlo e se potesse tornare indietro non lo rifarebbe. Il medico non mi nasconde la sua difficoltà nei confronti di Alessandro, cui ha spiegato che il dolore al petto non ha nulla a che fare con gli stent e che probabilmente ha un’altra matrice, forse la schiena.

L’intervento

Il medico mi lascia ampio spazio per comunicare con questa persona, invitandomi ad intervenire in una situazione che avverto pesante: con voce grave e corporatura possente, Alessandro porta all’interno della stanza del medico sentimenti di sofferenza, di rabbia, di impossibilità di accettazione, verso i quali il medico appare impotente e vulnerabile. Riconosce di essere infastidito ogni volta che Alessandro si presenta allo studio, possibile che non capisca che il cuore non c’entra? Anche la sua mancanza di riconoscenza, in fondo gli hanno salvato la vita!

   La comunicazione tra me e Alessandro prende avvio con domande rispetto alla sua condizione di vita, alla famiglia e al lavoro. Ha una moglie e due figli, il primogenito maschio e una femmina. Lavora come idraulico in una ditta. Riporta costantemente la conversazione al dolore al petto, che non gli permette di lavorare; spesso lamenta delle fitte, porta la mano al petto e si ripiega su se stesso. Torna diverse volte nel giorno della settimana in cui sono presente e lo scambio tra lui e il medico continua ad essere negativo: il medico non sa bene come aiutarlo mentre lui mantiene un atteggiamento aggressivo e recriminatorio.

   Un giorno gli chiedo del tempo che trascorre con i suoi familiari e di come condivide questo momento difficile con loro. Emerge un fatto inedito: il figlio 25enne in autunno ha lasciato definitivamente la famiglia per andare a vivere in Australia con la fidanzata. Non sembra avere in programma rientri in Italia, neanche per rivedere i genitori. Le comunicazioni sono scarsissime. Alessandro lascia trapelare dolore e rabbia, e conclude dicendo che a saperlo prima un figlio non lo avrebbe voluto. Perché averlo se poi deve andare via e non farsi più sentire? E procurare un dolore così forte, aggiungo io. Su queste ultime parole esce dallo studio.

   Dopo l’uscita di Alessandro dalla stanza parlo con il medico, collegando le vicende che il paziente ci ha appena raccontato con le fitte al cuore: non si tratta del cuore come muscolo che sta nel torace, ma dei suoi sentimenti feriti, di padre. Il medico capisce benissimo, e da quel momento il suo vissuto verso Alessandro cambia: non è più “un rompiscatole” ma un uomo profondamente provato dalla vita, che porta il suo disagio (ora più che giustificato) nell’unico luogo che conosce dove pensa possa trovare accoglienza. Il medico è anche molto colpito dall’importanza di conoscere in modo approfondito la situazione di vita dei suoi pazienti, prima ancora di valutazioni sul loro “carattere” o la loro eventuale “psicopatologia”.

   Da quel giorno Alessandro non è più venuto allo studio durante il giorno di copresenza se non di passaggio, segno di non voler riaffrontare al momento la questione del figlio o altri argomenti dolorosi. L’ho visto però affacciarsi alla porta per scambiare delle informazioni rapide con il medico e la comunicazione tra loro mi è sembrata molto più serena, per quanto “a distanza”. Alessandro appare meno rabbioso e cupo, e il medico, con cui mi sono confrontata in seguito, sembra alleggerito. Non parla più di una persona intrattabile: difficile sì, ma con cui i rapporti sono migliorati. I due sembrano aver trovato un nuovo equilibrio.

Vantaggi

  Questo intervento, realizzato esclusivamente durante incontri in cui medico e psicologo sono presenti insieme, illustra un possibilità finora non molto evidenziata nei resoconti della nostra esperienza di collaborazione MMG/psicologo: quella di promuovere, anche solo attraverso un approfondimento di conoscenze sul paziente, una modificazione del vissuto del medico nei suoi confronti e di conseguenza un miglioramento nella relazione, più improntata alla vicinanza e alla fiducia reciproca. Questo cambiamento, oltre a costituire un evidente vantaggio in sé per entrambi gli interessati, ha evitato che il medico, di fronte alle insistenze di Alessandro, arrivasse a prescrivere indagini o farmaci (al limite anche ricoveri) inutili, il cui costo avrebbero gravato sulla collettività.

Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute, Sapienza di Roma
Servizio di Psicologia di Base negli studi di Medicina Generale
(responsabile Prof. Luigi Solano)

  • http://www.ordinepsicologilazio.it/ Ordine degli Psicologi del Laz

    Grazie dott.ssa Tarquini per l’occasione che ci offre di specificare che la dicitura “Psicologo di base” è il titolo della rubrica ma non fa riferimento ad una figura professionale ad oggi normativamente definita, così come non sono definiti di conseguenza i requisiti necessari per conseguirne il titolo. Pregandola di segnalarci informazioni divergenti ottenute in merito,
    una buona giornata!