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Festività? Oddio che stress!

Le festività dovrebbero essere un’occasione di svago e riposo. Eppure i sondaggi dicono che possono coincidere con forti livelli di stress

Festività? Oddio che stress!

Generalmente, siamo abituati ad associare all’idea di festività una condizione psicologica di rilassamento e gioia. Questo è almeno ciò che tutte le pubblicità natalizie ci propongono, e quello che la tradizione culturale per lo più associa a queste feste: un tempo per riposarsi, da dedicare agli affetti più prossimi e alla cura di sé. Ognuno di noi può aver maturato nella propria esperienza una posizione personale rispetto a questo topos, può avervi aderito profondamente o averlo rifiutato con convinzione, ma il modello esiste e resiste.

In relazione a questa cornice, è interessante verificare cosa dicono i sondaggi sulla relazione tra stress e festività.

Soprattutto quando la festività implica un coinvolgimento delle relazioni familiari, rispetto al passato si riscontra, infatti, un aumento di sentimenti di stress. A giustificazione di questo dato possiamo invocare importanti variabili proprie della contemporaneità. Innanzitutto, la contrazione del tempo. I ritmi vita/lavoro impongono, soprattutto a chi vive nelle grandi città, di poter dedicare alla cura delle tradizioni familiari per lo più del tempo residuale, incastrato tra i normali impegni della vita produttiva. Andare a comprare i regali da mettere sotto l’albero, prenotare la settimana bianca o organizzare il cenone di Capodanno, sono appuntamenti che si sommano alla routine quotidiana e possono diventare vere e proprie fonti di stress aggiuntivo.

Ci sono, poi, fattori che incidono su un piano affettivo più profondo. Generalmente, le festività invernali implicano un confronto diretto con gli affetti familiari. Se la famiglia è un nucleo espressamente o latentemente conflittuale, questo può tradursi sul piano affettivo nell’emersione di sentimenti di angoscia o inquietudine. L’occorrenza di trascorrere del tempo “vuoto”, ovvero non dedicato al lavoro e quindi anche sprovvisto del “vestito sociale”, immersi nelle relazioni familiari, può far emergere con più forza dinamiche irrisolte, che spesso hanno come cardine fantasie relative alle aspettative. Può accadere che si torni nella famiglia di origine e ci si senta oggetto di richieste o sottoposti a verifica. Oppure, quando non si è costruito un nucleo familiare autonomo, può accadere di fronteggiare con più amarezza la solitudine, indugiando in resoconti e bilanci.

Quali sono le più efficaci contromisure per non sentirsi sopraffatti?

Innanzitutto, rafforzare le connessioni sociali autentiche. Sappiamo che forti relazioni di sostegno aiutano a gestire tutti i tipi di sfide. Quindi, è una buona idea approfittare delle feste come momento per ristabilire il contatto con le persone positive nella nostra vita. Accettare l’aiuto e il sostegno di coloro che si prendono cura di noi può aiutare ad alleviare lo stress. Se si passa molto tempo in famiglia, può essere una buona prospettiva quella di facilitare la relazione intergenerazionale. Visto che si sta in un luogo di tradizione, mettersi dalla parte della tradizione può aiutare a connettersi con il naturale sviluppo delle circostanze: si può approfittare della contemporanea presenza di anziani e bambini per raccontare storie di famiglia, ad esempio, per dare un senso alla trama collettiva e nello stesso tempo risalto alle personalità individuali. I genitori possono anche utilizzare questo tempo come un’opportunità per discutere delle diverse tradizioni familiari connesse alle festività.

È bene non essere tirannici con le aspettative anche solo se si sta organizzando un viaggio con gli amici o in coppia. Ovvero, potrebbe non nevicare. Piuttosto che perdere il sonno nell’organizzazione capillare delle giornate di vacanza, può essere una buona idea concentrarsi di più su dimensioni affettive o intime e lasciare spazio alla possibilità che le cose prendano naturalmente il corso che devono.

Cerchiamo di mantenere le cose in prospettiva. Nel complesso, la stagione delle vacanze è breve. Ricordarselo aiuta a mantenere un orizzonte più ampio e una prospettiva di più lungo periodo. Ovvero, siamo noi che andiamo in vacanza e noi che torniamo. Facciamo un bel sospiro di sollievo.