Sessual-mente parlando…

Pornografia: parliamone

Il più delle volte associamo il materiale hard a qualcosa di negativo e “sporco”. In realtà il discorso è molto più articolato e, proprio per questo, interessante

 

Di cosa parliamo esattamente quando parliamo di pornografia? C’è da chiederselo, perché è la stessa definizione di questo termine a far capire la complessità del concetto. Secondo uno dei più accreditati dizionari della lingua italiana (Treccani, 2016), la pornografia consiste nella trattazione o rappresentazione attraverso vari mezzi (come film, video, scritti, foto o spettacoli) di soggetti o immagini ritenuti osceni, allo scopo di stimolare eroticamente il lettore o lo spettatore. Il problema, a questo punto, è che non è semplice definire ciò che è osceno, perché quello che urta il comune senso del pudore è qualcosa di estremamente variabile a seconda del momento storico, dei contesti sociali e di molti altri fattori.

Ad ogni modo, la storia ci mostra che la pornografia è sempre esistita. Dalle prime rappresentazioni erotiche risalenti al paleolitico alle immagini degli antichi egizi, passando per i rilievi decorativi dei palazzi Assiri in Mesopotamia, gli affreschi degli antichi greci e romani (raffiguranti, per esempio, scene di sesso omosessuale, di sesso a tre, di fellatio o di cunnilingus) e pure per il Kama Sutra, manuale indiano che stabiliva le regole della relazione affettiva e al tempo stesso quelle del rapporto sessuale. Insomma, fin dalla notte dei tempi gli esseri umani hanno avuto l’istinto di guardare immagini di sesso esplicito: quello che è cambiato nel corso del tempo è stato (e continua ad essere) da una parte il modo di proporre tali immagini e dall’altra il loro significato simbolico, religioso e/o propiziatorio (oltre che erotico) che in alcune epoche storiche poteva essere associato a tali rappresentazioni.

Ma torniamo ora ai nostri giorni. Negli ultimi decenni il porno è cambiato molto, un po’ appunto per via dei nuovi mezzi a disposizione e un po’ anche per via di ulteriori sfumature. Volendo fare un breve riassunto, potremmo dire che negli anni ‘60-‘70 il porno ha assunto un carattere liberatorio e di rivolta e ha iniziato ad essere sdoganato al grande pubblico soprattutto attraverso giornaletti e vhs. Negli anni ‘80-‘90, la pornografia è diventata sempre più un business, che come tale ha portato alla nascita di mega produzioni e ad attori hard pagati con cachet stellari. Dopo gli anni ‘90 e con l’avvento di Internet, il porno è diventato più accessibile e meno costoso…se non addirittura gratuito. Il risultato di questa trasformazione è stato, però, quello di produzioni via via più scadenti da un punto di vista qualitativo, una sorta di supermarket pieno di prodotti preconfezionati, una “biblioteca del feticismo”, per dirla con le parole usate qualche anno fa a Cannes da Rocco Siffredi, che di fatto sta portando ad una omologazione dell’immaginario erotico mondiale. 

Ma a chi piace il porno oggi? Chi è il fruitore tipo? Nell’immaginario comune il porno rimanda spesso all’uomo che guarda un video hard da solo, ma questa è un’immagine davvero riduttiva, se non un vero e proprio pregiudizio. In realtà, il pubblico dell’hard è molto vario, perché sono tanti i motivi che possono spingere alla fruizione (solitaria o in coppia) di materiale porno: la noia, la curiosità, il desiderio di ravvivare la passione di coppia, la voglia di giocare e quella di sperimentare. L’intenzione, durante l’adolescenza, di sfidare i coetanei a chi guarda più video porno o quella di sentirsi grandi. Per molte altre persone, poi, il porno è quasi un automatismo, una sorta di abitudine: in pratica c’è chi ama guardare materiale hard prima di andare a dormire, un po’ come chi ama accendersi una sigaretta dopo aver fatto l’amore.

Di fatto, la pornografia è tanto diffusa quanto discussa. Proveremo qui di seguito a fornire qualche esempio di informazioni errate o convinzioni negative. 

“La pornografia interessa solo agli uomini”

Sicuramente gli uomini restano ancora i maggiori fruitori di porno: circa il 76%, stando a recenti dati forniti da Porno Hub (un po’ perché l’eccitazione maschile si accende e si alimenta molto con il senso della vista, mentre quella femminile richiede un coinvolgimento di tutti i 5 sensi. E un po’ perché la maggior parte della pornografia è fatta da uomini per uomini). Va sottolineato che le utenti donne sono aumentate del 24%. Tuttavia è ancora difficile trovare una donna che “confessi” con disinvoltura di vedere materiale hard. 

“La pornografia provoca disfunzione erettile”

In realtà ad oggi non esiste nessuno studio che evidenzi un rapporto causa-effetto tra visione di materiale pornografico (e masturbazione) e successiva difficoltà di erezione. L’attuale certezza è, semmai, che alla basa dei disturbi sessuali c’è sempre un mix di fattori (insicurezza, stress, sensi di colpa, ansia da prestazione, eventuali problemi di coppia, cause organiche e aspetti inconsci più profondi).

“Ricercare e vedere materiale hard online favorisce lo sviluppo di una sorta di dipendenza dal sesso”

Be’, tutto dipende dalla quantità di tempo dedicato alla fruizione dell’hard. Quello che si può dire è, semmai, che la visione di materiale porno può stabilizzare o incrementare un disturbo già presente e conclamato; comunque tale difficoltà è provocata in larga misura da ben altri fattori, come per esempio bassa autostima, eccessiva timidezza, depressione, ecc.

“Vedere materiale hard abbassa il desiderio sessuale”

Falsa anche questa convinzione. Basti pensare che alcuni professionisti possono, unitamente ad altre tecniche terapeutiche, scegliere di proporre ad alcune coppie la visione di video hard.

“La pornografia porta a percepire come normali le molestie e le violenze sessuali”

Alcuni studi (es. Journal of communication, 2015, “A meta-analisys of pornography consumption and actual acts of sexual aggression in general population studies”) hanno iniziato a evidenziare una relazione tra l’esposizione precoce alla pornografia e il successivo sviluppo di atteggiamenti maschilisti. Questo è vero. Tuttavia dire che la visione di materiale pornografico può indurre una persona a considerare normali le molestie è un altro discorso. In genere chi arriva a comportarsi in maniera violenta lo fa sulla spinta di ben altri fattori (gli input recepiti dall’ambiente familiare di appartenenza e diverse variabili emotive e individuali).

Oltre a ridimensionare alcune inesattezze riguardanti il porno, vale la pena di sottolineare i suoi aspetti positivi. Perché sì, la fruizione del porno presenta anche aspetti positivi. Come i seguenti: 

– permette di soddisfare sul piano immaginario desideri erotici irrealizzabili o irrealizzati. Detto in altri termini, può dare la sensazione di trasgredire o fare qualcosa che nella vita reale non faremmo mai, senza necessariamente passare all’atto.

– aiuta a consolidare la propria identità di genere.

In sostanza, immedesimandosi nei protagonisti di un film hard, gli uomini tendono a sentirsi più potenti a livello sessuale e le donne a compiacersi nell’immaginare di detenere un immenso potere seduttivo.

– aumenta l’immaginario erotico di una persona, (immaginario importante per il benessere sessuale individuale e pure di coppia)

– contribuendo a liberare nel nostro corpo endorfine, migliora il tono dell’umore

– può favorire una sana vita sessuale. In particolare: può aumentare la libido, aiutare l’eccitazione (quindi favorirla o stabilizzarla), intensificare le sensazioni di piacere e lo stesso orgasmo. (Sono i dati emersi da uno studio del 2016, pubblicato sulla rivista Sexual Medicine:  “Viewing Sexual Stimuli Associated with Greater Sexual Responsiveness, Not Erectile Dysfunction”).

Parliamo anche un po’ di gusti in fatto di hard (PornoHub, 2016). Per quanto riguarda le preferenze maschili, possiamo dire che le tre categorie più ricercate online dagli uomini sono: teen (donne giovani); ebony (ragazze con pelle scura); milf (donne mature ma sessualmente attraenti). Le tre categorie più ricercate online dalle donne, invece, sono: lesbian; big dick (membro di grandi dimensioni); threesome  (video con due uomini e una donna, ma la regola non è ferrea e può esserci anche l’opzione contraria).

Piccola precisazione: il fatto che le donne ricerchino molto online video lesbo, non ha nulla a che vedere con il loro orientamento sessuale. È solo che le donne sono più libere e meno spaventate rispetto agli uomini all’idea di fare fantasie a tematica omosessuale. Molte donne infatti, attraverso certe visioni, riescono a soddisfare alcuni bisogni che nella loro vita sessuale reale non vengono soddisfatti. In sostanza, i video della categoria “Lesbian” stuzzicano di più l’eccitazione femminile perché danno più importanza ad aspetti o dettagli generalmente trascurati nella pornografia eterosessuale: lasciano più spazio ai preliminari, al sesso orale, alla stimolazione dei capezzoli e ai baci sulla bocca. Inoltre contengono più riprese di volti e corpi interi (anziché solo di genitali) e danno più attenzione alla trama o alla scenografia. Un po’ quello che si è cercato di fare negli ultimi anni con il porno in rosa.

Insomma, la pornografia è qualcosa di complesso e non soltanto di negativo o sporco, come spesso si tende a credere. Ok, dirà qualcuno, ma come distinguere la persona che con il porno ha un approccio sano da una che, invece, ha sviluppato o sta sviluppando una vera e propria sexual addiction? In generale, dovremmo metterci in allarme davanti a una persona che orienta la maggior parte dei suoi pensieri e delle sue energie giornaliere per programmare (o ricercare) momenti da dedicare alla fruizione di materiale hard. Ma anche davanti a una persona che, a furia di vedere materiale pornografico, arriva a compromettere alcune sfere della sua vita (è il caso, per esempio, di chi giunge al punto di masturbarsi sul posto di lavoro), sviluppa stati ansiosi e depressivi, fatica ad addormentarsi e inizia ad avere pensieri ossessivi. Ma questo, ripetiamolo, è un caso limite. Il profilo degli utenti del porno è incredibilmente vario e sarebbe bene riuscire a tenerlo sempre a mente.