Sessual-mente parlando…

Menopausa e sessualità: nuove pillole e vecchi preconcetti

Mentre siamo tutti intenti a respirare il profumo dei postumi del Natale, ecco che, come per magia, da sotto quel che resta dell’albero spunta un nuovo dono per tutte le donne sulla cinquantina: l’ennesima pillola miracolosa in grado di distruggere l’unico vero Grinch della sessualità femminile … la menopausa! Come? Contrastando l’atrofia vulvare e vaginale tipica di questa fase fisiologica della vita.

Sì, perché è convinzione comune che la menopausa costituisca, per sua natura, un addio alle armi, un punto di non ritorno al di là del quale il piacere sessuale e l’intimità non hanno più spazio di esprimersi. A meno che, ovviamente, non si seguano degli adeguati accorgimenti medico-farmacologici in grado di ridare alla donna la stessa sessualità e presenza fisica che aveva precedentemente! Come se esistesse un modello sessuale a cui ispirarsi legato all’età, come se – dopo i cinquant’anni – si debba correre ai ripari inseguendo controcorrente qualcosa di perduto, invece di godersi serenamente le risorse di questa nuova fase della vita.

La fotografia, purtroppo rappresentativa dei vissuti emotivi di molte donne, è piuttosto allarmante perché denota una propensione alla patologizzazione della menopausa. Ma dal momento che ormai le donne vivono oltre un terzo della propria esistenza in assenza di mestruazioni, non è più pensabile ragionare solo in termini di “sopravvivenza” ai sintomi, ma è necessario adottare un’ottica più ampia che tenga conto del benessere generale della persona.

È indubbio che questo evento comporti degli stravolgimenti ormonali che hanno delle conseguenze fisiologiche sul corpo della donna, ma il vissuto emotivo che accompagna questi cambiamenti è tutt’altro che scritto, ed è fortemente influenzato da una serie di aspetti psicologici propri della singola persona.

Perché, infatti, a parità di sintomi fisici, alcune donne percepiscono la menopausa come “il periodo dorato dell’amore” (per dirla con le parole di Alda Merini) ed altre, invece, la paragonano al Grinch, il mostro delle favole per bambini che ruba lo spirito del Natale?

Proviamo insieme a comprendere cosa succede al corpo femminile con la comparsa della menopausa fisiologica e quali risvolti può avere sulla vita emotiva e affettiva della donna.

Per motivi logistici, però, escluderemo da questa nostra considerazione tutti quei casi particolari in cui la menopausa insorge in età troppo precoce/avanzata o in cui viene indotta farmacologicamente/chirurgicamente a causa di alcune patologie mediche pregresse. In tali occasioni, infatti, il vissuto emotivo e corporeo della donna può risultare decisamente più complesso, meritando dunque una riflessione a parte.

Cosa succede al corpo femminile in menopausa?

Con il termine menopausa si intende, letteralmente, “il termine delle mestruazioni” e quindi, di conseguenza, l’interruzione del periodo fertile della donna. Questo passaggio non avviene in modo netto e immediato, come se si spegnesse un interruttore, ma richiede fisiologicamente un periodo più o meno lungo di adattamento del corpo femminile, che può durare anche diversi anni – il cosiddetto climaterio.

Durante questa fase il numero di follicoli ovarici diminuisce gradualmente fino ad esaurirsi e, di conseguenza, anche gli ormoni femminili che da essi venivano prodotti, ovvero gli estrogeni e il progesterone, subiscono una drastica riduzione.

Quest’ultimi giocano un ruolo importante su tutto l’organismo femminile e la loro fluttuazione può causare, in modo più o meno marcato, diverse modificazioni corporee tra cui: atrofia dei tessuti estrogeno-dipendenti (con conseguente percezione di secchezza vaginale), instabilità vasomotoria (responsabile di sintomi quali vampate e sudorazione) e cambiamenti metabolici (con instabilità a livello osseo e fluttuazioni del peso corporeo).

È innegabile, quindi, che tale squilibrio ormonale può generare tutto un ventaglio possibile di spiacevoli sintomi da sopportare, ma è doveroso rimarcare come questi non sono considerabili invalidanti di per sé. Fastidiosi forse, ma non invalidanti!

Nei rari casi in cui questi sintomi diventassero particolarmente aggressivi, la scienza medica, nel corso dei decenni, ha proposto una serie di soluzioni alternative per ridurne gli effetti tramite l’assunzione esterna di dosaggi controllati di estrogeni, utili a controllare le complicanze a lungo termine dell’insufficienza ovarica, come per esempio l’osteoporosi.

È importante quindi riconoscere il valore medico di queste soluzioni farmacologiche (perché “soffrire” se la scienza ci permette di evitarlo?), ma da qui ad affidargli in assoluto il benessere psicologico della donna…c’è un abisso!

Cosa c’entra il sesso?

La diminuzione di estrogeni incide direttamente sulla lubrificazione vaginale, con conseguente sensazione di secchezza e dolore durante la penetrazione. E questo è un dato di fatto! Ma come la donna agisca attivamente difronte a tale modificazione corporea dipende da lei, dalla sua storia, dal suo rapporto di coppia e dalle sue risorse.

Ecco dunque che ci troviamo davanti donne che riportano una drastica diminuzione della libido e che scelgono di abbandonare completamente la sessualità, perché percepita come spiacevole e dolorosa, e donne che, invece, dichiarano l’esatto contrario, ovvero una rinnovata coscienza di sé e della propria femminilità, trovando delle soluzioni alternative in grado di ridargli pieno potere sulla propria intimità. In questo senso, che si tratti di pillole di estrogeni, di creme ormonali locali o di un semplice lubrificante, non ha importanza. L’obiettivo è trovare una soluzione per mantenere viva la propria sessualità.

Per comprendere questa estrema variabilità delle risposte femminili siamo costretti, dunque, a riflettere anche su altri aspetti, non direttamente collegati alle modificazioni corporee. La menopausa, di per sé, non stravolge la vita della persona o la sua relazione ma, come spesso accade in ogni evento evolutivo che accompagna le nostre vite, richiede di mettere in atto delle strategie di adattamento al cambiamento. E mentre alcune volte queste risorse ci sono e vengono accomodate al momento, altre volte, invece, faticano ad emergere, comportando un inasprimento dei conflitti e delle problematiche che caratterizzavano la vita precedente della persona.

Donne che hanno subito con dolore e frustrazione il trascorrere del tempo, che hanno legato la loro femminilità solo al lato procreativo e che non hanno dato mai importanza al proprio piacere sessuale, avvertiranno  i sintomi della menopausa come violenti e insopportabili e percepiranno le variazioni del loro corpo come un messaggio inesorabile di invecchiamento e di perdita di erotismo. Proveranno quindi imbarazzo o addirittura fastidio nell’inserire, ad esempio, un lubrificante all’interno della camera da letto e tenderanno a distaccarsi quasi con sollievo dalla loro intimità.

Donne invece che, nel corso della loro vita, hanno riconosciuto l’importanza individuale e relazionale della propria intimità, che sono state in grado di vivere un rapporto armonioso con il proprio corpo e che hanno sempre alimentato il loro essere donne (oltre che madri) avranno certamente più risorse nell’affrontare questa fase della loro esistenza. I figli sono ormai adulti, si è maggiormente consapevoli di sé e del proprio corpo, la sessualità non è più intrisa delle aspettative e delle incertezze tipiche delle fasi giovanili, ma diventa realmente espressione della propria intimità e del proprio modo di giocare. Il corpo diventa uno strumento di seduzione, di gioco e di fascino.

La Menopausa non è il Grinch!

Ecco quindi che riprendiamo il discorso delle pillole, con cui abbiamo aperto questa nostra riflessione. La pillola non deve in alcun modo essere guardata con sospetto dalla donna anzi, può essere considerata una valida alleata nell’affrontare le spiacevoli conseguenze secondarie legate alla menopausa. Ma la pillola, di per sé, non vi darà una sessualità appagante di coppia (se non siete voi a volerla!), la pillola non vi farà sentire più belle (se non siete voi a sentirvici!), la pillola non vi donerà una nuova voglia di giocare (se non siete voi a voler tornare a sognare!).

Come il Grinch, alla fine della famosa favola di Suess, risulta meno cattivo, aggressivo e antipatico del mostruoso folletto verde descritto all’inizio della storia, ecco che la Menopausa può iniziare a delinearsi come qualcosa di meno mostruoso e ingestibile.

E come il Grinch, alla fine, si fa portavoce (nella sua problematicità) del vero senso del Natale, ecco che la Menopausa può diventare, per ogni donna, il momento ideale da cui partire per la sua rinascita individuale e…perché no…sessuale!