Psicologia della vita quotidiana

Educazione sessuale nelle scuole: No Gender, No Party

Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? (Luca, 6, 41)

In questi giorni scopro attraverso un volantino trovato in una tabaccheria che Sabato 20 Giugno ci sarà a Roma, in Piazza San Giovanni, una manifestazione dal titolo: “Difendiamo i nostri figli. STOP GENDER NELLE SCUOLE” mi incuriosisco e allora leggo, con attenzione, il testo di convocazione.

Un punto attrae particolarmente la mia attenzione e cioè la critica alle linee guida dell’OMS sull’educazione sessuale dei bambini e adolescenti esplicitata attraverso alcuni punti che trovate nell’immagine qui sotto:

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Le frasi sono messe lì, senza altre spiegazioni come a dire: “guardate quali sono i suggerimenti dell’OMS sull’educazione sessuale dei nostri bambini, un orrore, sembra l’opera del demonio” e quindi mi preoccupo, penso che nell’OMS si sia infiltrata qualche organizzazione complottistica e che abbia condizionato l’intera ricerca mondiale sull’argomento…

Poi penso però che le frasi sono messe nel volantino completamente decontestualizzate e quindi mi sorge un primo sospetto, quello che forse sta sorgendo anche a voi, ovvero: non è forse questa la classica forma di comunicazione, di propaganda direi, di chi vuole diffamare qualcuno o qualcosa semplicemente decontestualizzando una frase, un’immagine, un comportamento?

Il volantino prosegue, mischiando fede e scienza, con frasi del tipo: nell’ideologia “GENDER” si nega la frase “Dio creò l’essere umano a sua immagine e somiglianza; a immagine di Dio li creò. Maschio e Femmina li creò. E poi frasi di papa Francesco (che tra l’altro mi piace moltissimo) e papa Benedetto XVI (che mi piace un po’ di meno, ma va bene lo stesso).

Non mi resta quindi, per fare un po’ di chiarezza dentro di me, prendermi qualche ora del mio tempo e leggermi attentamente queste “blasfeme” linee guida dell’OMS di circa 65 pagine, soprattutto nei punti nei quali l’OMS sembra impazzita!

E così leggo tutto e qualcosa lentamente mi si chiarisce.

Il documento dell’OMS nella prima parte tratta tutto il tema dello sviluppo sessuale del bambino, del bisogno di contatto e della ricerca del piacere che non è ovviamente ricerca sessuale, come potrebbe intenderla un adulto, prosegue spiegandoci l’importanza di una educazione sessuale formale nel bambino e come questa, se organizzata correttamente, possa portare grandi benefici  allo sviluppo affetto dei bambini. Nella seconda parte propone delle tabelle suddivise per fascia di età (0-4 anni, 4-6 anni, 6-9 anni, 9-12 anni, 12-15 anni, e dai 15 anni in su) con gli argomenti idonei a quel periodo dello sviluppo, suddivisi per tematiche generali: “Il corpo umano e lo sviluppo”, “Fertilità e riproduzione”, “Sessualità”, “Emozioni/affetti”, “Relazioni e stili di vita”, “Sessualità, salute e benessere”, “Sessualità e diritti” e “Influenze sociali

L’effetto maggiore di propaganda del volantino, a mio avviso, è sottolineare (senza commentarlo) il legame tra la giovanissima età: zero quattro anni, quattro sei ecc. con termini come “masturbazione”, “amore per persone dello stesso sesso”, “eiaculazione”, “preservativi”, “aborto” e molto altro lasciando intendere che il documento dell’OMS voglia inculcare nella mente dei bambini piccoli termini esplicitamente legati ad una dimensione adulta. È l’effetto, immagino, sperato dagli autori del volantino per creare indignazione tra la gente, immagino il commento di un genitore di fronte al volantino: “l’OMS vuole spiegare a mio figlio di 9 anni come si usa il preservativo?” Provo a fare un po’ di ordine partendo proprio dal tema dell’età. Cosa dice esattamente il documento circa l’età di insorgenza della sessualità?

Nel presente documento si è scelto intenzionalmente di sostenere un approccio in cui l’educazione sessuale abbia inizio fin dalla nascita. A partire dalla nascita i neonati apprendono il valore e il piacere del contatto fisico, del calore umano e dell’intimità. Ben presto imparano cosa è “pulito” e cosa è “sporco” e in seguito imparano la differenza tra maschi e femmine e tra persone amiche e sconosciuti. L’essenza del discorso è che a partire dalla nascita i genitori in particolare mandano ai bambini messaggi inerenti il corpo e l’intimità. Detto in altri termini, stanno facendo educazione sessuale. (OMS, p. 13).

Inoltre, rispetto ai termini utilizzati sempre l’OMS afferma: Gli adulti attribuiscono un significato sessuale ai comportamenti sulla base della loro esperienza di adulti e talvolta hanno molta difficoltà a vedere le cose con gli occhi di un bambino o di un ragazzo. Tuttavia, è essenziale adottare la prospettiva di bambini e ragazzi. (OMS, p. 22).

Fatta questa premessa terminologica provo a seguire i punti del volantino e raccontarlo all’interno del contesto del documento dell’OMS, cosa che dovremmo fare sempre quando qualcuno prova a convincerci utilizzando una sintesi.

Da zero a quattro anni: masturbazione infantile precoce. Non dice altro… se proviamo a confrontarlo con il documento dell’OMS capiamo subito che quest’ultimo non promuove la masturbazione infantile, ma sostiene che la sessualità è insita nella natura umana e che un bambino piccolo scopre i propri organi genitali e scopre che se toccati gli organi genitali producono piacere, questo piacere non è solo legato agli organi sessuale ma a molte parti del corpo. Non solo, gli autori del volantino si sono dimenticati di inserire altre due importanti linee guida ovvero: il fatto che la gioia del contatto fisico è un aspetto normale della vita di tutte le persone e, soprattutto, che tenerezza e contatto fisico sono espressioni di amore e di affetto.

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Letta così non vi appare anche a voi un po’ diversa dalla nuda e cruda frase del volantino?

Arriviamo al secondo punto, soprattutto su di un tema “scandaloso” ovvero l’amore (come lo definisce il volantino) tra persone dello stesso sesso.

Da Quattro a sei anni: masturbazione, significato della sessualità: il mio corpo mi appartiene. Amore tra le persone dello stesso sesso, scoperta del proprio corpo e dei propri genitali.

La psicologia evolutiva nello specifico, e la psicologia in generale, sostiene che il modo migliore per conoscersi è attraverso il proprio simile, la conoscenza avviene per identificazione e imitazione. Quindi un bambino che sta lentamente scoprendo la propria sessualità, inizialmente è incuriosito più dai suoi simili. Scopre, si confronta e, successivamente, si rivolge al diverso da sé. Questa pratica non è l’avvio di una relazione omosessuale ma la naturale tendenza dello sviluppo psichico.

Grazie al confronto e alla differenza costituisce la sua “identità di genere”. Il volantino estrapola una frase e la rende “ambigua” ecco la matrice relativa all’espressione di emozioni e affetti.

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Letta così vi sembra la stessa frase, decontestualizzata, del volantino? Che, tra l’altro, omette la parola “amicizia” come è chiaramente visibile nella tabella. Ma l’omissione non è peccato!

Procediamo con il terzo punto, Da sei a nove anni: masturbazione, autostimolazione, relazione sessuale, amore verso il proprio sesso, metodi contraccettivi.

Visto che sulla masturbazione ho detto e sull’amore verso persone dello stesso sesso anche, mi concentrerei sui metodi contraccettivi. Che cosa ci fa intendere il volantino, forse che tra i sei e i nove anni i bambini devono sapere come utilizzare preservativi, pillole e spirali? E no, anche in questo caso la frase messa lì è faziosa.

Se leggete attentamente la tabella, avendo come premessa quella che alcuni temi possono essere trattati solo se i bambini sono nella fase giusta di maturazione, le linee guida affermano che, in una società evoluta, che purtroppo non è la nostra (con questi volanti è impossibile), i bambini cominciano a capire che non arrivano dalla cicogna e quindi si può iniziare a parlare di fertilità e riproduzione. Ecco quindi, se il pensiero non è ideologizzato, che si può anche iniziare a dire che: siamo liberi di decidere, e quindi pianificare, se e quando avere un bambino.

Allora ecco la matrice blasfema:

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Dai nove ai dodici ritorna, come un mantra, Amicizia e amore con il partner dello stesso sesso, la buona notizia è che hanno aggiunto l’amicizia, evviva! Però adesso per il volantino la cosa si complica perché ci sono due new entry: la famigerata prima esperienza sessuale e l’eiaculazione. Lo so è dura per gli autori del volantino, ma i bambini e le bambine arrivano alla pubertà, insomma, a volte, crescono. E con i primi ormoni sessuali e la pubertà la tabella si arricchisce di nuovi termini che evidentemente per gli autori del volantino è bene che i giovani non conoscano, almeno formalmente, meglio che ci arrivino da soli tra racconti tra pari, tv, Internet e qualche sito pornografico!

Ecco le due matrici incriminate:

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Da dodici a quindici anni oltre ad indignarsi per chi vuole almeno riconoscere i segni di una gravidanza e soprattutto sapere come procurarsi contraccettivi gli autori del volantino vogliono esagerare e aggiungono, come informazione scandalosa: fare coming out. Mi chiedo quindi, ma se un adolescente di 15, 16 o 20 anni è attratto da persone dello stesso sesso cosa dovrebbe fare? Parlarne con il parroco? Oppure indirizzarsi verso una terapia riparativa? Questo il volantino non lo dice, ma io me lo chiedo. Viceversa, se qualcuno mi dice che non è peccato essere omosessuale allora posso evitare di sentirmi non solo diverso ma anche e soprattutto sbagliato. E se posso evitare di sentirmi sbagliato perché allora non poterlo anche dire apertamente, dov’è l’orrore dell’ideologia Gender? Questa matrice proposta dall’OMS è straordinaria, è il frutto di una modernità sana e sapiente.

Arriviamo, infine, all’ultima matrice blasfema: A partire dai quindici anni: diritti all’aborto; pornografia, omosessualità, bisessualità, asessualità.

A mio avviso questo è il punto di propaganda più perverso, che vuol dire questa frase messa lì, decontestualizzata? Forse che i “pazzi” dell’OMS sostengono e invitano gli adolescenti ad abortire, consumare pornografica, essere bisessuali o asessuali? Questa organizzazione, dalla grande funzione sociale, l’organizzazione che ci ha dato tutte le informazioni sul cibo, l’allattamento, lo svezzamento, la protezione delle malattie e migliaia di altre cose per la nostra salute adesso ci dice che abortire o guardare siti porno è buono?

Non ci resta che riprendere la matrice, con timore però…

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E così scopriamo il mistero… che un ragazzo e una ragazza di 15 anni hanno il diritto di essere informati su temi così delicati, grazie a queste informazioni, ma non solo, avranno la possibilità di costruirsi la loro idea di affettività, di sessualità, libera da pregiudizi, preconcetti e magari saranno anche futuri uomini e donne di fede, di quella vera e non di propaganda.

 

Questo il link al documento dell’OMS:
http://www.fissonline.it/pdf/STANDARDOMS.pdf

 

Questo il volantino completo:

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  • http://www.iissweb.it Fabrizio Quattrini

    Proviamo ad essere più rispettosi e cosa più importante impariamo umilmente a non fraintendere.
    Educare alla sessualità significa educare alla libertà, imparando a rispettare se stessi e gli altri diversi da sé.

    Chi confonde i gender studies con l’assurda e ipocrita teorizzazione
    dell’ideologia gender non solo non ha capito esattamente i possibili e
    differenti significati, ma cosa più grave si concede il lusso di
    continuare a rimanere trincerato nell’ignoranza. Ignoranza gestita da
    una comunità ipocrita, perbenista e provocatoriamente controllante!

    Svegliate le vostre anime e imparate a riconoscere le verità dalle
    ipocrisie, non abbiate paura di crescere e cosa più importante
    permettetevi di amare sempre, seguendo le vostre personali emozioni
    siano esse bisessuali, omosessuali e perché no anche eterosessuali!
    (cit. Fabrizio Quattrini)

    • Angelo

      Parli come un sessantottino che poi adesso è il peggiore dei borghesi.

  • Ivan Mattei

    Il problema viene quando questi “signori” si fanno forti dei pareri di alcuni suoi colleghi.
    Proprio pochi giorni fa c’è stata una conferenza a tal proposito di Marco Scicchitano in una parrocchia.

  • Adriano

    L’articolo minimizza ogni cosa, sostenendo che il fatto di parlare di un argomento non significa “inculcare” nulla. Non è così: faccio notare ad esempio che scrivere “diritto all’aborto” non è corretto. L’aborto è legale, ma non è un diritto, neppure per la legge italiana: “Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio.
    L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie
    funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi
    socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che
    l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.Casomai l’aborto, nella stessa legge, è un male minore. Naturalmente possiamo essere in disaccordo su questo aspetto, ma parlarne a scuola come di un diritto è quantomeno fuorviante. E poi, diritto secondo l’opinione di chi? Chi decide i contenuti e soprattutto gli aspetti morali sulla sessualità? La verità è che non c’è alcuna volontà di confrontarsi su questi temi: per alcuni basta dire che le indicazioni arrivano dall’OMS e tutto è a posto (la stessa OMS che parlava di omosessualità come malattia fino al 1974). E invece no. Su questi temi hanno diritto i genitori a insegnare ed educare, confrontandosi e partecipando all’istruzione/educazione dei figli senza subirla dall’alto. Se tutto questo solleva clamore è evidente che la situazione non è serena, ma non si può certo imporre ai cittadini (figli, genitori, studenti, insegnanti, scuole) un certo modo di parlare di questi temi che, è chiaro, non è condiviso da gran parte dell’opinione pubblica. Su questi temi ci deve essere il confronto e la condivisione quando possibile.Basta con la massificazione, please.

    • http://www.sergiostagnitta.it Sergio Stagnitta

      Buongiorno Adriano, proprio sul punto che solo i genitori hanno il diritto di educare alla sessualità non sono per nulla d’accordo, è la mia opinione e naturalmente rispetto la sua. A mio avviso, questo modello di educazione informale nel passato, come sanno bene le persone non proprio giovanissime, ha fallito miseramente. I nostri genitori e i genitori dei nostri genitori non erano per nulla preparati lasciando il tema della sessualità alle fantasie e alle discussioni tra pari. Anche oggi, molti dati confermato, che la maggioranza delle persone non è preparata a sostenere simili argomenti con i figli, e allora che ben vengano delle linee guida che possono aiutarci a fare un po’ di chiarezza. Non tutto quello che c’è scritto deve essere applicato, sono delle indicazioni che vanno poi contestualizzate all’interno delle singole esperienze.

      • Anna Simeone

        Ma è stato chiesto ai genitori se sono d’ accordo con quanto proposto, anzi direi imposto, alle scuole? Se condividono oppure no questo tipo di “educazione” alla sessualità? A quanto pare NO. Il fatto è
        che la “dittatura” è finita da un pezzo!! Molti non se ne sono accorti a quanto pare!!

      • Adriano

        Gentile Sergio, non ho sostenuto che “solo i genitori hanno il diritto di educare alla sessualità”. Me ne guardo bene. Nel mio intervento ho citato un ventaglio (non completo) di fonti educative (genitori, studenti, insegnanti, scuole), tutte importanti. Sostengo comunque (sono convinto) che i genitori siano i primi (non unici) responsabili nell’accompagnare verso la maturità i figli. Vogliamo educare i bambini? Buona cosa. Allora facciamoci aiutare dai genitori. Anche i genitori attuali e quelli del passato hanno molto da dire, non li tratti da imbecilli. Anche loro (noi) possono (possiamo) continuamente imparare. Coinvolgiamoli: proprio perchè lei stesso sostiene “che la maggioranza delle persone non è preparata a sostenere simili argomenti con i figli”. MA ASCOLTIAMOLI!

        Inoltre … il resto del mio intervento l’ha letto? Lei parla di “indicazioni da contestualizzare” (come se si trattasse di indicazioni “neutre”): le ripeto che quelle linee guida coinvolgono (cha piaccia o meno) la morale, i valori, gli stili di vita,la cultura, il senso e il significato che attribuiamo alla sessualità e all’intera vita, non solo il sesso e non solo la sessualità. L’attuale migliore conoscenza “scientifica” della affettività e della sessualità non comprende automaticamente un progresso dei valori morali e della cultura in senso lato. Sotto questo profilo l’OMS da il suo contributo ma non ha l’ultima parola.

        Un’ultima cosa: lasciamo vivere l’infanzia ai bambini. Lasciamoli crescere. Siamo così presi dal volerli preparare alla vita (e alla sessualità), dal volere il loro bene, che non ci accorgiamo che i protagonisti di questo cammino rimangono loro. Non so se riesco a spiegarmi … in certi casi dobbiamo accompagnarli nel percorso, non spingerli. Dobbiamo ascoltare le loro domande e (provare) a dare risposte: invece, di questi tempi, siamo noi a porre in bocca a loro le nostre domande, per dar loro risposte preconfezionate. Scusi la lungaggine.

      • Humans impact

        “… proprio sul punto che solo i genitori hanno il diritto di educare alla sessualità non sono per nulla d’accordo.” Questa sua “opinione” può valere infatti solo per i suoi figli, che lei come padre ha il compito di educare. Ma non può assolutamente valere come regola generale per tutti gli altri genitori altrimenti il dubbio che si tratti di un’ideologia diventa una certezza. Dando uno sguardo alla Costituzione, non siamo effettivamente (ancora) una dittatura

      • Stefano Saffioto

        Diffido delle #tecnocrazie, tanto più se portano avanti pure #ideologie.
        È la stessa Costituzione a riconoscere il diritto dei genitori di educare i propri figli secondo le proprie convinzioni personali. A che titolo li si vuole completamente estromettere da tale compito nel nome di «voi non sapete ciò che dite e fate! Adesso glielo spiego io come stanno le cose!»? :-(

      • Angelo

        La famiglia non è preparata allora non è adatta? Quindi questo insegnamento lo facciamo fare da “altri”? Ma una via di mezzo mai? Perchè non si preparano le famiglie allora? E insisto nel chiedere: chi dice che le famiglie non siano preparate e non facciano già educazione in tal senso?

  • gloria

    Buongiorno. Sono Gloria, una normale mamma di una bimba di 3 anni. Leggendo il suo articolo potrei essere d’accordo su tutto, o quasi. Mi chiedo se lei sia andato a verificare i programmi scolastici che servirebbero a mettere in atto questa ideologia. Perché ci sono già. E le chiedo di verificare se tutti quei libretti che sono già a disposizione delle biblioteche per l’asilo nido o materna siano adeguati. Le chiedo di verificare se questo non sia il primo passo per aprire la strada ad una commercializzazione dell’utero e della donna (perché solo quest’ultima può crescere dentro di sé una vita). Le chiedo se in qualsiasi manifestazione coloro che creano i volantini non mettano frasi “forti” per far si che cresca l’attenzione sulla questione in atto. Infine le chiedo se lei pensa che tutti i genitori che oggi manifesteranno o che la pensano come chi sta manifestando siano un povero gruppo di pecoroni e non finalmente un adulto che ai suoi figli ci pensa e ripensa e cerca si informa … cerca il meglio per questi piccoli ,che con tutte le loro forze cerca di proteggerli. Da una figura come lo psicologo pensavo che uno sguardo a quel genitore che si preoccupa per il proprio figlio ci fosse. Sradicare la figura di mamma e papà mi sembra eccessivo…. è quello che volete anche voi? Siete certi che dire ad un bambino tutto è possibile sia giusto? Basta comprarlo quell’ovulo o il semino….

    • Matyt

      Cioè, in pratica, lei si aspettava che uno psicologo la rinfrancasse nelle sue ansie di madre, comprensibili ma scorrette ed esagerate?

    • Pietro Mazzarol

      Quei libri di cui parla (edizioni Il Nido) NON Sono per bambini. Provi a leggerli (non cerchi di difendersi dicendo che l’ha fatto, perché sarebbe imbarazzante)

      Spiegare a un bambino che qualcosa ESISTE non vuol dire “SRADICARE MAMMA E PAPA'”. Se le sue competenze genitoriali si basano sull’assunto che non esiste alcuna alternativa, mi lasci dire, forse il problema sono i fondamenti delle sue competenze genitoriali.
      Quanto a “basta comprarlo quell’ovulo o semino”, le ricordo che molte coppie eterosessuali ricorrono a IVF o surrogacy. E sì, le procedure mediche si pagano.
      Almeno, qui nel 2015.

    • http://www.sergiostagnitta.it Sergio Stagnitta

      Buongiorno Gloria, anch’io sono padre ed ho due bambini piccoli e come lei mi sono fatto queste domande. Intanto le dico subito che non penso che le persone che hanno manifestato sono dei pecoroni, non lo penso e soprattutto non l’ho scritto. Penso che le linee guida dell’OMS siano di grande aiuto alla comunità perché trattano il tema dell’educazione sessuale in modo puntuale e senza eccessi. Gli eccessi sono nella estrema sintesi che ne hanno fatto i curatori del volantino ed è questo che contesto nel mio articolo. Una riflessione su tutte, soprattutto come psicologo: tutto ciò che viene prodotto può essere utilizzato bene oppure male, anche le leggi come sappiamo, questo non significa però che siano sbagliate. Gli psicologi, se ne avessero la possibilità, potrebbero interpretare proprio le linee guida dell’OMS e altri importanti documenti cercando di costruire strumenti precisi e delicati per comunicare informazioni così importanti. Il punto è che molte associazioni cattoliche vorrebbero l’esclusiva sull’educazione sessuale nelle scuole perché, a mio avviso, sono spaventati da altre idee, e questo non è possibile in una società moderna. Spero che di questo sia d’accordo anche lei.

      • Stefano Saffioto

        Sergio non trovi che sia spaventoso in sé pensare che il nostro genere sia solo un costrutto sociale imposto?
        Non trovi che sia spaventosa l’idea che i figli siano un diritto, e dunque ottenibili in ogni modo, foss’anche un mercimonio?
        Non trovi che sia spaventosa l’idea di trattare le donne come incubatrici umane, per soddisfare l’ego di due etero/omosessuali?

        Chi era in piazza riteneva tutte queste idee spaventose, indipendentemente dal loro credo (perché in piazza non c’erano solo cattolici). Spero anche tu!

        • klaraspina

          Il genere non è affatto soltanto un costrutto culturale. Ma genere non equivale a sesso biologico. Infatti, sesso biologico e identità di genere si formano in momenti diversi durante l’evoluzione del feto – come vede, non sono costrutti sociali, ma biologici. La relazione con la società sta nel fatto che di solito sesso biologico e identità di genere sono correlati in un certo modo, ma a volte non coincidono, e questo è evidente solo quando ci si trova in una comunità, e gli atteggiamenti di una persona con la disforia di genere sono diversi dai comportamenti “nella norma”.
          Per quanto riguarda gli altri due punti, sono d’accordo che i figli non sono un diritto, ma un atto d’amore. E non c’è bisogno di comprare un bambino, o di trattare una donna come un’incubatrice, per fare in modo che persone che non possono avere figli ne abbiano uno: c’è l’adozione per questo.
          Detto ciò, io non vado ad una manifestazione se non condivido ogni virgola del materiale che lo pubblicizza, perché non voglio essere strumentalizzata. Il volantino, come la campagna mediatica, è fortemente fuorviante e disinformativo. Quindi, no grazie, non ci sono andata ed era la cosa giusta da fare.

          • Stefano Saffioto

            Adozione che non ha alcun senso estendere alle coppie omosessuali, essendo il numero dei bambini adottabili estremamente più piccolo del numero degli aspiranti adottanti.

            Se non hai voluto partecipare a quella manifestazione perché non ne condividevi ogni punto (dove sarebbe la disinformazione nel volantino?), spero comunque che ti batterai in altre forme per evitare che altre donne vengano usate come incubatrici e che altri bambini vengano comprati da abbienti etero/omosessuali…

      • Angelo

        Cosa si intende per società moderna? Anche 500 anni fa per gli abitanti dell’epoca era una società moderna e lo penseranno gli abitanti che vivranno fra 1000 anni. E allora? Ah già, siamo nel 2015, e allora? Fra 200 anni saranno nel 2215, e allora? I valori, anzi, i VALORI sui quali si dovrebbe basare la società non dovrebbero essere sempre gli stessi?

      • liberaitalia34

        l’esclusiva dell’educazione dei figli la vogliono i genitori stessi, gli altri come scuola a chi che sia devono stare a loro posto, l’associazione cattolica (qualsiasi) non c’entra un bel niente, visto che questa manifestazione è stata mal vista anche da gran parte della chiesa,e questo la dice lunga anche su quest’ultima.

  • Flavio Rappolli

    grazie, molto illuminante. Prima avevo dei dubbi su quel volantino, ora capisco che è solo mera strumentalizzazione propagandistica. Ma che ci dobbiamo fare, è nel loro stile. Educano a colpi di frasi lapidarie da duemila anni

    • Angelo

      Veramente da 2000 anni esiste un bel librone che spiega tutto. Ah dimenticavo. Lei non ha tempo per leggerlo figuriamoci ad approfondire.

  • Francesco Alessandrini

    Aggiungerei che nel testo vi sono esempi di come trattare il tema in base all’età e al grado di maturità per il pieno rispetto del bambino. Oltre ad individuare come principale e costante interlocutore la famiglia e di trovare supporto per affrontare questi temi nelle associazioni giovanili e nella chiesa.

  • http://www.ericksoniano.it Fernando Bellizzi

    Delle volte ho come l’impressione che alcuni ambienti cattolici si concentrino molto su temi terreni e debbano trovare un “nemico” da combattere, dato che il piano spirituale e quello ultraterreno non sembrano dar loro soddisfazioni.
    E penso ci sia altro, in fondo fondo. E cioè, se siamo tutti uguali, perché una donna non può diventare Papa? In estrema sintesi credo sia proprio questo il punto: ribadire la differenza dei sessi e dei ruoli, per impedire alle donne l’accesso alle cariche di potere terreno.

    • Anna Simeone

      Ma cosa dici!!??!! In natura esistono due diversi generi,maschio e femmina,non si possono sovvertire le leggi di natura!!Se poi vogliamo raccontarci che un asino può volare e vogliamo convincercene allora facciamo finta di crederlo. Un maschio resterà sempre un maschio ed una femmina resterà sempre femmina.Anche nel mondo animale è così!! E’ incredibile quante fesserie certe persone possono inventarsi pur di giustificare le proprie scelte sessuali!!!

      • http://www.ericksoniano.it Fernando Bellizzi

        Cosa c’entra la preferenza sessuale con la biologia?
        Il genere è dato dalla genetica.
        In natura esiste anche l’omosessualità… o no?
        Gli asini non volano. Così come neanche la terra è piatta e non è neanche al centro dell’universo. Se poi vogliamo convincerci di ciò e mandare al rogo qualcuno… ops, è già successo, o sbaglio? :)

  • william

    Grazie davvero! Adesso ho capito che il prosciutto per gli occhi era proprio in offerta l’Ultimo weekend da LIDL! Ma dico se a leggere ci riusciamo, a ma fa pensare molto molto SCHIFO questo documento dell’ OMS, quindi questa pagina e’ piena di affettato! Buon Genderizzazione a voi ciechi e guide di ciechi!

  • Antonino Catalfo

    Credo che non le sia difficile capire che ciò che è scritto nel volantino, debba essere un messaggio sintetico che oltre a tenere in considerazione i contenuti del programma dell’ OMS , comprende la metodologia appplicativa dello stesso già sperimentata in vari ambienti e trasmessa nei corsi di “aggiornamento”. Mi chiedo, è possibile che lei non ne fosse informato? Oppure la questione è un’altra?

    • http://www.sergiostagnitta.it Sergio Stagnitta

      Antonio, mi passi una citazione: “Il diavolo si nasconde nei dettagli”. Ho sempre avuto paura e sempre ne avrò di chi vuole convincermi attraverso le sintesi e delle semplificazioni.

      • Stefano Saffioto

        In pratica, Sergio, hai paura dei volantini, anche quelli pubblicitari.

        Perché tutti i volantini, nessuno escluso, sintetizzano e semplificano… Certo, quel volantino l’ha fatto in modo un po’ infantile, ma non è certo stato redatto da esperti di comunicazione! E per altro è stato realizzato in pochissimo tempo (tutto l’evento è stato organizzato in meno di un mese, a detta degli organizzatori).

  • Anna Maria Viaggiatriceneltemp

    Ma roba da matti… da 6 a 9 anni “i diversi metodi contraccettivi”… da 9 a 12 “diversi tipi di contraccettivi ed uso di essi”… a 15 diritto all’aborto… e a te pare normale? Giû le mani dai bambini!

    • Matilde Melliconi

      ma hai letto l’articolo qui sopra oppure hai fatto finta?!??

    • Pierluigi Sandonnini

      Anche lei, Anna Maria, è caduta nella trappola… Quelle sono linee guida per gli INSEGNANTI non per i bambini! Poi, quelle indicazioni non sono vincolanti, niente e nessuno obbliga a recepirle in tutto o in parte. Infine, l’Organizzazione Mondiale della Sanità è un ente serio e competente, con tanti anni di attività alle spalle.

    • Matyt

      Ma l’articolo l’ha letto?

    • Pietro Mazzarol

      Niente eh? Non riescono a leggere le scritte in piccolo. Guardano solo i titoli e non le spiegazioni.

    • Vincenzo Politi

      Signora, lei non ha capito proprio nulla dell’articolo. O, secondo me, l’articolo non l’ha neppure letto.

    • Piero Iannelli

      Credo che Anna Maria si riferisse a questo– >Inferno all’asilo, «Caramelle in regalo alla mia bambina per farla spogliare»

      Treviso: “bimbi dell’asilo invitati a spogliarsi e toccarsi”. Padre pesta la maestra

      Trieste: in 45 asili il “gioco del rispetto” (toccamenti vari e travestimenti)

      Esperimenti “hot” all’asilo: toccamenti e scambi d’abito per i bambini

      Svizzera: Sex box e pornografia ai bimbi dell’asilo

      http://www.imolaoggi.it/2015/05/29/inferno-allasilo-caramelle-in-regalo-alla-mia-bambina-per-farla-spogliare/

      • klaraspina

        eh, ImolaOggi… ecco la fonte di ispirazione! Ma non vi rendete conto che quello è un sito che spara bufale a ripetizione?!?!? Lo fa apposta per essere condivisa e cliccata, perché è così che fa soldi! Più click, più soldi, si chiama clickbait! Non vi fate raggirare!

  • Pierluigi Sandonnini

    Complimenti all’autore dell’articolo per la serietà e competenza con le quali ha affrontato l’argomento.

    • http://www.sergiostagnitta.it Sergio Stagnitta

      Grazie Pierluigi, questo spazio blog nasce proprio su queste basi, speriamo di esserne sempre all’altezza.

    • Stefano Saffioto

      Competenza? Non appena ha tentato di definire cosa sia peccato per la Chiesa cattolica ha preso una cantonata micidiale! Pensare che criticava gli autori del volantino per superficialità…

      La Chiesa non condanna né condannerà mai gli omosessuali. Bensì condanna e condannerà sempre il peccato, che consiste nello sminuire la propria sessualità (che è dono di Dio) con atti istintivi ed egoistici come gli atti omosessuali o gli atti eterosessuali disordinati.

  • Monica Boccardi

    Lei ha estrapolato, esattamente come accusa di avere fatto gli autori del volantino, le parti degli Standard che le facevano comodo.
    Con la differenza che in un volantino, dove lo spazio è poco, è necessario limitare l’informazione ai “titoli”, di ciò che verrà poi approfondito nell’incontro che il foglietto propone.
    Mentre invece il suo scritto aveva tutto il modo e lo spazio per trattare compiutamente tutti gli aspetti delle linee guida, ma non lo ha fatto.
    Infatti, ad esempio, ha sorvolato sulla riga della tabella che, nella fascia tra i 4 e i 6 anni propone lezioni su “Sessualità gioia e piacere nel toccare il proprio corpo; masturbazione infantile precoce scoperta del proprio corpo e dei propri genitali
    • il significato e l’espressione della sessualità (ad esempio l’espressione di sentimenti di amore)
    • linguaggio sessuale appropriato
    • sensazioni legate alla sessualità (vicinanza, piacere, eccitazione) come componenti della gamma di sensazioni umane (devono essere positive; non devono includere la coercizione o il far del male)”.
    E’ evidente che i bambini di 4-6 anni, anche se scoprono il piacere che può dare il contatto fisico, non hanno ancora idea di che cosa sia la sessualità e non provano un piacere meramente “sessuale” nel toccarsi ed essere toccati, altrimenti torniamo a Freud e tutti i passi in avanti della psicologia vanno a farsi friggere!
    Così come ha sorvolato sulla previsione, esposta a pag. 29 secondo cui “L’educazione sessuale andrebbe attuata in modo interattivo. L’interscambio tra insegnanti/formatori e chi ha progettato il programma da una parte e gli allievi dall’altra avviene a vari livelli e inizia dal comprendere che gli allievi vanno rispettati e considerati come partner nell’educazione sessuale. Si deve tener conto delle loro esperienze, e i loro bisogni e desideri sono di centrale importanza nello stabilire gli argomenti e le problematiche che l’educazione sessuale affronterà”.
    Interattività, il cui significato viene esplicitato nella successiva pagina 30: “lavorare interattivamente significa anche utilizzare diversi metodi in classe per venire incontro alle diverse preferenze degli allievi e coinvolgere tutti i sistemi sensoriali”.
    A me sembra evidente che tale previsione lascia ampio spazio ad eventuali abusi.
    Una difesa di questi Standard è assolutamente impossibile, moralmente e scientificamente, e la violazione del diritto educativo dei genitori è non solo palese, ma cercata e finalizzata alla delegittimazione della famiglia d’origine come titolare di tale diritto.
    Per questo un milione di persone, sabato è scesa in piazze per dire di no al gender e agli Standard dell’OMS.

  • Anna Sbattella

    A dire la verità sia scritte sul volantino sia sullo schema fanno rabbrividire comunque….ogni genitore educa alla tenerezza, alle coccole e alla sessualità come crede meglio e a scuola, soprattutto all’asilo e alle elementari, è inaccettabile inserire certi discorsi. PUNTO. Ai bambini devono essere insegnate moltissime altre cose prima: il rispetto dell’altro, la condivisione, il gioco, la socializzazione, la cura per le cose, l’amore…sicuramente in tenera età i bambini hanno bisogno di spensieratezza e di non sapere già tutte queste informazioni sulla sessualità e ancor più avere problemi di identità ancor prima che essa sia formata…

    • klaraspina

      Ma perché è inaccettabile inserire questi discorsi a scuola?
      Ci sono casi in cui bambini si toccano in classe. Non si può menzionare la cosa? Spiegare a tutti che è una fase dello sviluppo, ma che non si fa in pubblico?
      E se la famiglia non ha la formazione e i mezzi cognitivi per spiegare le cose come stanno ad un bambino?
      E se c’è un pedofilo in famiglia (con la conseguente omertà), come lo capisce il bambino che quello che gli sta succedendo è sbagliato? (Ricordiamoci che i casi di pedofilia in famiglia sono quelli più frequenti)

  • Marco Marchese

    Analizziamo.

    ***0-4 anni:
    -gioia e piacere nel toccare il proprio corpo?
    -gioco del dottore?

    Pedofilia.
    Io ho studiato psicologia e il mio parere è impietoso.
    Ritengo la cosa estremamente GRAVE.

    -acquisire consapevolezza dell’identità di genere?

    In che senso?
    Ricordiamo che la disforia di genere è tutt’ora considerata disturbo mentale, così come ricordato del DSM V della APA.
    Se un maschio si crede femmina o se una femmina si crede maschio, siamo ufficialmente di fronte ad un problema mentale.
    Tema un po’ troppo complesso per dei bambini di quell’età.

    ***4-6 anni:
    -amore per persone dello stesso sesso?

    A 4 anni? Follia pura.

    ***6-9 anni:
    -scelte riguardanti la genitorialità?

    Dipende come sarà affrontata.
    Alcune scelte sono molto controverse e mi pare fazioso volerle pubblicizzare come normali a dei bambini di prima elementare!

    Questo programma, nella sua interezza, è davvero molto contestabile.

    • cerebro84

      A me sembra ci sia molta malizia nella lettura di questo volantino. Il volantino è destinato alla lettura da parte di ADULTI, per cui usa termini per ADULTI. E’ chiaro, a mio parere, che le modalità con cui saranno trattati gli argomenti siano adeguate ai destinatari finali, ovvero i bambini. Non credo diranno loro “masturbandoti provi piacere” quanto piuttosto “se la compagnetta ti dà un pizzicotto, ti fai male, se ti fa una carezzina sei contento”… Poi sarà che non ho studiato psicologia quindi non capisco niente e magari invece l’OMS parlerà ai bambini così come si fa agli adulti…

      • liberaitalia34

        Questo documento parla da se, ed è già abbastanza ,non serve pure la malizia, inoltre pensa che Il cambiare le parole cambia la sostanza? ormai si è arrivati che si deve sfoderare la spada per affermare che di giorno c’è il sole. Pazzesco!

    • Maiden

      Ciao Marco, all’asilo il gioco del dottore tra bambini è (statisticamente) normale e non ha nulla a che fare con la pedofilia, la disforia di genere può emergere in età precoce e va gestita non negata o colpevolizzata, a 4 anni è (statisticamente) normale provare attrazione verso il proprio sesso o altro sesso o amore per più bambini: mi sembra che molti si siano dimenticati come eravamo da piccoli, curiosi ed innocenti.
      Per “scelte riguardanti la genitorialità” significa che se un bimbo ti chiede come si fanno i bambini non gli racconti sciocchezze, ma inizi con le parole adatte all’età a spiegare onestamente sessualità e scelte affettive. Buona giornata

      • Marco Marchese

        Quindi mi

      • Marco Marchese

        Quindi mi stai dicendo che un disturbo mentale smette di essere tale se viene accettato?
        Interessante punto di vista.
        Vale solo in questo caso o in tutti?

        • klaraspina

          il “disturbo della disforia di genere” è una condizione mentale, e non una malattia. Denota semplicemente che due caratteristiche distinte, che di solito sono correlate in un certo modo, sono sfasate. Nello sviluppo del feto, la formazione del sesso biologico e quella dell’identità avvengono in due diverse fasi: la prima tra la 8-ava e la 12-sima settimana di gestazione, durante le quali un picco nell’ormone DHT (della famiglia del testosterone) genera, nei maschi, la differenziazione degli organi riproduttivi (fino alla 7-ima settimana, maschi e femmine sono indistinguibili fisicamente). La seconda fase invece avviene intorno alla 15-sima settimana, durante la quale c’è, nelle persone ‘mascoline’, un ulteriore picco di testosterone: questa definisce l’identità di genere (ad esempio, la tendenza ad assumere comportamenti “rischiosi”).
          Evidentemente quando sesso biologico e identità di genere non coincidono, siamo di fronte ad un disordine, nel senso che la persona che soffre di questo disturbo è diversa dalla norma. La qual cosa può ovviamente portare sofferenza, ma non per questo la disforia di genere va “curata”. Una “cura” (o meglio, una soluzione) consiste nel cambiare il proprio sesso biologico (e le persone che hanno questo desiderio di chiamano transessuali). Ma l’individuo può anche non sentire questo desiderio, nel qual caso viene definito transgender.
          Per quanto riguarda la “cura” dei disordini mentali, viene raccomandata solo quando questa non permette un’integrazione nella società (ad esempio, patologie violente, in cui vengono raccomandati psicofarmaci per controllare le pulsioni violente).
          Anche l’autismo (nel quale la parte del cervello che regola interazioni sociali e funzioni cognitive non funziona in modo “normale”) non viene “curato”. Ad esempio, l’autismo ad alto funzionamento, o sindrome di Asperger, è collegato spesso ad elevate capacità scientifiche ed ingegneristiche – provate a vedere quanti ce ne sono in un dipartimento di informatica. Che “cura” seguono i cosiddetti “Aspie”? Nulla, o al più, a coloro i quali hanno più difficoltà nell’interazione vengono insegnate pratiche e rituali per essere accettati nella società. Guardate il caso – fittizio, ma realistico a parte l’intrattenimento – di Sheldon Cooper in “The Big Bang Theory”.
          Perché il caso degli Asperger adesso è completamente accettato dalla società? Evidentemente, perché queste capacità “scientifiche ed ingegneristiche” apportano un vantaggio alla società.
          Ecco, se tutti i disordini mentali che non causano disagi sociali fossero trattati così, con apertura mentale piuttosto che con sospetto, fastidio, e discriminazione, vivremmo in un mondo migliore.

  • Mirko Massimiliano Paglia

    in pratica si sostiene che i genitori cattolici non sono in grado di educare i propri figli sessualmente e che quindi è necessario imporre un’educazione basata sul documento dell’OMS.
    La religione cattolica insegna il libero arbitrio, l’OMS impone la propria ideologia nelle scuole guai chi dubita! Si tende ad eliminare il ruolo di educazione delle famiglie? Perchè una sfera così privata ed intima deve essere messa in mostra? a quale scopo educare i bambini e non i genitori? … forse l’autore, leggendo solo il volantino, propriamente predisponendosi a pensare male della religione cattolica di cui probabilmente non conosce i principi, non sa dell’importanza dell’auto controllo e della auto-responsabilità che viene data nei gesti affettivi intimi. Fare disinformazione è facile … conoscere a fondo gli argomenti, le motivazioni, ne loro contenuto pone grande dispendio di energia e di tempo … di solito le persone superficiali preferiscono scrivere quello che pensano senza approfondire.
    PS: l’OMS se non imponesse nelle scuole l’educazione sessuale fatta in quella maniera non ci sarebbe tutto questo movimento! Piuttosto che dialogare con gli ambienti religiosi ha preferito altre strade!

    • cerebro84

      Perché la religione cattolica si può insegnare a scuola, e l’educazione sessuale no? Poi se il bambino è cattolico saprà far conciliare la religione con le nozioni scientifiche che gli sono state insegnate.

      • Paulus

        Perchè invece deve essere obbligatorio l’insegnamento al gender e alla sessualità, mentre l’insegnamento della religione è facoltativa (cosa assurda in un paese che ha la maggioranza cattolica e la sua storia e cultura si rifà a questa)? Poi chi sarebbero questi “esperti”? Diamo sempre convinti che piovano dal cielo e siano persone umanamente e eticamente superiori alle altre?

        • cerebro84

          Potrà anche essere un Paese a maggioranza cattolica, ma resta un paese laico (almeno sulla carta). L’insegnamento della religione và demandato alle figure religiose di riferimento della famiglia e alle strutture adeguate (i miei mi mandavano al catechismo ogni sabato, ad es., per cui non riesco a capire l’utilità dell’ora aggiuntiva a scuola).

          L’insegnamento al gender non so bene cosa sia (dovresti chiarire), l’insegnamento alla sessualità è necessario per preparare il bambino/ragazzo ad una serie di eventi e cambiamenti che altrimenti lo coglierebbero alla sprovvista, e che, in mancanza di informazioni, lo porterebbero a confrontarsi con realtà meno informate o con informazioni distorte (in genere coetanei o bambini poco più grandi).

          Prendiamo ad esempio un uomo chiamato Mario, cattolico, con un figlio, Antonio, che sta compiendo 12 anni. Antonio non ha ricevuto educazione sessuale a scuola, e i genitori sono sempre stati ben attenti a fare in modo che non vedesse film o telefilm che trattassero il tema dell’omosessualità. Ad Antonio è stato spiegato che maschio e femmina Dio li creò, che ai maschietti piacciono le femminucce e che alle femminucce piacciono i maschietti. A lui però piacciono i maschietti, deduce che qualcosa sia sbagliato in lui, che sia uno scherzo della natura o un’alterazione genetica, una sorta di mostro, e si vergogna tantissimo di parlarne ai propri genitori. Un sabato pomeriggio Antonio è da solo a casa e cerca su internet di maschi a cui piacciono altri maschi. Scopre che in realtà ce ne sono altri, e che ci sono anche dei forum e delle chat in cui comunicano tra loro, si aggregano. Antonio decide di entrare in uno di questi forum, per capire meglio la propria persona, perché è confuso, perché vuole conoscere qualcun altro come lui. Hai idea di quello che potrebbe succedere dopo? Antonio potrebbe essere fortunato, e trovare qualcuno che prova a spiegargli cosa sta provando in quel momento, come muoversi in un mondo che è stato educato a trattarlo come una persona di serie B, e che lo tranquillizzerà spiegandogli che crescendo le cose andranno meglio. Oppure potrebbe essere meno fortunato, e trovare qualcuno interessato a fargli del male.

          Dici che è un caso remoto? Che, delegando l’educazione sessuale al buon cuore dei genitori, non possa succedere? Questo è solo un esempio che prende in esame il caso dell’omosessualità; ma la mancanza di un’educazione sessuale adeguata può avere altre conseguenze come gravidanze precoci indesiderate e diffusione di malattie a contagio sessuale.

          • Mirko Massimiliano Paglia

            Ho ricevuto anche io l’educazione sessuale ma avendo i principi religiosi prima. O tu rispetti i miei principi religiosi oppure tu violi il mio credo religioso imponendoti e violentando (religiosamente parlando) mio figlio. Io rispetto te, ma tu ricordati di rispettare me, è la regola della convivenza. Nessun obbligo per nessuno.

          • cerebro84

            I principi religiosi non devono essere una scusa per precludere l’educazione al rispetto o precludere l’educazione e basta. In poche parole, non mi sembra una richiesta legitima che la scuola diffonda l’ignoranza perché altrimenti i cattolici si sentono “violentati”… anche perché questo tipo di educazione, fin’ora, ha portato a violenza vera e propria, tutt’altro che metaforica come quella religiosa a cui tu ti riferisci.

        • Vincenzo Politi

          Perché tutti sviluppano una sessualità, ma non tutti aderiscono necessariamente a una religione. E checché ne diciate, nelle scuole Italiane non si insegna “storia delle religioni” o “religione” in generale: chiamatela come volete, ma si insegna proprio “religione cattolica”, visto che la maggior parte degli insegnanti di religione vengono fuori dalle università cattoliche (private). E voglio anche aggiungere che prima di introdurre queste normative nelle scuole c’è tutto il tempo per formare e aggiornare gli esperti; nessuno sta dicendo che l’educazione sessuale la si debba cominciare a insegnare domani mattina.

          • Mirko Massimiliano Paglia

            Tutti sviluppano la sessualità, ma non tutti aderiscono necessariamente ad una religione … FALSO! tutti hanno l’esigenza di spiegare quello che non comprendono e in cui la scienza non da risposte. La ricerca della spiritualità slegata dalla materia è innato nell’uomo. La civiltà umana in tal senso sta progredendo e facendo passi da gigante … sta crescendo spiritualmente.
            La sessualità ha un’importanza religiosa FONDAMENTALE. Se non spieghi prima al bambino la religione egli non potrà ma affrontare in maniera religiosa l’argomento perchè spiegato senz’anima mettendo contro tutti i credo religiosi. Il sesso nelle religioni non si spiega a quella maniera e così presto!

      • Mirko Massimiliano Paglia

        No aspetta … religione cattolica nelle scuole? si insegna religione, di cui la religione cattolica è un pilastro della cultura attuale che si sta cercando di demolire (anzi che è in parte già demolito visto che gli oratori sono praticamente vuoti).
        L’educazione sessuale si è sempre insegnata con discrezione chiedendo sempre alle famiglie! Ricordo che 30 anni fa l’insegnante ha iniziato il discorso facendo presente che avrebbe toccato l’argomento in scienze con una quantità di informazioni adeguate all’età.
        La sessualità ha un’importanza molto grande nelle religioni di tutto il mondo! Non può essere insegnata a quell’età con quegli argomenti senza mancare di rispetto al ruolo fondamentale delle famiglie e della religione. Se si insegna una cosa sbagliata (che è giusto masturbarsi per provare piacere) come può la religione insegnare la pratica corretta all’età adulta? (la masturbazione è una pratica che porta all’egoismo)
        Se permetti da 0-10 anni sono i genitori che insegnano cosa siano i sentimenti ai bambini! Sono due le cose assurde del presunto insegnamento dell’OMS: 1) non coinvolge le famiglie e le religioni (mi piacerebbe capire il perchè non ci sia una collaborazione!); 2) insegnare i sentimenti … perchè si deve insegnare ai bambini a sviluppare i sentimenti con l’utilizzo di altre persone all’infuori dell’ambito famigliare? Si vuole sminuire il ruolo della famiglia? si vuole forse togliere questo ruolo alle famiglie? La scuola in sostituzione delle famiglie? Se io come genitore non condivido un’insegnamento (del tipo esiste solo un padre ed una madre, mentre a scuola insegnano che sia possibile avere 2 padri o due madri) il bambino perderà fiducia o nell’insegnamento scolastico o nella famiglia. Se la scuola si limita a spiegare matematica, storia, scienze, italiano sono cose oggettive … mentre quello dell’insegnamento dei sentimenti è soggettivo.

        • cerebro84

          Dove sta scritto che l’OMS insegna che è giusto masturbarsi per provare piacere? Al massimo l’OMS spiega agli insegnanti che c’è un’età in cui il bambino prova piacere masturbandosi. Perché dovrebbero essere i genitori, soprattutto in un’età critica come quella 0-10, a insegnare le cose ai bambini? Molti genitori non lo fanno. Molti altri non hanno le competenze per farlo correttamente. Se il tuo discorso avesse senso, non dovremmo neanche insegnare la storia. Alcuni negano l’olocausto, forse dovremmo negare l’insegnamento della Storia nelle scuole così ogni genitore può trasmettere esclusivamente le proprie convinzioni? Peraltro, i bambini, in mancanza di un’educazione completa e informata “dall’alto”, cominciano a scambiarsi idee e informazioni con i coetanei, sviluppando spesso un’idea incompleta o peggio ancora errata della sfera sessuale.

          Nessuno vuole insegnare ai bambini a “sviluppare i sentimenti”, si vuole insegnare ai bambini che non ci sono ruoli predefiniti come “ai maschi devono piacere le femmine”, che potrebbero farli sentire sbagliati (se omosessuali) o farli sentire in diritto di prendere in giro/discriminare quelli che uscissero da questi schemi (bambini che si mostrassero affettuosi con bambini dello stesso sesso, ad. esempio).

          Passando all’ultimo punto, perché se la scuola insegna al bambino qualcosa di diverso dal genitore, il bambino dovrebbe perdere fiducia? Al massimo imparerà a fare le proprie considerazioni e le proprie scelte. Ad alcuni genitori sembra che i bambini siano una proprietà, un oggetto da plasmare a propria immagine e somiglianza; a volte l’opinione di un bambino, che, mi tocca specificarlo, è una persona a tutti gli effetti, può divergere da quella del genitore senza che questo perda fiducia in esso.

          • Mirko Massimiliano Paglia

            Evidentemente se insegni ad un bambino una cosa e se non spieghi che è giusto o sbagliato, il bambino apprende che è giusto se gli piace. Io come genitore non sono d’accordo sull’età in cui si insegnano queste cose, anche perchè è la stessa maturità e curiosità del bambino che chiede ai genitori delle spiegazioni (ed a sua volta il genitore dovrebbe essere educato a rispondere in maniera formativa … e qua di programmi per i genitori l’OMS non ne ho visti, forse non ho cercato bene … ma se ci sono sono ben nascosti!).
            Se davvero è così critica, come giustamente sostieni, l’età da 0 a 10 anni, perchè allora esistono le famiglie? Togliamo il ruolo di educazione alle famiglie? a me sta bene ma questa è un’impostazione ideologica non scientifica!
            Insegnare storia è oggettivo, insegnare la sessualità in maniera scientifica con i giusti tempi nei programmi di scienza è oggettivo, parlare di masturbazione e di piacere della masturbazione è soggettivo e va ad intaccare anche la sfera religiosa.
            I genitori non fanno formazione ai bambini? togliamoli di mezzo! a che servono solo a dare i soldi ai bambini? è questo che vuoi? è questo che vuole la società moderna? Formiamo le famiglie! Perchè non si vuole formare le famiglie? Perchè l’OMS vuole insegnare i sentimenti?????? cosa c’è di razionale e scientifico nell’insegnare a scuola (realtà in cui si devono insegnare oggettivamente i fatti) i sentimenti?
            Tu parli di olocausto, ma le argomentazioni che porti sono oggettive! Uno ha il diritto di portare le proprie argomentazioni e di dissentire su qualsiasi argomento: l’essere umano è LIBERO. Ed è per questa libertà che sto lottando contro questa mentalità IDEOLOGICA.
            La tua affermazione personalmente è ridicola “si vuole insegnare ai bambini che non ci sono ruoli predefiniti come “ai maschi devono piacere le femmine”, che potrebbero farli sentire sbagliati (se omosessuali) o farli sentire in diritto di prendere in giro/discriminare” … sono assurdità chi mai vuole insegnare che i maschi devono piacere le femmine perchè è tutta una cosa naturale. Un omosessuale è assolutamente libero e deve accettare la sua diversità, come le bambine accetteranno la loro femminilità (idem i maschi).
            Tu dici che si vuole insegnare ai bambini che non ci sono ruoli predefiniti: sbagliato! si vuole insegnare la sessualità libera non i ruoli liberi ed è questo un altro errore madornale! Un uomo può fare il lavoro di una donna ma lo farà da uomo e viceversa (per quanto riguarda i ruoli) ma un uomo non può fare la donna! Chi vuol far passare “l’uomo può fare la donna sessualmente in termini di ruoli sessuali” è semplicemente ideologia. Anche Hitler insegnava la propria ideologia nelle scuole, il principio è lo stesso!
            Per i bambini discriminati, basta insegnare ad avere rispetto (a casa nelle proprie famiglie).
            L’ultima domanda “Passando all’ultimo punto, perché se la scuola insegna al bambino qualcosa di diverso dal genitore, il bambino dovrebbe perdere fiducia?” me lo chiedi perchè mi vuoi prendere in giro o perchè ne sei convinto???

          • cerebro84

            Non so più cosa rispondere, a uno per cui se la scuola insegna qualcosa allora la famiglia va tolta di mezzo come se l’unico ruolo della famiglia fosse quello di fare educazione sessuale ai figli e tolto quello tolto tutto,uno per cui la sua interpretazione delle direttive OMS è L’interpretazione corretta e inappellabile,uno che mi dice che è naturale che ai maschietti piacciano le femminucce quando le prove che non sia così le abbiamo tutti i giorni davanti a noi, uno che mi dice che si vuole insegnare la sessualità libera (già immagino i programmi a scuola, oggi: laboratorio di orge interraziali, nella prossima lezione imparerai a stimolare in punti G della tua compagnetta della lingua), uno che mi dice che basta insegnare ad avere rispetto e protesta contro chi vuole portare questo insegnamento nelle scuole…

            Vado a parlare agli alberi, è più costruttivo.

          • Mirko Massimiliano Paglia

            Ma tu rispetti le persone per la loro credenza, per quanto ti risulti stupida o assurda o impossibile? Se SI allora l’obbligo dell’educazione sessuale come da programma dell’OMS DEVE essere tolto per rispettare la libertà art. 3 della costituzione italiana E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini. Tu obblighi mio figlio ad imparare tu limiti la mia libertà ad insegnare ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. L’eterosessualità è naturale, l’omosessualità che scopo ha in natura? Risposta biologica: l’eterosessualità ha scopo riproduttivo. Mi permetti che voglio proteggere le famiglie che fanno figli (così come avviene per le famiglie numerose! altrimenti c’è disparità di trattamento con la legge attuale!) indipendentemente dal fatto che saranno o meno etero o omo.
            Gli alberi appassiscono sentendoti parlare. Ai bambini piacciono le bambino dai retta a me ;) indipendentemente che le abbiano mai viste a 1 2 anni, i bambini, fanno già dei sorrisi stupendi se vedono una donna o una bambina! Guarda meglio!

          • cerebro84

            Il fatto che tu cataloghi l’importanza di una persona dall’orientamento sessuale mi dispiace. Spero che col tempo di renda conto che una persona omosessuale possa essere migliore e peggiore di una eterosessuale indipendentemente dall’orientamento sessuale e dalla sua capacità o meno di riprodursi.

            RIguardo l’utilità di chi non può riprodursi, pensi che non esistano medici omosessuali? Scenziati omosessuali che hanno portato grandi o piccoli progressi per l’umanità? Probabilmente anche tu hai avuto un vicino di casa o un amico omosessuale che ti ha fatto qualche favore, seppure fosse di prendersi cura del basilico in tua assenza. Sono stati utili a te, all’umanità in genere anche senza essersi riprodotti, o l’unico scopo della natura e delle persone è la riproduzione fine a se stessa? Per riprodursi e basta ci sono i conigli….

            In ogni caso non sono riuscito a capire in che modo stai proteggendo la famiglie che fanno figli… o da cosa, esattamente, qual’è lo scenario apocalittico da cui ci sta salvando, di grazia? Cosa potrebbe accadere?

    • Vincenzo Politi

      Anche la spiritualità e la religiosità appartiene a una sfera intima e privata. Eppure, i bambini si battezzano appena nati, li si manda al catechismo da bambini e nelle scuole Italiane c’è pure l’ora di religione, dalle elementari alle superiori, manco fosse educazione civica (di cui ci sarebbe francamente molto più bisogno). Inoltre, il corpo e la sessualità che abbiamo ce li portiamo dietro dalla nascita alla morte, le credenze religiose possono cambiare. Non sarebbe meglio educare al rispetto di sé e del proprio corpo, e poi ognuno pensi alla sua anima a casa sua?

      • Stefano Saffioto

        Vincenzo la spiritualità e la religiosità non appartengono affatto alla sfera intima e privata. Non solo! Hanno una necessaria dimensione sociale e politica, a meno che non si voglia essere spiritualmente schizofrenici (credenti nel privato, atei nel pubblico).

        Quanto al pedobattesimo: priveresti tuo figlio del dono più grande che puoi donargli, solo perché non è ancora in grado di comprenderlo eppure ne trae solo giovamento? La Chiesa da sempre permette il battesimo degli infanti perché sa quanto sia importante per la vita di ciascuno di noi, per avere cioè tutti gli strumenti per indirizzarla subito al meglio, ossia alla sequela del Signore.

        L’ora di religione si può abolire anche domani, è sufficiente rimuovere gli articoli del Concordato che la definiscono. Siamo sicuri che il mondo sarebbe migliore senza quell’ora settimanale di studio delle religioni?

        È proprio per educare al rispetto di sé e del proprio corpo che si criticano aspramente queste direttive OMS, che sviliscono la sessualità a semplice istintività e soddisfacimento di piacere.
        Quindi no: nessuno pensi *solo* alla sua anima a casa sua, perché non ci si salva da soli.

        • Vincenzo Politi

          La mia religiosità, la mia spiritualità e le mie credenze non possono essere la base delle scelte civili di uno stato laico. Altrimenti, ditemi quale sarebbe la differenza fra l’Italia e un qualsiasi stato religioso. Io rispetto le tue opinioni, ma la mia opinione è che la Chiesa “permette” il battesimo dei neonati per incassare soldi e per imporre la propria visione a tutti e sin da piccoli. Le direttive dell’OMS secondo me non le hai lette o, se le hai lette, non le hai ben comprese, perché a dire il vero non “sviliscono la sessualità a semplice istintività e soddisfacimento di piacere”… ma tutto il contrario! Si dice a chiare lettere che non si può distinguere fra mente e corpo, fra sessualità e affettività, che il corpo non è separato dai sentimenti, eccetera eccetera eccetera.

          • Mirko Massimiliano Paglia

            “La mia”, “La mia” … ragioniamo sempre in termini egoistici. Purtroppo è la tendenza del mondo d’oggi IO IO IO IO IO diritti umani (e non dell’umanità, come se fosse la stessa cosa!). Hai detto una cosa giusta “permette” perchè non è obbligatorio come invece è obbligatoria l’educazione che viene impostata andando anche contro all’articolo della costituzione italiana (art. 30) in cui le famiglie sono le sole responsabili dell’educazione dei propri figli. Il problema è l’obbligo! Nella religione se vuoi puoi anche non crederci c’è il libero arbitrio! Imporre la visione della chiesa??? NO caro mio qua proprio non ci sto! Da cattolico non ho mai ricevuto pressioni obblighi o imposizioni e mai mi verrebbe di imporli ad altri! Invece qui si impone si obbliga ad apprendere con l’obbligo di capire che la famiglia è solo uno stereotipo sociale! Forse non sai che per un cattolico ed un musulmano la famiglia è un VALORE DA PROTEGGERE e non uno stupido stereotipo. Cosa facciamo? a casa si insegna che è sbagliato quello che insegnano a scuola???? e viceversa??? che educazione diamo ai figli??? A mio figlio insegnerò, come tutti i cattolici che la famiglia è fatta da un padre e da una madre + fratelli e sorelle. Insegnerò il sesso alla giusta età e gli spiegherò perchè. Le cose che sono scritte, possono essere state scritte dal più grande illustre scienziato, ma come credente le rifiuto. E tu NON PUOI OBBLIGARMI a voler seguire una ideologia insensata.

          • noone

            Art. 30 della costituzione italiana:

            E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. -> Ovvero se non mandi tuo figlio a scuola o gli impedisci di avere un istruzione stai violando la costituzione!

            Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. -> Ovvero se sei un ignorante e non sai educare tuo figlio, lo stato interverrà per garantirgli le stesse possibilità dei più fortunati.

            La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. -> Ovvero se abbandoni tuo figlio, tuo figlio avrà eguali diritti di un bambino che ha una famiglia.

            La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità. -> Ovvero la legge stabilisce come di può definire il concetto di padre e madre.

            Non per trollarti di violenza, ma quello che stai dicendo te lo sei inventato di sana pianta. La costituzione italiana è un capolavoro, tra le più profonde costituzioni al mondo a detta di molti giuristi e tu la stai usando per sostenere amenità filo religiose che non appartengono neppure alla religione cattolica!
            Quello che stai facendo è la versione tutta italiana dell’ISIS islamico.

          • Angelo

            A parte il fatto che gli “ovvero” sono tue interpretazioni, ma, anche ammettendo che siano vere lei stà parlando di situazioni limite che non rispecchiano la maggioranza. Il Signor Mirko Massimiliano stava invece parlando, da come ho capito, di situazioni dove vige almeno una sufficiente “normalità”. Imporre a tutti una legge che si dovrebbe applicare solo ai “casi in cui ……. ” sarebbe come dire che tutti quanti siamo degli imbecilli. Io francamente non sono contento di questo.

          • noone

            La costituzione non designa casi limite, ma la base da cui parte tutto il nostro sistema legislativo moderno.
            Detto questo è ruolo della scuola istruire i figli.
            I genitori come sancisce la costituzione hanno il diritto di insegnare ciò che sanno, ma per garantire che TUTTI abbiano le stesse possibilità c’é la scuola, che è complementare e non facoltativa (scuola dell’obbligo, legge).
            Nessuno suppone la tua ignoranza o altro, semplicemente la scuola si sta aggiornando per colmare una lacuna disciplinare. Così come si insegna l’importanza della protezione dell’ambiente, si fa educazione per evitare che i giovani fumino o si droghino, si spiegano le basi della buona alimentazione, tutte cose che io ho fatto a scuola fin da bambino, in un futuro non lontano aggiungeremo anche un percorso di sensibilizzazione alla tolleranza e una base formativa adeguata di conoscenza di se stessi e delle proprie pulsioni. Ne più, ne meno.
            Fare sesso fa parte della natura, come mangiare o respirare, è alle base della nostra specie. È inutile che ci giriamo attorno, il mondo è cambiato, anche un bambino vissuto in una famiglia tra le più protettive, una volta immesso nella società inizierà il suo percorso senza i genitori. La scuola deve aggiornarsi a riguardo, la storia dell’ape e del fiore non può più funzionare, se i rapporti sessuali prima dei 13 anni iniziano a diventare un dato statistico.

          • Angelo

            Per fare un esempio dei tuoi “ovvero”, se non mandi tuo filgio a scuola ecc. ecc. Ma chi non manda il proprio figlio a scuola se non alcune rare eccezioni? Detto questo è ruolo ANCHE della scuola istruire i figli. E’ chiaro che la legge cerca (e dico cerca) di dare una base solida dalla quale partire e in determinati casi magari ci riesce pure. Ma questo non vuol dire che la legge sia necessariamente utile a priori o che comunque non si possa migliorare. Poi che cosa dovrei dire a questo punto? Che la legge è una cosa e la realtà dei fatti è un’altra? Si, a scuola ci viene insegnato che fa male fumare o drogarsi; ma puntualmente nelle scuola circola altro che “fumo”. Ci viene insegnato il rispetto della natura, ma vedo che nel mondo il rispetto per la natura viene costantemente ignorato. Questo sarebbe il “sistema legislativo moderno”? Cioè quel “sistema legislativo che fa leggi perchè non siano rispettate? E io dovrei accettare aprioristicamente tutto ciò che il legislatore “moderno” sforna? Quindi, non è la legge che mi tutela o mi istruisce o mi informa o mi aggiorna ecc., ma la sua stessa credibilità. Io come posso credere in una legge che, nell’nfrazione della stessa, presuppone conseguenzialmente una punizione che molto spesso è disattesa. E lo vediamo tutti i giorni. Come posso non essere quanto meno perplesso di fronte ad una legge emanata da chi dice di tutelarmi quando mi rendo conto di non avere in realtà nessuna tutela. E, infine, mi chiedo: come mai i bambini sono arrivati a fare sesso a 12 anni? Come è potuto succedere questo? Chi ne ha le responsabilità? Il legislatore? Le leggi? E perchè non pensare a qualcosa che ri-porti il bambino a NON fare sesso a 12 anni? Il mondo è cambiato? Ma siamo sicuri che sia cambiato in meglio? Chi lo dice? No amico mio, io non mi “zerbino” tanto facilmente al volere altrui. Al volere di chi la “società l’ha voluta così. Io sono molto cauto e non accetto senza le dovute criticità una legge che entra in un campo che resta, a mio avviso, molto delicato anche in relazione a quanto ho precedentemente espresso. Per quanto riguarda poi le stetistiche, esse esistono anche per essere capovolte (volendolo).

          • noone

            “ Io come posso credere in una legge che, nell’nfrazione della stessa, presuppone conseguenzialmente una punizione che molto spesso è disattesa.”

            Benvenuto fuori dal medioevo, la legge non presuppone punizioni, ma solo isolamento ai fini di riabilitazione o isolamento ad oltranza in caso di impossibilità di recupero dei soggetti.

            Il fatto che i nostri sistemi carcerari non siano qualificati allo scopo o deficitino degli adeguati protocolli per la messa in atto di questo principio, è un problema sociale per cui varrebbe la pena combattere.

            A parte questo mi sono stufato di parlare di massimi sistemi. La realtà è che i valori della chiesa stanno subendo un declino, perché in molte loro incarnazioni non sono più contemporanei o scollegati dal contesto sociale in cui vivono.
            Adulterio, uccisioni, bambini che fanno sesso, furti, ogni spregevole pratica le persone perpetrino, ci sono sempre stati, bisognerebbe osservare una statistica per capire se davvero la nostra società ha migliorato o peggiorato questa situazione, l’unica certezza è che i media amplificano l’eco.
            Uno stupro in un paese una volta al massimo raggiungeva quelli limitrofi, oggi arriva a tutta la nazione, con gaudio delle persone, che per natura sono morbose e adorano questo genere di meschino spettacolo.
            Assumendo per buono che in questi ultimi anni la nostra società abbia subito un declino, cosa tutta da verificare, non sarebbe nuova a questa situazione, la storia è ciclica.
            In realtà non è cambiato niente, bisogna solo aggiornare le nostre regole e le nostre usanze per cercare di combattere problemi che ci saranno sempre. Poi la società cambierà ancora e le regole diventeranno vecchie, questi stessi problemi torneranno fuori più forti e bisognerà aggiornare ancora.
            Resistere è inutile, se hai della saggezza da tramandare fallo, ma chiediti se è il genere di saggezza di cui la società che ti circonda ha bisogno e ancora di più se la stai tramandando nel modo giusto.
            Dire a tuo figlio che non esiste rapporto con persone dello stesso sesso ad esempio è orribile, se lui fosse omosessuale? Non diverso da molti personaggi storici, ma non accettato dal suo stesso padre. Non lo trovi orribile? Per quale motivo lo faresti? Perché un gruppo di persone nel 325D.C. hanno deciso che questo era giusto?
            Probabilmente hai più cose in comune con il peggiore degli eretici di oggi, rispetto che con il migliore cattolici di quel tempo.
            Non sto dicendo che la chiesa non abbia in fondo valori eterni e immortali, dico che nelle faccende più concrete è contraddittoria e umana tanto quanto il resto della società. In questo secolo la chiesa sta sbagliando, un messaggio importante lo sta oscurando con prese di posizione indifendibili, irresponsabili e ipocrite.

          • Angelo

            “Non sto dicendo che la chiesa non abbia in fondo valori eterni e immortali, dico che nelle faccende più concrete è contraddittoria e umana tanto quanto il resto della società”.
            Bisogna vedere a quali “valori” ti riferisci e, in conseguenza di ciò, stabilire quali siano le “faccende più concrete”.
            Se avessi un figlio omosessuale perchè non dovrei accettarlo? Lo accetterei e soprattutto lo amerei forse anche di più rispetto agli altri e lo proteggerei di più perchè ne avrebbe più bisogno. Ci sono poi regole e regole. Ci sono quelle legate ai valori fondamentali di cui parli che possono, forse, essere adeguate ma non completamente stravolte. Per ciò che riguarda la società che mi circonda, io sono uno di quelli che credono nel fatto che la società è come ce la costruiamo noi. Di conseguenza, molto spesso, le regole devono essere aggiornate perchè NOI abbiamo VOLUTO così. Se mi parli di regole che portano ad un maggiore rispetto per tutti indiscriminatamente, sono più che d’accordo con te, ma da qui ad accettare tutta la “modernità” come se fosse oro colato, no; non mi va bene. Il Sinodo del 325 DC è stato solo l’inizio del “percorso” evangelico; sono state getttate le “basi” per l’evoluzione della Cristianità; perchè un’evoluzione all’interno del Cristianesimo, passando tra alti e bassi, c’è stata. Ma l’evoluzione non può portare, come ho già detto, allo stravolgimento dei valori fondamentali. Comunque mi appare chiaro che noi due diamo significati diversi ai termini “valori fondamentali” e “faccende più concrete”, da qui la differenza di opinione, come tra l’altro ho già detto in un altro punto di questa discussione.

        • Angelo

          Concordo con Stefano al 100%. Anzi, se fosse possibile io farei battezzare la nuova vita già quando è ancora nel grembo materno (non si sa mai). E poi un infante non è in grado di capire se vuole essere battezzato o meno tanto quanto non è in grado di capire se vuole ricevere una certa cultura o vuole rimanere ignorante. E’ per questo che la sua famiglia decide per Lui. Poi da grande potrà comunque decidere di capitalizzare o meno i doni che gli sono stati forniti.

      • Angelo

        Non so tu in che rapporti sia con la religione. Da come ne parli non mi sembra che tu abbia un gran rapporto sopratutto con la Fede Cristiana che poi è propria della nostra cultura. Perchè, se tu la conoscessi, sapresti perfettamente che educando secondo tale Religione si potrebbe fare tranquillamente a meno dell’educazione civica, perchè è essa stessa educazione civica e non solo; anche sociale, civile, sessuale, familiare, universale, ecc. ecc.

        • Vincenzo Politi

          Più che altro, non ho un gran rapporto con i fanatici della fede come lei. Magari 60 anni fa persone come lei avrebbero detto che si può fare tranquillamente a meno della biologia, basta leggere la bibbia. E poi, cosa significa che “la fede cristiana è propria della nostra cultura”? Anche il Rinascimento è “proprio della nostra cultura”, ma quello non lo si nomina mai… Francamente non capisco perché la cultura Italiana, che è estremamente ricca e affascinante, debba essere sempre ridotta alla religione, che della cultura in generale è spesso la tomba, soprattutto al giorno d’oggi. Come se poi imporre a tutti i costi un punto di vista religioso non sia “ideologico”… ma no, che c’entra? Preoccupiamoci solo dell'”ideologia genere”, quella religiosa non è niente affatto una “ideologia”, ma la Verità. Complimenti.

          • Angelo

            No, complimenti a te che continui a sputare sentenze e giudizi su persone che nemmeno conosci. Fanatici della fede? Che significa? Io cerco, e dico cerco perchè non è affatto facile e comodo, di seguire le sacre scritture; e allora? Io sono un Cristiano Cattolico; e allora? Io anni fa, in Chiesa, ho promesso che avrei educato i miei figli secondo le regole di Santa Romana Chiesa, e allora? Forse questo è contro le sue personalissime opinioni o contro il suo personale credo o cos’altro?
            Noto una certa aggressività nel suo dire. Non è che è lei ad avere qualche problema? Domando eh!! Io non voglio imporre niente a nessuno e tantomeno a lei che ha espresso le sue opinioni e io le mie e tanto basta.

          • noone

            Ti devono fare una statua!
            Credevo che le persone con capacità di analisi e giudizio si fossero estinte in Italia.

          • Vincenzo Politi

            Infatti, non abito più in Italia…

          • Angelo

            E così, oltre ad offendere le persone singolarmente, è passato ad offendere gli Italiani in massa, anche il suo interlocutore, il quale è, evidentemente, felice di far parte degli “estinti”. Ma si può …….?

          • Vincenzo Politi

            Vabbe’, Angelo, che dire di lei che offende sé stesso ogni volta che scrive un commento? Io non abito più in Italia, questo è un dato di fatto. Se poi non si può fare più un po’ di ironia vuol dire che siamo messi davvero male. Quanto alle “offese di massa”, qui ho letto di persone che urlano al “complotto internazionale della teoria gender”. Come dice lei: ma si può?

          • Angelo

            Hai ripreso ad offendere in maniera personale o stai facendo ironia? L’ironia è un’arte e non è consona a tutti. Anche in questo caso, la tua ironia potrebbe risultare offensiva, anche perchè, con la scusa dell’ironia, hai comunque espresso un giudizio nei miei confronti. Poi, per quanto riguarda il complotto internazionale, io non escludo niente per quanto assurdo possa sembrare. Posso dare minor peso rispetto ad altre conclusioni molto più probabili, ma non escludo niente del tutto. E del resto non sarebbe la prima volta che chi detiene le redini della finanza mondiale ai massimi livelli, non vada a sfruttare o addirittura a creare determinate “tendenze” per profitti personali. Tieni presente che si sono fatte le guerre perfettamente evitabili per profitti personali e alcune guerre sono anche piuttosto recenti. Quindi non prenderla tanto alla leggera. Per quanto riguarda l’argomento in questione, appare evidente che ci sono persone che la pensano diversamente tra loro e ne stanno semplicemente discutendo. Magari alla fine, ognuno resterà con la propria idea, non mi aspetto certamente che qualcuno dia per forza ragione a qualcun altro, non sarebbe normale. Però ci possono essere altre persone che leggono i nostri commenti e potrebberero, da essi, trovare spunto per delle proprie riflessioni di qualunque parte esse siano. Ecco perchè bisognerebbe evitare frasi o affermazioni che potrebbero risultare offensive, proprio perchè altri potrebbero, a causa di ciò, non usufruire delle nostre osservazioni perchè in questo caso, la nostra, più che una discussione potrebbe sembrare un teatrino dove se ne fa quasi una questione personale che invece non deve essere. Il contenuto di questo blog può essere letto da chiunque, anche da ragazzini, magari casualmente, e anche e ancor più per questo che dovremmo tenere la discussione entro certi “ranghi” della decenza.

  • Vincenzo Politi

    Cosa significa “educare”? A cosa bisogna educare i bambini? Per moltissimo tempo, si è pensato quasi e esclusivamente all’educazione dell'”anima” o della “mente”: ciò che bisogna insegnare e far apprendere sono nozioni di diverso tipo e capacità cognitive come leggere e scrivere. Ma noi non siamo solo mente, siamo anche corpo. E, anzi, noi possediamo una mente proprio perché possediamo un corpo: infatti, senza un corpo sarebbe impossibile avere una mente. (Al contrario – e ne ho la conferma tutti i giorni – senza la mente si può benissimo continuare a avere un corpo funzionale e andare in giro a dire e fare cose completamente scriteriate.) Perché non bisogna educare bambini e ragazzi al rispetto e alla conoscenza del loro stesso corpo? Far capire loro che il corpo (quello proprio e quello degli altri) non è né un oggetto senza valore né qualcosa di sporco o sbagliato? Far capire loro che la mente, il corpo e le emozioni non possono distinguersi, ma rappresentano un’unità inscindibile? Ricordiamoci che i ragazzi si affidano alla pornografia come unica fonte di conoscenza per capire il sesso, perché “di certe cose non si deve mai parlare, se no è peccato”. La realtà è che molti adolescenti cominciano a fare sesso da giovanissimi, anche verso i 12 o 13 anni, senza avere la minia idea di quello che stanno facendo, senza avere rispetto per sé stessi e il partner e correndo dei rischi di salute spesso molto gravi. Non bisogna mettere la testa sotto la sabbia: questo succede già, che ci piaccia o no. Il corpo è il giardino dell’anima, non la sua tomba; deve essere curato con molta delicatezza, pazienza e onestà. Nessuno sta dicendo che bisogna insegnare ai bambini a masturbarsi o convincerli a abortire: per favore, non diciamo sciocchezze! Qui si sta semplicemente dicendo che il corpo è nostro e in quanto tale non può e non deve essere taboo – altrimenti va a finire che noi diventiamo il taboo di noi stessi, cioè il paradosso più aberrante. Bisogna educare tutti all’amore e al rispetto e alla cura di sé, le vere porcherie e schifezze sorgono con la cultura dei sensi di colpa e delle castrazioni morali!

    • Angelo

      E chi dice che nelle famiglie non si affrontino tali argomenti? Magari lo si fa con il vantaggio di conoscere sotto tutti gli aspetti i propri figli e cercando quindi un approccio che sia più personalizzato (vista la delicatezza dell’argomento che, checchè ne dica chicchessia, è un argomento assi delicato) e quindi con maggiore probabilità di successo, piuttosto che tendere ad un approccio “standardizzato” che “potrebbe” andare bene per tutti ma che alla fine “non va” bene per nessuno.

      • Vincenzo Politi

        Infatti, si vede come crescono gli Italiani “educati” dai loro genitori. Anche i due ragazzi che hanno stuprato una turista nei bagni di una discoteca saranno stati educati dalle loro cristianissime famiglie.

        • Angelo

          A parte il fatto che tu, con i tuoi paraocchi, dai per scontato che chi stupra provenga da famiglie cristiane, ti informo che fare il genitore non è affatto facile e la difficoltà oggigiorno è aumentata dal fatto che l’intera società tende ad essere pilotata (e ci stanno pure riuscendo) da chi può decidere e da quelli come te, verso la depravazione sociale dove regna il libertinaggio e dove ognuno può fare quello che gli pare. Quindi il genitore, non solo deve educare i figli, ma deve anche combattere contro una società che li vorrebbe deviare spesso per interessi puramente economici. E’ il risultato di una società dove il denaro è la cosa più importane, anche più importante delle persone. In quanto ai casi di stupro ti informo pure che ci sono (purtroppo) sempre stati, soltanto adesso, attraverso i sistemi dell’informazione, si conoscono. In quanto alle famiglie cristianissime ti informo anche che (sempre purtroppo) di questi tempi sono quasi in via di estinzione, perciò, per il calcolo delle probabilità, è più probabile che chi ha stuprato non provenga affatto da famiglie cristianissime, anzi, al contrario.

          • Vincenzo Politi

            Scusi, ma lei come si permette a darmi del libertino e depravato? Questa autorità morale ce l’ha solo perché ha dei figli? Ma guardi che a fare figli non ci vuole molto, essere una persona che ragiona è già più difficile. Rimanga coi suoi paraocchi e vada a godersi la messa cantata.

          • Angelo

            Lei dà dell’ignorante, del senza cervello, ecc. ecc. a tutti, e poi si meraviglia se qualcuno (non intenzionalmente a deifferenza invece di lei che lo fa con cognizione di causa) la dà del “qualcosa”. E poi parla pure di paraocchi. Per quanto riguarda la “Messa Cantata”, io certamente me la godo, cosa che lei, a quanto pare, non può fare. E non dico neanche che mi dispiace per lei perchè è una sua precisa scelta che io rispetto come lei DEVE rispettare le scelte degli altri.

          • Vincenzo Politi

            Caro signor Angelo, io do dell’ignorante a coloro che, come lei, dimostrano chiaramente di non sapere quello di cui stanno parlando. Lei, invece, non può fare congetture sulla mia vita privata base a due commenti scritti su internet. La messa cantata, se voglio, posso andare a vederla quando voglio, anche se preferisco altri generi teatrali.

          • Angelo

            Quello che è dimostrabile per lei è indimostrabile per altri. Le sue interpretazioni non sono le mie e non per questo dovrebbero essere bandite a priori checchè lei ne dica. In quanto all’ignoranza, le ho già risposto in un altro commento, lei deve avere “anche” la memoria corta. In quanto ai generi teatrali è evidente che frequentiamo teatri diversi perciò, per il bene comune, è meglio che ognuno si tenga il suo. E connetta per favore la bocca al cervello così evita di dire fesserie.

        • sunny flower

          Con dei pedofili porci come insegnanti si che verranno bene!
          Forza pedofili, proponetevi come insegnanti !

          • Vincenzo Politi

            certo, siccome in Italia gli insegnanti si assumono così in fretta che tutti i pedofili dall’oggi al domani possono diventare insegnanti semplicemente mandando un curriculum. Lei ha battuto la testa, oppure ha bevuto.

  • Anna Simeone

    Ma noi docenti,che non siamo dei sessuologi,perchè mai dovremmo fare educazione sessuale agli alunni??? E perchè mai dovremmo sostituirci ai genitori,inculcando un’ideologia che non è certo la nostra e che non vogliamo nè propagandare nè promuovere nè trasmettere ai bambini ai quali potremmo anche arrecare disturbi psicologici e comportamentali?Siamo stufi !!!

    • Alessandro

      Ma infatti non siete voi docenti che dovete fare educazione sessuale ai bambini, ma persone qualificate all’insegnamento (di questi ambiti).
      E poi si può essere contrari quanto si vuole al moto di rivoluzione della Terra, ma non smetterà comunque di girare attorno al Sole.

      • Zer28

        Non vedo la connessione tra il moto di rivoluzione della Terra e gli obiettivi di questo programma di educazione sessuale. Il primo è un fatto oggettivo e indipendente dall’uomo, il secondo no.

        • klaraspina

          No, la differenza sta nel fatto che la prima è una cosa che ormai tutti sanno e riconoscono, la seconda no. Ricordiamoci che, quando fu teorizzato nel mondo occidentale il moto di rivoluzione intorno al Sole, le gerarchie e il popolo non ne furono affatto entusiasti…

  • Roberto Ferranti

    io non capisco l’obiettivo, della teoria gender.
    fino ad adesso l’uomo e ogni altro essere come ha fatto senza questa teoria???

    • klaraspina

      le persone sono state millenni senza sapere che la terra fosse sferica (circa), che facciamo, torniamo ai bei vecchi tempi in cui oltre alle Colonne d’Ercole c’era solo la furia di Dio?

  • 52b17 .

    se nelle scuole si facesse un programma che possa insegnare fin da
    bambini a coltivare la virtù,ptremmo avre tra 15 anni i segni di una
    società migliore invece si vuole insegnare a coltivare i propri bassi
    istinti eincentivando omosessualità e pedofilia,vabè,tanto siamo tutti
    animali no?con tutto il rispetto,per gli animali naturalmente.

    • Maiden

      Da sempre nelle scuole non insegnano educazione sessuale, nè tantomeno “omosessualità e pedofilia” (importante mescolare cose che non c’entrano niente vero?). Il risultato: a scuola non ti insegnano nulla, a casa in genitori si imbarazzano ed arrivi a 12 anni che se vivi in un ambiente sbagliato / hai amici precoci rischi una gravidanza o le malattie veneree. Ma l’importante è la facciata giusto? Virtù davanti, peccati belli nascosti

    • Vincenzo Politi

      ma “incentivando omosessualità e pedofilia (che tra l’altro è illegale e punibile col carcere)” dove l’ha letto?

    • sunny flower

      verissimo

  • Winston Smith

    Vorrei ricordare all’autore di questo articolo che ha trascurato un dato che io ritengo fondamentale. Tante belle parole, certo, ma chi si occuperà di diffondere queste informazioni nelle scuole italiane? Ai docenti? No, troppo inesperti. E qui casca l’asino, perchè a voler portare a tutti i costi la sessualità a scuola sono, guarda caso, le associazioni omosessuali, quali per esempio, ne cito una, Il Cassero di bologna, che propone progetti di “scuola e formazione” vedi qui: http://www.cassero.it/attivita/scuola/ . Ora, se la cosa finisisse qui, tutto sommato ci sarrebbe poco da dire. Ma se poi la stessa associazione si rende protagonista di un evento che mi limito a definire osceno, come questo qui: https://www.google.com/search?q=venerdi+credici&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ei=wreIVZ29LMXsUraDgNgK&ved=0CB0QsAQ&biw=1760&bih=998

    allora il discorso cambia, perchè, nonostante le sue belle parole (non per me chiariamo) che possono anche convincere qualche (ma sempre meno) sprovveduto genitore non ancora correttamente informato, allora cose da dire c’è ne sono tante, perchè ognuno di quei temi di cui lei parla sopra, può essere trattato dando un impostazione molto diversa a seconda di chi se ne fa portavoce. Per concludere, caro signore, dovete stare fuori dalle scuole dei nostri figli. Questo e il punto.

    • Maiden

      Ma infatti deve essere la scuola ad occuparsene, gli insegnanti: adulti fatti e finiti, con anni di insegnamento alle spalle, nozioni di pedagogia. Gli insegnanti si imbarazzano a parlare di bullismo, omofobia, parità tra uomo e donna ed educazione sessuale? Abbiamo un problema con gli insegnanti, appunto adulti fatti e finiti

  • Simonetta Putti

    Sergio, condivido il tuo approccio alla ‘vexata quaestio’ soprattutto nell’accento che metti sulla ‘comunicazione’. Tu evidenzi infatti il peso dei termini e delle frasi decontestualizzate, ad arte si direbbe, per creare un campo di confusione: e noi sappiamo che spesso – nella confusione – emerge il timore / paura / difffidenza…reazioni che possono respingere a dimensioni retrive e conservatrici. Ci potremmo domandare cosa ci sia da ‘conservare’ nella consapevolezza (meglio dire in-consapevolezza…? o dis-informazione..?) collettiva rispetto alla sessualità… Per dare uno sguardo veloce alla dimensione clinica, spesso osserviamo con quanta difficoltà taluni pazienti pronuncino parole come desiderio, eccitazione, masturbazione, orgasmo, etc.. In questa ottica s-doganare i termini costituirebbe già un successo, a mio parere.

  • Piero Iannelli

    Esempio concreto-> suo figlio di sei anni è stato costretto ad
    andare a scuola con il rossetto e uno specchio. E a quello di quattro
    la maestra ha detto che compiuti gli anni poteva diventare una
    femminuccia.

    http://www.famigliacristiana.it/articolo/mio-figlio-costretto-ad-andare-a-scuola-con-rossetto-e-specchio.aspx

    http://www.imolaoggi.it/2014/11/16/mio-figlio-costretto-ad-andare-a-scuola-con-specchio-e-rossetto-rosso/

    • Maiden

      “«Un giorno» ricorda, «è tornato a casa quello di sei che faceva la prima elementare dicendomi che la maestra gli faceva mettere il rossetto e li faceva parlare davanti allo specchio per imparare a scandire le parole». ” Direi che abbiamo un problema con un singolo insegnante che non dovrebbe fare l’insegnanti, anzi. E non c’entra nulla con bullismo, omofobia, parità tra uomo e donna ed educazione sessuale

    • Remo

      Cavolo famigliacristiane e imolaoggi, il primo è un notissimo contenitore di bufale il secondo una fonti certamente super partes

  • Piero Iannelli

    La gente e’ stanca.. finisce a mazzate sta gender-tarantella.. ?

    Papà pesta la maestra: “Molestie a mio figlio”

    L’aggressione in una scuola materna, l’insegnante finisce in ospedale. Presunti abusi sui bimbi, è
    guerra di denunce. I dubbi di famiglie e dirigente

    http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/05/29/news/papa-pesta-la-maestra-molestie-a-mio-figlio-1.11515982

    /-/

    Dirigenti scolastici a scuola di omosessualismo

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ministero-della-ri-educazionedirigenti-scolastici-a-scuola-di-omosessualismo-11033.htm

    /-/

    L’ideologia del gender arriverà nelle classi italiane e il ministero sta a guardare. «È inaccettabile»

    http://www.tempi.it/l-ideologia-del-gender-arrivera-nelle-classi-italiane-e-il-ministero-sta-a-guardare-e-inaccettabile#.VKyBEMnu2Nn

  • Andrea Galatolo

    Gentili Signore e Signori, come sempre tante teste e tante opinioni, come è giusto che sia in un paese libero (sempre ammesso che lo sia). Vi chiedo solo gentilmente di controllare in modo approfondito quello che è l’argomento di discussione, domanda siete sicuri che il documento sia proprio di diretta emanazione dell’OMS? a me non sembra proprio! forse controllando meglio i “saggi” nominati per redigere questo documento non sono proprio dei “SAGGI” magari già partendo da questo piccolo controllo e andando a cascata qualche ulteriore informazione può tornare utile a tutti per chiarire meglio le proprie idee.
    oltretutto sempre cercando da più fonti i paesi scandinavi (Norvegia), sempre precursori in tutto in fatto di socialità, hanno iniziato qualche mesetto prima le loro valutazioni sull’argomento Gender…per Vostra guida e curiosità:
    http://www.enzopennetta.it/2014/06/gender/
    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-norvegia-la-rivincitadel-sesso-sul-genere-5289.htm

  • Alessandro E Floriana Franchi

    Mi trovo in sintonia con molti dei commenti sottostanti l’articolo, in queste linee guida c’è una precocità e un taglio che non mi piacciono, e soprattutto è contestabile l’obbligatorieta’ con cui queste direttive verranno presto inserite nei pof scolastici, scavalcando (e non, eventualmente, formando) i genitori nel loro compito educativo… senza contare che nelle sperimentazioni fatte a trieste e roma, emerge in modo chiarissimo l’intento di scardinare l’identita’ sessuata, negando che questa abbia alcuna rilevanza nella differenziazione maschio/femmina (e senza scomodare le neuroscienze, e’ evidente chiaro e palese che la differenza sessuale e’ ineliminabile, cosa che le varie teorie gender oriented minimizzano fin quasi a negare… in una omigeneizzazione dannisissima per dei bambini che non andrebbero confusi, ma sostenuti proprio nella scoperta delle differenze, alla base della complementarieta’ maschio/femmina)… il rispetto non nasce da una forzata identita’!

  • Antonio

    Ho letto analiticamente lo scorso anno il documento dell’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS insieme a mia moglie, che è psicoterapeuta. Se lo si legge in modo organico, a mio avviso, risulta vieppiù inquietante, perché il tono scientifico del documento mescola una serie di ovvietà ad alcuni assunti che fanno rabbrividire. Ne cito uno su tutti, forse il più evidente: la definizione dello stadio 1, quello dei bambini da 0 a 3 anni, come stadio iniziale nel quale iniziare ad affrontare (negli asili nido, evidentemente) l’educazione sessuale.
    Nelle scuole tedesche, in alcuni Laender, i genitori sono già da tempo alle prese con questo approccio, tanto che sono nati comitati (Besorgte Eltern) che si oppongono a lezioni obbligatorie di educazione sessuale nelle quali ai bambini vengono mostrate attraverso un kit varie pratiche sessuali (sesso orale, sesso anale, etc.).

    Qualcosa del genere è avvenuto di recente anche a Trieste. Le nostre scuole non hanno i soldi per la carta igienica, ma trovano i fondi per proporre corsi che a volte vengono svolti (a pagamento) da attivisti dell’arcigay.
    Direi che ci sono i presupposti per preoccuparsi.

    • Remo

      A ecco un altro gonzo sui corsi di masturbazione per bambini

  • Laura

    E state pure a giustificare queste deliranti raccomandazioni?! Sarebbe addirittura una caricatura quella di chi le riporta?! Che pena. https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=584757268294644&id=389823051121401

  • alberto

    Gli adulti attribuiscono un significato sessuale ai comportamenti sulla base della loro esperienza di adulti e talvolta hanno molta difficoltà a vedere le cose con gli occhi di un bambino o di un ragazzo. Tuttavia, è essenziale adottare la prospettiva di bambini e ragazzi. (OMS, p. 22).

    Forse in questo punto c’è parecchio su cui riflettere: perchè dobbiamo adottare la prospettiva di bambini e ragazzi (prospettiva “studiata” e ritenuta corretta da pochi adulti “adulti”) sul tema della sessualità mentre su altri temi (la voglia di andare a scuola ad esempio) dovremmo adottare la prospettiva di un adulto?

    • http://www.sergiostagnitta.it Sergio Stagnitta

      Alberto, magari riuscissimo ad adottare la prospettiva del bambino sulla voglia di andare a scuola, avremmo tanti bambini desiderosi di impare. Purtroppo la prospettiva dei grandi, in monti casi inibisce, spaventa e confonde i bambini.

  • Luca Di Cesare

    Leggendo i commenti a quest’articolo mi rendo conto di quanto poco progresso culturale e sociale sia stato fatto nel nostro paese. Una profonda tristezza mi assale al pensiero che nel 2015 ci siano ancora persone che la pensano in maniera così bigotta, persone che parlano per opinioni e non per fatti, che rifiutano un qualsiasi confronto che possa in qualche modo mettere in discussione le loro idee. Il mio professore di analisi matematica diceva sempre “per ogni problema c’è sempre una soluzione semplice, evidente, immediata. Ma sbagliata”. Mai come in questo caso la cosa mi pare evidente: mettere nello stesso calderone concetti diversi, associare pedofilia a omosessualità, negare il bisogno di una corretta educazione sessuale, interpretare male concetti talmente ovvi da far venire il sospetto, anzi, la speranza, che ci sia una malizia di fondo nelle opinioni. Hi scritto speranza, perchè il pensiero che portatori di tale ignoranza (nel senso di mancanza di conoscenza) possano scegliere per altri, mi terrorizza.

    • Simonetta Putti

      Luca Di Cesare, sono in sintonia su quanto scrivi rispetto allo scarso progresso culturale e sociale del nostro paese.. Cercando di sdrammatizzare la questione in oggetto che – come frequentemente accade – sta tingendosi di cupe tinte e avvolgendosi di foschi presagi… vorrei ricordare per analogia quanto accadeva negli anni “70. Nel tempo in cui si cercava di introdurre in Italia l’istituto del divorzio, nelle battaglie relative, ed in vista del Referendum.. l’onorevole Fanfani avvertiva i propri elettori di non cadere nella trappola del divorzio perchè – se fosse stato approvato – “si sarebbe corso il rischio di scoprire la propria moglie a letto con una donna”. No comment.. o forse sì. Allora come ora la confusione, la deriva delle ipotesi, i pensieri in libertà… anzi in libertinaggio…!

    • Giuseppe

      Credo che nessuno neghi “il bisogno di una corretta educazione sessuale”, ma chi dice che il metodo proposto dall’OMS sia, per l’appunto, corretto?

      • Remo

        Probabilmente il metodi giusto è quello del parroco.

        • Angelo

          Stsi discriminando i Cristiani Cattolici.

  • Vincenzo Politi

    Io mi rendo conto che la maggior parte delle persone che sta commentando o non ha letto l’articolo oppure non c’ha capito proprio un fico secco. Leggo cose che fanno rabbrividire: si dice che gli insegnanti mostrano materiale pornografico (ma è illegale mostrare pornografia ai minori di 18 anni, quindi come si potrebbe mostrarla agli alunni delle scuole elementari?), si dice che si cerca di incentivare la pedofilia (che è un crimine punibile col carcere), che si cerca di “incoraggiare l’omosessualità”… ma nessuno dice che bisogna “incoraggiare l’omosessualità”, ma semmai che non bisogna farla percepire come una cosa “brutta” e “sporca”, incoraggiando l’eterosessualità a tutti i costi e portando all’esclusione e al bullismo di ragazzi e ragazze che sono omosessuali perché sono così e non perché qualcuno li abbia incoraggiati. E tutti questi “incoraggiamenti” avverrebbero con gli insegnanti in combutta fra di loro, d’accordo col governo, che trama nelle tenebre per trasformare il mondo in un’enorme Sodoma e Gomorra. Il perché non si è capito, però. Insomma, signori e signore, prima di sparare idiozie come fossero fuochi d’artificio, spendete due minuti per leggere l’articolo che state commentando!

  • Roby

    ma da quando i bambini hanno bisogno che un adulto insegni loro che a toccarsi si prova piacere? e perché violare i tempi in cui i bambini fanno questa scoperta? perché l’adulto deve trasmettere questo? è questo aspetto che è allucinante. violare l’intimità dei bambini fin dalla più tenera età con l’adulto che guarda, osserva, impartisce lezioni. che violenza allucinante! vergogna! vergogna! vergogna!

    • Remo

      Perché esistono genitori che quanto beccano il bambino a toccarsi gli insegnano che è una sporca e depravata e questo ha risolti traumatologici sull’adulto che il bambino sarà.

  • Roberto Marchetti

    Questo signore ha scritto di aver letto gli standard OMS, nella fretta di dimostrare l’indimostrabile si è dimenticato la prefazione:
    “Un approccio olistico, basato sul concetto di sessualità come un’area del potenziale umano, aiuta a far maturare in bambine/i e ragazze/i quelle competenze che li renderanno capaci di determinare autonomamente la propria sessualità e le proprie relazioni nelle varie fasi dello sviluppo.
    Un approccio olistico sostiene l’empowerment di bambini e ragazzi affinchè possano vivere la sessualità e le relazioni di coppia in modo appagante e allo stesso tempo responsabile. Le competenze che l’approccio olistico promuove sono inoltre essenziali per difendersi dai possibili rischi.”
    Sbaglio o c’è scritto che l’approccio olistico del documento (che olistico non è, basta leggerlo con onestà intellettuale) SOSTIENE L’EMPOWERMENT DI BAMBINI […] AFFINCHÈ POSSANO VIVERE LA SESSUALITÀ E LE RELAZIONI DI COPPIA IN MODO APPAGANTE E ALLO STESSO TEMPO RESPONSABILE?
    Non c’è mica scritto “AFFINCHÈ DA ADULTI POSSANO […]”
    BAMBINI, CAPITO?
    E non è una semplice questione di semantica o errore di traduzione: è scritto come sopra riportato, già in prefazione. Sarebbe il caso di leggere questi STANDARD dalla prima all’ultima riga con l’attenzione che sostiene aver avuto, ma, evidentemente, questo non è vero.
    Se poi fosse intellettualmente onesto, potrebbe osservare la realtà e tutto quello che si è mosso e si muove intorno a tali Standard in tutta Europa: dai libri adottati nelle scuole, già dalla scuola materna, alle proposte di moda, ai disposti legislativi, alla introduzione di nuovi “generi sessuali”.
    Sarebbe troppo lungo continuare, ma voglio far notare una GROSSA MENZOGNA messa lì gratuitamente: chi ha detto che è meglio far scoprire la sessualità a dei bambini attraverso la pornografia?
    Credo che questa sua gratuita bassa affermazione mescolata a tanta saccenza fotografi l’onestà delle sue affermazioni quindi: non citi il Vangelo perchè nel suo caso le travi sono almeno quattro, una per occhio e una in ogni orecchio.

  • Mirko Massimiliano Paglia

    :D mi sovviene un dubbio … se ad un bambino gli si spiega la masturbazione … non sarà curioso? :D
    questi sono insegnamenti soggettivi e non oggettivi!
    La scuola deve insegnare atteggiamenti OGGETTIVI come la storia la matematica la scienza con le giuste dosi ed i giusti tempi (ad un bambino di 10 anni non insegno il Teorema di Cauchy!).
    Mi spiace leggere che qualcuno pensi che esistano pensieri bigotti nel messaggio del family day, vuol dire che non si è approfondito l’argomento trattato dai volantini, ci si limita solo alla superficie.
    Con questo documento dell’OMS, e di tutti gli altri atteggiamenti, si vuole sminuire il ruolo di educazione delle famiglie: perchè?

    • Andrea Cecco

      Non è possibile insegnare atteggiamenti oggettivi.

      • Mirko Massimiliano Paglia

        appunto!

    • Flavio Rappolli

      Mi dispiace contraddirla ma la storia non è oggettiva, tantomeno la scienza che è “vera fina a prova contraria”.
      Per quanto riguarda la masturbazione, bè non credo che tutti la scoprano da soli, anzi.
      Non penso che si voglia sminuire l’educazione delle famiglie, è che fortunatamente a volte alcuni organi istituzionali sono più “evoluti” rispetto al livello medio culturale delle famiglie. E’ buono quindi che queste istituzioni diano un colpetto in avanti su alcuni punti.
      Bigottismo? Direi più che altro “paludismo”, “stagnantismo”, “aprite le finestre che c’è puzza di chiusismo”

      • Angelo

        Richiudete le finestre sennò entra l’illusionismo e il padreternismo (è meglio il chiusismo).

      • sunny flower

        E quindi un bambino di 4 anni deve per forza masturbarsi perché lo impone la cultura massonica! Complimenti Questa si che è una società evoluta!

        • klaraspina

          la cosiddetta “masturbazione infantile” non ha niente a che vedere con quella che fa lei da adulto. Si intende la pratica, abbastanza comune, dei bambini di toccarsi le parti intime. La qual cosa è normale, perché i bambini sono curiosi di natura. Però potrebbe essere disdicevole, per esempio quando un bambino lo fa in classe, o lo fa ad un altro bambino (e questo succede, in alcuni casi, normalmente, proprio perché i bambini sono curiosi e innocenti).
          Io non vedo alcun problema nello spiegare al bambino che questo: – è normale; – può essere piacevole; – non si fa in pubblico; – non si fa sugli altri; – non bisogna permettere che lo faccia a te qualche adulto.
          D’accordo, Lei magari lo avrà spiegato al suo bambino. Ma non tutti lo fanno – anzi, la percentuale di persone che entra in argomento con i bambini è piuttosto bassa. Inoltre, in questo modo si possono identificare i casi di pedofilia, perché un bambino che sa che certi atteggiamenti sono sbagliati, lo potrà riferire. Altrimenti, immaginiamo il caso di un padre pedofilo, o di un parente, o un amico di famiglia, insomma una persona di cui il bambino si fida, Come fa il bambino a capire che quello che sta succedendo è sbagliato? Gli va insegnato! Non solo a casa (possibilmente, ma in quel contesto lo Stato non può controllare che la famiglia stia spiegando correttamente questi principi di base ad ogni singolo bambino). Ma ANCHE a scuola. Non c’è nessuna eliminazione del ruolo della famiglia, anzi! È la sinergia delle due fonti di insegnamento che dà i maggiori risultati.
          Ma a quanto pare l’evidente vantaggio di avere un mezzo per identificare la pedofilia in famiglia (che, ricordiamoci, è la prevalente) non vi interessa.

  • Daniele Bertocco

    salve a tutti ho 16 anni e dato che si parla molto di mettersi nei panni di un giovane per valutare questa teoria del gender ho pensato di mettere la mia (insignificnte) opinione per darvi una mano
    S to seguendo i fatti di questi giorni e sono un sacco interessato:
    Immagino che questo sia un passo importante per rendere questo, un mondo migliore peró credo avrebbero potuto utilizzare meglio certi punti…. credo sia abbastanza inutile spiegare ad un bambino della scuola materna come ottenere piacere attraverso il proprio copo (si, non intendo solo piacere sessuale), credo invece sarebbe stato molto piú efficace spendere punti sulla sensibilizzazione dei bambini piccoli riguardo ai trans, gay ecc…
    I genitori sono estremamente spaventati cbe i propri figli passino dall’altra sponda (almeno questo capto ossrvando miei) e il problema sussiste poichè loro, come la maggior parte degli adulti di oggi non sono stati educati a vedere persone di diverso orientamento sessuale come persone normali ed è proprio questo il problema almeno secondo il mio punto di vista.
    Razionalmente penso che se questo progetto funzionerá i bambini educati in questo modo diventeranno genitori senza pregiudizi e saranno in grado di aiutare i propri figli nella ricerca della loro sessualitá invece cbe orientarli verso il “giusto” orientamento sessuale.
    Vi prego di scrivermi se volete parlarne un po’ con me … ve ne sarei grato.

    • Mirta Mattina

      caro Daniele, ho apprezzato molto il tuo commento che ci aiuta a capire il senso di quello di cui stiamo parlando. Avere adulti domani in grado di essere persone senza pregiudizi renderà la nostra società migliore, contribuendo a contrastar efenomeni (quelli sì drammaticamente reali) coem la discriminazione, il sessismo, l’omofobia, la violenza di genere. Grazie per le tue parole

      • Angelo

        Non c’è bisogno di approvare leggi balzane e bislacche per insegnare il rispetto per gli altri, per insegnare a non avere pregiudizi e quant’altro. Come ho già commentato prima, sono dell’idea che bisogna combattere ogni violenza, anche la “normalofobia”.

    • cerebro84

      Non credo si voglia insegnare ai bambini “come” ottenere piacere attraverso il proprio corpo, ma a distinguere tra il senso di piacere (non specificamente sessuale) e il senso di dolore / fastidio. Sono d’accordo col resto del discorso; la mia generazione (e, purtroppo, credo anche molte delle successive) è stata educata a distinguere le persone per orientamento sessuale, indicando come corretta l’associazione maschio-femmina e femmina-maschio e come errate le altre; questo ha creato ovviamente un senso di discriminazione e di omofobia in età infantile. Devo dire che,nonostante ciò, al giorno d’oggi, mi sembra che molti miei coetanei non vedano più questa differenza. Sarebbe bello se si educassero le nuove generazioni a non distinguere tra persone di serie A e persone di serie B in base all’orientamento sessuale, così come si faceva in passato per le razze o nel medioevo con le persone con i capelli rossi; aiuterebbe i bambini a sentirsi più liberi di parlare con i propri genitori, e aiuterebbe i bambini omosessuali a non venire emarginati e presi in giro.

    • Mirko Massimiliano Paglia

      Ciao Daniele. Il problema non è che i genitori hanno paura degli omosessuali o trans, ci mancherebbe sono esseri umani e come dice anche il catechismo (perchè la sfera sessuale è nella sfera religiosa ed i casini nascono tutti da qui perchè non si lascia libertà di scegliere, al contrario delle religioni le ideologie impongono anche con l’uso della forza) meritano “rispetto, compassione, delicatezza”, il VERO problema è la LIBERTÀ di educare i propri figli secondo determinati principi.
      L’educazione intima di un bambino, nella sfera dei sentimenti, è legata alla mamma nei primi 2/3 anni di vita poi al papà ecc… se si introduce un “educatore” esterno per questo compito si va ad intaccare una cultura del rispetto: a scuola insegnano che esiste il piacere sessuale, a casa dico che esiste il sesso per riprodursi; a scuola insegnano l’uso del profilattico (mi riferisco ad età più avanzate) per evitare le malattie trasmissibili, a casa dico che il sesso non è un gioco ma una responsabilità preziosa che non porta nessuna malattia … insomma si priva di una spiegazione significante!
      Non capisco come mai tali indicazioni, bugiardini banali, vengano dati senza pesare che nel contesto sociale esiste la religione ed la personale sensibilità recettiva (20 bambini 20 percezioni differenti). Che scopo ha inculcare nelle menti di questi bambini queste cose soggettive (si parla di rispetto, di sentimenti … non trovo oggettività in questi elementi tali da dare un obbligo di insegnamento).
      Non capisco neppure, come hai fatto notare tu, come mai non vengano educati i genitori!
      Tutta questa messa in scena non è logica! Se si vuole insegnare il rispetto del diverso è dalla famiglia che bisogna iniziare, dal rispetto delle religioni e da tutte le culture che pensano differentemente sull’argomento.
      Ricordati bene, Daniele, un insegnamento scolastico è vero quando è stato insegnato con oggettività perchè sarà la tua esperienza soggettiva a razionalizzare ed arrivare ad una sintesi.
      Rifletti, Daniele, perchè questa gente deve obbligare dei bambini ad ascoltare delle lezioni soggettive? perchè non intervengono sui primi veri educatori nel nucleo famigliare? perchè non hanno dialogato con le varie religioni che hanno tempistiche differenti nell’insegnamento di certe cose?
      Daniele i ragazzi come te devono assolutamente imparare a chiedersi il perchè di queste cose e non soffermarsi alla prima risposta apparentemente semplice … a questo punto con queste nozioni leggi (o rileggi) il passo della Bibbia di Adamo ed Eva e la mela, ne capirai il significato più profondo e comprenderai di quanto questo problema sia “vecchio” e che a vincere è apparentemente la parte sbagliata.

      • Vincenzo Politi

        Lei sarà libero di educare suo figlio come vuole a casa sua. La scuola è laica e pubblica (pagata anche coi soldi di chi ha idee diverse dalle sue) e deve educare secondo questi principi.

        • Walter Marin

          Anche lei dovrebbe avere maggior rispetto delle persone che hanno idee diverse dalle sue, senza permettersi di dire che chi dissente non ha capito nulla. Se questo è il suo sistema di spiegare le cose la lascio a divertirsi con gli illuminati come lei.

          • Remo

            Non sono persone con idee diverse, ma persone che pretendono che le idee diverse non abbiamo diritto di cittadinanza lui pretende di avere l’esclusiva di dire ai suoi figli che il sesso esiste solo per riprodursi o che il sesso va fatto solo dopo il matrimonio escludendo che i suoi figli possano sentire una campana diversa, che poi non è una campana diversa ma la semplice presa di coscienza di come stanno le cose a questo mondo cioè che il sesso è piacere e che per difendersi dalle malattie servono strumenti come il profilattivo

          • Angelo

            Forse Lui pretende che i propri figli non sentano campane stonate. Se il sesso si riducesse a mero piacere questo mondo non esisterebbe più (e forse sarebbe meglio visto la piega che sta prendendo). Una coscienza responsabile e non da gigolò, pretende che il sesso faccia parte, attraverso una componente ANCHE di piacere, di un disegno ben più grande e di un tempo molto più duraturo di quello di un semplice e stupido orgasmo fine solo a sè stesso, alias improduttivo, ancora alias dannoso a sè stessi e a tutti gli altri.

          • sunny flower

            Per la religione cattolica il sesso non è solo per riprodursi ma è il completamento di un atto d’amore. Se non avete abbastanza conoscenza esatta sul cattolicesimo prego non sparate castronerie per diffamarlo!

        • Angelo

          Con questa risposta ha dato ulteriore valenza a quello che ha detto Mirko Massimiliano.

      • Anna Alessia Maugeri

        Sono d’accordissimo con lei….tutto ciò dovrebbe riguardare le famiglie in maniera diretta e non i bambini poiché se ci pensiamo in effetti dando ai bambini già in tenera età un ‘insegnamento’ a qualcosa di secondo me assolutamente naturale come la sessualità intrinseca nell animo umano,non facciamo altro che appunto snaturalizzare un processo che invece va lasciato andare da se….non tutti gli esseri umani raggiungono la maturità sessuale nello stesso arco di vita ,non tutti hanno questo interesse….mi chiedo perché non avvicinare l interesse dei bimbi a cose importanti come la giusta alimentazione o il rispetto per il prossimo ….invece di sdoganare prima del dovuto bruciando le tappe dei processi che da che esiste il mondo vanno in un modo….e continueranno ad esistere!Spetta al genitore dall alto della sua esperienza spiegare al proprio figlio/a come “in generale”comportarsi con il resto del mondo o avviare una scoperta di se stessi….poi fidatevi….purtroppo le discriminazioni esisteranno sempre perché viviamo in un mondo di classi sociali….e da che mondo e mondo queste esisteranno sempre

      • Arcaico Raven

        Mirko purtroppo i figli non sono una proprietà dei genitori. Ie faccio un esempio personale, io ho vissuto in una famiglia “di merda”, non perché fatta da genitori stronzi, persone cattive e di poca fede, anzi il contrario. Un educazione religiosa talmente rigida da avermi fatto perdere gli anni migliori della mia vita tra sensi di colpa e rinunce dei piaceri carnali (o che cosa bruttissima!) della vita.
        Con gli anni sono riuscito a uscire da questo imcubo grazie alle mie forze e all’aiuto di persone che oltre che brave erano anche più aperte e meno ideologicizzate.
        Sinceramente avrei tanto preferito un educatore esterno oltre ai miei genitori, questo avrebbe non sono aiutatomi a soffrire di meno, ma avrebbe anche magari perssomi di vedere i miei genitori con una luce diversa, non come miei carnefici ma come persone che mi hanno messo al mondo, che hanno idee diverse dalle mie ma che tutto sommato mi vogliono bene e su determinate cose mi sono di grande aiuto e vicinanza.
        Da sempre pensamo a quanto orribbile sia l’avvento della cultura islamica nella nostra società occidentale, con burka e quant’altro. Immagini gli islamici che vengono qui da noi a dire i nostri figli li educhiamo come vogliamo noi e la legge e la scuola non dovrebbe aiutarli nel processo di emancipazione da noi. Lei non ne sarebbe contrario?
        Basta con queste famiglie gettizzate, una società più aperta, ee che da la possibilità anche ai più giovani di sentire campane diverse da quelle dei propri genitori è anche na società che causa meno sofferenze, rispetto a una dove ognuno e ghettizzato sulle sue idee e nelle zone di confine si genera sempre scontro.

      • noone

        La libertà è un bene che va guadagnato, non un diritto.
        La libertà di educare i propri figli è un privilegio che una percentuale troppo grande di persone in Italia non è in grado di gestire. Sfortunatamente siamo un popolo di ignoranti, con l’aggravante di essere tremendamente presuntuosi e non accettiamo che qualcuno che impiega la sua vita nello studio della scienza (non pseudo-scienza) ne sappia più di noi.
        Una quantità allarmante di commenti a questo articolo manifesta che molte di queste persone non sarebbero in grado di fornire un’adeguata istruzione ai propri figli, perché analfabeti funzionali, ovvero dato il testo di questo articolo hanno prodotto commenti che manifestavano palesemente il loro fallimento nella comprensione del testo.
        Un genitore che sposa il movimento anti-vaccino non è un genitore a cui si può lasciar educare i propri figli.
        Un omofobo, un violento, un alcolizzato o un drogato non sono persone a cui si può concedere la completa libertà nella formazione di un bambino.
        I figli NON appartengono ai genitori, sono persone uniche che vanno tutelate dalla collettività e a questo servono le scuole, gli assistenti sociali e tutta la sovrastruttura statale, che tenta di proporre una standardizzazione data dallo studio della psicologia e da un’analisi scientifica al problema. Ho letto molti commenti che parlano di percezione soggettiva che rende una standardizzazione non possibile, ma un buono studio tiene conto anche di queste cose e andrà a formare docenti in grado di applicare un insegnamento orizzontale che contempla le differenze di ogni bambino/ragazzino.
        Un genitore è tale solo perché ha generato una nuova vita, da questo momento in avanti questa vita non gli appartiene, sarà suo compito allevarlo e nutrirlo, ma siccome la piccola creatura prima o poi dovrà entrare a far parte di una collettività, bisogna che impari a conoscere le regole e gli inganni di questa collettività, questo non è compito del genitore che è per definizione viziato dai suoi preconcetti, ma di persone che sappiano gettare una base il più neutra possibile, dove gli aspetti “unici” del futuro uomo, possano edificare su fondamenta di sapere e consapevolezza.

        • Mirko Massimiliano Paglia

          Caro ragazzo/ragazza la libertà è un diritto. La libertà di educare bene o male che sia è un diritto costituzionale (art. 30). Mi piace far notare che i padri costituenti hanno voluto aggiungere questo articolo per evitare che si potesse fare propaganda nelle scuole con il pensiero unico come avvenne con Mussolini (giovani balilla) o come avvenne in Germania con Hitler (Reichsministerium für Volksaufklärung und Propaganda).
          Il tuo stile è tipico della dittatura e del pensiero unico che io sto combattendo (ideologia gender). Il fatto che alcuni abbiano scritto delle inesattezze non vuol dire che non possano capire, vuol dire che possono essere istruite ma non plagiate come i bambini. Per cui mi sovvien da chiedere perchè non educare gli adulti? La libertà anche di sbagliare è un diritto sacrosanto di libero arbitrio chi impedisce questo non ha idea di cosa voglia dire democrazia.
          Se viene fatta violenza fisica sul bambino, il bambino può essere tolto, se i genitori non possono garantire una vita dignitosa al bambino, lo stato deve intervenire. MA LA LIBERTA’ DI EDUCARE IL PROPRIO FIGLIO, anche se fosse la persona più malvagia di questo mondo, NESSUNO HA IL DIRITTO DI TOGLIERLA!
          I figli sono parte dei genitori (non si usa il verbo “appartenere” è troppo legato agli oggetti) NESSUNA SOCIETA’ può eliminare un legame di sangue. Se la famiglia reputa sbagliata la società in cui vive, ha il diritto di esprimere il proprio disappunto, in maniera civile e democratica, come sancito e garantito dalle costituzioni democratiche di tutto il mondo.
          Peccato che le tue parole sono filonaziste a tutti gli effetti, basta confrontarle con i discorsi di Hitler o di Joseph Goebbels!

          • noone

            Peccato che dei pessimi genitori sono in grado di danneggiare gravemente l’intera esistenza del proprio figlio. La sovrastruttura sociale nasce proprio per sancire i limiti della libertà, per creare il confine tra il giardino della tua libertà, con il giardino della mia libertà.
            Quello che tu riporti nell’art30 è qualcosa che aveva grande significato nel dopoguerra e che oggi tu stai sfruttando per portare avanti una causa ben lontana dall’indottrinamento politico.
            Quello di cui parliamo è un evoluzione sociale che ridefinisca in meglio il confine di libertà tra genitore e figlio, in favore della LIBERTÀ di quest’ultimo di esprimersi con naturalezza e non di sentirsi un ladro a causa della semplice ignoranza. La conoscenza rende LIBERI!
            Se vuoi vedere in quello che dico atteggiamenti dittatoriali filonazisti fai pure, ma siamo ben lontani da quello che stavo dicendo.
            Quello che io dico, è di delegare a persone competenti la divulgazione della conoscenza, l’eccesso di libertà e discrezionalità in questo senso è più un problema sociale che l’espressione di un diritto.
            Se vuoi insegnare ai genitori, puoi provare, ma questo non impedisce ad un ignorante di essere fermamente convinto che discendiamo tutti da Adamo ed Eva.
            Se secondo te avere la possibilità di crescere bambini che credono nel creazionismo sia un buon modo di affermare la libertà, sappi che non mi troverai mai d’accordo neppure tra un milione di anni. L’educazione sessuale e la gestione della sfera emotiva, sono la stessa cosa, tutti amano, odiano, trombano e litigano, fornire basi corrette è espressione di buona civiltà, non di dittatura. Infatti a proporlo non è un sovrano, ma l’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SALUTE.

          • Mirko Massimiliano Paglia

            Il fatto che esistano delle imperfezioni nell’essere umano è naturale. Normale che un genitore non sia preparato, ma ciò non è detto che ne venga fuori un’individuo danneggiato. Questa è Libertà! Sono da quelli che per noi vengono chiamati errori che la natura genera la diversificazione della specie! Sono gli “errori” che genera differenze e/o diversità che portano alla vita!
            L’organizzazione Mondiale della sanità (non della salute) è un organismo che è anzitutto legato culturalmente ad una divisione completamente atea della politica e non laica. Se una organizzazione non rispetta la vita in primis dicendo che l’aborto è un diritto (mentre l’omicidio no) inventandosi fesserie a-scientifiche (ideologiche) per sostenere che quello non è un individuo in crescita e quindi può essere eliminato, è solo espressione ideologica e non scientifica quindi periocolosa.
            L’art. 30 è stato fatto dai padri fondatori affichè non si ripetano gli errori del passato delle introduzioni di ideologie.
            Le tue idee sono le stesse di Hitler …
            Non esiste persona più competente dei genitori … ma se peccano perchè non insegnare i genitori a fare i genitori? che problema c’è!
            In natura la progenie è libera quando è in grado di sopravvivere da sola tramite l’educazione ricevuta dai genitori. L’uomo in particolare ha elaborato la strategia dei genitori (chi genera) affichè questo sia possibile. Delegare qualcuno di più competente è snaturare la natura umana nonchè privare della libertà del diritto naturale di un bambino di essere allevati da un padre e da una madre!

          • noone

            Nel caso dell’OMS parlare di ateo è ridicolo come ogni organo istituzionale è laico, ovvero non fonda le decisioni e argomentazioni su religioni e/o credi e in nessun si lega ad essi (E vorrei ben dire!!).

            Singolare che tu mi stia parlando di libertà quando sei il primo a riversare le tue convinzioni di credente e negando la possibilità di scegliere. L’aborto mi dispiace dirtelo, è un diritto, esattamente come l’eutanasia o il testamento biologico o essere omosessuali (dove la libertà sta nel poterlo essere senza essere giudicati).

            “Le tue idee sono le stesse di Hitler …”
            Sono sicuro che riuscirai a spiegarmi come la mia volontà di fornire il massimo del sapere a un ragazzo, si sposi con la politica Hitleriana di crescere una nuova generazione nell’oblio dell’ignoranza per renderli soggetti controllabili.
            Io ti sto dicendo di spezzare le catene e tu mi dici che li voglio incatenare.

            Sì, forse dovremmo insegnare ai genitori a farlo, credo potrebbe essere un buon inizio.

            Infine davanti a questo:
            “In natura la progenie è libera quando è in grado di sopravvivere da sola tramite l’educazione ricevuta dai genitori. L’uomo in particolare ha elaborato la strategia dei genitori (chi genera) affichè questo sia possibile. Delegare qualcuno di più competente è snaturare la natura umana nonchè privare della libertà del diritto naturale di un bambino di essere allevati da un padre e da una madre!”

            Alzo le mani.
            6000 anni di storia umana muoiono in questa frase.
            Non posso ribattere o commentare, perché non c’é nulla da dire.

            “In natura la progenie è libera quando è in grado di sopravvivere da sola tramite l’educazione ricevuta dai genitori”

            Parli di cinghiali e conigli? Dovremmo riportare la nostra civiltà a quando eravamo scimmie?
            No, perché vorrei capire cosa ci sia di innaturale nel tentare di migliorare la propria specie migliorando il tramandare della conoscenza.

            Non sono sufficientemente qualificato per farti una lezione di storia, ma da quel che so, l’evoluzione del tessuto sociale è importante almeno quanto l’evoluzione genetica.
            Non per nulla i secoli bui sono stati rivalutati dagli storici proprio perché sono stati il momento storico in cui la società si è evoluta in quella moderna.
            Forse è il momento di fare un ulteriore passo avanti o almeno provarci.

          • Angelo

            L’aborto, mi dispiace constatarlo, è diventato un diritto.
            Adesso sì che ci siamo evoluti rispetto alle scimmie (chiedo scusa alle scimmie).

          • noone

            Vogliamo davvero metterci a disquisire sul cosa dice la legge riguardo il diritto all’interruzione di gravidanza?
            O discutere quando un ammasso cellulare si trasforma da “potenziale essere umano” a “essere umano”?
            Mi pare davvero l’arrampicata sugli specchi per argomentare una presa di posizione indifendibile. Qui stiamo parlando di educazione sessuale, divulgazione di conoscenza che dovrebbe essere di dominio pubblico e solo visto che siamo in Italia dobbiamo farne un caso che non c’é.

          • Angelo

            Ma di quale legge parli? Di quella fatta perchè a qualcuno, a un certo punto, è venuto il piccio di non tenersi un figlio? Ma chi l’ha proposta per la prima volta questa legge, ovunque sia successo, aveva veramente il diritto di proporla? Ma chi è stato a decidere che l’aborto dovesse diventare legale? Chi aveva abbastanza potere per plagiare le masse le quali, purtroppo, sono sempre in balia della correnti delle mode? Quali uomini hanno portato gli uomini a degenerare fino a porsi ad un livello più basso di quello animale? Quello che lei chiama “ammasso cellulare” è invece ben definito fin dall’inizio con un nome preciso (e alle volte anche con un cgnome). “Divulgazione della conoscenza”? Di quale conoscenza? La conoscenza presuppone responsabilità sia da parte di chi ce l’ha, sia da parte di chi la vorrebbe divulgare, e la sua divulgazione non può non prescindere dall’argomento. Siamo in Italia, e se l’Italia rimanesse l’ultimo baluardo a difesa della dignità della famiglia io mi schiererei in prima linea. Sì, perchè è proprio di questo che stiamo parlando, togliere alle famiglie ciò che dovrebbe essere di loro pertinenza. Se c’è da intervenire allora, si deve intervenire sulle famiglie e bisogna pure andarci piano.
            In un mio intervento precedente ho anche affermato che le “informazioni sessuali” ovviamente, si devono dare (sempre dalla famiglia). Ma tra informare ed educare c’è un abisso.

          • noone

            Parlo della legge dello stato in cui vivi, se vivi in Italia, che giusta o sbagliata sei OBBLIGATO a rispettare. Discorso chiuso.
            La conoscenza è conoscenza, l’uso della stessa può essere soggetto alla morale.
            Alle famiglie come ti ho già risposto nell’altro mio intervento, non viene tolto nulla, viene semplicemente aggiunto qualcosa alla scuola.
            Non c’é un discorso di decenza, non c’è nulla di tutti questi discorsi strampalati che state portando avanti, tu e un altro paio di cattolici convinti. Se i tuoi figli vogliono fare sesso non renderanno conto a te, fattene una ragione, devono però sapere quello che stanno facendo.
            Il discorso inizia e finisce qui.
            Al mondo ci sono gli omosessuali, le lesbiche e bambini affidati a coppie dello stesso sesso, ragazzini che fanno sesso a 12 anni e quant’altro. Vuoi nascondere la testa sotto terra? Sei libero di farlo, Non può farlo uno stato. Non possono farlo le organizzazioni internazionali. Soprattutto non può farlo la società.

          • Angelo

            Tu chiudi troppo presto i discorsi come se non ci fosse realtà diversa da quella che percepisci tu. La legge di cui parli non obbliga nessuno, ognuno è libero di abortire o meno. Io non discuto questo principio legislativo. Io ho cercato di far capire che questa legge non la condivido e che, succedesse a me, non ne “approfitterei”. La conoscenza è conoscenza, ma c’è quella fruibile da chiunque e quella che non può esserlo e questo è sempre avvenuto e sempre avverrà. I miei figli io li educo in un certo modo, ma non saranno obbligati a fare per forza quello che dico io; qualunque cosa faranno sarà una loro libera scelta e si assumeranno le responsabilità delle scelte che faranno qualunque esse siano. Non pensare che il cattolico sia una sorta di “guardiano del carcere” dove a chi “sgarra” sono cavoli suoi; se le cose stanno così hai capito non male, ma malissimo. Ricordati che il “libero arbitrio” è parte integrante del Cristianesimo e quindi del Cattolicesimo. Qui non si obbliga nessuno. Io ai miei filgi dico che non esiste rapporto sessuale fuori dal matrimonio, che non esiste l’unione coniugale tra persone dello stesso sesso, che non esiste che bambini vengano adottati da coppie dello stesso sesso, ecc.,ecc..Ma dico loro che nel nostro mondo ci sono anche persone che la pensano diversamente e, di conseguenza, fanno tutto ciò che non condivido. Che esiste uno Stato che emana delle leggi e che queste esistono anche se io non le condivido. Ecc. Ecc. Non ho mai nascosto la testa sotto la “sabbia” (forse era questa l’espressione che volevi usare), anzi, al contrario, io mi oppongo proprio perchè ritengo di essere perfettamente consapevole della realtà dei fatti. La realtà è che io, come genitore devo faticare non poco per dare delle risposte chiare ai miei figli e questo perchè nella nostra società troppe cose si stanno “ingarbugliando”. Per ciò che riguarda il mondo, esso contiene nè più nè meno di quello che ha sempre contenuto e che sempre conterrà, non è il conetnuto che cambia, ma la manipolazione dello stesso. Dico manipolazione perchè non sarebbe la prima volta che una situazione viene innalzata al rango di mega-problema a vantaggio di pochi che ne hanno interesse, diventando quindi mero strumento. Non dico che le cose stiano così ma non escludo nulla. Per quanto riguarda le organizzazioni internazionali o la società, ti dico che nè le une nè l’altra potrà mai impormi uno stile di vita obbligato. Anche perchè le organizzazioni internazionali sono composte da uomini come me, o come te, quindi non infallibili. La società, nella sua accezione di “massa” di persone che agiscono, è come viene decisa da pochi sulla terra e si muove (purtroppo) sempre nella direzione dei profitti e non in quella della salvaguardia degli individui, anche se si cerca a tutti i costi di far passare questo messaggio, e questo è un dato di fatto. Quindi, perchè mai dovrei adeguarmi a quello che cerca di impormi la società. IO non sarò mai una persona che accetta supinamente tutto ciò che mi viene propinato, ma lo elaboro secondo i miei principi, che sono i principi dei miei genitori, dei miei nonni e così via, e se sento delle note stonate, quanto meno devo aprire le orecchie e vedere se e dove è stonata; e per ora, per quanto riguarda l’argomento in questione, sento ancora più che diverse “stonature”.

          • noone

            “La legge di cui parli non obbliga nessuno, ognuno è libero di abortire o meno.”

            Infatti quella sull’aborto è una legge che garantisce diritti alle persone e doveri da parte delle aziende sanitarie pubbliche. Il problema della % di obiettori di coscienza è ad esempio un problema che va a ledere questo diritto.

            “La conoscenza è conoscenza, ma c’è quella fruibile da chiunque e quella che non può esserlo”

            Non stiamo parlando delle schematiche di una bomba atomica, ma di cose naturali e che SONO alla portata di tutti. Inoltre proibire in modo assoluto la conoscenza non è in generale una buona idea, responsabilizzare qualcuno a cui viene data una conoscenza è sempre la migliore soluzione. Questo anche in virtù del fatto che se qualcuno è mal intenzionato, troverà comunque il modo di “fare qualcosa di male”.

            “Non pensare che il cattolico sia una sorta di “guardiano del carcere””

            Sono cattolico non praticante di famiglia cattolica praticante. So bene come funziona. I miei genitori sono stati un caso virtuoso, come anche tu dici di essere, non per questo tutti lo sono, anzi in 30 anni ho trovato più persone che non lo sono di quelle che si fanno dei problemi su quali siano i migliori valori da tramandare ai figli.

            Io stesso però, per me avrei preferito che la scuola e la società mi avessero dato di più, perché gli strumenti che mi hanno dato non erano sufficienti ad affrontare il mondo e come i miei genitori ci hanno posto una pezza, non tutti i genitori dei miei coetanei lo hanno fatto.

            “Per quanto riguarda le organizzazioni internazionali o la società, ti dico che nè le une nè l’altra potrà mai impormi uno stile di vita obbligato.”

            Già lo fa. Provare ad affermare il contrario è miope e manifesta una scarsa comprensione di quello che ti circonda.

            Tu prendi dalla società e la società pretende da te, non ti puoi sottrarre, o ne fai parte o sei un eremita che vive senza denaro in solitudine.

            In questo quadro dare conoscenza e strumenti ai figli è l’unica speranza che abbiamo in un futuro migliore.

            Vuoi lottare contro le ingiustizie della società?

            Fallo e mi troverai al tuo fianco, ma questa non è una lotta per una società migliore, questi sono capricci, inutili e vuote discussioni per opporsi a qualcosa di ragionevolmente migliore di ciò che abbiamo.

          • Angelo

            Non puoi essere Cattolico “non praticante”. Il Cattolico o è “praticante” o non è Cattolico. Ma questo è un altro discorso. Io penso che la differenza sostanziale tra la mia opinione e la sua, sta nel fatto che mentre lei è SICURO che introdurre l’educazione sessuale nelle scuole così come “consigliato” dall’OMS (organizzazione della quale non mi fido ciecamente) sia migliorativo, IO NON NE SONO COSI’ SICURO. E non ne sono sicuro non tanto per i contenuti i quali, almeno in parte, potrebbero portare magari dei benefici, ma per il fatto che società, legislatori e leggi, non hanno la mia totale fiducia (visto l’andazzo) e ho quindi il sospetto che tale intervento possa portare danni per negligenza, per incompetenza, per superficialità, per ignoranza, per interesse. Mi dispiace, ma io preferisco conservare delle “riserve” su questo progetto. Poi, lo Stato, alla fine probabilmente inserirà comunque tale argomentazione nelle scuole; in quel caso, secondo me, si dovrà stare MOLTO attenti. Il problema per me sarà indiretto perchè ormai i miei figli hanno oltre 20 anni, ma io, al posto dei genitori con figli in età scolare e specialmente nella scuola dell’infanzia, almeno alle prime lezioni di educazione sessuale, pretenderei di assistervi. Dopo di che mi regolerei.

        • Angelo

          E’ un concetto vecchio e ancora valido quello che dice: “la scuola forma l’uomo e il cittadino”. Che il figlio non appartenga ai genitori lo ha detto anche Gesù Cristo 2000 anni fa e anche qui niente di nuovo (anche se Lui intendeva tutt’altro). E’ giusto che la preparazione da dare ad un bambino/ragazzo deve essere tale da permettergli di affrontare le situazioni future con spirito creatrivo, critico, costruttivo, rispettoso, intelligente, ecc.ecc. Però ci sono settori educativi e settori educativi. L’educazione sessuale non è qualcosa che si possa gestire facilmente e, come tutte le altre cose verrebbe comunque influenzata dalle tradizioni di famiglia, dal Credo della famiglia, dagli usi e costumi di quella famiglia. Per raggiungere una formazione il più neutra possibile forse si dovrebbe portare via i figli ai genitori (che poi è in sintesi quello che lei ha detto tu quando ha asserito che “Un genitore è tale solo perché ha generato una nuova vita”) quindi per il resto non è genitore. Vede, non sono assolutamente daccordo con questa sua affermazione. Io sono un genitore prima di tutto perchè ho voluto esserlo e, nel momento in cui ho scelto di esserlo, me ne sono assunte anche le responsabilità sia in termini di crescita fisica, sia in termini educativi. Come ho avuto modo di dire, ci sono cose che sono legate al Credo di ognuno (laddove ci sia un Credo) che possono “cozzare” con le linee guida proposte. Poi, questi docenti verranno formati da chi? Chi saranno? E poi, questi docenti, verranno formati in modo tale da dare all’educazione dei bambini/ragazzi, una impostazione così come è vista e voluta dalla società attuale in generale. E chi ci dice che non ci siano famiglie alle quali, a tutto diritto, possono non piacere alcune espressioni della società così come è formata? Poi, anche ammesso che, a suo dire, ci siano molte persone che non sarebbero in grado di dare un’educazione adeguata ai propri figli, ci sono anche molte persone che invece ne sarebbero in grado. E perchè queste ultime dovrebbero, per “colpa” di altri” essere costrette a seguire comunque le imposizioni scaturenti da una educazione stndardizzata? (parliamo ovviamente di educazione sessuale). C’è un altro problema; non si sparano sentenze del tipo “analfabeti funzionali” o “manifestavano palesemente il loro fallimento nella comprensione del testo”. Queste affermazioni sono offensive e dimostrano una capacità di vedute a corto raggio. Chi ci dice che non ci siano persone tra quelle che definisce “ignoranti funzionali”, che non abbiano visto invece un pericolo che va al di là della sua comprensione e intuizione? Perchè a qualcuno non può accendersi una “lampadina” e capire che ci possono essere dei pericoli che altri non vedono? E poi, sta parlando di istruzione “adeguata”, adeguata a cosa o a chi? Alla nostra odierna società? Perchè, la nostra odierna società andrebbe presa a modello? Siamo nella ……. fino al collo e siamo pure felici? Ha però detto bene quando ha detto che “siccome la piccola creatura prima o poi dovrà entrare a far parte di una collettività, bisogna che impari a conoscere le regole e gli inganni di questa collettività”, io aggiungerei “soprattutto gli inganni” perchè spesso sono essi che dettano le “regole” nella nostra bella società. Ha però, secondo me, detto male quando ha detto “questo non è compito del genitore che è per definizione viziato dai suoi preconcetti”. Come genitore questa affermazione mi offende. La “sovrastruttura statale” (quando riusciamo a vederla) potrà tranquillamente occuparsi di tutte quelle situazioni estreme che potrebbero arrecare danni seri se lasciate nelle mani di talune famiglie. Purtroppo vigono anche queste situazioni. Ma ho detto “anche” e cioè queste situazioni non sono tante e tali da giustificare un’allarmismo così sconsiderato da portare poi qualcuno a dire “toglietevi d’avanti famiglie; ora ci penso io”. Piuttosto, dovremmo invece difenderci dai modelli che proprio la società ci impone. Corsa al potere, al denaro, all’ambizione sfrenata, allo svago o pseudodivertimento senza freni, svendita del proprio corpo e non solo, ecc. ecc. Che rispetto può esserci in un mondo così? E l’educazione e l’istruzione dovrebbe essere adeguata a tutto questo? Certo, io li adeguo i miei figli a questa società, ma li adeguo ad evitare tutte le oscenità e gli scempi che propone. Io dò ai miei figli una educazione Cristiana e, così facendo, sono più che sicuro che avranno rispetto per gli altri chiunque e comunque essi siano. Non ho bisogno che l’OMS mi dia delle linee guida. Rivolgendomi a Lei le dico che rispetto comunque le sue interpretazioni e le sue opinioni, risultato di una sua legittima e libera espressione e interpretazione.

          • noone

            Premesso che potremmo discutere a lungo su alcuni dei punti che ha sollevato e da come parla è addirittura probabile che ci troveremmo d’accordo su molti punti, vorrei fare qualche chiarimento.

            1) Dare dell’analfabeta funzionale ad una persona non è un offesa, se questa è una constatazione dei fatti. Se non sai leggere sei analfabeta, se sai leggere e non capire quel che leggi, sei un analfabeta funzionale. Se pubblichi un commento completamente scollegato da ciò che l’articolo espone o sei un troll da tastiera o sei un analfabeta funzionale.

            2) La scuola ha un compito, quello di istruire i bambini.
            Se crediamo che non funzioni, probabilmente andrà modificata, riformata o rivista, probabilmente molti docenti dovrebbero essere costretti ad aggiornarsi più spesso, quasi sicuramente servirebbe un sistema più meritocratico nella scelta delle cattedre, ma spero che ci troviamo d’accordo sul fatto che insegnare è un mestiere e che è impossibile che un genitore copra tutto lo spettro delle competenze necessarie.
            Siamo d’accordo che nessuno vuole portare via i figli ai genitori, ma ritengo doveroso che un bambino venga cresciuto con la possibilità di dissociarsi da determinate tarature che appartengono ai genitori. Subirà comunque l’educazione famigliare, che comunque avrà la possibilità di plagiarlo in positivo o negativo, ma a mio avviso deve essere proibito alla famiglia di poter privare il bambino di certe nozioni basilari. Quelle dell’educazione sessuale sono tra queste.

            3) Voler fare dell’educazione sessuale una perniciosa eccezione all’insegnamento, credo sia un problema tutto italiano. La causa a mio avviso è semplicemente la profonda impronta culturale rappresentata dalla Chiesa, che in Italia nel bene e nel male condiziona ancora moltissimo il giudizio delle persone. Ritengo che sapere come vengono al monto i bambini o la tolleranza o l’accettazione di sé stessi o la gestione delle emozioni, non siano molto diversi dallo studiare molte materie per capire se si è più portati per l’italiano piuttosto che per la matematica.

            4) Per rispondere infine alla sua domanda più ricorrente: “perché un genitore in grado di insegnare a suo figlio non dovrebbe farlo?”
            La mia risposta è: CHE LO FACCIA, ma in ausilio al patrimonio basilare portato dalla scuola. Perché questo salverà anche coloro che crescono in famiglie che NON sono in grado di farlo.

          • Angelo

            No, il concetto di analfabeta funzionale non mi convince per niente. Io, da un testo, posso capire cose che lei non ha capito e viceversa. Potremmo quindi essere entramabi degli analfabeti funzionali anche perchè, chi stabilisce quali fatti constatati siano giusti e quali no?
            Che sia la Chiesa a condizionare il giudizio delle persone è tutto da stabilire. E poi, anche se gli “altri” in Europa o nel Mondo hanno deciso di assumere determinati atteggiamenti riguardo certi argomenti, chi ci garantisce che siano giusti? O dovrei adeguarmi solo perchè gli “altri” lo fanno?
            Io sono uno di quelli che pensano che fare l’insegnante non è un mestiere ma una missione verso la quale bisogna nutrire una vera e propria passione. Purtroppo molti insegnanti lo sono solo perchè è un lavoro come un altro che permette di guadagnare per vivere; magari alcuni di questi il lavoro lo svolgono pure bene, ma conserveranno sempre un certo distacco che porta inevitabilmente a pensare:”io il mio dovere l’ho fatto, per il resto chi se ne frega”. Ma mi sembra anche che non sia chiaro il fatto che io non credo che l’educazione sessuale nella scuola rappresenti una “perniciosa” eccezione all’insegnamento, no; io penso che, trattandosi comunque di argomento assai delicato molto distante dai concetti lessicali o matematici che si possono acquisire o meno, dovrebbe entrarci in punta di piedi, un gradino alla volta per poter avere sotto controllo costante la sua efficacia o meno. E comunque sono sempre del parere che, a questo proposito, bisogna intervenire sulle famiglie. E’ questo, secondo me, il primo passo. Poi verrà tutto il resto.

          • noone

            Analfabeta funzionale non è colui che capisce parte del testo, ma che letto un testo non comprende qual’è il suo contenuto, non lo sanno analizzare e non comprendono come argomentare una risposta pertinente. Alcuni commenti in questo articolo rispecchiano perfettamente questa descrizione.

            “E poi, anche se gli “altri” in Europa o nel Mondo hanno deciso di assumere determinati atteggiamenti riguardo certi argomenti, chi ci garantisce che siano giusti? O dovrei adeguarmi solo perchè gli “altri” lo fanno?”

            Nessuno. Ma tu come puoi affermare che abbiano torto?
            Se non proviamo a migliorare, non miglioreremo mai!
            Il punto in cui siamo fa schifo, in qualche direzione dobbiamo muoverci. La tua proposta è dettata dalla paura, è stazionaria e per tanto non è una soluzione.

          • Angelo

            Mi sa che non ci capiamo. Io non ho detto che l’analfabeta funzionale è colui che capisce una parte del testo; quando mai ho detto una cosa del genere? Invece vorrei far capire che il contenuto di un testo può essere capito,o meglio ancora, percepito sotto molteplici aspetti. La mia analisi del testo può essere diversa dalla tua e non per questo la mia è sbagliata mentre la tua è quella giusta. La risposta che uno dà è perfettamente pertinente con la sua analisi e non mi venire a dire adesso che la mia analisi è sbagliata mentre la tua è sicuramente giusta. Queste sicurezze non esistono. Per il resto tu parli di migliorare, ma lo fai partendo dal presupposto che il miglioramento sta nella direzione indicata da te e anche questo non è “sicuramente” giusto. Potrebbe, forse, ma resta comunque un punto interrogativo. Magari noi non sappiamo ancora se gli altri hanno torto o ragione, ma devi convenire sula fatto che molte asserzioni, in generale, vengono motivate dal fatto che “gli altri” lo fanno; ma cosa vuoi che me ne importi se gli “altri” lo fanno o non lo fanno, io non ragiono con il loro cervello e loro non parlano con la mia bocca. E chi ci dice poi che il miglioramento non si possa conseguire senza necessariamente stravolgere concetti già esistenti? O bisogna per forza buttare tutto a mare e adottare qualcosa di estremamente nuovo? Mentalità questa che poi rispecchia la consuetudine “dell’usa e getta” propria dei nostri tempi. Per quanto riguarda la mia proposta, forse non è la soluzione, ma non lo è nella stessa misura in cui non è stata adottata. Quindi siamo punto e a capo. C’è una proposta e ognuno ha, dal suo punto di vista, valide ragioni per accettarla o per rifiutarla.

          • noone

            “Il cielo è verde” Affermazione.
            “Questo tizio dice che il cielo è verde” Comprensione.
            “Che ignorante” Opinione.

            Risposte possibili:
            “Ti sbagli, il cielo è azzurro”
            “Hai ragione, in queste determinate circostanze potrebbe essere considerato verde”
            “Il fatto che tu lo veda verde è perché sei daltonico”

            Risposta di un analfabeta funzionale:
            “L’elba è rossa”

            Ora mi sono chiarito?

          • Angelo

            Assolutamente no. Restano comunque tue interpretazioni e, come tali, discutibili come quelle di tutti (comprese le mie). In ogni caso qui non stiamo analizzando la definizione “analfabeta funzionale”, ma stiamo parlando di altro; ritengo quindi che sarebbe meglio tornare all’argomento principale per il quale mi sono largamente espresso.

    • John88

      Ciao. Hai detto una cosa a mio parere molto intelligente. Se ti va di parlare con qualcuno sono a tua disposizione =)

  • Mino

    No, perché uno vede il volantino e dice: “Ca..o, è uno schifo!”. Poi per fortuna legge questo articolo e dice “Ca..o! E’ veramente uno schifo!”.

  • Stefano Saffioto

    Informo l’autore, Sergio Stagnitta, che ad essere peccato sono gli atti omosessuali, e non l’omosessuale in quanto tale.

    Va bene criticare leggerezze altrui, ma criticare con altrettante leggerezze non mi sembra degno! :-(

    • Germano Sbiricuda

      gli atti omosessuali, cioe’ qualsiasi cosa puo’ fare un omosessuale con un altro omosessuale è peccato, quindi se DIO che crea tutto, crea un omosessuale tu affermi che qualsiasi atto di amore lui compie nella sua vita questo sara’ un peccato. Ma se lo ha creato Dio! e dio e’ amore perche se un omosessuale ama e fa all’amore tu pensi che pecca? perche lo dice il LIBBBRO

      • Vincenza Capizzi

        Che ignoranza! Dio non crea ‘omosessuali’, non crea ‘drogati’, ‘malati’, ‘ubriaconi, ‘ prostitute’, ecc… lei nega la libertà dell’uomo di essere ciò che vuole, a volte è la vita stessa che ti mette davanti a certe situazioni, non volute da Dio ma da Dio cmq permesse per un suo progetto di salvezza, perchè Dio usa anche il peccato e la sofferenza per usare la sua misericordia e salvare l’uomo. Ma ti lascia la libertà e la responsabilità di usare bene o male quello che hai/sei. Ma ne renderai conto alla fine dei tuoi giorni, Questo strumentalizzare Dio è proprio vergognoso. Dio crea la natura, l’uomo e la donna, è scritto e la natura lo conferma (dimenticate o banalizzate la coppia pene-vagina= generare figli). Ciò non significa non accettare e accogliere il diverso, rispettarlo, ma non negando la diversità!. Un genitore ama il figlio e lo vuole felice, e sa che certi sbagli lo rendono infelice e lo portano alla distruzione..può impedirlo? o amarlo di meno? no! Ma nemmeno può far passare male per bene solo per giustificarlo e scaricargli la coscienza. Non è Amore ciò che non corregge e salva l’altro, ciò che non si dona e non sacrifica.
        Secondo la tua logica allora avvero anche la pedofilia, incesto, sesso con animali, è tutto lecito..perchè si tratta di amore dal punto di vista di chi lo compie.
        Tutte le persone hanno diritto di essere accolte e amate, e curate, ma non legalizzate!
        Dio è Amore, ma anche Verità, Giustizia e Misericordia, e vanno tutte assieme!

        • Simone Cio Milani

          Il suo discorso sarebbe anche sensato, se non fosse che parte dal presupposto che l’omosessualità sia una scelta. Io non ho mai scelto nulla, sono etero perchè mi sono sempre sentito attratto dalle donne. Come non ho mai scelto che mi piaccia il dolce e mi faccia schifo il piccante. Semplicemente, sono fatto così. Come chiunque. Come lei. Come un omosessuale. Pedofilia, incesto, sesso con animali… quelle sì sono scelte.
          E poi, da brava cristiana, non pecchi di presunzione, arrogandosi il diritto di poter mettere sullo stesso piano chi ama (i gay), con chi abusa (i pedofili).

          Ps: …e se dio non esistesse? Staremmo qui a rompere le scatole a persone che non fanno niente di male, solo perchè lei e quelli come lei credono… in una favoletta? :O

          • Angelo

            E se Dio esistesse?

          • Simone Cio Milani

            É un grosso SE, senza nessuna valida prova a supportarne la veridicità. Fintanto che non verrà dimostrato inconfutabilmente, non c’è nessun valido motivo per crederci, a parte il fatto che tantissima gente ci crede.

          • Angelo

            A parte il fatto che chi occhi per vedere e orecchie per intendere capisce chiaramente che Dio esiste. Ma al di là di questo, se fosse facile dimostrare con strumenti umani la presenza ultraterrena allora verrebbe meno la fede (vedi etimologia della parola) e sarebbe della serie: ti piace vincere facile? No amico mio, se vuoi credere in Dio devi anche investire di tuo; almeno un pò del tuo tempo.

          • Simone Cio Milani

            Appunto. “Chi ha occhi ecc ecc, CAPISCE”, e “se VUOI credere”.
            Uguale: “sta tutto nella tua testa”.
            Ovverosia, al di là di quello che si vuole credere, dio esiste davvero?
            Non può dirlo davvero nessuno.

          • Angelo

            Ti invito a seguire la testimonianza di Gloria Polo. Si trova in rete.

          • Simone Cio Milani

            Trovata, letta e valutata. Niente di nuovo, niente di diverso da tanti altri sedicenti “miracolati” che poi puntualmente vengono smentiti.
            E poi, comunque, fatti apparentemente inspiegabili, non sono per forza “miracoli”. La scienza non ha ancora scoperto tutto, e non per forza bisogna tirare in ballo presunte entità supreme per spiegare ciò che PER IL MOMENTO non si riesce a spiegare.
            Nell’antichità non sapevano spiegarsi i fulmini (tanto per stare in tema), e infatti si inventavano entità supreme quali Zeus o Thor. Non è cambiato nulla, il principio è il medesimo.

          • Angelo

            Tu parti dal principio che il miracolato è “sedicente” come se “sedicente” fosse una parolaccia. Per forza il miracolato deve essere “sedicente”, è lui che ne è il fruitore.
            Il problema è “avere Fede – non avere Fede”. La differenza stà nel fatto che chi ha Fede, certe cose se le spiega benissimo oggi; chi non ha Fede dice che un giorno, chissà quando, se le spiegherà (forse). Senza scendere in dettagli prolissi c’è da considerare anche che ci sono misteri “recenti” che sono già stati risolti e misrteri “antichi” che sono ancora tali. Io dico che comunque ognuno se li spiegherà quando finirà il viaggio a questo mondo.

      • Angelo

        “Ama” e “fa all’amore” sono due cose diverse. Se l’individuo, comunque esso sia, è stato creato da Dio, esso dovrebbe amare prima di tutto Dio di un amore così immenso e graturito che rinuciare a “fare all’amore” o a quant’altro per amor suo dovrebbe essere più un diletto che che una pena. Il libbbro, come Lei lo chiama dice ben altro rispetto a quello che Lei pensa.

      • sunny flower

        Dio non crea nessun omosessuale è lui che ci diventa

    • Giorgio Barillà

      Sìsì, il classico “fai pure il gay, ma fallo a casa tua”.

      • Stefano Saffioto

        No, piuttosto: “sii pure te stesso, cioè omosessuale, ma rispetta la tua umanità”.

  • Luca Pierleoni

    Perché ci spaventiamo e ci indigniamo per qualcosa che nemmeno esiste o che noi stessi abbiamo creato in maniera erronea? È come l’essere spaventati da uno scheletro che vediamo nel fondo del nostro armadio, al buio, senza però alzarci per accendere la luce e renderci quindi conto che quello scheletro mortifero e terribile che era nel nostro armadio non è altro che un semplice vestito che noi abbiamo appeso ad una stampella qualche tempo prima.

    A più riprese è stata evidenziata l’inconsistenza scientifica del concetto di “ideologia del gender”: un concetto immaginato, costruito e frainteso nella sua realtà fino a diventare un mostro terribile e irriconoscibile. Se accendessimo la luce, ci renderemmo conto che l’”ideologia gender” non esiste, esistono invece studi scientifici di genere, meglio noti come Gender Studies che hanno contribuito in modo significativo alla conoscenza di tematiche di grande rilievo per molti campi disciplinari (dalla medicina alla psicologia, all’economia, alla giurisprudenza, alle scienze sociali) e alla riduzione, a livello individuale e sociale, dei pregiudizi e delle discriminazioni basati sul genere e l’orientamento sessuale.

    L’Italia è uno tra i pochi paesi europei che da più di 40 anni, nonostante l’impegno di molte forze politiche e movimenti di opinione, non è mai riuscita a far approvare una legge che sancisca ufficialmente l’educazione sessuale o meglio la promozione della salute sessuale nelle scuole. Le resistenze maggiori, oltre al fatto che nel nostro Paese esistono diverse culture con valori contrapposti, risiedono nel timore e nella convinzione erronea che parlare di sessualità possa costituire un incentivo a praticarla! Al contrario, è ormai evidente sia attraverso l’analisi dei molti studi scientifici del settore che attraverso la pratica sul campo, come tali interventi possano al contrario facilitare l’adozione di pratiche sessuali più sicure e non incrementare affatto la precocità dell’attività sessuale negli adolescenti.

    I gender studies non vogliono annullare le differenze tra uomo e donna quanto piuttosto cercare di stimolare un confronto tra due culture, quella maschile e femminile, che esprimono bisogni ed esigenze troppo spesso intrappolati in rigidi stereotipi, evitando soprattutto quelle generalizzazioni che fissano le somiglianze, ma contemporaneamente annullano le differenze (es. gli uomini devono essere forti, gli uomini che piangono non sono abbastanza uomini; le donne che hanno più partner sono delle “poco di buono” o delle prostituite, al contrario, invece, gli uomini che hanno tanti rapporti sono dei Don Giovanni o addirittura dei “fighi”! E potremmo continuare l’elenco per molte pagine..).

    Tutto questo, che può apparire una speculazione filosofica o teorica, si traduce quotidianamente in sofferenza nella vita dei nostri amici/amiche, parenti, colleghi e pazienti. Ci capita troppo spesso di parlare con giovanissime ragazze incinte o affette da malattie a trasmissione sessuale, che non si sono sentite autorizzate a negoziare contraccettivi perché considerate delle ragazze “facili”; oppure di uomini che non potendo culturalmente esternare il loro dolore più direttamente si ritrovano a sviluppare, ad esempio, un sintomo sessuale.

    L’OMS, infine rispetto al quando fare interventi di educazione sessuale, ci ricorda che la sessualità nel suo significato più ampio è presente fin dal momento della nascita nell’essere umano e termina con la sua morte; quindi, in questo senso, un’”educazione sessuale” che possa accompagnare l’infanzia, l’adolescenza ma anche la vita adulta e la terza età appare l’idea più sensata. Sul come dirlo e sul chi deve fare promozione del benessere sessuale, l’OMS e tutte le più importante associazioni sessuologiche nazionali e internazionali, ci ricordano come non sia importante chi svolgerà questi interventi (insegnante, familiare, assistente sociale, psicosessuologo, medico) quanto che questa sia una persona che abbia ricevuto un’adeguata formazione in materia ma anche e soprattutto che abbia lavorato per un’elaborazione dei propri vissuti e dei propri stereotipi sessuali.

    • Vincenzo Politi

      Finalmente un commento sensato. Peccato che coloro che dovrebbero leggerlo non lo leggeranno comunque.

      • Lisa Fusco

        Io ho letto tutto il commento, ma rimango dell’idea sia come cristiano che come essere umano che l’istinto primordiale dei genitori di educare i propri figli non va toccato, altrimenti i bambini non rispetteranno più mamma e papà come esempi da seguire, ma andranno cercando altrove a chi rispettare come educatore e quindi con chi confidarsi…. e se non si confidano con i genitori, come fanno questi a sapere cosa stanno passando e quindi aiutarli????

        • Emanuele Morè

          Mi chiedo, se lei insegnasse ai suoi figli che i “negri” sono tutti delinquenti, che gli ebrei sono ladri, etc… lo stato deve non solo permetterglielo ma addirittura agevolarla? Il prossimo passo qual è? Non insegnare l’evoluzione perché è contrario al suo diritto di insegnare il creazionismo? E poi?

        • Remo

          “” i bambini non rispetteranno più mamma e papà come esempi da seguire” beh in certi casi è un bene, specie come nel caso suo in cui li vuole del tutto escludere di una parte significativa del mondo che non è solo cristiano.

          • Angelo

            Checchè se ne dica e qualunque siano le “chiacchere” che i sociologi di turno ci vogliano inculcare, gli esempi che un bambino deve seguire risiedono nella famiglia e quindi in mamma e papà. Non per niente la Chiesa Cattolica è da sempre sensibile su questo punto (la famiglia intendo, quella vera). Se proprio dovessero esserci dei problemi e delle lacune all’interno delle famglie, beh, cerchiamo di educare gli adulti allora. Così poi ci facciamo due risate quando sociologi e psicologi discuteranno sul tipo di educazione dare agli adulti (cioè ulteriori chiacchere).

    • Lisa Fusco

      Buona o non buona, non è questo il problema. Il problema, sia che la vediamo secondo madrenatura la quale dà ai genitori l’istinto di educare i figli soprattutto su cose così importanti e di proteggerli dai pericoli, sia che la vediamo sotto l’aspetto cristiano ( vedi comandamento onora il padre e la madre) quindi i figli devono rispetto in primis ai propri genitori e quindi ai loro insegnamento…. IL PROBLEMA È CHE GLI INSEGNANTI DEVONO RISPETTARE QUELLO CHE I GENITORI DI OGNI SINGOLO BAMBINO VOGLIA SIA LORO TRASMESSO, perché alla fine SONO RESPONSABILI I GENITORI SE IL MINORE DOVRÀ ANDARE DALLO PSICHIATRA O NO, OPPURE SE COMMETTERÀ REATO POOURE NO !!!!!

      • Remo

        I genitori nella maggior parte dei casi non sanno insegnare un bel niente sulla sessualità, sono loro i primi a digiuno che cacchio dovono insegnare.

    • Caterina

      Interessante. … Ma il sesso non é legato all’ amore? Il nostro corpo ci permette di esprimersi, relazionarsi e,specialmente affettuosità e sessualità sono strettamente legate alla comunicazione, all’ essere con gli altri. Spiegare come funziona una macchina ed i rischi non insegna a guidarla. Temo che si concentri tanto, troppo sulla materia e troppo poco sulla sostanza. Che si debba cambiare rotta é indubbio ma crede davvero che un impostazione così porti i frutti da lei auspicati? Io come insegnante sperimentò che lo spazio dedicato alle modalità di una sana relazione (non intendo sessuale , ma umana, sessuata se vuole) non esiste. Qual’é la differenza tra amici ed amanti? Quali modalità? I baci e gli abbracci per chi sono ?… Credo che occorra molto meno, che le famiglie non dimentichino della grande e primaria responsabilità educativa a cui sono chiamati, che non possono derogarla… Poi il buon senso puó fare molto

      • Remo

        Facciamo così le famiglie insegnano il loro concetto di ammmore, e la scuola insegna cos’è la sessualità, che è la parte più tecnica.

        “Ma il sesso non é legato all’ amore” no perché si può fare sesso anche senza amare una persona così come si può amarla pur rinunciando a volte alla sessualità

        • Angelo

          Ah ma se è per questo uno/a può fare sesso anche con un pezzo di legno o con un pupazzo di gomma o qualunque altra cosa le sfere più basse della depravazione umana può consigliare.
          Convogliare il sesso e l’amore in un unico scopo è uno dei cardini per il buon funzinamento di una società che si rispetti. Non mi pare che questa novità nella scuola possa portare a questo. Magari non farà niente in nessun senso (che sarebbe il male minore), ma solo per il fatto che non farà niente e che quindi non serve è già un male.

        • sunny flower

          Vai tu a mostrare ai bambini di 4 o 5 anni come si fa a fare sesso senza ” ammore????

      • Luca Pierleoni

        Gentile Caterina, condivido con lei la responsabilità
        educativa che la famiglia dovrebbe avere nello sviluppo psichico e relazionale
        dei figli ma credo che sia altrettanto visibile a tutti, addetti ai lavori o
        meno, quanto questo ad oggi, purtroppo, non sempre accada.

        Sempre più spesso come terapeuti, operatori di consultori,
        assistenti sociali, ci confrontiamo con famiglie che per difficoltà lavorative,
        personali, sociali, non riescono a svolgere appieno questo fondamentale ruolo
        educativo. In tal senso, la scuola potrebbe essere un contesto privilegiato, un
        luogo che accoglie per un grande numero di ore bambini e ragazzi, che potrebbe
        essere utilizzata non solo per l’apprendimento, ma anche per la crescita della
        persona in tutte le sue dimensioni: individuali, affettive, relazionale e
        perché no sessuali.

        Rispetto al fatto che il sesso o meglio la sessualità sia
        legata all’amore, questo non è vero in assoluto: è sicuramente importante valorizzare
        l’educazione affettiva e sessuale, sottolineando quanto queste due dimensioni siano
        tra loro legate e compenetrate l’una nell’altro. Tuttavia, proprio per questa
        ragione, sessualità ed emozioni possono incontrarsi su diversi piani. Di
        conseguenza, l’essere umano può scegliere di avere rapporti sessuali per molte
        ragioni: perché innamorato, perché arrabbiato (come sedativo), perché triste
        (come antidepressivo), perché ansioso, per conoscere il proprio corpo (come
        avviene in adolescenza ad esempio).

        La questione non può essere ridotta al binomio sesso=amore:
        credo invece che il punto centrale sia quello di promuovere la conoscenza di
        alcuni aspetti importanti (es. rischi che si corrono in determinate situazioni,
        attraverso l’acquisizione di informazioni utili) e parallelamente favorire la
        consapevolezza di quelli che, come individui, possono essere i nostri
        bisogni/desideri, soprattutto in un campo delicato come quello della vita
        sessuo-affettiva che, per ognuno di noi assume connotazioni diverse. Questo
        significa che ognuno imparerà a conoscere la propria macchina (il corpo) e che
        ogni persona lo farà in modo assolutamente personale e diverso in base a chi
        incontrerà sulla propria strada: un processo questo che non può però avere
        inizio se non si condividono regole sociali di base (la conoscenza dei
        “segnali stradali”, del “codice della strada”, etc.)

  • Tamara

    Buongiorno io sono una mamma di una famiglia numerosa, vorrei esprimere anche io la mia semplice ed umile opinione. Il problema di fondo non è l’ omosessualità. Il problema è che a noi genitori, che diamo la vita per mettere al mondo i figli, li cresciamo con sacrifici cercando di non fargli mancare niente( nel nostro caso, fede compresa ), non ci venga riconosciuto neanche il diritto di crescerli da maschio e femmina , ma come vogliono obbligarci, di crescerli neutri . PURA FOLLIA. Non si vogliono ammettere cose ovvie, come il fatto che i generi sono due, non perché lo decido io genitori, ma perché lo decide il Signore, e sono molto dispiaciuta che qualcuno non ci si riconosca, perché anche con cambiamenti vari e operazioni varie , rimarrebbero due, cioè maschile e femminile. E’ questo che l’ insegnamento gender vuole fare , negare la diversità dei sessi, dicendo che i bimbi sono maschio e femmina perché noi li obblighiamo ad esserlo. Secondo me è sbagliato anche parlare della parola” omofobia” . Qui nessuno ha paura di nessuno. Io credo che di fondo bisogna educare i bambini al rispetto. Ma scusate, secondo me il rispetto e’ anche per il figlio della prostituta, oppure del tossicodipendente ecc. , che sono più emarginati dell’ omosessuale . E questo e’ un dato di fatto reale! Poi a titolo informativo, aggiungo che nella tanto civile Germania, dove tutto funziona bene…, alcuni genitori hanno dovuto portare i bimbi di 4 anni dallo psicologo perché a scuola li obbligavano a masturbarsi, a Roma degli amici hanno dovuto cambiare scuola al bimbo di 7 anni perché lo obbligavano a truccarsi. Scusate ma questa e’ pura violenza psicologica. Io sono dell’idea che ai figli non vada imposto tutto ciò, ma lasciare che loro scelgano da adulti ognuno il proprio percorso di vita secondo l’educazione che nella libertà e nel rispetto per gli altri, i genitori gli hanno insegnato,

    • cfs3creative

      Sposo in pieno il suo discorso (maschio-femmina).

    • Vincenzo Politi

      Ecco un’altra che non ha capito nulla della teoria gender e che riporta pure leggende metropolitane. Signora, ma secondo lei può esistere una scuola che obblighi gli scolari (minorenni, per giunta) a masturbarsi o a truccarsi?

      • Angelo

        Meno male che c’è Vincenzo che ha capito tutto. Sennò come faremmo.
        E che possiamo farci, siamo tutto ignoranti.

        • Vincenzo Politi

          Molti di voi sono ignoranti, non solo perché ignorate, ma perché volete continuare a ignorare. Le fonti per informarvi sono praticamente ovunque, ma voi continuate a ripetere leggende metropolitane su bambini che vengono costretti a truccarsi e a masturbarsi in classe, parlate di questo complotto mondiale dello”ideologia gender” che vorrebbe cancellare le differenze fra maschi e femmine… Insomma, delirate! Invece di leggere con attenzione le cose che dicono e spiegano gli altri, voi continuate a ripetere ciò che credete sia la Verità, e lo fate anche con molta arroganza – caratteristica tipica degli ignoranti, del resto.

          • Angelo

            Chi si arroga del diritto di chiamare ignoranti gli altri è egli stesso ignorante. Io personalmente non ho mai detto che nelle scuole si imparerà ai bambini a truccarsi o a masturbarsi o altre fesserie del genere; a parte il fatto che ciò poi sia tutto da stabilire, a me non va bene che si faccia un’educazione sessuale standardizzata, come se si trattasse di insegnare l’alfabeto che è uguale per tutti. La materia è estremamente delicata e se è vero come è vero che i Pedagoghi quasi nella totalità dicono che il bambino non è un vaso vuoto da riempire ma va educato tenendo conto delle sue peculiari caratteristiche, allora non vedo come possa esserci educazione sessuale di massa. Insisto, noi tutti saremmo anche ignoranti ma lei ignora che esistono pure gli altri i quali, a pieno diritto, devono avere la possibilità di dire la loro senza essere tacciati di alcunchè. Per quanto riguarda la “teoria o metodologia gender”, in Italia non esiste per il semplice fatto che gender è un termine inglese mentre in Italia si parla l’Italiano. Infatti in Italia si chiama “studio di genere”. Ma cambiando la forma non cambia la sostanza: è spazzatura. Per concludere, l’educazione sessuale è legata anche (nel mio caso, specialmente) anche dicevo al credo personale; l’ducazione sessuale ai miei figli l’ho impartita da me, essi sono ormai adulti e non hanno alcun disturbo di alcun tipo. Ergo, è dimostrato che l’educazione sessuale nelle famiglie funziona.

    • Angelo

      Sono daccordo specialmente quando dici “Fede compresa”. Il problema è proprio quello: stiamo perdendo la Fede. Stiamo dimostrando quanto una società estremamente laica porti alla confusione totale. In ogni caso, indipendentemente da come ci si senta (se maschio o femmina), dalle leggi o leggine che i governi possano approvare (matrimoni omosessuali e quant’altro), idee balsane ricercatamente uniche nella loro originalità col solo scopo di poter far colpo sugli stolti, dalle mode del momento che volenti o nolenti ci vengono imposte, dagli interessi di chi ha profitto personale nell’avere fatasmagoriche pseudo-preoccupazioni per minoranze gay o quant’altro (che comunque vanno rispettate), ecc. ecc. (ce ne sarebbe per giorni), la natura resta natura e, a meno di forzature artificiali, artificiose e alle volte anche pericolose, un maschio non può partorire anche se si ente femmina e una femmina non può generare con un’altra femmina (a meno che non si sia nel mondo dell’ermafroditismo animale che non fa parte di quelo dei mammiferi quali noi siamo).
      Da qui, la teoria o ideologia (chiamatela come volete) GENDER, sfocia nel DE-GENDER e nell’INDE-GENDER. E noi saremmo l’HOMO SAPIENS? Mi sa che siamo diventati HOMO DEFICIENS.

      • Anna

        Se un giorno i suoi figli le diranno di essere omosessuali, mi immagino che li difenderà anche se parte di una minoranza… mi immagino, perché le sue parole qualche dubbio me lo fanno sorgere.
        La preoccupazione c’è sempre quando viene calpestata la dignità di anche una sola persona di poter vivere ciò che è (etero se nasce etero, omo se nasce omo, nero se nasce nero etc).
        Quelle che lei chiama “mode del momento” esistono da millenni.
        E le do una notizia: saper procreare non rende le persone migliori di quelle che non possono.

        • Angelo

          Non venire a dirlo a me che quelle che tu chiami “minoranze” esistono da millenni. Oggi hanno un effetto mediatico diverso e non perchè qualcuno si interessa veramente dei loro problemi, ma per accalappiarne i consensi. E’ a questo che mi riferisco quando parlo di “mode”.
          Le persone sono quello che decidono di essere chiunque e comunque esse siano. Il saper procreare non rende migliori come non rende migliori fare del “buonismo” gratuito e insensato a priori, come non rende migliori la non capacità di procreare. Se avessi un figlio omosessuale lo difenderei, certamente, ma questo non significa che incoraggerei comportamenti che sarebbero contrari alla natura e alla nostra Fede. Dico “nostra” riferendomi a me e a mio figlio, in quanto lo educherei comunque alla Fede Cristiana e, forse non ci riuscirei, ma probabilmente mio figlio, grazie a quel tipo di educazione, non avanzerebbe certe pretese e sicuramente vivrebbe molto meglio di quanto non facciano molti omosessuali.
          Come vedi qui non si vuole calpestare la dignità di nessuno ma bisogna distinguere bene quello che è da quello che non è; quello che si può fare da quello che non si può fare.

          • Anna

            Ci sono persone credenti che cercano di “curare” gli omosessuali, cosa che è costata vite umane, ragazzi suicidi perché considerati “sbagliati” dalle famiglie. Quindi, a volte, quello che alcuni considerano “vivere meglio” è io loro “vivere meglio” e non quello di chi asseriscono di amare.
            A quanto pare tu non riesci ad accettare che esista una solidarietà che non ti trova d’accordo e chiami “buonismo” quello che altri – come me – chiamano “diritti civili”. Io sono erero per caso. Sarei potuta essere omo. Lo potrebbe essere il/la flglio/a che forse avrò, forse no, o i figli dei miei amici.
            Non si tratta di buonismo ma di rispetto di una sessualità che è diversa ma non nei desideri, delle esigenze e delle sparanze.
            A te forse non è capitato, ma spiegare ad un adolescente omo perché lui, a differrnza di compagni e compagne di classe, benché abbia un fidanzatino non si può sposare è uno strazio. Perché non esiste un perché sensato, se non il fatto che alcuni si sentono così nel giusto da impedire agli altri di trovare la loro felicità che si basa nel desiderio di completezza che è parte dell’essere umano.

            Anch’io credo in dio, scritto in minuscolo, perché non è né cattolico, né musulmano, né altro. Un essere evidentemente superiore non deve diventare la scusa per trattare gli altri come persone di serie C.

            Considerare “buonismo” ciò che non si capisce non toglie che l’etica e la morale cambiano. Il che non significa che ci si da alla depravazione, quella è una parola applicata all’omosessualità frutto di pregiudizio e stereotipo, ma si imparano cose nuove, si scoprono cose un tempo sconosciute.
            Così come i mancini non sono frutto del demonio, abbiamo scoperto che l’omosessualtà esiste in molte specie. Così come esistono in natura creature bisex ed ermafroditi.
            Ma per l’uomo resta un tabù che a volte uccide.

          • Angelo

            Lei dice testualmente:”Anch’io credo in dio, scritto in minuscolo, perché non è né cattolico, né musulmano, né altro. Un essere evidentemente superiore non deve diventare la scusa per trattare gli altri come persone di serie C”. E si, lei crede in un dio scritto in minuscolo, quindi, insignificante, che poi non è nè cattolico (così non è costretta a seguire la Bibbia), nè musulmano (così non è costretta a seguir il Corano), nè altro Dio (maiuscolo) che ti imporrebbe delle regole. Così lei si costruisce il suo bravo dio minuscolo a seconda delle sue esigenze, delle sue opinioni, dei suoi bisogni e soprattutto dei suoi desideri; ne scaturisce quindi un dio fatto su misura personale risultato di una religione fai da te. E lei accusa gli altri del fatto che, sempre parole sue, “tirano fuori dei concetti di comodo”? Altro che concetti di “comodo”, lei si crea le “situazioni” di comodo, anzi, questa è “l’eccellenza” delle situazioni di comodo. Sorella cara, Credere non si risolve con tanta pochezza; credere è molto di più. E’ accettare regole che nessuno ci impone, accettare di trovarsi in situazioni che nessuno cerca, credere è accettare la Religione in cui si Crede in tutti i suoi aspetti, anche (e specialmente) in quelli che non ci spieghiamo. Io invece penso che lei (e quelli che la pensano come lei in materia di Dio), accampino la scusa di non credere in Dio, tra quelli conosciuti, perchè non è affatto comodo Credere e seguirne le regole; perchè appartenere ad una Religione non farebbe pensare e fare quello che si vuole. E’ alquanto scomodo e quindi è meglio lasciarli perdere. Ragazzi che si suicidano perchè considerati sbagliati dalle famiglie? Si, come ragazzi uccisi da padri ubriaconi o madri prostitute e alcolizzate; di neonati trovati nei cassonetti; e chi più ne ha più ne metta. Certo, tutto colpa delle famiglie che non sanno educare, non sanno crescere, non sanno interagire coi pripri figli. Diamo questi figli invece alle coppie omosessuali e vedrete quanti “esseri eccelsi” usciranno. Io ho una famiglia e non permetto a nessuno di venirmi a dire che sarebbe uguale ad un’altra dove i genitori sono dello stesso sesso. E’ diversa; sotto tutti gli aspetti. E poi, andiamo a vedere anche le famiglie dove i riscontri sono più che positivi e sono tante, o dobbiamo parlare per forza dei casi negativi come fanno tutti i telegiornali che sono diventati un elenco di disgrazie. Come fai a spiegare ad un adolescente omo che non si può sposare? Prova a spiegare ad un ragazzo asmatico o cardiopatico che non può correre felice insieme ai suoi compagni. Pensi che sia più facile? No, ma tanto dell’asmatico o del cardiopatico chi se ne frega, oggi è di moda parlare di omosessualità; è l’argomento del momento (storico) e bisogna per forza parlarne e non solo, bisogna parlarne comunque a favore altrimenti, se sei controcorrente, rischi di essere tacciato delle peggiori cose. Questo succede in un paese libero (come negli altri che si autodefiniscono “civili” del resto) dove esprimere liberamente le proprie idee significa essere daccordo con le istruzioni del momento in caso contrario sei omofobo, bigotto, ignorante, ecc. ecc.
            Ma che bella società!!! Abbiamo fatto un ottimo lavoro. Complimenti.
            Distruggendo le famiglie così come sono nate, monogame o poligame che siano, ma comunque contenenti tutti gli elementi che madre natura impone, non si risolvono i problemi del rispetto, della solidarietà, della tolleranza e soprattutto della carità. Là dove ve ne sia la necessità bisogna interagire con le famiglie educando, perchè no, gli adulti che le compongono ma salvaguardando comunque la famiglia. L’etica e la morale non cambiano, al massimo si adeguano, entro certe misure e senza esagerare, ai cambiamenti i quali devono essere comunque contenuti entro certi limiti, ciò per evitare di sovvertire il Creato e subirne poi le immani conseguenze. Già stiamo tirando troppo la corda con la natura, cerchiamo di non esagerare se non vogliamo che ci si rivolga contro. E cerchiamo di evitarte tutte quelle inutili chiacchere che servono solo a cercare a tutti costi un motivo per l’operato distruttivo dell’uomo.
            I mancini, è vero, una volta erano considerati frutti del demonio, ma non confondiamo le lucciole con le lanterne, qui non si parla di tanto poco.
            L’omosessualità esite in tante specie? Si, ma bisogna vedere perchè esiste, magari in alcune specie è pure normale oppure sono situazioni patologiche, oppure non è affatto vero e ciò che vediamo è tutt’altro, chi lo sa?
            Ah si, se non segui le teorie del momento se pieno di tabù; ecco un altro termine caro ai “filosofi” del momento.

          • Anna

            Personalmente, non ho bisogno di un Dio che mi dica cosa è giusto cosa è no. So che non devo rubare perché mi approprio di cose non mie, so che non devo uccidere per la stessa ragione e nemmeno bestemmio perché so che l’educazione è buona cosa.
            Avere un dio di comodo – come decritto da te – significa fare e fregarsene. Io non faccio nulla di questo, semplicemente ho capito che non sapendo se ha ragione Dio, o se ce l’ha Hallah o qualche altra divinità, io do ragione a quello che mi sembra di buon senso.
            Perché se credo in Dio ed hanno ragione i musulmani, avrò reso un inferno a me e ad alte persone la vita per niente e finirò nella graticola. Se credo in Hallah ed hanno ragione i cattolici finiró all’inferno…
            Quindi il rischio di sbagliare esiste e nel dubbio penso con la mia testa accettandone le conseguenze senza dare meriti a Dio e demeriti a diavoli vari.
            Andando per stereotipi trovo molto più triste dare merito a Dio dei propri successi e demerito al diavolo per i propri insuccessi. Io me lo tengo entambi.
            Ma nin penso che tutti i fedeli pensino questo, ma me ne sono capitati davverro tanti che ragionano in questi termini.

            Che le famiglie omo siano uguale a quelle etero lo dimostrano studi scientifici che sono oggettivi e no. funzionano a “sentimento”.
            Se fosse vero che serve una madre e un padre per educare bene un figlio, allora una coppia fuori dagli stereotipi dove la madre è un “generale” e un padre “lava i piatti ed è amorevole” dovrebbe produrre figli disastrosi.
            Nessuno ritiene gli omo migliori degli etero, ma uguali nel bene e nel male.

            Che l’omosessualità sia passat ora alla ribalta lo dici tu. Chi la vive sulla propria pelle esiste ogni giorno con tutte le discriminzioni del caso che – per quanto mi riguarda – anche tu contribuisci a mntere parlando di distruzione delle famiglia.
            Omo si nasce, nin si diventa. Gli etero potranno semprecrearsi la loro famiglia, le altre si aggiungono no si sostituiscono. Continuare a sostenere uan “distruzione della famiglia” significa continuare a sostenere un’idea dell’omosessualità come “malattia trasmissibile” che si sa che non è.
            Il matimonio è un’istituzione artificiale, a differenza dell’asmatico che non può correre nei prati, un omo si può sposare basta che gli venga concesso. Non è una limitazione fisica ma imposta dall’uomo verso alcuni uomini.
            Se poi mi dici che ci si sposa per tutelare i figli, i figli mati fuori dal matimonio ora sono considerati al pari dei figli avuti in constanza di matrimonio. E se ci soffermiamo sul fatto che ci si sposa per procreare e far famiglia, allora mi vien da dire che i cavernicoli non hanno mai avuto delle famiglie perché al loro tempo il matrimonio non c’era, ma guarda caso è proprio da loro che veniamo tutti noi.

            Nessuno si lamenta di chi non è “controcorrente” ma c’è una grassa differenza tra difendere la propria famiglia e impedire agli altri di avene una.
            Sono die intenti differenti e comportano azioni differenti.
            La libertà consiste nel decidere per se stessi, non per imporre agli altri.

          • Anna

            Scegliere di non assecondare un dio specifico, inoltre, significa non avere risposte pronte ma doverle cerare costantemente e prenderne atto, compreso il loro cambiamento che significa doversi rimettere in discussione spesso.
            Che poi, detto dacchi ha scritto che “è la mia fede e cu devo credere”, vogliodire: non sei mica obbligato a farlo, la tua è una scelta personale che hai diritto di tenerti (ecco la libertà di pensiero) senza ostacolare gli altri (che significa togliere la libertà di pensiero – libero arbitrio – e fisica).

            Tu continui a parlare di assecondare l’etica come la vita fosse vissuta con passività. Io lo chiamo scoprire cose nuove ed imparare di conseguenza, perché min 2000 anni di cose se ne sono scoperte davvero tante
            Ancora: dici che parlare di mancini come figli del demonio sia poca dosa, evidentemente non sei stato mancino quando ciò era considdrato vero. Se lo fossi stato forse non parlarestì così.
            Forse tu hai bisogno di vivere in prima persona un disagio per provare solidarietà. Alcune persone non hanno bisogno di provare in prima persona un sofferenza per capire e solidarizzare.
            Ma d’altronde tu pari poco interessato alle minoranze (e poi accusi gli altri di fregarsene degli asmatici, come se si potesse essee partecipi di una sola difficoltà alla volta e a non più d’una insieme, stereotipo sempre affibbiato agli altri). In certi posti sono i cattolici ad essere una minoranza perseguitata, per la tua logica ce ne dovremmo tutti fregare, in fondo sono problemi loro.

            In quando lle accuse, chi sostiene l’educazione all’affettività è spesso apostrofato come pedofilo anche da credenti, e gli omo – sempre da credenti – vengono assimilati al demonio… in quanto ad accuse pesanti i fedeli non scherzano da 2000 anni e pretendete che chi viene apostrofato taccia ancora per quanto tempo?
            Vada in qualche pagina social di fedeli a vedere quanto “amore” si respira.
            io per aver messo link a siti di psicologia (non insulti ma link e unavricerca di contenzioso” sono stata sbattuta fuori da diverse pagine che inneghiano alla liberta di oensiero, con l’aggravante che parlano in nome di Dio e della natura ed inibiscono chiunque porti prove contrarie di scrivere e commentare.

            Io leggo in una pagina che i miei amici dovrebbero morire tra le fiamme dell’inferno e non posso scrivere nulla. Vedo gli omo accusati di pedofilia e non posso scrivere nulla. Vedo finte foto dei Pride italia (viste settimane prima che i Pride si tenessero in Italia) e non posso scriverlo.bEppure basterebbe una ricerca su Google per dimostrarlo in un attimo.

            Ecco la tua “libertà di pensiero”. Io ho smesso di crederci da un bel po’.

          • Angelo

            Ed io vedo miei fratelli e sorelle (questo a tuo dire) tacciate di tante nefandezze e dovrei stare zitto? Ti informo che chi dice: “se non fai questo o quello o se fai questo o quello morirai tra le fiamme dell’inferno”, non è un credente, o almeno non è un Cristiano. Vedi, uno dei fondamenti della Cristianità é:” non giudicare per non essere giudicato (dagli uomini); non condannare per non essere condannato (da Dio). “Amate i vostri nemici”. Ma ti rendi conto delle enormi sciocchezze che hai detto? Io proprio no so da dove tu trai le informazioni, ma è evidente che, probabilmente, dovresti cambiare un po le tue fonti di informazione

          • Anna

            O forse non si dovrebbe negare che esistono fanatici anche tra i Cristiani.
            Se in una pagina Cristiana si riportano in auge concetti come Demonio e perversione parlando di omosessuali (negando anche ogni conoscenza scientifica degli ultimi 2000 anni) e anche di tatuati, per non farsi mancare nulla, con inviti a curarsi, preghiere di guarigione (che chissà perché non vengono fatti anche per altre realtà come tumori, pedofilia, etc.) come si parlasse di appestati etc. il problema non è di quelli come me che leggono ma di quei fanatici che scrivono rievocando periodi bui della storia dell’umanità, periodi da caccia alle streghe, pericolosi perché incitano all’odio, impediscono la comprensione fomentano il pregiudizio.
            Che non sono credenti lo dici tu, chi si esprime così ritiene di parlare in nome di Dio e forse è il caso di ammettere che Dio è in alcuni casi davvero mal rappresentato.
            Certo non è la maggioranza così, ma che ci sia tanta gente così è comunque preoccupante e passa sotto eccessivo silenzio. La gente non si indigna per questo, ma magari per un bacio tra due ragazzi omo in spiaggia sì.
            Ti ribadisco che miei amici si trovano spesso invitati a morire perché questo Dio vuole. Potrebbe sembrare che a parlare sia un me,bro ddll’ISIS ma ahinoi non è così.

            Ho amici credenti che hanno il mio rispetto perché non giudicano e vivono lasciando vivere. Ci sono i fanatici, anche tra i Cristiani come in ogni altra religione, che invece non fanno questo.
            Forse pure tu dovresti fare un giro in rete. Perché gente come quella di cui sopra allontana dalla fede e mal rapprsenta il messaggio di Dio che se esiste (come lo intendo i cattolici) ha divulgato un messaggio d’amore, non certo di odio.

            Il fatto è che io condanno chiunque mincci di morte qualcun altro. Non lo faccio e non mi piace. È un brutto messaggio. Riconosco che a volte può uno sfogo di rabbia e frustrazione che nasce a causa del fatto che alcuni si ostinano a non voler ascoltare, ma non è mai un messaggio da far passare né mai personalmente ho augurato cose simili a qualcuno perché non credo che sia questo il modo di comunicare. Si può essere presi dal vervore, ma l’odio è altra cosa.
            E invece è un messaggio che passa da parte di chiunque: etero, omo, credenti, atei, gente con lauree, gente con diplomi, gente senza istruzione.

            Ribadisco: la molti credenti si limitano ad aver paura del cambiamento, molti sono più “aperti”, alcune religioni già permettono il matrimonio tra omo ma il: “Brucerete all’inferno perché così Dio vuole”, sia verso gli omo che verso chi ne condivide “la battaglia” per l’uguaglianza non mi è cosi raro leggerlo.
            E questo mi preoccupa non solo per me e per i miei amici, ma per l’ambiente ostile che sta creando non solo alle persone ma anche a cose belle come il dialogo, prima fonte di sapere e confronto.

          • Angelo

            Mia cara sorella, i fanatici esistono in tutti i gruppi di categoria e quindi non mancano neanche nel gruppo Credenti Religiosi. Però mi pare che tu non abbia capito quanto ho già detto prima. Se il Cristinaesimo dice: “non giudicare, non condannare, amatevi gli uni gli altri (indipendentemente da cosa siete), amate i vostri nemici, ecc.” è estremamente chiaro che il definirsi Cristiano implica il non potrer usare espressioni del tipo:” brucerete nel fuoco dell’inferno”. Se ciò accade appare evidente che non si tratta di Cristiani, anche se si definiscono tali, per ovvi motivi; risulterebbero contraddittori. Poi, anche se dovesse Dio essere, alcune volte mal rappresentato, non capisco cosa centra Dio, perchè criticarlo, magari è chi mal lo rappresenta che dovrebbe essere criticato.
            Leggo quanto c’è in rete e molto spesso rimango esterefatto dalle scempiagginji che vi sono. Preferisco ancora la carta stampata perchè con essa non si può scrivere e pubblicare tutto lo scempio che si vuole come si fa con la rete globale. Ho già detto prima che le informazioni in rete bisogna prenderle con le pinze. L’odio mai, e questo proprio per questioni di coerenza con quanto ho detto prima, oltre al fatto che ci credo. Che si bruci o meno all’inferno, per chi crede, lo deciderà Dio nel giudizio finale e non gli uomini; Cosa ne può saper un “misero uomo” di ciò che Dio vuole? Che ne sa (sempre il misero uomo) dei progetti di Dio e soprattutto, come si permette di interferire nei Suoi progetti. L’uomo nemmeno capirebbe, con la sua povera mente umana, i progetti di Dio. Il peccato viene punito (sempre da Dio, non dagli uomini) in quanto tale e non perchè sia commesso da un omosessuale o altro. E’ anche vero che, dopo aver peccato, laddove ci fosse il pentimento e il SINCERO proposito di non ricommetterlo, Dio perdona. Vedi, giusto per spiegarti un concetto della Religione Cristiana, Dio è infinito in tutto; è infinitamente misericordioso con chi chiede Misericordia, ma è anche infinitamente giusto. Quindi, alla luce di tutto quello che ho detto, spero sia chiaro, una volta per tuttte, che chi invita al suicidio, chi giudica con faciloneria, chi condanna, chi odia, ecc., anche se si autodefinisce Cristiano in realtà non lo è e, in quel caso, malrappresenta Dio, anzi, non lo rappresenta per niente perchè è fuori dalle Sue linne guida.
            Ho detto prima che comunque questo non è l’argomento per il quale questo spazio è stato formato, ma, se volessi altre delucidazioni in termini di Religione, posso comunque dartele, sempre nei limiti delle mie conoscenze perchè non sono nè un Dottore della Chiesa, nè un laureato in Teologia. Però, grazie a Dio, ho un Padre Spirituale molto preparato al quale mi posso rivolgere per qualunque spiegazione.

          • Angelo

            Ah, ti volevo pure dire che porti il nome della Mamma di “Maria di Nazareth, Madre di Dio”.

          • Anna

            Lo so. Ma come non mi faccio condizionare da oroscopi e supertizioni, non mi lascio condizionare nemmeno da questo.
            Io sono io, ora e qui.

          • Angelo

            Ho capito; la mia voleva essere pura informazione.
            Oroscopi e superstizioni; ci mancherebbe altro.

          • Anna

            Per quanto mi riguarda dopo di Dio, tutto ciò che ci è riportato su di lui (o lei, o…) è stato scritto da uomini e, quindi, viziato dalle loro conoscenze dell’epoca che erano decisamente limitate rispetto a quelle di oggi.
            Quindi si può presumere che il dio che ci è stato descritto sia il frutto delle conoscenze e della capacita di comprensione di quell’epoca.

            Questo è un mio parere, ovvio, ma altrettanto valido di altri visto che le divinità richiedono la “fede” che porta a credere qualcosa di non oggettivamente provabile.
            Da qui la mia incapacità di credere in qualcosa che va preso come ci viene dato.
            Ognuno è libero di fare ciò che ritiene meglio, ma vale per chi crede come per chi nin crede, come per chi, per le sue riflessioni, approda ad altre considerazioni.
            Dal momento che nessuno di noi c’era, tutto può essere vero, tutto può essere falso e la verità potrebbe risiedere in qualcosa di non ancora valutato.
            Non ho una divinità “di comodo”, ho ciò che sono arrivata a stabilire dopo anni di riflessione perché, per come sono fatta, non riesco a credere in qualcosa priva di un fondamento oggettivo che mi costringe anche a rivedere la logica della scienza al punto da rinnegarne i fondamenti.
            Questo è il frutto del libero arbitrio che, se è vero che è così, ci è stato dato da Dio ma ci sta venendo portato via dai suoi fedeli che vogliono imporre la loro moralità, frutto del loro percorso di vita o, a volte, di una fede nata quando il percorso è ancora agli inizi.

            L’omosessualità nelle altre specie ha forse un motivo? E perché ciò non può essere vero anche per gli esseri umani che appartengono al regno animale?
            Perché per noi i motivi non dovrebbero esserci ed essere altrettanto validi di quelli di altre specie?

            Gli omosessuali vogliono formarsi una famiglia, la loro. Non rubano nulla agli etero, non impediscono agli etero di fare le loro scelte.
            Al momento, per ciò che mi riguarda, sono i credenti che sono contro la famiglia, una famiglia che non è solo procreazione (altrimenti basterebbe che due si incontrino e facciano figli, senza tante cerimonie e tanta burocrazia) ma per molti è un progetto a due per tutta la vita. È una promessa che due persone si fanno e che ad alcuni viene negata da chi nin dovrebbe giudicare la vita degli altri ed invece la fa non solo con il pensiero ma anche con azioni pratiche.

            Tu non dovi parlare a favore degli omo. Tra essere a favore ed essere contro esiste anche vivere la propria vita nelle proprie convinzioni lasciando agli altri il piacere/diritto di fare altrettanto.
            Non si hanno né meriti né demeriti nel nasce etero od omo.

            Riguardo ai limiti fisici, quelli dell’asma sono reali (ma la medicina un po’ aiuta), quelli degli omo a cui viene impedito di sposarsi sono limiti indotti dalla scelta umana e dalla morale di alcuni e sono pertanto limiti rimuovibili per umana volontà sulla base di nuove conoscienze/esigenze.
            Non è una distruzione della famiglia, ma un ampliamento che lascia inalterato ciò che c’è e aggiunge altro.

            Riguardo a ciò di cui si puó essere tacciati: chi sostiene che il “gender” non esiste (e cosa sono gli studi di genere è spiegato in siti come questo) viene apostrofato coeme “pedofilo”. Chi, come me, posta link di psicologia su pagine dei social viene sbattuto fuori e i messaggi cancellati.
            Miei amici, omosessuali assieme da molti anni vengono apostrofati come pedofili, pervertiti, frutti del demonio ed invitati a morire nel peggior dei modi sia in siti politici che di credenti.
            Ti preoccupo della lonertà di pensiero solo tua. A me preoccupa quella di tutti e che spesso si manifesta con inviti a morire e al suicidio di persone già disriminate nella cita pratica di tutti i giorni da persone che pretendono di insegnare cosa è l’amore per il semplice fatto che pensano sia amore solo il loro.

          • Angelo

            Come ho già detto poco più su, tu non conosci i fondamenti di nessuna Religione e quindi incorri in inesattezze proprio di chi non sa. Il discorso sarebbe lunghissimo e , tra le altre cose, non fa direttamente parte del discorso. Quando parlo di comportamento omosessuale degli animali, mi riferisco, per esempio, a quello di alcuni rettili e alcuni insetti che hanno un iperproduzione di testosterone e lo devono eliminare, naturlamente, in qualche “modo”. Non mi pare il caso di dire che per l’uomo sia la stessa cosa vero? Poi, la visione limitata di chi crede che la famiglia sia solo un “progetto a due” dimostra la poca considerazione che oggi molti di noi hanno per il prossimo. La famiglia è la cellula fondamentale della società, non di quella burocratica, ma di quella naturale. Essa garantisce la conservazione della specie, proprio perchè genera altri simili. Questo vuol dire che, al di là di tutte le Religioni o culture, gli esseri viventi, e quindi anche gli uomini, per poter continuare ad esistere devono generare che gli piaccia o no. Da qui ne consegue che la famiglia è lungi dall’essere un progetto a due, ma è un progetto a milioni che si va ad inserire nella società garantendone il ricambio. Ciò che IO voglio, Etero o Omo che sia, lascia il tempo che trova. Non si può e basta. Certo, si può vivere insieme, si può coabitare, si può anche regolarizzare il tutto con un contratto privato (basta andare da un notaio come ha fatto una coppia di miei amici omosessuali), possiamo inventarci tutte le leggi o leggine che vogliamo ma la natura non si cambia. Certi ampliamenti poi non lasciano il tutto immutato, ma concorrono a cambiamenti che, se dettati da pseudo-diritti, portano male e non bene. La cosa che io temo invero, è proprio l’adozione da parte di coppie omosessuali. Capisco l’attrazione fisica e sentimentale che può provare um omosessuale; questo lo posso comprendere, ma i bambini sono un’altra cosa.
            Per rientrare un momentino nella Religione, guarda che per “libero arbitrio”, non significa scegliere quello che ci piace di una Religione e buttarea mare il resto, no. Per “libero arbitrio” si intende che una persona è libera di scegliere se seguire la Religione o meno. Ma se sceglie di seguirla DEVE accettare il pacchetto completo e questo qualunque siano le conclusioni alle quali hanno portato le sue riflessioni. La Scienza poi, (quella vera e non quella dei chiaccheroni), definisce fatti e fenomeni che sono universalmente prima “provati” e poi “accettati” universalmete perchè legati a dati di fatto. Essa (la Scienza), è propria dello scibile umano e spiega fatti incontrovertibili (anche a dispetto di quello che lei vorrebbe rinnegare).
            Ti informo anche che (specialmente di questi tempi) le persone si suicidano (purtroppo a volte insieme al resto della famiglia) perchè non riescono a campare in una società così “evoluta, moderna, intelligente, ecc. ecc.); gente che si ammazza perchè non ha un lavoro o perchè viene sfruttato per una miseria e non parlo di extracomunitare, parlo di ITALIANI. Ah già, però non sono omosessuali quindi, chi se ne frega.

          • Angelo

            Dimenticavo di dirti che gli uomini che hanno vergato le Sacre Scritture dopo la venuta di Gesù Cristo, sono persone che, nella quasi totalità, sono stati TESTIMONI DEI FATTI e, di conseguenza non hanno fatto altro che riportare quanto hanno visto. Col suo dire lei farebbe pensare a uomini che erano malati di mente o visionari o ebeti o ottusi ecc. ecc. Questo è per lo meno ingiusto e irriguardoso nei confronti di quelle persone. In ogni caso ho visto che stiamo parlando dello stesso argomento in più punti con enorme spreco di energie e di tempo per cui scriverò solo in questo punto. Quindi, fermo restando quanto ho già espresso prima sull’argomento Religione, il riconoscimento legale delle coppie omosessuali non può essere accettato da un Cristiano per ovvi motivi legati alla sua Religione; ma al di là di tutto, essendo consapevole che le unioni tra omosessuali verranno comunque normate checchè io ne pensi, dico anche che non è tanto la loro unione, la quale con o senza legge esisterà comunque, a farmi paura, ma la mia paura più grande è che la loro “normalizzazione” attraverso intervento legislativo sia il passo verso poi l’adozione di bambini. Questo proprio non lo sopporterei e, nel caso, lotterei contro di essa con tutte le mie forze. Ma d’altro canto tu, non avendo fede, queste cose non le puoi capire nè tantomeno te le potrei insegnare in questo contesto (insegnare senza la pretesa di essere più saccente di te, ma per il semplice fatto che è evidente quanto tu sia digiuna in termini di Religione); come ho già detto in un altro punto, questo è un argomento lungo e difficile. Tra l’altro mi sembra che noi due ci stiamo un attimino allontanando dall’argomento di questo spazio che era l’educazione sessuale nella scuola, perciò chiudiamo l’altro argomento. A questo proposito (educazione sessuale nella scuola) ribadisco che l’argomento non può essere standardizzato facendone un insegnamento uguale per tutti, perchè a tale educazione concorrono tanti fattori molti dei quali non hanno a che fare con la scuola. Insisto nel dire che bisognerebbe, laddove ne sia la necessità, intervenire sulle famiglie, magari, che so, dando loro degli esempi di educazione sessuale nei vari contesti (senza privilegiane nessuno), in modo tale che l’eventuale famiglia confusa o non pronta a parlarne, possa immedesimarsi in quell’esempio che le sembra più consono al proprio stile di vita. Ovviamente questa è solo un’idea, un esempio.

          • Anna

            La tua è una paura della “normalizzazione” non suffragata da alcuna base reale ma dal timore del cambiamento.
            Legittimo ma rischia di creare nemici che non esistono.
            Altrimenti genitori non stereotipati sarebbero automaticamente deleteri è così non è.

            Tu parli di testimoni di fatti (ma se fossero fatti inconfutabili non parleremmo di fede, infatti creazionismo e darwinismo sono agli antipodi). Dimentichi che le conoscenze scientifiche di 2000 anni fa potevano far supporre dei miracoli dove c’era spiegazione scientifica, di questo parlo: di persone che hanno scritto quello che hanno visto spiegandole con le conoscenze di quel tempo.

            Detto ciò, io non ho la fede che hai tu, credo in qualcosa ma non sono cattolica. Ho fatto il mio percorso che è passato attraverso fede, ateismo, agnosticismo e ancora fede.
            Ho visto in molti credenti astio e paure.
            Dal mio posto di credente atipica posso lasciare che tutti facciano ciò che credono meglio. Tu, l’hai ammesso, se potessi certe cose le impediresti di fatto imponendo la tua morale e la tua etica ad altri.

            Chiedo venia per errori, scrivo dal telefonino.

          • Angelo

            Ma in effetti ho detto “io se potessi”; il fatto che abbia detto “io” senza allacciarmi ad alcuna Religione o Cultura, vuol dire che è un mio modo di vedere e non lo impongo a nessuno, anzi, per chiarire una volta per tutte, io non impongo niente a nessuno anche (e non solo) perchè io non sono nessuno per poter imporre alcunchè a chicchessia. Fatti inconfutabili sono quelli descritti da chi ha vissuto gli eventi in prima persona e ti dirò anche che, molti di quei fatti restano a tutt’oggi un mistero che, chi crede si spiega, chi non crede non si spiega e ti dirò di più, molti misteri “più recenti” sono stati risolti, mentre molti misteri “antichi” sono ancora tali, cioè, non ce li spieghiamo noi oggi, figuriamoci gli Evangelisti ai loro tempi (spiegare ovviamente nel senso di dare una spiegazione “umana”, alla portata della nostra ragione sempre “umana”); ovviamente resta il fatto che il credente, in buona parte, se li spiega. Creazionismo e Darwinismo risultano esser agli antipodi o meno a seconda del punto di parternza, a seconda del concetto stabilito alla base. Qualcuno, non ricordo chi, ha detto anche, per esempio, che Darwin stà ancora cercando la scimmia che è nell’uomo. E’ un paradosso ovviamente, ma il Creazionismo va anche interpretato. Ti dico per esperienza personale che la lettura e, soprattutto l’interpretazione delle Sacre Scritture non è per niente facile; e non si tratta di essere o non essere intelligenti, ma di avere la giusta guida cosa quest’ultima, lo ammetto, non facilmente rintracciabile. A volte, nella vita, bisogna avere fortuna. Io ho avuto la fortuna, all’età di 48 anni (quindi qualche anno fa), di trovare la persona giusta che mi ha fatto capire moltissime cose che prima nessun Religioso mi aveva fatto capire. Si tratta di un Frate Francescano Cappuccino che ore è il mio Padre Spirituale. Non mi posso spiegare tutto, è ovvio, ma molte domande hanno avuto una risposta e molti dubbi mi sono stati chiariti. E ti dirò che la mia qualità della vita ha subito un netto miglioramento sotto moltissimi aspetti.

          • sunny flower

            Sono anche io d’accordo con te ma se dici che la famiglia può essere anche poligamica mi casca le braccia. Punto secondo il cristiano dovrebbe saper rispondere a tutte le domande comprese il mistero della sacra scrittura, in cui il creazionismo può benissimo andare d’accordo col darwinismo. Chi non li concilia sbaglia. Perché l’uomo è si creato ad immagine di dio cioè con l’anima ma poteva benissimo essere un ominide. Saluti.

          • Angelo

            Giustissimo. Per quanto riguarda la famiglia poligamica, forse mi sono espresso male. Non sono per essa, ho detto solo che nel mondo (in altre culture) esiste, ma che comunque, anche in quel caso, si evidenzia il rapporto uomo – donna. In effetti ho anche detto che la Sacra Scrittura va anche interpretata e non presa “alla lettera”, altrimenti faremmo lo stesso errore di altri nostri fratelli. Saluti

          • Anna

            Angelo,
            sono della modesta idea che quando una persona vive una vita coerente ed è felice di come vive ha raggiunto il suo massimo senso. Si deve essere felici di vivere per onorare la vita.
            Detto ciò, una persona mi disse: ci sono mille motivi per credere e mille per non credere.
            Il fatto è che una mente che cerca il senso scientifico delle cose non può considerare la possibilità “l’accetto perché devo”. Perché va contro natura della scienza stessa che richiede prove tangibili.
            Il mistero della Sindone è stato, ad esempio, messo in discussione con prove scientifiche che lo datano in tempi diversi da quelli in cui è esistito Gesù, eppure per i credenti è ancora valida come sua raffigurazione.
            Ecco, questo non capisco: negare ciò che è più probabile per qualcosa che alcuni considerano vera ed altri no proprio perché non vi è una prova provata.
            Capisco che succede, capisco che per chi vi crede è importante (e tante altre cose, perché sono stata credente cattolica anche io per un breve periodo della mia vita), ma al punto da rinnegare la “probabilità più probabile”… forse più che capisco, l’accetto e ne prendo atto.
            Poi, che non discendiamo dalle scimmie nel vero senso della parola mi pare che ormai la scienza l’abbia stabilito.

            La stessa persona di prima mi disse anche: le Sacre Scritture erano per il popolo, la parola di Dio era ed è per il popolo, quindi perché deve essere interpretata? Dovrebbe essere in una lingua così semplice ed universalmente valida da essere capita anche del più semplice del popolo.

            Detto ciò, sono contenta che tu abbia trovato il tuo equilibrio.

            Ma ci sono persone che usano la religione in malo modo e, sopratuttto, si fanno forti di Dio per condannare gli altri.
            Io mi trovo migliore oggi più di quanto lo fossi tempo fa quando pensavo di riavvicinarmi alla religione. Mi senso meno ipocrita (non che tu lo sia, parlo di me) per il fatto che se non sono d’accordo con alcuni “insegnamenti” (come non sono d’accordo con la condanna dell’omosessualità, mentre sono d’accordo al matrimonio egualitario e all’adozione da parte di omosessuali) e volendo partecipare affinché divengano possibili, devo fare una scelta.
            Scelgo le persone invece che una divinità. Se sbaglio e la divinità esiste ed è come ci viene raccontata, non è lei ad essere fragile ed avere bisogno anche della mia solidarietà, ma i suoi figli. Se ho ragione ho dato il mio appoggio a persone come altre, senza gli stessi riconosciementi dati alle altre, ed alcune di esse sono miei amici e amiche e “compagni/e di viaggio”.

            La Chiesa mi ha delusa. Mi ha delusa quando si è scagliata contro le Unioni civili dimentandosi che due giorni prima v’era stato il funerale maestoso di un boss, mi ha delusa quando i suoi portavoce parlano di ragazzi che, tatuandosi, si abbandonano al demonio creando dolore e voragini culturali ed ideologiche tra generazioni (come se il divario naturale tra generazioni non fosse già sufficiente a creare incomprensioni e contrasti). Mi delude quando scende in piazza contro le altre famiglie (invece che a favore della propria) ma tace sulla pedofilia al suo interno, sulle tasse non pagate sul suolo italiano, su impiccagioni e defenestrazioni di donne e omosessuali in altri paesi.

            Buon proseguimento.

          • Angelo

            Continuiamo a non capirci. Ribadisco che chi condanna non è Cristiano anche se si professa tale (non so più come dirlo). In quanto alla Sindone (che è solo un esempio dei tanti misteri del Cristianesimo che la Scienza non spiega) devi sapere che gli strumenti utilizzati per la datazione di un qualunque reperto (esempio: C14 oppure K40), sono idonei a datare reperti di centinaia o decine o milioni di anni, in quanto, su questi parametri, la datazione resta sufficientemente precisa anche se gli scarti possono essere di qualche migliaio di anni. Di conseguenza non possono datare la Sindone con sufficiente precisione perchè trattasi di reperto eccessivamente recente. Tra l’altro la Scienza non ha neanche provato che non sia vera (la Sindone intendo). Le probabilità restano sempre “probabilità” e non certezze, in assenza delle quali, permettimi, preferisco le mie di certezze; poi si vedrà. Io non sono “obbligato” ad accettare ciò che la mia Fede mi insegna, ma ho deciso per mia scelta, derivante da ricerca, conoscenza dell’argomento e fatti, di accettare. La Chiesa (che spesso viene confusa con il Clero che sono due cose diverse) è anch’essa composta da uomini (questo l’avevo già detto) che non sono infallibili, ma questo non vuol dire che per qulunque cosa si deve dare la colpa alla Chiesa. Tra le altre cose, io non so cosa tu abbia imparato nel poco tempo che sei stata una credente; probabilmente molto poco e magari neanche per colpa tua. Ma ribadisco anche che chi appartiene all’ordine gerarchico che la Chiesa si è dato (il Clero), non ha una corsia preferenziale per il Paradiso, esso verrà giudicato come tutti glia altri.
            Le Sacre Scritture sono per l’uomo indipendentemente se sia del “popolo” o meno (non ho capito cosa intendi per “popolo”). A volte si riesce a capireLe e a volte no. In queste ultime volte dobbiamo farci spiegare da chi sa e ha studiato apposta per questo. Le “delusioni” che la Chiesa ti ha dato non c’entrano con la Legge che la stessa dovrebbe seguire. Mi sa che ancora non riesci a capire la differenza tra seguire Cristo e seguire il Consacrato. Ci sono, per esempio Sacerdoti che, pur avendo fatto promessa o addirittura voto di castità, hanno dei figli. E con questo? Dovrei rinnegare Dio per colpa loro? Io penso alla mia di Anima e loro penseranno alla loro.
            Se ognuno di noi vive la sua vita felice e coerente e sta bene come stà, io non posso fare altro che felicitarmi la persona. Ma questo non significa che io debba per forza condividere il suo pur felice stile di vita. Nessuno obbliga a niente. Ribadisco anche (dimenticavo), che la Fede non respinge l’omosessualità, ma il peccato, sia che sia omosessuale sia che sia eterosessuale.

          • Anna

            Dire che un credente che fa cose che non ci aggradano non è un credente mi sembra semplicistico. Ci scono credenti che sostengono che omosessuali credenti siano persone deviate che non seguono la parola di Dio. Chi ha ragione? Io un’idea ce l’ho, infatti prendo le distanze da questi tipi di credenti che però continuano a definirsi “veri credenti”.

            Questa è la mia esperienza, breve o lunga che sia, con un pellegrinaggio nel mezzo non ha sortito effetto. Io mi definisco una “credente” atipica per il fatto che credo in “qualcosa” (che tu stesso hai giudicato poca cosa) ma non credo nella Chiesa troppo piena di contraddizioni con un Dio che prova fastidio per cose troppo umane, che manda Diluvi e distruzioni pendendosi poi. Faccio un distinguo tra fede e Chiesa, se non lo facessi non crederei in nulla.

            Il fatto è che per me non vi è peccato in due persone, consenzienti, che si amano (etero od omo che sia), sarebbe un peccato che smettessero di amarsi per compiacere qualcuno che forse esiste, forse no, e per far dormire felici colori che si sono creati un mondo favolistico sperando che tutti siano d’accordo con esso.
            La verità è che esistono gli omosessuali, con desideri, speranze, odi, incazzature, amori identici a quelli degli eterosessuali (a sancierne l’uguaglianza) ma vengono trattati come persone di serie B, come se quanto sperano valga meno delle speranze altrui.

            Le delusioni che tu virgoletti sono molto di più che delusioni. Sono cose che dovrebbero indignare, riempire le piazze di sdegno, invece non riempiono nulla. Tutto tace, nessuno si scalda. Meglio scendere in piazza contro “il gender” che non esiste invece che contro realtà di cronaca reali (come la pedofilia) per la quale in piazza non ho visto nessuno.

          • Angelo

            Non è così semplicistico e non dico che un credente non è tale perchè fa cose che non ci aggradano. Il motivo non è il mio gradimento o non gradimento; io non sono nessuno. Il motivo è che esistono regole precise dalle quali, per professarsi credente, non si può prescindere. Quindi per essere un credente non è sufficiente definirsi tale. Il qualcosa nel quale tu credi, “poca cosa” lo hai definito tu stessa quando hai detto di credere in ” un dio scritto in minuscolo”, lo hai sminuito tu stessa. Dio non prova nessun fastidio; può essere addolorato per i comportamenti umani, ma non provare fastidio. Ricordiamoci che il libero arbitrio l’ha voluto Lui.
            Quando nel Vecchio Testamento ha mandato il diluvio non si è affatto pentito; l’ha fatto e basta. Il Nuovo Testamento sancisce una Nuova Alleanza con alla base un Comandamento Nuovo; tutto qui.
            Contro la pedofilia (clericale e non) si è parlato e straparlato in tutti i programmi televisivi e radiofonici di spessore (cioè con un certo seguito). Le manifestazioni in piazza erano, fondamentalmente, più a difesa della Famiglia che per altro; altro che poi è venuto solo di riflesso. E poi, perchè sempre la Chiesa questo, la Chiesa quello, la Chiesa di qua, la Chiesa di là? Perchè tutto ciò che ti indigna dovrebbe essere di appannaggio esclusivo dell Chiesa? E gli “altri” dove stanno?
            Ricorda anche che un “Credente” vero, omo o etero che sia, l’amore più grande lo prova per il Signore Dio uno e trino e che per esso è disposto a qualsiasi sacrificio. E’ disposto a qualsiasi rinuncia perchè sa benissimo che il traguardo di un Credente vero, non è questa vita ma l’altra vita, quella eterna.
            Ti scrivo oggi, nel giorno di San Pio da Pietralcina il quale diceva che “sarà bellissimo il giorno in cui chiuderò gli occhi del Corpo per aprire quelli dello Spirito”; e ancora “è tanto il bene che mi aspetto (nell’al di là) che ogni pena mi è diletto”. Perciò, come puoi dedurre, al Credente vero si può andare a togliere tutto ciò che dà questo mondo, anche la libertà, tanto non gliene importa niente.
            Tra l’altro anche Gesù ha detto “chi salverà la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per me vivrà in eterno”, e ovviamente non parla solo della vita fisica, naturale, ma di qualunque cosa che la vita stessa può dare e alla quale si rinuncia per amor Suo. Io capisco che questi sono concetti che non tutti possono accettare o capire senza fare un percorso di Fede, ma questa è la Cristianità che piaccia o no. E il fatto che qualcuno le possa definire “favole” non cambia le cose. Il Cristiano, quello vero, è questo.

      • Anna

        Visto che gli omosessuali si sposeranno tra di loro (non credo che un etero sposi un omo) mi chiedo cosa cambia, a quelli etero come lei e me, per il fatto che gli omo si possono sposare.
        A noi niente, a loro servirà per completarsi con chi amano al pari di qualunque altro individuo.
        D’altronde non mi pare che Dio abbia detto a chi è concesso giudicare i sentimenti altrui, almeno tra adulti consenzienti.

        Se invece ascoltassimo la natura dovremmo considerare che:
        – l’uomo (inteso come maschio, non come genere umano – ed ecco ancora l parola “genere” che si usa da anni senza scandalo) è poligamo, infatti è fertile per molti più anni della donna, quindi per procreare fino a quando gli è possibile deve cercare fuori dal matrimonio. L’uomo, poi, è presente in numero nettamente inferiore alla donna infatti basterebbe un solo uomo a fecondare più donne;
        – le bambine dovrebbero procrearenon appena hanno le mestruazioni (che sono un segno che sono, per natura, pronte alla gravidanza);
        – che senza la scienza, e solo la natura, moriremmo per una banale influenza;
        – se a questo aggiungiamo che lai ha “fede” ma parla di “natura” le vorri ricordare che Dio non si sa se sia maschio o femmina, in compenso ci ha creato senza atto sessuale, ha crato un uomo e una donna cheer moltiplicarsi devono averlo fatto per incesto (genitore-figli e/o fratelli/sorelle), che Dio ha fatto nascere Gesù da una donna rimasta vergine e l’ha lasciato in adozione a Giuseppe.
        Io, in questo, di naturale non vedo nulla.
        Mi spiace sembrare blasfema, ma i “dati di fatto sostenuti dalla religione” a questo riportano e a questo riconducono.

        Io vedo – in questo – cose eccezionali, non naturali, e proprio perché siamo di fronte “all’eccezionale” evito di condannare realtà che non ppaetentono a me direttamente ma le rispetto, perché l’amore e amore (sempre se si parla di persone che si scelgono consapevolmente) e ce n’è talment poco che non perdo tempo a giudicarlo ma, piuttosto, me ne rallegro quando c’è.

        • Angelo

          Ma che razza dsi discorsi sono questi. L’uomo (inteso come maschio) è più fertile della donna e quindi dovrebbe andare a fare figli a destra e a manca? In maniera dissennata? Chi crede tutto quello che lei ha detto, lo conosce benissimo e non si pone le domande che si pone lei perchè capisce benissimo che la ragione umana non può spiegare ciò che è divino; non tutto per lo meno. Se ciò fosse possibile noi saremmo esattamente come Dio e questo non può essere. Giusto, quelli sono i “dati di fatto sostenuti dalla religione”, e, da Credente, le devo accettare così come sono anche se non riesco a spiegarmeli; dov’è la FEDE se non in questo? E poi, chi sta condannando chi? Visto che parla di natura, insito e sottolineo quanto ho già detto prima e cioè: “la natura resta natura e, a meno di forzature artificiali, artificiose e alle volte anche pericolose, un maschio non può partorire anche se si sente femmina e una femmina non può generare con un’altra femmina (a meno che non si sia nel mondo dell’ermafroditismo animale che non fa parte di quello dei mammiferi quali noi siamo)”. Ho anche detto che tutti, e dico tutti, hanno diritto al Rispetto. In quanto ai diritti dobbiamo distinguere quelli “naturali” da quelli “legali”. Che due omosessuali vogliano vivere insieme lo possono pure fare nei modi e nei termini che ho già citato in un altro commento, ma la mia paura più grande è che da qui poi si possa passare alla possibilità di adozione come se fossero una mamma e un papà e cioè (checchè ne di ca chicchessia), come se fossero un uomo e una donna. Questo sì che non lo tollererei nè come credente, nè come cittadino.

          • Anna

            Si tira in ballo la natura sempre per quei concetti “di comodo”, per dire “mamma e papà” ma è il matrimonio stesso, che obbliga alla monogamia, ad essere contro natura. Questo non significa che il matrimonio sia una brutta cosa, ma se una forzatura dev’essere allor che lo sia per tutti quelli che ci credono (etero ed omo) che, quindi, possono decidere se abbracciare questa istituzione o meno adattandosi ai diritti e doveri che ciò comporta.
            È stato dimostrato che i figli di omo sono uguali agli altri, in certi Paese queste sono realtà da anni.
            Possibile che in Italia non riesca cio che riessce agli altri?
            Sull’eterologa possiamo anche discuterne, ma sull’adozione c’è poco da fare: se una coppia risulta idonea come educatrice è idone a prscindere dalla sessualità. Non si educa con i genitali ma con la testa.

            Che poi tu scriva che un uomo può procreare a destra e a manca, lo scrivi tu non io. Ho solo sottolineato la convenienza di chi parla di “natura” non rendendosi conto di quanto l’umanità sia tutta contro natura senza più rendersene conto perché subentra l’abitudine.

            Ma se un regola – o la sua mancanza – valgono per alcuni deve – poi – valere per tutti. Altrimenti la “possibilità” diventa privilegio.
            Se ci si oppone alle nozze gay perché i gay non possono procrare, allora ci si deve opporre – per coerenza – anche al matrimonio tra persone dove almeno uno della coppia è sterile o a chi non vuole figli… il che implica di entrare dentro la vita privata di persone “non omo” con conseguente prsa di posizione anche di chi – oggi – è insensibile all’argomento perché ancora no. ne è “scottato”.

          • Angelo

            Non è vero che il matrimonio obbliga alla monogamia. Ci sono religioni e culture nelle quali si adotta la poligamia. Ma vige sempre una situazione maschio-femmina o uomo-donna. Che poi l’uomo nella sua organizzazione sia contro natura non significa che dalla natura stessa possiamo prescindere. Rendiamoci conto che la natura esisteva prima dell’uomo; esiste ed esisterà anche quando l’uomo sarà estinto (perchè questo accadrà, è fuor di dubbio). Che in “certi paesi” i bimbi (non figli) di omo siano uguali ai figli di etero è tutto da vedere perchè il tempo trascorso da quando sono incominciate queste pratiche, non è sufficiente ad esprimere un giudizio a lungo termine perchè, gli effetti, si possono vedere e, di conseguenza, valutare, solo a lungo termine. Mi spiace contraddirti ma si educa sia con la testa che con i genitali i quali sono importanti nel crescere ed educare un figlio; non so se lei ha figli, ma, mi creda, e poi è importante far notare ai figli le differenze per portarli poi al rispetto delle stesse e questo inizia proprio con i genitori, nei quali il figlio nota le differnze; oserei dire le prime differenze. Tra le altre cose, parlando di educazione dei figli e quindi dei futuri uomini e donne, tale educazione ognuno la impartisce a seconda di come vede il futuro dei propri figli sia in termini di tipo di società, sia in termini di natura la quale, gira e rigira, è sempre presente. Ci sono regole che possono valere per tutti e regole che non possono valere per tutti. Esempio, la regola fondamentale per partorire è quella di essere femmina-donna e non semplicemente “sentirsi tale” e la promulgazione di una legge non cambia questo dato di fatto. Tutti quanti, e dico tutti, dobbiamo accettarci per quello che siamo e rassegnarci al fatto che ci sono cose che possiamo fare e cose che non possiamo fare. Questo vale in tutti i casi. Dove i figli non sono benvoluti o dove vi sia impossibilità di procreazione non bisognerebbe parlare nè di matrimonio nè di nozze, ma di unioni, convivenze, stare insieme, ecc.ecc.
            Per quanto riguarda le coppie sterili, queste, spesso, lo scoprono solo dopo il matrimonio nell’atto del quale erano potenzialmente in grado di procreare almeno nelle intenzioni. I privilegi esistono a tutti i livelli, in natura come in società; esempio: volare senza l’ausilio di mezzi artificiali è privilegio degli uccelli. Mangiare spesso caviale e tartufo e pasteggiare a champagne è privilegio di chi se lo può economicamente permettere. Le posizioini e le idee sono tutte di comodo perchè ognuno ragiona ed espone a seconda di ciò che vorrebbe, indipendentemente se lo favorirebbe direttamente o meno. Come vede, l’argomento rimane sempre lungo e complesso.

          • Anna

            Mi è parso di capire che sei cattolico ed è ad un cattolico che scrivevo della monogamia.
            Comunque in alcuni paesi e per alcune religioni gli omosessuali si possono sposarw, quindi il fatto che il mtrimonio sia uomo-donna non è vero, non ovunque almeno.
            In Spagna gli omo si possono sposare da 10 annil che fa pensare vi siano figli di quell’età. Sufficiente direi per dire come crescono.
            I genitali non sono sinonimo di mascolonità e femminilità.
            Tu ragioni per stereotipi, quella “cosa” che fa sì che chi non vi corrisponde vive nella frustrazione e nell’inadeguatzza, solo perché non “comforme” a ciò che la società gli impone di essere.
            Tu puoi educare un figlio come vuoi, se è omo e omo che tu voglia o no.
            Tu dici che dove i figli non sono voluti non si dovrebbe parlre di nozze… questo secondo la tua visione.
            Se fosse obbligatorio sposarsi per procreare, allora gli uomini preistorici dovevano nscere con le pratiche burocratiche al posto del cordone ombelicale. Per milioni di anni ci siamo evoluti senza bisogno di istituzioni di alcun tipo. Abbiamo deciso che servono? Allora che lo siano per tutti.
            Tu parli ancora, come per gli asmatici, del volo e di altre realtà che sono fisiche (m comunque vinte, in parte, da tecnologia e medicina) ma l’istituzione del matrimonio non mi naturale, è un’invenzione umana che è regolata damani.
            Tu ragioni da cattolico, secondo le tue regole due omo non si possono sposare… ma non c’è solo la religione cattolica quindi chi ha ragione?

            Come cattolico immagino che tu faccia anche parecchie cose che non sarwbbero permesse, scritte nel Levitico, e che porterebbero alla condanna di grqn parte dell’umanità. Ma chissà perché solo gli omosessuali sono oggetto di giudizio da parte di chi crede.

            Per il Levitico dovresti uccidere gli omosessuali e chi mangia gamberi e maiale. Tu che rispetti le regole religiose, allora dovresti farlo. Ma ti pare una regola sensata?

          • Anna

            Tu, mi par di capire, sei cattolico quindi è alla tua religione che mi riferivo.
            Se parliamo di molte religioni allora mi vien ancora da chiedermi come mai ne esistoni tante se Dio è uno solo… e tra le tante, chi ha ragione?

            In Spagna glio omo simsposano da una decina d’anni. È presumibile vi siano ragazzini di quell’età già sufficiente a capire se sono uguali ad altri. Infatti ho letto un articolo di psicologia che parlqva del cinismo che fa “godere un bimbo delle disgrazie altrui” già da 4 anni.
            Fenomeno come il bullismo si formano già vereo i 7/8 anni (questa cosa non l’ho letta ma mi è stata testimoniata da una mamma), il bullismo in Italia (dove i figli di etero sono la stragrande maggioranza) è raddoppiato in due anni portandosi al 16,8% fra i casi denunciati. Ci sono casi che mi sono stati raccontati da ragazzi bullizzati che nonnhanno mai denunciato, quindi c’è anche una violenza sommersa.
            Ma “ovviamente” sono i ragazzi degli omo a non sapere se sono come gli altri e a non essere “probabilmente” ben educati.
            Questo è un esempio di stereotipo che la scienza dimostra essere immotivato ma da cui nin si ri sce ad uscire.

            Se dove i figli non sono voluti no. si può parlre di matrimonio, allora inizia a batterti per impedire che due persone che non vogliono figli non possano sposarsi. Mettiamolo per legge, ma è più facile prendersela solo con gli omosessuali perché, per una mancanza di solidarietà che è il nostro perggior male sociale, molti riterranno non sia una questine importante perché riguarda solo gli omo.

            Tu continui a parlare di privilegi stabiliti da limiti fisici (come volare, o l’asma di un altro post) e oggettivi (come lo champagne) che però sono superabili con la tecnologia nel primo caso, a volte per fortuna e bravura (come per lo champagne… a volte una persona fa n mestiere remunerativo per fortuna, a volte per bravura), tutte condizioni non impossibili… ma tu parlo anche di arti non artificiali nel primo caso… ma gli artifici ci sono, sono gli occhiali che permettono di vedere, le protesi che permettono di camminare, i computer che permettono di comiunicare a persone non in gradi di farlo (alcune persone autisticheo con handicap del linguaggio).
            Se dovessimo accontentarci di ciò che possiamo fare e che siammo, tra diabetici, portatori di handicapiccoli e grandi, cardiopatici ed altro, ci sarebbero molt meno persone, piu disabili e vite meno dignitose.

            Che si educhi con i genitale poi… è in senso filosofico, immagino, ma le differenze non le sta negando nessuno, Fisicament e in par mentalmente uomini e donne sono diversi. Ma ciò non significa che le anime finiscano nei corpi giusti, non significa che una persona come è debba restare (tu non sei mica come sei nato: hai appreso cose nuove, hai conosciuto la fede – ad esempio – con cui non sei nato ma ti hanno insegnato, hai probabilmente un mestiere che spero ti sia scelto, ti sei in parte costruito cone tutti).
            Malgrado le differenze non c’è nulla che vieti ad un uomo di stirare e lavare i pitti o ad una donna di lavorare, magari come medico, muratore etc.

            L’uomo forte e la donna sensibile servivano ai tempi della caccia per mangiare e delle pelli da conciare, dei bambini da accudire. Oggi chiunque, con un po’ di bui a volontà, può contribuire in pari misura a lavorare e accudire i figli (se ci sono) perché non serve più forza per procurarsi il cibo e la donna ha scoperto che è in grado di fare altro oltre ad allattare e conciare pelli.

            Ci sono, anzi, culture tribali sopravvissute dove è la donna a cacciare e l’uomo a curate i figli. Quindi nin c’è nulla di assoluto nel comportamento uomo-donna ma molto è frutto di abitudini e aspettative sociali che, quando nin soddisftte, causano frustrazioni.
            Così se una donna è mascolina e un uomo sensibile verranno additati dalla società con epiteti e “chiacchierccio”.
            Ecco: tanti come me sono stanchi di epiteti e chiacchiericcio, due malcostumi che si spera vengano superati vapendo le differenze reali e quelle indotte nella società per garantire un posto dignitoso a tutti nel caldierone della vita.

          • Anna

            aggiungo, per dovere di completezza, che tu puoi credere ciò che vuoi.
            Ma con la fede non si nasce, essa è frutto di un percorso che porta molti a credere e molti a non credre. Ecco perché serve la laicità, perché nessuno chiede a chi crede di non farlo, ma il “credo” non può essere imposto a chi si basa su presupporti diversi.
            Non contesto la fede, come potrei?
            Contesto che si usi il termine “natura” e “Dio” nelle stesse frasi perché Dio non può essere considerato naturale. Se tu ci vedi un giudizio negativo non posso farci nulla. Io non dico che “naturale è bene” e “non naturale è male”, non giudico. Il bene e il male c’è ovunque, pprtiene al singolo, applicarlo alla massa non rende onore alla giustizia.
            Si nasce maschi e femmine, ma uomini e donne sono parole dal significato culturale. In altre società e la donna a fare i lavori pesanti e gli uomini ad accudire la prole. Ergo: non c’è nulla di assolutamente definito che possa fare un uomo e che non possa fare una donna e viceversa (trann allattare, ma un aconosciente infermiere mi ha detto che opportunamente stimolati anche gli uomini possono produrre latt), ma c’è una component dovuta all’abitudine, alle conoscenze e alla “sensibilità”.
            Se ti sei offeso mi dispiace, ma è un argomento lungo e complesso. Questo è evidente.

          • Angelo

            Non mi sono offeso e ci mancherebbe altro, direi piuttosto “contrariato” da un certo tuo dire che, magari in certi punti ho capito male e se così è me ne scuso. Ma proprio perchè il Credo non può essere imposto a nessuno dico anche che nessuno può imporre un comportamento ” estremamente laico” a chi crede. Vedi, purtroppo molta gente parla di “laicità” come di un mondo dove non si accetta nessuna Fede. Ancora una volta si dimostra un esempio di strumentalizzazione delle terminologie. Dio non può essere semplicemente ciò che ha creato (la natura) questo è chiaro; è molto di più. Io non ho mai affermato che vi siano delle azioni che sono assoluta prerogativa della donna o dell’uomo. Che vi siano delle differenze è evidente; a livello strutturale, per esempio, l’uomo è più adatto ai lavori pesanti rispetto alla donna mentre la motilità fine delle dita in una donna è più sviluppata che nell’uomo, questo però non lo vedo come un limite ma come una ricchezza. Io non giudico chi fa bene e chi fa male, ma sono in grado di distinguere il bene dal male e, siccome la “natura” tende sempre a salvaguardare sè stessa, tutto ciò che è contrario ad essa per lei è male e c’è poco da fare. Sono daccordo con te che si tratta di un argomento lungo e complesso e, aggiungo, che non può essere risolto semplicemente con una legge.

    • Anna

      I “gender” non insegnano che maschi e femmine sono uguali.
      Gli studi di genere definiscono ciò che è la differenza biologica da quella che è un’imposizione sociale dovuta agli stereotipi.
      Esempio: una donna resta donna anche se guida un camion e un uomo resta uomo anche se stira e fa il bucato.

      Sul fatto che i drogati etc. siano emarginati possiamo parlarne, ma drogarsi è una scelta. Nascere omosessuali no. E comunque una discriminazione non è perggiore o migliore di un’altra: sono pessime tutte.

      Cos’è: una gara di sfortune e di dolore?

      7 ragazzi su 10 non parlano di sesso con i genitori. Ci sono ragazzi e ragazze adescate su Internet da pedofili (molti dei quali padri e nadri di famiglia). A quanto pare i genitori non stanno facendo un lavoro ben fatto e ad essere adescati e rovinati sono ragazzi figli di famigile laiche e di famiglie credenti. Quindi evidentemente il problema è una società che continua a vivere di “credenze” e poco aderente ai dati di fatto.

      • Angelo

        Quindi, siccome i genitori non stanno facendo un lavoro ben fatto vado io da loro e gli dico: “ma toglietevi davanti, ora vi faccio vedere io come si fa”. E già, io sono capace, colto, perspicace, sapiente, istruito, “formato” (da chi e per cosa poi ….?), insomma ….. sono il Padre Eterno.
        Nelle famiglie si parla di sesso più di quanto lei immagina. Solo, ci sono molti modi per parlare di sesso e, in questi discorsi, la Religione ci entra a pieno diritto per il semplice fatto che il “credente” ha il diritto di impartire un’educazione sessuale in funzione del suo Credo. Ho detto “Credo” non “credenze”; le uniche “credenze” che conosco sono quelle che servono per contenere vivande o suppellettili e quant’altro e di solito si trovano nei tinelli o nelle cucine di casa. Chi non rispetta la legge deve pagare. Se ciò venisse attuato, vedrebbe molti pedofili in meno. Il problema quindi, come in questo caso, non è la Religione ma lo Stato che non ci tutela per niente. E questo vale anche per i pestaggi o altri abusi su omosessuali e non. La lotta alla discriminazione non si fa semplicemente parlando di “gender”.

    • Anna

      Vorrei chiederle una cosa:
      pare che la storia della Germania sia un falso. Ma ammettendo che sia vero… se un insegnante sbaglia paga come chiunque altro, non deve pagare la materia che insegna.
      Altrimenti, per analogia, visto il numero di preti pedofili arrestati nell’ultimo anno sarebbe proprio la religione a dover essere abolita ma lei non lo chiede, adottando – evidentemente – due pesi e due misure.

      Se a questo aggiungiamo che dove la religione è più presente, in vaire parti del mondo, le donne sono spesso trattate come persone di infimo livello e impiccate se si sottraggono alle “voglie” dei maschi e gli omosessuali vengono imprigionati anche per decenni (India), decapitati, lapidati, gettati dalle finestre (paesi musulmani), pestati a sangue (questa accade in Russia e un po’ d’appertutto)… direi che uno stato laico è sicuramente auspicabile, unito ad un po’ di educazione e rispetto.
      Perché le dico una cosa: non occorre essere credenti per essere persone rispettose ed oneste: conosco credenti bravi, ipocriti e peccatori e ate bravi, ipocriti e pecatori.

      • Angelo

        L’essere umano resta essere umano, credente o no, ateo o no. Questo vuol dire che il “paese” laico o non laico, essendo composto da esseri umani, resta sempre un “mondo” difficile da gestire. Resta poi da vedere più che dove, perchè le persone vengono lapidate, decapitate o altro. No credo che i motivi principali non siano quelli che dice lei se non in casi minori, dove cioè la Religione viene presa in considrazione solo come una scusa per poter fare quello che si vuole (l’uomo, quando vuole qualcosa, sfrutta tutto, anche l’anima dei suoi avi). Anche i Religiosi e i credenti vengono decapitati, come succede ai Cristiani da parte dell’ISIS ad esempio; quest’ultima non è una Religione ma l’estremizzazione della stessa sempre motivi oligarchici. Quindi ne consegue che non esistono Religioni “violente”, ma la violenza alle Religioni. Non diamo colpe a chi non ne ha. Il prete pedofilo paga e deve pagare più degli altri e, essendo un prete, quindi in teoria, un credente, quando si presenterà al cospetto di Dio non avrà una corsia preferenziale perchè è un prete, ma verrà giuducato come tutti gli altri. Quindi pagherà, prima come uomo e poi come prete. Non è facile parlare di Religione, perciò non lo faccia con tanta leggerezza e, soprattutto, si informi e cerchi di capire; perchè semplicemente “informarsi”, non è sufficiente. Non occorre essere credenti per essere persone rispettose e oneste, ma si ricordi che se lei lo è, lo deve anche a 2000 anni di cultura crstiana, nell’insegnamento dei suoi valori intendo e non sull’operato dei preti o quant’altro. Se lei fosse nata in altra epoca e in altra cultura sicuramente la penserebbe diversamente (tipo, ad esempio, Sparta nel 1000 a.c. dove la vita umana valeva meno di uno sputo). Quindi, nolente o volente, Dio ha influito sulla sua formazione. Ma non è questo il problema. Il problema, quello vero, è che si pensa di migliorare il mondo semplicemte emanando le leggi dei vari stati, mentre i modelli mediatici restano sempre gli stessi e cioè legati al denaro, al potere, allo “scavalcamento sociale” a qualsiasi costo, alle ambizioni sfrenate sempre a qualsiasi costo, alla “svendita” del proprio corpo, ecc. ecc. Cerchiamo di “rintuzzare almeno un pochino tutti questi “modelli esmplari” e allora, forse, faremo qualcosa di positivo perla società, invece di pensare a leggi “balzane e bislacche”, proprie del miglior Don Chisciotte.

  • Vincenzo Politi

    Secondo me lei non ha capito proprio nulla della cosiddetta “teoria gender”.

    • Caterina

      Con onestà io non parllerei così perché, vede, di questa ideologia, la si puó vedere da taaaaanti punti di vista e ciascuno ne vede utilità o disastrosità in base alla posizione. Ovviamente un omosessuale o simpatizzante ne vede i meravigliosi punti a suo favore, mentre una madre no. Ciascuno va rispettato e non per questo ” non capisce nulla” scusi se mi sono permessa ma a questo mondo servono confronti costruttivi e non chiusure. Grazie

      • Vincenzo Politi

        Ma non l’ha capito che non esiste neppure, l'”ideologia gender”? Lo sa che cosa significa “gender”? Lo sa che un conto è parlare di “teoria gender” (come ho fatto io nel mio commento) e un conto è parlare di “ideologia gender” (come ha subito fatto lei nel suo commento, senza probabilmente notare la differenza)? Il confronto costruttivo ci può essere quando le diverse parti sanno di cosa stanno parlando, non quando ripetono cose che hanno sentito dire dai simpatizzanti di chissà quale altra ideologia. Mi dispiace, ma lei ha riconfermato la mia opinione iniziale. Un saluto.

        • Giuseppe

          Ideologia [dal vocabolario Treccani]: “Nel pensiero
          sociologico, il complesso di credenze, opinioni, rappresentazioni,
          valori che orientano un determinato gruppo sociale; anche, ogni dottrina
          non scientifica che proceda con la sola documentazione intellettuale e
          senza soverchie esigenze di puntuali riscontri materiali, sostenuta per
          lo più da atteggiamenti emotivi e fideistici, e tale da riuscire veicolo
          di persuasione e propaganda”.

          Sulla base di questa definzione, l’ideologia gender esiste, forse non nella sua mente, ma di certo esiste nella mentre di tutti quelli che non solo condividono le basi delle teorie di genere (e fin qui non ci sarebbe nulla di male) ma si spingono oltre, pretendento che tutti la pensino come loro e chi non lo fa è un “omofobo” (termine questo sì che non esiste) e retrogrado da rieducare secondo i criteri della modernità ed eventualmente da zittire, intimidire e minacciare attraverso specifica legislazione che, come nello stile della più classica società dittatoriale, va a punire l’opinione.

          • Anna

            Veramente Sig. Giuseppe, se guarda nel vocabolario della Treccani (tra l’altro la invito a leggere quanto a questo link: http://www.treccani.it/magazine/societa/Il_family_day.html#), vedrà che il termine “omofobo” esiste e viene spiegato con queste esatte parole: “Avversione preconcetta e incorreggibile verso gli omosessuali e le loro cause”.
            Almeno nell’edizione per tablet in mio possesso.

          • Giuseppe

            Mi sono spiegato male e volutamente non mi ero soffermato. Il termine certamente esiste, ma il significato che gli si attribuisce non ha nulla a che fare con le “fobie”, tant’è che la Wikipedia riporta: “L’omofobia non è inserita in alcuna classificazione clinica delle varie fobie; infatti, non compare né nel DSM né nella classificazione ICD; il termine, come nel caso della xenofobia, è solitamente utilizzato in un’accezione generica (riferita a comportamenti discriminatori) e non clinica.”
            Se mi si dà dell’omofobo, io non mi ci sento, perché non ho “paura” degli omosessuali. Non so se mi sono spiegato.
            La Treccani prende atto del significato che, a mio avviso impropriamente, è associato oggi al termine. Se comunque quello è il significato valido per tutti, allora sono omofobo, anche se mi piacerebbe capire quali sono le “cause” a cui la definizione fa riferimento…

          • Angelo

            Concordo con Giuseppe e aggiungo che oggi non è difficile rendere comune un termine. Basta inventarne uno, avere l’appoggio di qualcuno che abbia sia il potere che l’interesse perchè venga divulgato, trovare un mezzo mediatico di divulgazione e vedrete che comincerà ad esser usato un pò da tutti. Et voilà, il gioco è fatto.
            Per esempio, io vorrei inventare il termine “NORMALOFOBO”.
            Chi ha orecchie ………..

          • liberaitalia34

            Infatti! basti guardare come questa ideologia sta sostituendo la parole sessi con generi.

          • Anna

            Ehhhh… se usasse software in inglese, o si iscrivesse a siti anglosassoni in cui richiedono il sesso di appartenenza, o andasse in siti di traduzioni, scoprirebbe che “sesso” inteso come appartenere ad un sesso si dice “gender”.
            Infatti gli “studi di genere” si chiamano “gender studies”, e l’uso del termine “gender” è improprio, infatti o lo si usa nel consteso angolsassone o va tradotto. Se si traduce con “generi” ha più senso, altrimenti dovrebbe dire “studi sul genere maschile e femminile” o “studi sul sesso femminile e maschile” che farebbe pensare ad altro e allungherebbe il “brodo” per niente.

            Per mostrarle come stanno le cose vada pure qui: http://www.wordreference.com/iten/sesso. E’ un sito di traduzioni online, non un sito porno, non si preoccupi.

            Se si vogliono vedere mostri, è ovvi che si vedranno.

          • Angelo

            Il Regno Unito è una cosa e l’Italia è un’altra. Se ci si limitasse a tradurre semplicemente non ci faremmo male. Ma siccome, come spesso accade, la traduzione in italiano viene sempre fatta, anche ai massimi livelli, in maniera personale a seconda degli interessi di qualunque tipo di chi traduce, si crea infine una confusione tale da non capirci più nulla, e siccome quando non si capisce nulla si può fare quello che si vuole, ecco come, chi ha interesse (sempre di qualsiasi tipo), ne trae vantaggio. Il pericolo maggiore, quindi, non sta nel termine ma nella strumentalizzazione dello stesso.
            Aggiungo anche, ma questa è mia opinione personale, che i link vanno presi con le “molle”; chiunque può creare un link e metterci quello che gli pare, anche documentazioni “verosimili”. Bisogna starci molto attenti.

          • liberaitalia34

            è ben noto che i sessi sono due! questa ideologia al di la di ogni evidenza scientifica individua sempre più generi, sbaglio o qualche famoso social in un certo paese durante la fase di registrazione ti da la possibilità di scegliere tra diverse decine di generi? è questo quello cho ho cercato di dire, quindi cosa cavolo c’entra il sito la traduzione , la lezioncina anglosassone ecc.?
            Dovete farvene una ragione c’è gente che proprio non riesce ad immaginarsi rose è fiori al posto della monnezza che ci viene propinata, certo c’è anche chi alla fine vuole vedere cio che vuole, lei e tanti siete la prova evidente.

          • Anna

            Quardi, io sono etero e nessun omosessuale mi ha mai dato dell’omofoba… un perché ci sarà pure.
            Forse perché li tratto come chiunque altro e perché valuto le persone per come ragionano e ciò che fanno non per cosa hanno dentro le mutande e con chi lo usanto,
            L’omofobia esiste e fa morti. Sta parlando con una persona che ha dato appoggio morale a due adolescenti pestati da omofobi. Uno ci ha quasi rimesso la vita.
            Quindi non conosco il problema solo per sentito dire.
            Rendiamo conto che il problema c’è, costa vite e dignità

          • Angelo

            Il problema c’è, costa vite e dignità; perfettamente giusto. Ma non è legalizzando l’innaturale che si risolvono questi prolemi. Una coppia omosessuale può, con contratto privato presso un qualsiasi notaio, acquisire tutti i diritti che hai citato (Ho amici omosessuali che l’hanno fatto). L’impugnativa dei testamenti non è prerogativa delle coppie omosessuali; spesso accade,a causa di liti nelle famiglie, anche nel mondo etero. Quando penso all’omosessuale penso a tutto tranne che alle mutande, non è da questo che identifico un omosessuale.
            Per far smettere i pestaggi a danno di persone omosessuali basterebbe pestare il pestatore etero (pestare magari legalmente).

          • Giuseppe

            Conosce il problema per quella che è naturalmente la sua eperienza, che in quanto tale è fortemente circoscritta. Dico questo perché a sentire i media, sembra che in Italia una delle principali piaghe della società sia l’omofobia, quando invece, dati alla mano, non è così. I media hanno spesso gonfiato e cavalcato episodi che di omofobo non avevano nulla alla base. La smentita o la correzione comunque non arriva mai e ciò è scorreto da parte degli organi di stampa, perché non si fa altro che dare una dimensione e una rilevanza spropositata del problema (che esiste senza ombra di dubbio e va contrastato) e che dimostra quanto ci sia di ideologico nel trattare questo problema.

          • liberaitalia34

            Io a scuola difesi in due occasioni diverse due ragazzini pi di mira dai bulli, uno perché grasso e l’altro perché non vestiva secondo la moda del momento, ma non sento mai nessuno che vuole prendere provvedimenti contro il bullismo per cicciofobia e modafobia, anzisento solo fino la nausea il bullismo omofobico, e tanti come lei che con atteggiamento zelante si strappano le vesti.
            P.s. le avevo risposto anche sul caso della legge contro l’omofobia, ma non vedo traccia del commento.

          • Anna

            Da quanto ho evinto nel tempo, un problema diventa una fobia vera e propria quando diventa una patologia descrivibile con degli atteggiamenti codificabili e diffusi.

            Io aborro il bullismo e motli la pensano come me.
            Ma l’omofobia è altra cosa: si va da pestaggi che coinvolgono anche adulti (quindi non “solo” ragazzini), a negazione di diritti sociali, a patenti negate, a insulti gratuiti, a politici avversi, a religioni avverse, a uccisioni in altre parti del mondo ed anche in Italia dove si registrano anche suicidi dovuti a bullismo amorobico.
            Io non ne voglio fare una gara di dolore (chi soffre di più), ogni violenza è frutto di una civiltà che ha perso.
            Il fatto è che altre intolleranze sono legalmente punibili e indignano, l’omofobia no se non a discrezione del giudice… e senza il sostegno dell’opnione pubblica.
            Per quanto mi riguarda non perdo occasione di ricordare che i bulli sono perdenti come ogni violento e non sono la sola.
            Ma il fatto che tu ne faccia una battaglia di dolore mi fa dire fai delle per poi lamentarti che altri fannod elle scelte.
            Io condanno tutta la violenza. Ogni persona civile lo fa.
            Ma purtroppo se una cosa riguarda gli omo, finise per indignare solo gli omo e ualche etto che sta iniziando a pnder posizione.

          • Anna

            Causesono, ad esempio, le Unioni civili, l parità di dignità degli affetti, la posaibilità di creare una fmamiglia.
            Ad oggi tra miei amici sposati all’estero, se ad uno della coppia fosse necessario un ricovero ospedaliero l’altro, in quanto non riconosciuto parente, non potrebbe nemmeno andare a trovarlo. Se anche vivono insieme da molti annik convivente (sposo all’estero) non ha diritto a nulla e anche davanti ad un testamento i famigliari dell’eventule morto possono i pugnre il tutto vantando l legittima. Magari genitori che hanno mandato i figli fuori di casa perché gay.

            Poi ci sono le leggi contro l’omofobia, problema che esiste e conta: persone pestate a sangue, ragazzi picchiati a scuola, inviti al suicidio/omocidio sui social, inviti al rogo, censura nella TV (che lei ci creda o no, la censura esiste), patenti negat per accusa di non idoneota paicologia etc.
            Auindi il riconoscimento alla pari dignità qualunque altro individuo della società.

          • Giuseppe

            Sono contrario alle unioni civili e alla possibilità che due uomini, due donne o altro tipo di aggregazione possano creare una famiglia. Quindi da questo punto di vista, in basa alla definizione che si diceva, sono omofobo, pur non provando “avversione preconcetta e incorreggibile”, ma tant’è. Relativamente alla parità di dignità degli affetti, così come l’assoluto rispetto per ogni persona, credo siamo tutti d’accordo. Purtroppo c’è l’errata idea che tutti coloro che sono contrari alle cause omosessuali allora non li rispettano. È una conclusione logica che nella maggior parte dei casi è errata.
            Non entro poi nel merito delle questioni giuridiche perché non conosco come in Italia siamo messi per quanto riguarda l’assistenza di partener omosessuali etc.. anche se mi pare esista già una legislazione che regoli queste cose.

          • liberaitalia34

            L’etimologia della parola omofobo viene dal greco omo(uguale e phobos(paura) a rigor di logica l’omofobo è quello che ha paura di quello uguale a lui, quindi non c’entra niente con come viene propagandata, si sarebbe potuto usare il termine più indicato omosessuofobia, ma foneticamente suonava male è più difficile da ricordare, quindi anche se non corretto si è scelto il primo che è più facile propagandarlo alla massa.

          • Anna

            I termini con il tempo cambiano significato. Un tempo “mostro” era un complimento. La invito ad andare in strada a dare del mostro al primo che passa per vedere quanto di quel senso, oggi, viene recepito. La lingua cambia con il tempo, il senso originale delle persone muta con usi e costumi… o lei crede di parlare e usare parole con lo stesso senso di 50, 100, 200 ani fa?

          • Angelo

            La parola “mostro” oggi è ancora accettata con un’accezione positiva. Vedi quando si parla di “mostri sacri del calcio” per esempio. Oppure “lui è n mostro i matematica”. Ecc. Ecc.
            No, il significato di base non cambia come non dovrebbero cambiare i valori di base.

          • liberaitalia34

            Un mostro di studente per esempio è un complimento che tutti avremmo voluto ricevere nella vita! l’etimologia della parola citata precedentemente è quella! viene usata nel modo sbagliato, chi l’ha coniata lo sa bene solo che un altra più corretta risultava foneticamente bruttina è di più difficile presa sulla massa, la situazione è questa se ne faccia una ragione!

          • Vincenzo Politi

            sig. Giuseppe, che dire dell’ideologia eteronormativa che ha offuscato le menti e represso società e individui da secoli? quella non è ideologia?

          • Giuseppe

            Non so a cosa si riferisce quando parla di “offuscamento” e “repressione”; le chiedo di chiarirmi meglio.

          • Giorgio Giratola

            non riesco a capire come mai tutta questa foga a difendere l’ideologia gender, sarei felice di capire

          • Vincenzo Politi

            1 – perché non è un’ideologia, non esiste l’ideologia gender, esistono i così detti “gender studies” (notare il plurale); 2 – perché dire che certe cose come il rispetto per la diversità altrui si imparano in famiglia e non a scuola è talmente tanto falsificato dai fatti che non ci sarebbe neppure bisogno di commentare.

        • Mortaccitua Che te Possino

          Ecco di cosa parliamo. https://www.youtube.com/watch?v=Tb9r9TysbOc

          Questa spot è stato trasmesso nelle scuole francesi.
          Se le scelte devono essere libere allora perchè inculcare queste idee ai bambini?

          • Vincenzo Politi

            questo sport è trasmesso nelle scuole francesi???? ahahahahah! ma voi abboccate proprio a tutto quello che vi raccontano! Si legga questo articolo, per favore. Le riporto i passi salienti qui di sotto, se non riesce a leggere un articolo e le piace solo guardare filmati e figure: “I toni del discorso lascerebbero pensare ad un filmato ministeriale diffuso nelle scuole, ma in realtà quello è solo un video realizzato dai ragazzi di una classe di un singolo collegio francese.Gli alunni avevano incontrato lo scrittore e sociologo Bernard Friot ed avevano deciso di mettere in piedi un cortometraggio dedicato ad un suo esercizio didattico dal titolo “Il/Elle”. E se è vero che il video è stato ritirato per le proteste dei genitori, si è omesso di notare come quei genitori non fossero i genitori di quei bambini. Le proteste, infatti, sono stati sollevate da un gruppo di genitori aderenti ad un’organizzazione cattolica francese (i primi ad aver accusato il video di essere «propaganda gender»).
            Il Rettore dell’accademia ha immediatamente condannato la «deviazione» e la «strumentalizzazione» con cui il gruppo integralista aveva attaccato i ragazzi attraverso la pubblicazione del video sul loro sito, motivo per cui si è dovuto cancellare il documento al fine di evitare il protrarsi di vergognosi attacchi verso una classe di ragazzi minorenni. Il tutto mentre i genitori (quelli veri) lamentavano di come quella gente parlasse dei loro figli come di persone destinate a diventare transessuali. L’esercizio didattico. Come già accennato, il testo rappresentato dai ragazzi non è una storia ma un esercizio didattico. Agli studenti viene proposto un testo in cui si chiede di scegliere se il pronome corretto da usare sia quello maschile o quello femminile. Il protagonista della storia è Dominique (un nome volutamente neutro) che si chiude in bagno e decide di giocare con alcuni oggetti di mamma e papà: prova a farsi la barba come il padre e a mettersi il rossetto come la madre. Si disegna dei baffi e prova degli orecchini a clip.
            Gli studenti sono chiamati a decidere per ciascuna azione se il pronome corretto da usare sia il maschile o il femminile.
            Ad un certo punto la madre lo chiama con insistenza perché è ora di cene e gli urla: «Allora ti decidi?». Dominique si guarda allo specchio come se dovesse “decidere” se essere un lui o una lei. Ci ripensa: non deciderà, non in quel momento perlomeno.
            Vien da sé che non si stia suggerendo che si possa «decidere» l’identità di genere. Anzi, casomai pare si stia sostenendo l’esatto contrario: si dice che non bisogna scegliere nulla e che le cose verranno da sé. Il punto è che quell’esercizio non ha una risposta esatta e che neppure il bambino debba necessariamente decidere se il protagonista della storia sia un maschio o una femmina.
            L’esercizio ha lo scopo di mostrare il mondo in tutta la sua diversità e sua complessità, introducendo il tema di come azioni, ruoli, sogni ed aspirazioni debbano seguire il proprio corso senza necessariamente basarsi sull’emulazione di uno stereotipo. Si può essere maschi ma fare alcune cose come mamma (naturalmente il rossetto è un esempio eclatante, ma il suggerimento è che non c’è nulla di male ad essere dei maschi e magari amare la danza più del calcio).” http://gayburg.blogspot.it/2015/06/ecco-come-si-inculca-la-paura-della.html

          • Angelo

            Questo spot non sufficientemente chiaro per molti adulti, figuriamoci per i ragazzini.
            Era proprio necessario?

          • Vincenzo Politi

            Lei non ha capito proprio nulla di questo spot. Eppure, mi sembrava di aver postato un link…

          • Angelo

            Dei link che posti io non me ne faccio nulla anche pechè pure i link dicono e fanno capire quello che vogliono loro. Io guardo lo spot indipendentemente dal tuo link. Poi, lei insiste sul fatto che siano sempre gli altri a non capire nulla. In un altro punto ti ho già risposto che, meno male che ci sei tu che capisci tutto, scusami, non sapevo di avere a che fare con il Padre Eterno.

          • Vincenzo Politi

            Ah vabbe’, lei si aspetta che gli altri guardino i suoi link però lei non guarda i link degli altri. Perché, stando al suo ragionamento, i link degli altri “dicono e fanno capire quello che vogliono loro” mentre i link che mette lei dicono la Verità. Complimenti. Si goda il video, o le sue immagini: che lei non capisca una mazza di Francese, oltre che di molte altre cose, si capisce da come ha interpretato quel video. Arrivederci.

          • Angelo

            Io la dovrei mandare semplicemente a quel paese perchè non meriterebbe altro. Ma volgio essere magnanimo e farle semplicemente notare che non ho mai postato nessun link proprio perchè i link lasciano il tempo che trovano. Chiunque può “creare” un link e metterci quello che gli pare. Per quanto riguarda capirne di “francese”, no, è una lingua che non frequento perchè francamente non mi piace come non mi piacciono molte cose che sanno di “francese”. Ma non c’è bisogno di parlare francese per esprimere un’opinione su un video che, per quanto mi riguarda, potrebbe essere anche muto. Non mi piace; anche se nelle intenzioni potrebbe essere nato per scopi nobili, secondo me non hanno centrato l’obiettivo in quanto appare ambiguo; le differenze fra chi si fa la barba e chi si trucca le possono vedere anche a casa osservando le azioni che compiono il papà e la mamma e magari chiedendo “lumi” ai propri genitori.

          • klaraspina

            non è uno spot. Questo è sufficientemente chiaro?

          • Angelo

            Che lo chiami spot o lavoro resta sempre insufficientemente chiaro; ora sono sufficientemente chiaro?

          • klaraspina

            non è uno spot che il ministero dell’educazione francese ha voluto imporre alle scuole francesi. Fa meno paura, ora?

          • Angelo

            Forse non è chiaro, io arresterei prima chi lo ha proposto questo “lavoro”, poi chi lo ha realizzato (adesso si deifiscono “lavori” anche le cretinate). Non c’era alcuna necessità di sottoporre due bambini al gioco del maschietto e della femminuccia; al farsi fare la barba alla ragazzina e truccarsi al ragazzino. Queste cose, come ho già avuto modo di dire, i bambini le vedono in famiglia osservando la mamma e il papà. Anche ammesso a volerlo chiamare “lavoro”, è un “lavoro” perfettamente inutile, e quando un lavoro è inutile è già un male, non foss’altro che per la perdita di tempo.

          • klaraspina

            è un “lavoro di classe”, lo hanno ideato e realizzato i bambini stessi! Che fai, arresti loro?

          • Angelo

            Beh, senti, i bambini al massimo sono stati usati da chi li ha diretti. Non venirmi a dire che è stata un’idea dei bambini. All’origine ci deve essere per forza l’intevento di un adulto. E’ chiaro che non si arrestano i bambini, ma è anche chiaro che non si è capito che per me, in questo caso, i bambini che lo hanno fatto sono le vittime. Ripeto, è stata un’idea balzana ed è stato fatto un lavoro perfettamente inutile o, per lo meno, che non mira allo scopo dichiarato; questa è la mia impressione ed è anche molto forte.

          • klaraspina

            eh, i processi alle intenzioni… ma fare qualcosa di più produttivo no?

          • Angelo

            Ecco lì, i processi alle intenzioni, eccola lì la frase fatta per svicolare e depistare il ragionamento in genere. Certo che faccio un processo alle intenzioni anche a costo di essere controcorrente perchè, si ricordi, che prima dei fare del male c’è sempre “l’intenzione” a volerlo fare. E poi, dov’è il “produttivo” in questo caso? Io penso francamente che queste sono persone che non hanno necessità di risolvere problemi legati a bisogni primari (lavorare – guadagnare – mangiare) e, non avendo altro da fare, si arrovellano per cercare “novità stravaganti” che poi portano le persone come noi, appunto, a perdere tempo. E lo stiamo pure dimostrando.

          • klaraspina

            per quanto riguarda la perdita di tempo, mi pare che questo suo accanirsi possa essere definito tale.

          • Angelo

            Infatti questo è quello che “le pare”. Ma quello che pare a lei non è necessariamente la realtà, anche perchè, visto l’accanimento che c’è da più parti, l’intera discussione, in proposito, potrerbbe essere considerata una perdita di trempo.

          • klaraspina

            non è uno spot. È un lavoro fatto in una classe, come si può vedere dagli “effetti speciali” decisamente artigianali. E in francese non c’è alcun riferimento a “scegli tu se essere maschio o femmina” (ne deduco tra l’altro che Lei non parli francese, altrimenti se ne sarebbe reso/a conto).

    • Angelo Ferrara

      Io sono uno di quelli che non hanno compreso l’importanza di questa teoria gender; mi spieghi perché mi si deve essere imposta, unitamente ai miei figli? A questo ha già predisposto la natura. Si faccia prevenzione sull’uso degli stupefacenti alcool sigarette, sullo smodato bombardamento di modelli sociali a cui se non ti allinea non sei nessuno. Si faccia chiarezza e prevenzione sul perché una ragazzina/o per possedere i feticci dell’apparire non esita a vendere il suo corpo e con esso la sua dignità. E si facciano investimenti sulla scuola pubblica, sulla manutenzione e sul corpo insegnante. Grazie per l’attenzione.

      • klaraspina

        Non esiste alcuna teoria gender. Il nome “gender” indica i generi, maschile, femminile, e altri che non vengono incapsulati sotto gli ombrelli “maschile” e “femminile” (ad esempio, quando una persona possiede caratteristiche di entrambi i generi). Il documento dell’OMS, se letto VERAMENTE e non da quello che viene riportato da chi organizza le manifestazioni e scrive i volantini, mira a risolvere anche questi problemi, in particolare quello dell’apparire.

    • Giorgio Barillà

      Ovvio che non ha capito proprio nulla. Questo perché la teoria gender non esiste :D

      • liberaitalia34

        una risposta del ca.. non poteva non venire dal mondo arcobaleno

  • Caterina

    Salve, la ringraziò della sua riflessione. Io vorrei condividere con lei la mia di madre ed insegnante. Io non parllerei di masturbazione ad età così precoce che nella nostra accezione é legato alla vita sessuale dell’ adulto. Il bambino scopre il proprio corpo ed il piacere che ne viene senza masturbarsi! Sono cose un po diverse e , nel normale sviluppo si tratta di passaggi che occupano pochi mesi nella vita del bambino e si ripropongono un po alla volta con maggior significato. Tutto questo bisogno d’ informare in questo modo dettagliato ( ho consultato alcuni testi tedesci sul tema) non c’è lo vedo. Piuttosto andremmo formati noi adulti che possiamo inculcare sensi di colpa e, come dice lei, legati a mentalità ristrette, non permettere che la natura faccia il suo corso. La questione per me é proprio la natura. Il fatto che alcune persone sentano attrazione per chi é del loro stesso sesso é una questione che riguarda l’ adulto, in grado di scegliere e di esercitare la sua sessualità. I bambini, i ragazzini che sviluppano la loro identità sessuale possono spesso vivere una sorta di “confusione” ed etichettare, sia in un senso che nell’ altro non aiuta. La natura é nostra guida e punto di riferimento perché ne siamo soggetti, legati e soggiogati ( provi lei a vivere senza aria, sole e prodotti della natura!) La natura dà un tempo di sviluppo… Perché bruciare le tappe? Inoltre io credo che l’ educazione sessuale sia materia della famiglia e non della scuola perché richiede estremo tatto, delicatezza e rispetto. Il fatto che in passato siano stati commessi errori non vuol dire demolire tutto. Credo che questa impostazione sia invasiva ed esagerata. Che gli adolescenti affrontino certi temi va bene, perché risponde ad una reale necessità e loro richiesta, ma va fatto con onesta e rispetto non solo delle diversità ma anche della natura. Per aiudare gli omosessuali a sentirsi normali dobbiamo stravolgere l’ ovvietà? Da dove ripartire se non dalla natura che si protrae solo tra uomini e donne? coloro che provano sentimenti e desideri dissimili da questo percorso deovo trovare un nuovo percorso in strade diverse e non un surrogato o una somiglianza forzata, permessa solo grazie alle tecnologie.

    • Anna

      La sessualità è diversa me i desideri di determinazione, famiglia e i sentimenti sono gli stessi. Gli omosessuali amano persone dello stesso sessono. Non sono creature aliene che funzionano diversamente da noi.
      La sessualità non si sceglie, è quella che è.
      Altrimenti si sceglie, allo stesso modo, di essere eterosessessuali.
      In passato si sono fatti errori e si cotninuano a fare. Lo dimostra la cronaca.

  • Marcella Porzia Michelazzo

    Nel link che ha riportato di Uppa riporta un documento senza le tabelle da lei esposte, ho dato una lettura veloce non costante, ma non ho trovato nessun riferimento a quanto sopra esposto, ne tanto meno riferimenti all’oms. Dove sbaglio?

  • Santina

    Mi chiedo: ma secondo lei i nostri educatori non sono preparati sulle fasi di sviluppo infantile dopo corsi, lauree ecc.? Masturbazione poi è un termine legato ad una sessualità più consapevole di quella di un bimbo/a di 4 anni.

  • http://www.genitoriepsicologia.it Luisa Gatto

    Solo una piccola nota biologica: in biologia non esistono solo due sessi, ma bensi’ 5 (e alcuni ora sostengono anche 11). Quindi magari prima di tirare in ballo la natura, proviamo a studiarla un po’ meglio…

    • liberaitalia34

      La scienza sa bene che i sessi sono due Maschio-Femmina il resto sono comportamenti degenerativi che non si sa ancora precisamente per quali motivi avvengono, proprio le nuove ideologie, per bypassare il limite naturale della dittatura del dualismo sessuale come la chiamano loro stanno pian piano sostituendo la parola sessi con generi per inserirne sempre di nuovi, in certi ambienti sono arrivati a stabilirne fino una cinquantina, quindi può ben capire che questi sono ben oltre la deriva mentale degli 11 da lei citati.

      • klaraspina

        eh, beh, ma Lei è proprio uno scienziato, vero? Si capisce dall’eloquenza…

        • liberaitalia34

          Invece lei si intende di tutto, anche di statistiche!

          • klaraspina

            si dà il caso che lavoro proprio con i dati… ho un dottorato in questo ambito.

          • Mr. Zazzoni

            liberaitalia34 non ha mai risposto?

      • Kiraz

        Da quel che scrive, è evidente che Lei e la scienza siete molto distanti.
        Prima di scrivere certe cose (“la scienza sa bene…”), bisognerebbe informarsi soprattuto se non si è professionisti della materia.
        Trovo terribile quest’arroganza nel decretare che la cultura popolare di tradizione orale equivalga alle scoperte scientifiche, normalmente riservate ai professionisti.
        Con “riservate” intendo non esplicitamente promulgate dai media, non che siano introvabili per chi le cerca.

        • liberaitalia34

          Visto che lei di scienze se ne intende ci descriva quali sono i dati biologici oltre ai due retrogradi maschio e femmina!

          • klaraspina

            A parte le due situazioni tipiche: maschi (cromosomi XY), e femmine, (cromosomi XX), ci sono le sindromi da tre cromosomi:
            sindrome XXX, in cui una persona eredita 3 cromosomi di tipo X (due dalla madre, uno dal padre) invece che solo due (uno dalla madre, uno dal padre) – incidenza: 1 su 1000 nati
            sindrome XXY, o sindrome di Klinefelter – incidenza: 1 su 1000
            sindrome XYY – incidenza: 1 su 1000
            Inoltre, c’è la sindrome di Turner, in cui solo un cromosoma X è presente. Incidenza: 1 su 2500 circa.
            Ci sono diverse sottospecie, ed è per questo che si arriva a 11, ma io non sarei così specifica sul numero esatto.

          • Angelo

            Queste si chiamano “aberrazioni cromosomiche” e sono note come patologie, da qui la definizione di sindrome. Le situazioni da lei definite “tipiche” andrebbero definite con la parola “normali”. Per questo motivo anni fa si parlava di “curare” l’omosessualità, perchè si pensava di arrivare ad intervenire a livello cromosomico appunto. La medicina le classifica come “anomalie”. Anche per questo l’OMS ha stabilito soltanto che l’omosessualità non è una malattia “psicologica” (affermazione della quale io dubito fortemente), ma non ha mai detto che non è una malattia “fisiologica”. Tra l’altro queste situazioni anomale sono anche definite scientificamente come, ad esempio, nel caso XXX : ipermaschi; nel caso XYY: superfemmine. Bisogna anche dire che queste situazioni, quantitativamente, hanno la stessa incidenza delle cardiopatie congenite, forse anche meno.

          • klaraspina

            Il punto è che sono anomalie, ma non malattie, e non vanno curate, vanno accettate. Durante l’evoluzione della specie, la natura seleziona dei geni che in alcune combinazioni portano all’individuo delle caratteristiche diverse dalla norma, anche se nella maggior parte dei casi portano un vantaggio. Se queste modifiche comportano una riduzione nella qualità della vita, si prova a migliorare l’ambiente circostante per rendere la vita a queste persone “atipiche” il più soddisfacente possibile. Il procedimento inverso, invece, ovvero quello di trattare queste anomalie come aberrazioni, è sbagliato. Inoltre sì, il termine scientifico è proprio “ipermaschi” e “superfemmine”…

          • Angelo

            Però tutto ciò che è “anomalo” rientra nel campo del patologico, difatti anomalo significa non normale e, ancora, fuori dalla norma, che poi è l’espressione usata da lei. Se è fuori dalla norma significa, appunto, che non è normale. E poi “aberrazioni” significa semplicemente “alterazioni – anomalie” e niente di più. Queste anomalie non vanno curate ma accettate, per il semplice fatto che non si possono curare perchè non si conoscono (e quindi non esistono) cure. Io sono più che convinto che, se ci fossero delle soluzioni che portassero alla “norma”, ne approfitterebbero un pò tutti quanti. Rendere l’ambiente circostante più soddisfacente per le persone “atiptiche” non significa stravolgere il tutto fino a portare malessere alle persone “non atipiche”. Si cerca di fare il possibile, ma i miracoli li fa solo Uno.

          • klaraspina

            No, le anomalie non sono tutte patologie. La parola patologia viene dal greco, vuol dire “studio della sofferenza”. La patologia è la scienza che studia le malattie, ovvero tutte quelle condizioni che fanno soffrire. Nel caso di transgender e di transessuali, è lo scontro con la società che causa sofferenza, e non la propria condizione. E il fatto che rendere il mondo più accogliente per le persone “atipiche” lo renda meno “vivibile” per le persone “tipiche” è onestamente molto triste. Non credo che il famoso Uno a cui si riferisce voglia questo, dato che è venuto a offrire la vita per tutti, e non certo per i soli tipici (anzi, mi pare di ricordare che se la faceva proprio con gli ultimi, i deboli, i peccatori…)

          • Angelo

            Non confondiamo le anomalie anatomo-fisiologiche (e quindi, patologie) con le anomalie “costruite” dalla società (che comunque fanno soffrire). Non è a queste ultime che io mi riferivo. Per ciò che riguarda “Uno”, sì, è vero, Egli è venuto per gli ultimi e soprattutto per i peccatori, ma non faceva un “distinguo” tra peccatori. E’ venuto per tutti i peccatori sia che fossero (ad esempio) etero che omo. Torno a ripetere che, da un punto di vista della fede, ciò che non è ammesso non è l’omosessuale, ma il peccato, indipendentemnente che sia etero o omo. Poi ancora, gli “ultimi”, per Lui, erano coloro che chiedevano il diritto di “mangiare” non quello di “peccare”.
            Per ciò che riguarda la “tristezza” derivante dal fatto che se si rende il mondo più vivibile alla persone atipiche si rende esso meno vivibile per quelle non atipiche, questo è un rischio da non trascurare per quanto triste possa sembrare. Vedi, tutti noi dovremmo essere messi nelle condizioni di praticare un mondo vivbile, sarebbe un diritto di tutti. Ma mi dica, è vero o no che ogni giorno ognuno di noi deve ricorrere a strategie e compromessi con l’economia, con il lavoro, con lo Stato stesso per poter vivere? Anzi, alcuni anche per poter sopravvivere (e non parlo di etero o omo). Quindi esistono già situazioni che peraltro consideriamo pure normali, ma che normali non sono, che ci rendono il mondo meno vivibile. Perchè quindi non mi dovrei preoccupare se si dovesse prospettare la possibiltà di avere ulteriori “sofferenze”. Parlo di possibilità, non di certezze, ma, per come se ne parla, mi sà che il risultato sarebbe proprio quello. Mi pare perciò normale che, se dovesse prospettarsi un evento che, a mio parere, mi porterebbe disagio, io propenderei affinchè ciò non avenisse. E’ un semplice atto di difesa perfettamente naturale. Bisognerebbe trovare un “giusto” compromesso in grado di portare un “certo” equilibrio; il problema stà proprio nella misura di quel “giusto” e di quel “certo” nei confronti della quale, sempre a mio parere, si propende a “sforare”. In ogni caso mi sa che siamo un pò “fuori traccia”, in effetti l’argomento del blog non era questo, anche se comunque può sempre essere utile scambiarsi le opinioni su qualunque argomento.

          • Mr. Zazzoni

            il grande Leo Messi?

          • Angelo

            no comment

          • Kiraz

            Subitissimo! La mia personale tesi di laurea, ad esempio, si occupa di geni che determinano la quantità di ormoni maschili e femminili che vengono creati dal corpo. Si sa da precedenti ricerche che l’equilibrio ormonale influenza la sessualizzazione del cervello, soprattutto durante lo sviluppo embrionale e nei primi anni di vita. E quando dico “si sa”, intendo che chi si occupa della materia lo sa, mentre è normale che lei ne sia all’oscuro. Mi dispiace solo che non ne sia cosciente.
            La percezione del proprio genere dipende da diversi fattori, anche biologici, insieme a quelli ambientali. Altro che “degenerazioni”. Ed io ho fatto un piccolo esempio su cui sono personalmente ferrata, ce ne sarebbero molti altri simili da considerare quando si parla della posizione scientifica rispetto alla faccenda del genere sessuale.
            E’ normale che lei non lo sappia, non è normale che invece creda di saperne molto.

          • liberaitalia34

            Quindi oltre a xx e xy quali sono gli altri?

          • Kiraz

            Non ha evidentemente capito nulla di quello che ho scritto, per cui spero che la smetta di parlare di scienza e si dedichi a qualcosa di sua competenza.

          • liberaitalia34

            Quando qualcuno si percepisce di un genere non corrispondente al proprio dato biologico sa bene che ha un disturbo,disforia di genere, quindi quella che conta è la biologia è questa individua i due famosi sessi e solo quelli, altre condizioni che si verificano raramente come tratti di un presenti nell’altro sono anoamalie e basta, quindi usare la parola generi al posto di sessi è proprio la strategia usata per legittimare anomalie e devianze.
            Si sta laureando in studi di genere?

          • liberaitalia34

            Quindi oltre a xx e xy quali sono gli altri?

  • Tony

    Sarebbe divertente, se non fosse triste, vedere come in Italia ci si accapigli per qualcosa di inventato. Vivo in Spagna e leggo il giornale tutti i giorni e qui della cosiddetta “ideologia gender” non parla nessuno. Non ci sono manifestazioni, né volantini per difendere i bambini da questa “mostruosità” semplicemente perché qui nessuno ne ha sentito parlare, nonostante ci sia l’educazione sessuale nelle scuole e che l’uguaglianza di genere sia un argomento di cui si parla molto sui giornali e in televisione. Quest’anno si sono festeggiati i 10 anni dall’approvazione della legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso e da quella che concede a queste coppie il diritto di adottare. Finora sono stati celebrati circa 30.000 matrimoni, circa il 2% del totale e migliaia di bambini hanno una famiglia omogenitoriale. Gli spagnoli non si stanno estinguendo e i bimbi spagnoli continuano ad essere tra i più felici al mondo (indagine Unicef). È triste vedere il proprio paese sprofondato in un oscurantismo sessuofobo del genere.

    • Angelo

      La cosa peggiore in una ideologia degenerata è che passi inosservata. Questo è uno dei tanti effetti “Zapatero” dei quali si pagheranno le conseguenze molto più a lungo termine. 10 anni in questi casi sono un’inezia. Io preferirei che l’Italia mantenesse il suo stampo di natura Cattolica. Poi, la Spagna può fare quello che vuole e se agli Spagnoli sta bene, contenti loro…..

      • Tony

        Ahahahahahah, l’unica cosa peggiore di un’ideologia inventata è una mentalità degenerata che si beve ogni sciocchezza. Per la cronaca Zapatero non è più presidente del governo dal 2011, sostituito da un partito conservatore cattolico. In questi 4 anni di governo del Partito Popolare quella legge non è stata toccata, né lo sarà.

        • Angelo

          Forse non hai aperto bene le orecchie. Non ho detto che Zapatero sia ancora Presidente, ho detto che con Zapatero è stata approvata quella legge. Che poi non sia stata toccata mi interessa poco, infatti ho anche detto che se agli Spagnoli va bene, contenti loro ……… Per quanto riguarda le mentalità degenerate e il bersi ogni sciocchezza è tutto da stabilire chi sia degenerato e chi si beve le sciocchezze.

          • klaraspina

            eh, l’Italia, dove i presidenti del Consiglio sono multi-divorziati e vanno con le prostitute minorenni, è molto più cattolica della Spagna…

          • Angelo

            Non è Cattolica l’Italia; come potrebbe esserlo alle condizioni che ha detto lei (riguardo i presidenti pluridivorziati e quant’altro). Ma proprio perchè (purtroppo) all’Italia è rimasto molto poco del Cattolicesimo che la contraddistingueva che stiamo parlando di questi argomenti su questo blog, altrimenti non ne parleremmo affatto. E noi per rimediare che facciamo? Diamo in testa al Cattolicesimo, come se i guai provenissero da Questo. Ma che bella soluzione!!!!

          • klaraspina

            guardi che il Cattolicesimo lo ha tirato fuori lei. Tra l’altro, io sono cattolica, on do affatto “in testa” al Cattolicesimo. Ho detto, anzi, che l’Italia da quel dì ha perso lo spirito cattolico, tanto che abbiamo un Presidente del Consiglio dei Ministri pluri-divorziato e che si diletta, in luoghi istituzionali, in attività sessuali con consapevoli signorine dai modi discinti (per usare un eufemismo). Tra questo, e il permettere che due persone che si amano si possano sposare, lei vede come indicativo della degenerazione della società il secondo? Mah, sono molto perplessa del suo essere cattolico, non certo del mio.

          • Angelo

            No, è stata lei ad usare per prima la parola “Cattolica”. Poi, le sue perplessità possono essere legittime, ma anche discutibili come possono essere le perplessità di chiunque. Tra l’altro io non conosco il suo modo di essere Cattolica e quindi non mi esprimo. C’è poi anche da dire che non ci sono tanti modi di essere Cattolici; o lo si è o non lo si è, e non mi sembra che nel Cattolicesimo sia contemplata l’unione “coniugale” tra persone dello stesso sesso e ancor meno è contemplata una famiglia con due papà o due mamme.

          • klaraspina

            qui non si parla di matrimonio tra omosessuali, si parla del rispetto verso chi ha un’identità di genere diversa dal sesso biologico. Sta mettendo troppa roba nel calderone, se ne rende conto?

          • Angelo

            Ma per quanto riguarda il rispetto siamo più che d’accordo. Ma deve essere reciproco però, altrimenti scade. E’ vero che la mancanza di rispetto sta più dalla parte degli etero che degli omo (anche per una questione di numeri), però è anche vero che, per come se ne sta parlando, quasi quasi ci stanno facendo vergognare di essere etero.

          • liberaitalia34

            Dove le donne in questione magari volevano proprio fare le putt… per guadagnare molto e presto ed erano le stesse a sfruttare il nano e non il contrario, come vorrebbe far passare il pensiero che cavalca lo stesso filone omosessualista , cioè il pensiero femminista-vittimista che fa passare tutte le signorine in questione come vittime sfrutrate.

          • klaraspina

            che c’entrano le zoccole di Berlusconi con il commento? A maggior ragione, non mi sembra affatto che gli italiani siano più “etici” degli spagnoli, uomini, donne, o chicchessia.

    • liberaitalia34

      L’unicef sostiene la propaganda di genere come altre organizzazioni tipo amnesty, quindi non potrebbero dire altrimenti, i paesi indipendentemente dallo schieramento politico che sta al governo si dovranno solo allineare a quella che è la propaganda massonica portata avanti da onu e ue attraverso anche i loro satelliti come unicef, amnesty, save the children, unesco ecc ecc oltre all’aspetto non trascurabile dei milioni di dollari annui elargiti a fondo perduto alle organizzazioni omosessuali, dalle fondazioni jp morgan , Rockefeller e multinazionali come amazon,apple,motorola,microsoft,american airlines, kodak, solo per fare qualche nome, inoltre bisogna sempre stabilire chi effettivamente si beve qualsiasi cosa!

      • Mr. Zazzoni

        Ah, ti hanno telefonato a casa per darti tutte queste informazioni TOP SECRET?

        • liberaitalia34

          Basta comprarsi qualche libro, oppure cercare i documenti dell’onu in merito, ci sarebbe molto da dire anche sul fatto della violenza sulle donne (se pur importante) cavalcato dallo stesso onu che ha addirittura dichiarato che il 35% delle donne ha subito violenza, evidentemente anche questo è un altro mezzo per arrivare allo stesso obiettivo, munitevi di un po di materiale pedagogico e forse certe cose saranno un pochino più chiare, o forse addirittura si puo aprire lo sguardo su un mondo nuovo,invece di fare le battutine pensando che chi è in linea con il pensiero dominante del momento sia nel giusto, mentre gli altri sono dei pazzi.

  • Renzie_Guevara

    Io direi che “dare informazioni sulla masturbazione precoce” ad un bambino da 0 a 4 anni che ancora neanche parla bene è quantomeno ridicolo. Troppe cose devono imparare oltre la masturbazione precoce…

    • klaraspina

      La “masturbazione precoce” è la pratica di stimolazione delle zone genitali che alcuni bambini fanno. NON è quello che pensate, è una cosa naturale. Naturale ma inopportuna, ed è per questo che i bambini vanno edotti sulla faccenda. E anche gli adulti, a quanto pare…

  • Remo

    A leggere i commenti dell’articolo si capisce quanto Eco abbia ragione: la maggior parte della gente parla senza capire un cazzo, qui non è più questione di opinioni di pensiero differente a di non permettere a chi ha la paglia nel cervello di continuare a far danni.

    • Mr. Zazzoni

      92 minuti di applausi

      • Angelo

        Dopo 92 minuti di appalusi, statisticamente, vengono le vesciche alle mani.

  • Zer28

    Che si intende per bambini su “misura”?

  • Zer28

    Per favore, qualcuno mi può dare delucidazioni su cosa si intende per: trasmettere informazioni su bambini “su misura”, genetica – una delle voci nella tabella dei 15 anni e oltre. Grazie

  • Walter Testa

    in biologia……..ma lasciamo stare…al primo figlio tutti o quasi i pediatri dicevano che il neonato deve dormire a pancia sotto……al secondo figlio quasi tutti i pediatri dicevano che il neonato era meglio dormisse a pancia sopra…al terzo figlio tutti dissero che era meglio far dormire il neonato di fianco….ho mandato affanculo tutti i pediatri come tutti quelli che dicevano di far il vaccino papilloma……….la scienza non è sapienza e specialmente oggi le teorie pseudoscientifiche sono solo dettami da corporazioni di interessi, la natura non è perfetta quindi neanche gli esseri ma!!! magari tra qualche anno uscirà che i sessi saranno cinquanta o che tutto era un errore…..non fidarsi mai dell’uomo e delle mode o teorie. la vita scorre e se per far un essere ci vuole un uomo e una donna il resto è aria fritta che puzza.

    • klaraspina

      Attenzione, che magari tra 20 anni tireranno finalmente fuori che internet è stato creato per soggiogare le masse e controllare il quotidiano di ogni essere umano, un grande fratello malefico!!! Meglio abbandonare questo strumento, è un complotto! Buttiamo tutti i modem, che poi il wi-fi causa anche tumori! Andiamo tutti a vivere in campagna, senza telefono, acqua calda, anzi, meglio, nelle grotte che sono naturali! Ecco, lì sì che saremo veramente scimmie, ehm, uomini liberi.

      • Angelo

        Guardi, a vedere come va il mondo ci sono momenti che darei del plauso alle scimmie.

      • Angelo P.

        Ho freddo….

  • Vincenzo Politi

    “L’OMS afferma che ogni essere umano nasce con caratteristiche biologiche e sessuali che lo identificano come maschio o femmina. Ma l’OMS ci ricorda ciò che in realtà tutti sappiamo, e cioè che la costruzione dell’identità di genere è una cosa che si costruisce, appunto, a partire dalla famiglia in cui nasciamo e dalla cultura che ci accoglie. Il vestitino rosa o azzurro sono attribuzioni culturali che si accostano al genere e cominciano a caratterizzare l’identità di un bambino, e da ciò conseguono tutti gli insegnamenti (espliciti e non) relativi alle “cose da maschi/cose da femmina”: atteggiamenti, comportamenti, giochi, linguaggio cadono tutti sotto la regola delle aspettative culturali. E’ anche vero che le nostre culture hanno trasmesso modelli di relazione che assegnavano dei ruoli specifici al maschio e alla femmina, comportamenti leciti e da punire. Per esempio, nella nostra cultura siciliana era socialmente accettato che le donne fossero tenere, accuditive, gentili e con movenze eleganti, mentre se questo stesso comportamento era di un maschio allora costui veniva definito “fimmineddra”. Ad un uomo era lecito essere autoritario con la donna, fino alla violenza fisica, e fino a qualche decennio fa era ancora accettato il “delitto d’onore”. Oggi c’è grande (e giusta) indignazione per la violenza domestica e il femminicidio. La gonna, nella nostra cultura, è un indumento femminile. Eppure gli uomini scozzesi portano il kilt, il gonnellino tradizionale, e gli uomini arabi indossano la Kandura, la tunica tradizionale. La costruzione dell’identità, dunque, è un costrutto connotato culturalmente. Come mai prima non si parlava di bullismo e di femminicidio, ed ora si? Perché le regole sociali si modificano. Perché precedentemente tali modelli comportamentali erano accettati socialmente ed oggi abbiamo centinaia di studi che riferiscono del dolore subito dalle vittime. Ora vorrei dirvi che le frasi tratte dal documento OMS relative alle fasi di crescita e all’educazione sessuale sono state deliberatamente tolte dal loro contesto. Nel documento, scoprirete che non si parla mai di indurre nei bambini l’abitudine a pratiche di tipo sessuale di alcun tipo, ma soltanto di dare informazioni corrette rispetto a quanto riguarda il proprio corpo e le fasi del suo sviluppo, sulla conoscenza delle proprie emozioni, sulla consapevolezza di comportamenti e scelte mature in merito ad una futura vita sessuale. La psicologia dello sviluppo ha già identificato, nel secolo scorso, le fasi evolutive riportate nel documento dell’OMS, e quindi queste non sono affatto nuove. Ogni bambino comincia ad osservare il proprio corpo, quello dei genitori e dei coetanei, sviluppando una naturale e sana curiosità a proposito delle differenze tra maschi e femmine, piccoli e grandi. Credo che tutti i genitori abbiano in qualche modo affrontato il tema della riproduzione quando i bambini aspettano la nascita di un altro bimbo o notano i segni della gravidanza, ed essi costruiscono (a partire dalle informazioni che possiedono) delle ipotesi in merito. […]

    L’OMS, che si occupa di salute come concetto positivo che include la possibilità di vivere la propria esistenza in una condizione di benessere rispetto a tutte le sfere del vivere (salute, relazioni, lavoro, realizzazione di sé), promuove tale progetto allo scopo di migliorare la qualità della vita di ciascuno attraverso la promozione di modelli che ci permettano di accettare la diversità di ognuno come unicità. La cosa che ha più allarmato le famiglie è stato senza dubbio un progetto educativo svoltosi nelle scuole materne del solo comune di Trieste (un progetto locale, non statale!) denominato “gioco del rispetto”: un gioco, creato da un’insegnante e da una psicologa, che parte dagli oggetti di uso quotidiano che di solito vengono utilizzati tendenzialmente da maschi o da femmine in modo che tutti possano usarli, e quindi imparare che i maschi possono, ad esempio, stirare e le femmine cambiare la ruota della macchina. Il famigerato scambio dei vestiti non avviene, come molti pensano, nel togliersi i propri vestiti e darli al compagno, ma è piuttosto un gioco del “vestire i panni” di qualcuno che fa un certo lavoro (l’insegnante mette a disposizione dei bambini il camice del medico, il grembiule e i guanti della persona che fa i lavori di casa, la tuta da meccanico, ad esempio). Inoltre, i genitori che hanno fatto partecipare i figli a tale progetto, hanno partecipato in precedenza ad una riunione informativa e hanno visionato tutte le attività e gli oggetti che sarebbero stati usati, ed inoltre hanno dato un consenso scritto apponendo la loro firma. Posso affermare personalmente che nessun progetto che coinvolga i bambini in attività extracurriculari viene portato avanti senza la firma dei genitori, e questo vale per tutta l’Italia. Dunque le accuse di “cose a nostra insaputa” sono del tutto false. Diverso è, invece, se gli adulti non prestano attenzione alle cose che vengono proposte ai loro figli o pretestuosamente vogliono ostacolare il lavoro degli educatori.” http://www.vivimazara.com/portale/da-italia/mazara_cm_-gender_cm_-la-psicoterapeuta-anna-zinerco-interviene-sulla-lettera-della-signora-buffa.html

  • liberaitalia34

    Leggendo questo estratto del libretto è pure più allarmante di come era riportato brevemente nel volantino della tabaccheria, inoltre è scandaloso come questo dott. si lanci in una sua interpretazione per negare l’evidenza, basta leggere: amicizia e amore verso persone dello stesso sesso, a parte che l’amicizia è in generale e non vedo perchè sottolineare verso lo stesso sesso, e poi anche l’amore, tutto questo dettato a bambini di 6 anni. per non parlare della masturbazione precoce, anche prendendo per buono alcune cose non capisco perchè l’OMS (quella che ogni anno annuncia la pandemia influenzale) o chi per sia si devono arrogare il diritto di educazione i miei figli, ma questi, la scuola e i dott. come questo in palese malafede perchè non si fanno i cazzi loro e lasciano me decidere cosa spiegare ai miei figli?

    • Angelo

      Già, l’OMS annuncia le influenze prima che arrivino e le case farmaceutiche hanno già pronti i vaccini. Che sincronismo!!!

    • Anna

      Sarà perché da un sondaggio 7 ragazzi su 10 non parla di sesso con i genitori preferndo amici ed Internet (luogo notoriamente pericoloso riguardo a questo argomento).
      Da quando “sapere” è una cosa da abborrire? Sapere che esiste l’amore con persone dello stesso sesso non ha mai ammazzato nessuno, al massimo ha educato a non discriminare. Anche perché mi vien da pensa che useranno parole adatte al’età, come farebbero i genitori che mica raccontano ai bambini i dettagli di un rapporto.

      • liberaitalia34

        siamo nell’era dei sondaggi! tutti si affidano a questi per qualsiasi cosa, chi sa perché in più di 40 anni non sono mai stato interpellato in nessuno di questi, mai e poi mai e su nessun argomento. I’informazione sul tema può essere sicuramente utile dall’età adolescenziale per prevenire certi rischi, ma spiegare per non dire inculcare dall’età di 2,3,4,5,6 anni è sessualizzare l’infanzia, penso di non essere proprio il solo che rigetta questo tipo di programma scolastico a questa età (se poi voi siete d’accordo insegnate voi ai vostri figli a casa vostra su qualsiasi cose vogliate, tanto non vi è difficile visto che vi ritenete anche migliori e progrediti di altri che non sono d’accordo).
        La bandiera della discriminazione che state sempre a sventolare è totalmente falsa, nel senso che le persone “tutte” sono discriminate per motivi più disparati, non è giusto è siamo d’accordo ma fa parte della vita è intrinseco nell’essere umano ed è impossibile sradicare dall’uomo certi comportamenti, è con questi si impara a crescere sempre, anche se si è vecchi, (certo tranne per casi di gravi discriminazioni).
        Quello che non condivido è che sembrerebbe ormai che a subire determinati comportamenti della società sia solo una determinata categoria (il miglior successo di questa propaganda) mentre invece come dicevo esistono migliaia di motivi e di modi per cui si è discriminati ma ci stracciamo le vesti solo per alcuni, quelli per cui i mass media ci indicano di fare.

        • klaraspina

          è perché evidentemente capisce molto poco di statistica…

          • Mr. Zazzoni

            grandissimo

      • liberaitalia34

        le persone vengono discriminate per motivi e in modi più disparati e nessuno si straccia le vesti o chiede leggi speciali come sta facendo qualcun altro, i media accendono e puntano il riflettore su un problema magari anche pompato se non dire addirittura inventato e tutti vanno come i pecoroni nella stessa direzione.
        P.S. l’educazione spetta ai genitori, gli altri devono stare al proprio posto, inoltre tutti state a chiamare in causa le statistiche, chi sa perché in 50anni non sono mai stato interpellato da nessuno di queste.

        • Anna

          Dal momento che pare che 7 ragazzi su 10 non parli di sesso con i genitori, che in 2 anni il bullismo dall’8,3% è aumentato al 16,6% e che esso inizia fin dalle prime classi elementari e che ho letto dei temi dal titolo “se avessi genitori extracomunicati” dove alcuni bimbi di una decina d’anni scrissero che li avrebbero grattati con la carta vetrata fino a farli diventare bianchi o gli avrebbero fatto bere candeggina e se ne sarebbero vergognati, direi che urge un intervento della scuola perché l’educazione famigliare sta mostrando i suoi limiti.

          • liberaitalia34

            Certe emergenze rimarrebbero solo nella vostra testa ,se non fosse per alcuni politici che si stanno prodigando per far affermare il pensiero unico in questo paese.

          • Anna

            Ecco, io ti parlo di numeri reali, di bullismo a 360 gradi (omofobico e non) e tu parli di problemi “nella nostra testa” che poi non so cosa tu intenda per “nostra”.
            I due ragazzi a cui ho fatto sostegno a distanza perché pestati da omofobi, no. erano nella mia testa ma sono nel mondo e respirano la tua e la mia aria. Io stessa ho subito bullismo, e tanti ragazzi lo subiscono oggi.
            Negarlo significa negare un problema quindi impedirne una doverosa risoluzione.
            Il “pensiero unico” di cui tu parli semplificando la realtà è, di fatto, il lasciare le person libere di vivere la loro vita senza impedire agli altie di fare altrettanto.

    • Mr. Zazzoni

      Perchè gli spiegheresti delle cazzate

  • liberaitalia34

    al di la di ogni credenza religiosa o se si è atei, certi temi delicati devono affrontarli i genitori, se poi questi riconoscono di avere delle carenze allora saranno gli stessi a chiedere appoggio o aiuto prima per loro e poi per i figli, a psicologi,scuola, oms e chi più ne ha più ne metta, altrimenti questi ultimi se non viene richiesto il loro sostegno dal singolo si devino fare i cazzi loro!

    • Vincenzo Politi

      Io ce li vedo proprio, i genitori ignoranti, che chiedono appoggio e aiuto per loro e per i loro figli. Certa gente più è ignorante e più è presuntuosa e crede di avere assolutamente ragione. In tutta onestà, lei ha mai visto persone andare in giro dicendo: “Sono omofobo e mi piacerebbe pestare a sangue ogni omosessuale che incontro e se sento che un quindicenne gay si è buttato dal terrazzo mi fa solo piacere: vi prego, ho bisogno del vostro aiuto”?

      • liberaitalia34

        In ogni caso sono problemi loro, tu pensa ai tuoi di figli

        • Vincenzo Politi

          Se i miei figli vengono maltrattati, offesi e minacciati dai figli degli altri è un problema – un problema della società civile, un problema di TUTTI! Non si può fare il ragionamento “figli miei e figli tuoi”!

          • liberaitalia34

            Gli strumenti per combattere queste cose già ci sono, gli aguzzini del ragazzino che a napoli fu seviziato perché grasso si sono giustamente beccati 8-9 anni di galera e nessuno compreso la famiglia della vittima si è messa chiedere leggi particolari contro la cicciofobia, ragazzini che vengono malmenati a scuola per esempio perché non vestono alla moda (è succesdo e succede) per questi allora non chiediamo il reato di modafobia? Quindi per i grassi i ritardati gli sciatti i monchi ecc. Non vi strappate le vesti? Valgono meno dei gay? Certo di no!e lo sapete benissimo solo che siete talmente imboniti che non ve ne rendete più conto, non vi rendete inoltre conto che creare le categorie di persone e le leggi per queste è da becero totalitarismo.
            Inoltre io devo essere libero di dire ai mie figli che devono rispettare i gay o altri sia fisicamente che verbalmentee e pero dirgli che che io penso che questi vivono una vita sbagliata,quindi una volta che mio figlio rispetta il tuo tu che problema hai? Invece no! A voi non basta perché volete l’approvazione all’unanimità, ma questo e totalitarismo amico mio non democrazia, vi riempite tanto la bocca di questa parola ma non ne conoscete neanche il significato, vedi tu la legge di scalfarotto che arriva a condannare anche l’opinione del singolo, inoltre la violenza non c’entra un bel niente perché chi ha questi comportamenti li ha con tutti non certo solo con alcuni, la società di diritto si deve preoccupare che non ci sia violenza, insegnare a scuola o meglio inculcare che la minestra è buona per forza quando non a tutti piace e solo dittatura, e voi in quella direzione volete andare

          • Vincenzo Politi

            “voi volete questo, a voi basta questo, voi, voi, voi”… ma lei con chi sta parlando, mi scusi? lei si rende conto che quello che vogliono fare nelle scuole è proprio insegnare il rispetto per il proprio corpo e per quello altrui – il rispetto per etero, gay, grassi, magri, eccetera? Finora non s’è mai insegnato nulla del genere nelle scuole e viviamo in un mondo pieno di ragazzi quasi ammazzati perché grassi, di ragazze anoressiche, di gay che si suicidano, di ragazzi eterosessuali che non sanno come è fatto il corpo di una donna e quindi non sanno rispettarlo… A VOI invece piace solo parlare di gay, c’avete lo spauracchio di questi gay, non vi accorgete che non stiamo neppure più parlando di diritti LGBT e la sparate grossa: la dittatura, niente di meno! Quelli che perseguono si sentono perseguitati: fate davvero ridere, tutti “voi”.

          • liberaitalia34

            Razza di coglione sei tu e tanti che parlate solo di gay, come se fossero gli unici discriminati (se mai lo sono veramente) sono stato proprio io a citare casi di ragazzi presi di mira che per i motivi più disparati che sono stati vittime di bullismo e tu vuoi insegnarmi cio che ho detto per prima? Anche se a te e avoi non frega un caz.. delle altre categorie è questo è palese, visto che si sta discutendo in parlamento la legge contro l’omofobia, e questo cosa significa se non elevare al di sopra degli altri na sola categori!

          • Sara Canali

            Insegnare il rispetto delle differenze porterà un beneficio alla società intera, e dunque a tutti noi, non solo ai gay. Insegnare a rispettare chi ha un orientamento sessuale che di fatto è minoritario insegnerà a rispettare chi è “diverso” (lo siamo tutti, anche se lei non riesce a rendersene conto) per mille altri motivi (razza, conformazione fisica, religione, etc etc etc etc etc…..).

          • Anna

            La legge contro la discriminazione, allo stato attuale, punisce quella di razza, sesso (uomo e donna), politica e religione. Sull’omofobia non esiste legge che punisca in modo chiaro ed inequivocabile.

            Il DDL Scalfarotto modifica la legge 13 ottobre 1975 – che punisce le discriminazioni religiose, sessiste e razziali – estendendola all’omofobia. Non, quindi, una legge nuova ma l’ampliamento di una in vigore dal 75, ma nessuno ha lamentato violazioni della libertà quando fu creata per difendere la libertà religiosa.

            Senza tenere conto che il concetto di “discriminazione” non lo stabilisce il Sig. Scalfarotto ma è sancito nella “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” come si legge in fondo alla pagina 2.

            Qui trovate il testo originale del DDL: http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0003090.pdf

          • liberaitalia34

            Questa legge viene fatta per portare aggiunte alla legge n. 205 del 1993 “Mancino”, e non a quella che dici te, quindi parti con le idee ben confuse, la quale contrasta la violenza discriminatoria motivata da odio etnico, nazionale, razziale o religioso; in particolare la proposta Scalfarotto la vuole estendere ad altri reati, come appunto l’omofobia e la transfobia, che però non hanno definizione all’interno del testo e non trovano recepimento all’interno dei manuali giuridici.
            giuridicamente esistono già leggi che tutelano l’individuo, primo di tutte l’articolo 3 della Costituzione Italiana
            inoltre il reato verrà deciso dal giudice in modo alquanto soggettivo durante il processo, visto che non si sa quando finisce l’opinione personale e inizia “l’omofobia” tra latro quest’ultima è una realtà virtuale e non ce nessuno emergenza nazionale da combattere, ma si vuol chiudere solo la bocca ai dissidenti. In Gran Bretagna l’autorità giudiziaria ha deciso che: rientra nel caso di omofobia ogni atto percepito come tale dalla vittima o da un terzo soggetto, capito?quindi se per strada per un banale incidente di auto tra me e te (episodi frequenti) nasce un diverbio, qualche insulto, finiamo in tribunale per una tua denuncia, tu da lesbica (per ipotesi si intende eh!) io non posso saperlo perché non lo porti scritto in fronte, come va a finire la cosa? che tu da buon militante lgbt dirai che il mio comportamento è stato percepito come omofobo! e il giudice? che strumenti ha se vorrebbe accertare effettivamente che sei un omosessuale? nessuno! proprio perché nel testo citato non viene specificato niente del genere anche perché la cosidettà omofobia non è recepita come disturbo o malattia nei manuali diagnostici come la claustrofobia o la aracnofobia, per questo e solo un tentativo di criminalizzare il dissenso e niente altro!
            Per quanto riguarda la religione e il diritto di professarla; sai che potenzialmente anche i religiosi se professano una lettera di san Paolo quando ne ha da dire sui sodomiti anche questo è ritenuto omofobo? e i preti che sono contro l’omosessualità praticata e che condannano come atto contro dio nelle loro prediche che facciamo li mettiamo tutti in galera? questo è il paese che vi piace? vi rendete conto cosa state appoggiando moralmente?
            inoltre sa che a londra tempo fa proprio un predicante di strada è stato arrestato perché leggeva proprio una lettera di san paolo che condanna i sodomiti? tra l’altro denunciato da una signora di passaggio che con l’omosessualità non centrava un bel niente, se questo è il mondo che ti piace allora non abbiamo niente da dirci.

          • Guido Cauli

            I ragazzini bullizzati a scuola sono un altro problema culturale che devono risolvere i genitori assieme agli insegnanti ed eventualmente agli psicologi. Quando il bullismo invece diventa violenza il problema culturale di mancanza di rispetto diventa reato. Esattamente come per l’omofobia. Non è un problema di approvazione ma di rispetto e convivenza. Che la “minestra” non piaccia a tutti è possibile, anche se quelli a cui non piace dovrebbero davvero spiegare il perchè in maniera sensata.

          • Mr. Zazzoni

            respira fratello respira che se no te viè la bava ‘a bocca

        • Guido Cauli

          Non è così. La società è di tutti ed è per tutti.

        • Mr. Zazzoni

          Ai suoi figli ci pensa: non vuole che vivano in un mondo dove ci sono i figli di quelli come te.

  • Angelo

    Non è portando a spasso la bambola o giocando a pallone che si diventa maschi o femmine, come non è introducendo l’educazione sessuale nelle scuole in ogni ordine e grado che si diventa maschi o femmine. Le motivazioni sono molto più profonde e delicate. Essere maschi o femmine non è una scelta che si fa da grandi, ma lo si diventa man mano che si cresce e dipende anche, ripeto anche e non solo, dal tipo di educazione che si impartisce ai propri figli. Se invece si tratta di insegnare ai nostri figli ad avere rispetto per le diversità, allora dico che per questo non c’è bisogno di introdurre l’educazione sessuale nelle scuole di ogni ordine e grado e/o di seguire le linee guida del documento dell’OMS. E’ evidentemente diverso il tipo di educazione da introdurre nelle scuole.

    • Rodrigo

      L’educazione sessuale invece la vedo molto importante. Insegnare ad una bambina prossima alla fertilità che usando preservativi gli riduce il rischio quasi a zero di contrarre malattie o ad evitare le gravidanze nn è cosa da poco. La maggior parte dei genitori hanno difficoltà a parlare di sesso apertamente con i propri figli almeno in un età inferiore ai 18 anni ed invece la maggior parte di essi a quell’età hanno già scoperto il sesso e l’hanno fatto da autodidatti. Inoltre la “scelta” di essere etero o omosessuale non centra niente con gli insegnamenti della sessualità. Io proprio non riesco a vedere tutta questa negatività e questo orrore.

      • Angelo

        In realtà, stando esclusivamente al mio pensiero, io insegnerei a non usare il preservativo perchè non si hanno rapporti sessuali se non dopo il matrimonio. Questo lo dico checchè ne pensi chicchessia. Ma da questo si deduce che l’educazione sessuale si fa anche in base al Credo di ognuno e, come ho già avuto modo di dire, non si può standardizzare.

        • Rodrigo

          No nn si può standardizzare affatto ed è per questo che dovresti avere la libertà di scelta. Ma nemmeno “tu” che hai i tuoi credi personali puoi terrificare chi non sà nemmeno di cosa si parli. Per quanto tu inoltre potrai dare insegnamenti ai tuoi figli di praticare il sesso solo dopo il matrimonio c’è da ammettere che forse l’uno, due percento della popolazione lo farà dopo il matrimonio…..

          • Angelo

            Magari è vero, ma il fatto che potenzialmente mio figlio possa diventare un ladro, faccio per dire, non significa che non devo insegnargli che non si ruba, anche se questo esempio è molto più generico, e il fatto che la percentuale degli insegnamenti del mio tipo sia efficace “forse all’uno o al due per cento” non mi esime dal dare ai mi ei figli i suddetti insegnamenti. Sarebbe come dire:”vabbè,tanto sarà sicuramente inutile, quindi non lo faccio”. Io intanto lo faccio; poi si vedrà.
            Ma converrà con me che, in questo caso, l’ducazione sessuale che io darò ai miei figli potrà essere magari simile (non identica), a quella standard proposta, nei contenuti, ma diversificata nei metodi. In questo ambito anche i metodi rivestono una certa importanza. Io continuo a pensare che forse sarebbe meglio istruire le famiglie.

          • Rodrigo

            Concordo sul fatto che bisognerebbe istruire anke le famiglie poichè vi è ancora tanta ignoranza…..

          • ded

            discorsi senza senso.

          • Angelo

            no comment

          • Mr. Zazzoni

            Ma per le malattie? anche quelle aspettano il matrimonio?

          • Angelo

            Mi sa che tu non sai manco leggere, o, per lo meno, non riesci a capire ciò che c’è scritto nelle risposte.

        • klaraspina

          Ricordiamoci che i figli sono esseri umani molto diversi da noi, e che potrebbero benissimo decidere di fare parecchio sesso molto prima del matrimonio. A quel punto, meglio fargli contrarre AIDS, gonorrea, o altre malattie sessualmente trasmissibili, o renderli edotti dell’esistenza e dell’uso dei preservativi?

          • Angelo

            Si, e per renderli edotti di questo ho bisogno di qualcuno che lo spieghi a scuola. E’ ovvio che le informazioni in proposito le devo dare. Ma dare le informazioni è una cosa, educare è un’altra. Le informazioni si danno tutte, ma l’educazione che io scelgo dare ai miei figli è un’altra storia.

          • klaraspina

            l’educazione non la dà soltanto la famiglia, è anche un dovere dello Stato. È il modo che ha la società per dare a tutti la possibilità di sviluppare il proprio potenziale. Leggete cosa dice Alberto Pellai, psicologo infantile, che regolarmente scrive su “Famiglia Cristiana”, a riguardo delle informazioni che vengono date dalle rispettive famiglie ai bambini maschi sulla prima eiaculazione. Glielo accenno: la percentuale di famiglie che lo fa è ridicola. Lei ne ha parlato a suo figlio? Se sì, sappia che è un caso molto particolare! Altrimenti, lo ha lasciato da solo a confrontarsi con questa roba bianca che improvvisamente si trova nelle mutande. Conosco uomini che mi hanno raccontato la loro esperienza traumatica, e che venivano da famiglie con un background affatto problematico. Ora, quando si deve parlare dell’eiaculazione? La risposta ovvia è: prima che succeda! Il che significa, prima dei 10 anni. Non è ipersessualizzazione, quella si vede in TV. È logica.

          • Angelo

            Ci sono uomini e uomini. Io conosco uomini che dopo averlo scoperto, altro che esperienza traumatica, erano strafelici, perchè poi chiedono, e si spiega loro. I bambini sono molto curiosi e quando avviene la prima eiaculazione si chiedono semplicemente cosa sia. Allora il papà spiega. Questo avviene almeno nel 90% dei casi dove non se ne parla prima. L’altro 10% fa parte della normale casistica, della naturale quantità che attua dei comportamenti dissimili dai più, ma non per questo ne fanno un “trauma”. Che poi se si parla prima di queste cose probabilmente (e dico probabilmente, non sicuramente) è meglio, è un altro paio di maniche. Perciò io insisto con l’educare le famiglie. Queste sono cose che se avvengono in famiglia è sicuramente, proprio sicuramente, meglio.

          • Mr. Zazzoni

            Ma un libro di statistica voi sapete cosa è?

          • Angelo

            La statistica non è nè legge, nè una scienza esatta anche perchè elenca e dà percentuali su concetti visti , molto spesso, da personalissimi punti di vista. Avviene infatti che, cambiando punto di partenza o elemento di esame, sullo stesso campione cambiano i risultati. Questo avviene perchè non si ha a che fare con macchine o oggetti in genere; non si tratta di stabilire statisticamente il numero di lavatrici prodotte. Si ha a che fare con persone che hanno una propria cultura, una propria emotività, una propria personalità, un proprio credo, una propria educazione, ecc., ecc. ecc. Il contesto umano è talmente complesso che non può avere sbocchi logici e certi nei semplici casi di statistica.

          • liberaitalia34

            traumatico? ahhah fate ridere le mosche, non sapete che raccontare pur di sostenere certe cose, amico mio io ho 40 anni e quando mi è successo (pensa come si era retrogradi e bigotti allora secondo la vostra mentalità) mi è stato spiegato dai miei di cosa si trattasse quella roba e perché quella fuoriuscita, (che gradita sorpresa fu!) non abbiamo richiesto interventi psicologici, oms o addirittura abbiamo chiesto allo stato di prendersi le sue responsabilità sull’educazione come chiede addirittura qualche mentecatto qui nei commenti.

        • Mr. Zazzoni

          Perfetto. I genitori ISIS sostengono la stessa con lo sgozzare gli infedeli. Sei un supporter?

          • Angelo

            Dalle risposte che hai dato precedentemente e da quest’ultima, appare chiaro che il tuo livello di conversazione è decisamente basso. Tipico esempio di chi apre la bocca e parla del nulla.

    • Riccardina Sgaramella

      Concordo pienamente

  • Rodrigo

    Tu sarai pure bravo a spiegare ai tuoi figli ma sai quanti ci sono che per difficoltà culturali, lingistiche o caratteriali non sanno nemmeno dove prendere il principio?

  • Riccardina Sgaramella

    Io sono un insegnante e mi rifiuto di parlare di masturbazione precoce ai miei bambini di tre anni …fallo tu al posto mio !

    • klaraspina

      un’insegnante (notare l’apostrofo, qui corretto dato che il nome “Riccardina” suggerisce una donna a commentare) che palesemente non sa cosa si intenda per “masturbazione precoce”. In particolare, si intende la stimolazione delle zone genitali che a volte i bambini praticano. Ovvio che sia una cosa da evitare in pubblico. Ma chi glielo insegna ai bambini che è una di quelle cose normali, ma private? I genitori non sono sempre attrezzati per spiegare ai bambini senza traumi cose così delicate o imbarazzanti. Lo Stato se ne DEVE far carico, altrimenti che ci sta a fare?

      • Riccardina Sgaramella

        Evidentemente klaraspina non usi iPad altrimenti non giudicheresti gli errori, questo non è un esame, ma un luogo dove commentare o esprimere un’ opinione , quindi le tue correzioni sono decisamente fuori luogo professoressa! Ad ogni modo io sono un’ insegnante tu no! :) inoltre La mia opinione è semplicemente diversa dalla tua, non condivido punto. … So benissimo cosa sia una masturbazione precoce, pensa sono in grado di riconoscere ” anche” la saccenza e la presunzione …bye!

        • Mr. Zazzoni

          Io non condivido il punto che tu esista. Tanto se ognuno può pensare il cazzo che vuole fregandosene della realtà dovrebbe valere anche per me no? DEMOCRAZIA!

  • Charou

    Credo che sia ridicolo che ai bambini di 9 anni si parli di eiaculazione e cominciare qualsiasi educazione sessuale prima (rendiamoci conto dagli 0 ai 4 anni si passano informazioni sulla masturbazione). Questa si chiama IPERSESSUALIZZAZIONE. Dopo di ché, se dei genitori insegnano ai propri figli che l’omosessualità è peccato, perché non possono farlo? Chi è l’Oms e lo stato per decidere come educare dei bambini? Visto che tanto declamano il rispetto allora che imparino a rispettare le scelte educative di ogni genitore. Io per fortuna sono maggiorenne e a ogni eventuale segnale di gender a scuola non esito ad andarmene a casa.
    Oltretutto, io non vedo molta differenza tra quello che dice il volantino e quello che dice la tabella dell’Oms, soprattutto per i bambini dagli 0 ai 4 anni…
    Ma se tutto questo lo dicono degli psicologi allora ci crediamo ….

    • klaraspina

      Ci sono bambini che a 9 anni sviluppano e possono eiaculare. Inoltre, la misconcezione di cosa significhi “masturbazione precoce” vedo che è onnipresente tra chi ignora ma pretende di pontificare…

    • Guido Cauli

      A 9 anni le bambine hanno il menarca, i bambini eiaculano. La “masturbazione precoce” è tutt’altra cosa rispetto a quella che viene intesa. I genitori devono rendersi anche conto di non essere gli unici a poter e dover insegnare qualcosa. Esistono persone specializzate che ne sanno più di noi (parlo da genitore). Gli psicologi ad esempio hanno studiato certe cose, gli altri semplicemente non lo hanno fatto. Il loro parere ha un valore a differenza di quello degli altri.

      Il resto sono solo paranoie.

      • liberaitalia34

        porta tuo figlio dove ti pare e non rompere le palle a gli altri

        • Mr. Zazzoni

          vale anche per i tuoi commenti ignoranti?
          Vuoi fare il troll? ti insegno come si fa

  • Pingback: Complottismo, allucinazioni e “ideologia gender”: facciamo chiarezza? | Arcigay Palermo()

  • klaraspina

    Mi scusi, ma in quali articoli scientifici ha letto che l’ideologia gender cancella l’essere maschi e femmine?

  • eleonora

    Sono un’insegnante di scuola dell’infanzia ( 3-6 anni) e madre di 4 figli. vi posso assicurare che quando cambi il pannolino ad un bimbo e si sente libero di sgambettare la prima cosa che fa a tre- quatro mesi ( quando il gesto è volontario e non più casuale) a seguire è quello di portare le mani sul proprio organo sessuale, maschio o femmina che sia e toccarsi e provare piacere corporeo e non sessuale, quando succhia il latte dal seno materno prova piacere ma non sessuale. e perchè deve essere vietato verbalizzare qualcosa che è naturale?I miei alunni da sempre giocano al gioco del dottore o mamma e papà o nel bagno uno/a chiede all’altro ” mi fai vedere sotto le mutandine, io ho questo/a”.Ma certo non lo fanno perchè la maestra gli insegna ma è una curiosità naturale. I genitori gridano allo scandalo! e quando io gli chiedo ” Scusi signora/e lei mi sta dicendo che da piccolo/a non ha mai giocato al gioco del dottore o non ha mai avuto curiosità sessuali nel senso di scoperta? Solitamente arrossiscono e imbarazzati dicono “io no!!” ma mentono!allora perchè non parlare di una curiosità spontanea, perchè deve essere un tabù? i miei nonni dicevano ai bambini più grandi adolescenti scoperti nell’intento di masturbarsi ” se lo tocchi troppo diventi cieco!”anche questa è educazione sessuale, perchè lo è ugualmente, ma sbagliata. E crescendo negli anni ….io e mio marito oltre ad avere oggi 4 figli adolescenti lavora nella scuola superiore con adolescenti e quando qualche volta ha aperto l’argomento non potete capire le sciocchezze, l’ignoranza le assurdità e i preconcetti che questi ragazzi hanno….figuriamoci il rispetto per tutte le ” diversità” di nicchia. I genitori si muovono sull’istinto o sulla cultura trasmessa dai loro genitori raramente su vere conoscenze culturali.
    In ultimo credo però sia necessario fare formazione ai docenti nelle scuole prima di partire con l’educazione di genere e io includerei anche incontri formativi e informativi per le famiglie

    • liberaitalia34

      Ci faccia sapere dove insegna!in modo che possiamo evitare la sua scuola.

      • Romano De Noni

        mi faccia sapere dove sta lei, così evito di mandare mio figlio nella stessa scuola

        • liberaitalia34

          a guardi mi fa solo piacere avere fuori dalle p. gente come te, mandalo pure dove ci sono tutti questi insegnanti ideologizzati così ti crescerà proprio per benino.ahahh

      • Guido Cauli

        Che discorso è questo? Rifiutare di vedere la realtà non la rende meno reale: crea solo figli problematici.

        • liberaitalia34

          pensa ai tuoi figli

          • Mr. Zazzoni

            “che a rovinare i miei ci penso io”