Giovani in movimento: Scelgo dunque sono!

Consapevolezze di una domenica mattina…

Quanto vale un’ora del mio lavoro? Quanto vale un progetto scritto in una notte forzatamente insonne? Quanto valgono lo studio, le riunioni, l’organizzazione, le telefonate messe in atto per arrivare a svolgere quella singola ora di lavoro? Del mio lavoro… quello di nessun altro.

A cura di Luana Morgilli

 

È una domenica d’autunno come tante, il sole splende, per strada si incontrano poche anime. Al termine dell’ennesima settimana di faticosi incastri lavorativi ho deciso di andare a pranzo dai miei genitori per farmi viziare dai deliziosi manicaretti siciliani di mia madre e dalle fusa della gattina di casa. Ho trent’anni, una professione, diversi progetti per le mani, tante idee da realizzare, ma ancora apprezzo le coccole che la casa paterna sa offrire, soprattutto in giornate così in cui non voglio pensare agli obblighi e al lavoro, e in cui posso apprezzare il rientro nella casa della mia infanzia consapevole del mio svincolo e dei passi fatti per arrivare dove sono.

Così, intorpidita dal sole, salgo in macchina, metto in moto e accendo la radio. Mentre faccio manovra per uscire dal parcheggio ascolto distrattamente la voce di Mara Maionchi su Radio DeeJay. Lascio fluire le sue parole, la strada da fare è poca e qualche gag mi accompagnerà…

Fra una curva e un semaforo, durante lo scorrere del programma mi ritrovo tutta presa da un aneddoto che la particolare voce della produttrice discografica va narrando, il cui protagonista è il pittore Pablo Picasso. A quanto pare si tratta di una storiella famosa, probabilmente apocrifa (ne circolano infatti varie versioni, di cui nessuna certa), che io non conoscevo. Nell’ascolto distratto di una domenica mattina è diventata però il centro dei miei pensieri.

La storia narra che Rockfeller avesse il grande desiderio di farsi fare un ritratto da Pablo Picasso, così parte per la Spagna per incontrare il Maestro. Picasso gli dice che non fa più ritratti, che ha smetto di disegnare, ma Rockefeller insiste e dopo un po’ Picasso accetta di disegnare il ritratto. Così, dopo averlo studiato per alcuni secondi, utilizzò un singolo tratto di matita per creare il suo ritratto e consegnarlo pronto.

 “È meraviglioso! È riuscito a catturare la mia anima con un solo tratto, in tre minuti. Maestro quanto le devo?”

“1.800.000” replicò l’artista.

“Ma, come?”  Rispose Rockefeller “1.800.000 per tre minuti?!”

E Picasso rispose: “No, signor Rockefeller! Per 80 anni e 3 minuti!”  ”

Per disegnare quel rapido tratto, proprio quel rapido tratto, è stata necessaria l’esperienza di una vita. Per ogni opera riuscita sono stati realizzati innumerevoli studi, bozzetti, scarabocchi. Dentro i frutti visibili del proprio lavoro si nascondono tutti i maestri che abbiamo conosciuto, tutte le scuole che abbiamo frequentato, tutte le persone che hanno dato un valore a quello che stavamo facendo.

Quello che Rockefeller ha tra le mani è il frutto di 80 anni di lavoro, studio e impegno; il residuo di una miriade di opere iniziate e abbandonate, che hanno subito le più varie trasformazioni, opere a volte malriuscite, a volte cestinate.

Io di anni ne ho circa un terzo, ma da un terzo dei miei anni mi dedico a diventare la professionista che sono e che sarò. Da un terzo della mia vita studio e imparo, osservo e mi impegno, seguo maestri e da loro mi faccio correggere e indirizzare al meglio… Tempo della mia vita dedicato alla mia professione, ai miei pazienti, ai miei clienti.

E così, mentre la macchina va, la mente inizia a fare i suoi collegamenti. Quanto vale un’ora del mio lavoro? Quanto vale un progetto scritto in una notte forzatamente insonne? Quanto valgono lo studio, le riunioni, l’organizzazione, le telefonate messe in atto per arrivare a svolgere quella singola ora di lavoro? Del mio lavoro… quello di nessun altro.

Penso a tutti i miei amici giovani professionisti. E, ad essere sincera, anche ai meno giovani.

Mi torna in mente la campagna #coglioneno del collettivo ZERO, diventata virale un paio di anni fa proprio perché trattava questo tema – la svalutazione della nostra professionalità, perché tanto siamo giovani, perché non è un lavoro se è la tua passione, e così via. Frasi che molti di voi, sono certa, avete sentito in prima persona.

E così penso a tutti quelli, amici o meno, che si sentono dire che saranno pagati in visibilità, in contatti e in occasioni… poi… poi penso a Picasso. Certo, arrivato a quel punto Picasso non aveva bisogno di farsi pubblicizzare dal riccone di turno per dimostrare di essere un esperto, un fuoriclasse. Ma una cosa la insegna comunque! Nonostante quel pittore lì fosse Picasso, nonostante fosse famoso, acclamato e stimato da tutti, Rockfeller non dava a quel meraviglioso ritratto il valore che l’Autore dava al suo servizio e a se stesso.

Questo è il punto! È qui che la mia testa si incaglia. Che valore dò al mio lavoro? Se non siamo noi ad iniziare a valutarci quanto meritiamo, perché dovrebbero farlo gli altri?

Ma come stabilire quanto vale il nostro lavoro? Dobbiamo dare un valore alle nostra formazione, alle nostre esperienze, alle nostre capacità. Dobbiamo dare un valore al tempo impiegato dietro le quinte, per progettare, scrivere, organizzare, prendere contatti. Ma certo non è facile.

Ma è proprio nella funzione psicologica che trovo una parte della risposta. Conoscere davvero le nostre capacità e sviluppare la propria autostima e la propria assertività possono migliorare il nostro modo di porci e proporci a potenziali datori di lavoro. Gli strumenti sono tanti… basti pensare al bilancio di competenze, attività utilizzata dagli psicologi del lavoro per individuare abilità e capacità che il soggetto possiede e che può mettere a frutto. Ma è importante che scatti qualcosa, nel modo in cui ci consideriamo, ci giudichiamo e ci valutiamo.

E così, con questo pensiero un po’ confuso in testa, parcheggio, scendo dalla macchina e proseguo con le mie intenzioni di passare una domenica serena e rilassata, ma con una piccola consapevolezza in più.

 

Riferimenti

http://www.deejay.it/audio/mara-maionchi-12/450599/

http://www.grafigata.com/picasso-quanto-farsi-pagare/

http://zerovideo.net/coglioneno/