Gioco & dintorni

Come riconoscere i segnali della Dipendenza da Gioco d’Azzardo

 

“Il gioco è bello finché dura poco” recita il noto proverbio, suggerendo che il gioco è bello se il giocatore è in grado di decidere autonomamente di interromperlo in qualsiasi momento lo desideri.

Del 54% di Italiani che gioca abitualmente d’azzardo, una piccola percentuale (il 3,8%) ha perso questa possibilità, sviluppando così un rapporto patologico con il gioco.


Ma quand’è che si smette di essere semplici giocatori e si diventa “schiavi del gioco”?

Ecco gli indizi in grado di indicarci se il gioco ci sta sfuggendo di mano, se quell’attività un tempo semplice svago, sta iniziando a diventare una dipendenza.

  • L’effetto ciliege. I gratta & vinci, le scommesse, le giocate alla slot diventano come le ciliegie, uno tira l’altro.

 

  • Ma che ora è? Si perde la cognizione del tempo. Nel buio della sala slot- concepita appositamente per generare questo effetto- le ore passano rapide. Si entra che è giorno, si esce che è sera tarda.

 

  • Lacrime di coccodrillo. Ci si accorge, quando è ormai troppo tardi, di aver giocato quasi tutto quello che si aveva nel portafogli. Arrivano il pentimento e il desiderio fortissimo di recuperare il denaro perso.

 

  • Mi accontento di un pareggio. Il gioco, a questo punto, non è già più un’attività piacevole, ma una corsa disperata nel tentativo di recuperare le perdite. Ciò che si cerca non è più lo svago, la vincita è ormai una chimera. Ci si accontenta di “andare in pari”, di vincere almeno ciò che si è già giocato e tornare a casa con un rassicurante pareggio.

 

  • Cielo! Mio marito! Quando le cifre giocate iniziano a diventare eccessive rispetto al proprio budget e le perdite mettono a rischio il menage familiare, il giocatore entra in una spirale di bugie ed escamotage fantasiosi che hanno lo scopo di giustificare gli ammanchi. Un po’ come nascondere l’amante nell’armadio.

 

  • Un giro sulle montagne russe. L’esito del gioco condiziona fortemente l’umore. Ci si sente euforici quando si vince, tristi e irritabili se si perde. Un su e giù emotivo che spesso incoraggia la stessa attività di gioco. Si ricerca nuovamente l’euforia della vincita o si tenta di sfuggire ai sentimenti depressivi associati alle perdite.

 

  • La Dea Bendata mi ama! Si formano idee errate rispetto al gioco.

Il numero ritardatario deve uscire per forza, la slot deve pagare perché è carica, il venerdì si vince sempre. L’essenza stessa dell’azzardo, che basa l’esito del gioco sul puro caso, viene negata. Il giocatore si convince di controllare il caso, s’illude di poter sedurre la Dea Bendata.

 

  • Il primo amore non si scorda mai! Il gioco diventa un pensiero fisso, come quando non si può smettere di pensare alla persona che ci fa battere il cuore. Ogni momento è buono per giocare e se non si può fare- perché magari impegnati in altro- si diventa scontrosi. Quando poi, finalmente avviene l’incontro, il cuore batte forte e l’adrenalina comincia a scorrere nelle vene. Il gioco d’azzardo è un amante capriccioso, esigente e molto costoso.

 

  • Voglio solo te! Man mano che il gioco diventa un’attività in grado di monopolizzare i pensieri, su di esso si concentrano gran parte delle energie. Cala la concentrazione sul lavoro o sulla scuola. In famiglia può presentarsi un atteggiamento distratto ed emotivamente distaccato.

 

  • Smetto quando voglio! Il segnale forte della presenza di un problema risiede nel fatto che non è più possibile decidere autonomamente di interrompere l’abitudine al gioco. Spesso è necessario chiedere un aiuto specialistico e intraprendere un percorso terapeutico per liberarsi dalla dipendenza dal gioco d’azzardo.

Non sempre tutti questi aspetti che abbiamo descritto e che caratterizzano un atteggiamento problematico nei confronti del gioco d’azzardo, si presentano in contemporanea. Molto dipende dall’entità del problema, dalla situazione personale di ogni singolo individuo.

Di certo, ciò che caratterizza sempre l’insorgere di una dipendenza è la perdita di controllo sul proprio comportamento.

Ti sei mai chiesto se stai perdendo il controllo sul tuo comportamento di gioco? O se stia accadendo a chi ti è accanto? Porsi questa domanda, riconoscere in tempo i segnali di un’eventuale dipendenza, può essere fondamentale per intervenire tempestivamente sul problema e risolverlo.

 

BIBLIOGRAFIA

Serpelloni G.(2013). “Gambling. Gioco d’azzardo problematico e patologico: inquadramento generale, meccanismi fisio-patologici, vulnerabilità, evidenze scientifiche per la prevenzione, cura e riabilitazione. Manuale per i dipartimenti delle dipendenze.” Edito dal Ministero per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione- Dipartimento Politiche Antidroga.

di Dina Pero e Valentina Scarpino