Accade in famiglia

Quando falliscono le regole in famiglia: emozioni, tracce, direzioni

A cura di Francesca Reale, Valentina Terenzi

Quante volte ci capita di sentir parlare di regole in famiglia? Regole per lo più trasgredite, non rispettate, ignorate. Ce ne parlano genitori preoccupati e se ne lamentano maestre disperate alle prese con classi “ingestibili”; ma qualche cenno arriva anche dalla tv, dove vari format propongono alla base di un buon funzionamento familiare un sistema chiaro di regole, spesso ovvie, da far rispettare o da ripristinare (è il caso di “SOS Tata” e di altri prodotti del filone reality tv).

Lasciandosi incuriosire da cosa circola attorno alle regole quando sentiamo le persone parlarne, nel senso comune e anche nel web, ad esempio, ci si accorge di come le regole e soprattutto la loro trasgressione si colorino di una sfumatura tutta particolare nel rapporto tra genitori e figli. Ci siamo imbarcate in questa ricerca e abbiamo visto come i miti, le fiabe, la letteratura ci offrano diversi spunti per provare a capirne di più.

Navigando in rete ci siamo accorte che sul web sembra davvero difficile parlare di regole se non in termini di schieramenti: o a favore o contro; “chi non sta alle regole è incontrollabile”, ma anche “senza mai una trasgressione, che noia!”

Sono molte, ad esempio, le proposte educative pubblicizzate in rete che valorizzano le regole come possibilità di vivere meglio le proprie relazioni: ci viene in mente un’immagine che circolava giorni fa via social network, con la scritta “un bambino che non ha regole è più vicino alla solitudine che alla libertà”. Ma, allo stesso tempo, proverbi e modi di dire ci offrono un ribaltamento: “le regole sono fatte per essere trasgredite”, “eccezione alla regola”, “fatta la legge trovato l’inganno”.

Si nominano solitudine, libertà, inganno; tutte parole che rimandano a un rapporto e che svelano quanto parlare di regole significhi poi in fondo parlare di relazioni.

E allora questa contrapposizione a favore o contro ci sembra forse un’eccessiva semplificazione che lascia insoddisfatti, sia noi che le famiglie che a noi si rivolgono e che delle regole sperimentano il fallimento.

Regole, fiabe, miti

Le fiabe, i miti e la letteratura ci aiutano a recuperare una visione più attenta.

In molte fiabe all’origine della vicenda c’è la violazione di una regola, che spesso si fa avvio di avventure pericolose e talvolta allo stesso tempo meravigliose: “Cappuccetto Rosso non fermarti a raccogliere fiori nel bosco…”, le diceva la mamma.

Regole famiglia fiabe Romain Mennetrier. Cappuccetto Rosso
Romain Mennetrier – Cappuccetto Rosso

Cappuccetto Rosso come Icaro, per cercare tracce anche nel mito, sono ugualmente figli che trasgrediscono una regola, fissata da un genitore: Icaro, preso dall’emozione dell’esperienza del volo, non ascoltò la raccomandazione del padre di non avvicinarsi al sole, con gli effetti tragici che il mito di solito propone.

 

Regole famiglia fiabe Chagall. La caduta di Icaro
M. Chagall – La caduta di Icaro

Ma anche la piccola Alice nei testi di Lewis Carroll ci offre molti spunti sulle regole, ad esempio nell’incontro con l’uomo-uovo Humpty Dumpty, seduto sul muretto:

“«Quando uso una parola», Humpty Dumpty disse in tono piuttosto sdegnato, «essa significa esattamente quello che voglio – né di più né di meno.».

«La domanda è», rispose Alice, «se si può fare in modo che le parole abbiano tanti significati diversi».

«La domanda è» replicò Humpty Dumpty, «chi è che comanda – tutto qui»”.

 

Regole famiglia fiabe Peter-Newell. Alice nel paese delle meraviglie
Peter-Newell – Alice nel paese delle meraviglie

 

Le fiabe e i miti ci suggeriscono che far saltare una regola significa in parte rischiare. Cappuccetto Rosso, Icaro, Alice, anche se ciascuno a modo suo, trasgredendo una regola stanno provando a dare uno scossone, a dire qualcosa di nuovo proprio nel rapporto in cui la regola è nata, e provano a fare un passo verso una dimensione nuova, a volte più adulta.

Ecco allora che la visione sulle regole che ci viene offerta si arricchisce anche di altri toni,  che richiamano la sfida, la prova, il cambiamento e la necessità di approdare a nuove regole, magari convenute insieme.

Poco cambia quando a parlarci di regole trasgredite, anziché i fratelli Grimm, sono le persone che incontriamo nel nostro lavoro di psicologhe.

Famiglie alle prese con figli adolescenti, con problemi legati alla disabilità, con le adozioni, con difficoltà nel rapporto con la scuola. Molto spesso ci sentiamo dire frasi emozionate: “mio figlio non rispetta nessuna regola”, “va male a scuola”, “a scuola non ci va proprio”, “fuma”, “risponde male”, “dice bugie”, “mi provoca in continuazione”, “è ingestibile”, “le insegnanti sono disperate”; ma anche “non esce mai”, “non ha amici”, “viene preso in giro e non reagisce”, “è infantile”, “starebbe sempre attaccato a noi”, “gli altri adolescenti non sono così!”, “io alla sua età non ero così”.

A ben guardare le famiglie ci parlano di problemi con le regole che riguardano tanto situazioni in cui i figli “fanno cose che non dovrebbero fare”, quanto situazioni in cui al contrario “non fanno quanto dovrebbero”.

 

Ma allora qual è il punto?

Ci vengono in mente le emozioni di cui ci parlano spesso i genitori che incontriamo, soprattutto se sono genitori di ragazzi adolescenti oppure di figli adottati: in molti casi madri e padri ci parlano preoccupati, persi dentro un vero sentimento di rottura del rapporto con i figli, di profonda crisi, di situazioni che appaiono loro esplosive e ingestibili.

Quasi sempre quest’emozione si lega a nuovi comportamenti dei figli che riguardano appunto la trasgressione delle regole, e che arrivano ai genitori come molto minacciosi.

Di solito i genitori si affrettano a trovare soluzioni per il ripristino delle regole precedenti e di comportamenti “adeguati”, ricorrendo a divieti, proibizioni, minacce. Ma spesso il livello di tensione non si abbassa, anzi sembra crescere.

Ogni tanto però capita che alcuni si chiedano come mai non funzioni, e provino a recuperare altri punti di vista, ad esempio rivolgendosi ad uno psicologo. Parlando un poco con questi genitori, si riconosce abbastanza presto che il cuore del problema si trova altrove, su piani su cui è più spinoso e scomodo fermarsi.

Appare più chiaro, allora, quanto l’aver affrontato inizialmente il problema solo in termini di regole saltate e l’essersi affrettati a ripristinarle, sia stata una prima soluzione facile, che ha offerto a questi genitori l’illusione di fare subito qualcosa di operativo e decisivo quando qualcosa cominciava a non andare con i figli.

Sono questi i momenti, dentro un sentimento di fallimento, in cui alcuni genitori esprimono il desiderio di cogliere davvero il senso di cosa sta accadendo.

E cosa sta accadendo? Un’idea, forse, ce la suggeriscono ancora una volta fiabe e miti: se ci pensate, nel momento in cui la regola viene infranta, i protagonisti delle fiabe si ritrovano in un ambiente nuovo, estraneo, che attrae e spaventa allo stesso tempo: per Cappuccetto Rosso (ma anche per Hansel e Gretel e molti altri) si tratta ad esempio del bosco.

Il bosco rappresenta un ambiente lontano da casa, fuori dai luoghi familiari, che non si conosce, in cui si potrebbero incontrare altri e nuovi personaggi; in questo tipo di luoghi i bambini protagonisti delle fiabe sono in esplorazione, ancora incerti sulla strada da percorrere e forse sulla meta; di fronte a sé, o dentro di sé, trovano nuovi ostacoli o risorse inaspettate.

E se succedesse qualcosa di simile quando saltano le regole nel rapporto genitori figli?

In molte delle esperienze di lavoro che ci capitano, la regola e la sua trasgressione sembrano offrire la possibilità di aprire a una nuova fase in quel rapporto.

Quando le famiglie, quindi, ci parlano di problemi convergendo così tanto sulle regole, forse sono alle prese con l’opportunità di ripensare quel rapporto: si tratta di chiedersi, in ciascuna storia, quelle regole e la loro crisi cosa di quel rapporto potrebbero svelare.

 

 

Riferimenti bibliografici

Bettelheim B., 1975, Il mondo incantato, Feltrinelli, Milano

Carroll L., 1872, Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Loescher, Torino

 

 

Photo credits Romain Mennetrier. Cappuccetto Rosso (http://www.artsblog.it/post/9051/le-figurine-dolci-di-romain-mennetrier)
Photo credits Chagall. La caduta di Icaro (http://cultura.biografieonline.it/chagall-caduta-di-icaro/ )
Photo credits Peter-Newell. Alice nel paese delle meraviglie (http://www.lewiscarroll.org/wp-content/uploads/2011/07/Humpty-Dumpty-Peter-Newell.jpg)
Photo credits Cory Doctorow (https://www.flickr.com/photos/doctorow/17728435244/ )