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IN QUESTO NUMERO:
L'omosessualita' non e' una patologia
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L'orientamento sessuale non va discriminato
L'impegno dell'Ordine del Lazio per una battaglia culturale e di
civilta'
L'Ordine degli Psicologi
del Lazio, in data 9 gennaio 2008 ha chiesto al CNOP l'inserimento di un
punto all'ordine del giorno per sottoscrivere un documento che prenda una
posizione netta e decisa disconoscendo qualunque trattamento mirato a
modificare l'orientamento sessuale del paziente.
Il reportage di
Davide Vari', pubblicato sul quotidiano Liberazione, lo scorso 23
dicembre, che denunciava di aver seguito una terapia riparativa per
guarire dall'essere gay - condizione da lui appositamente simulata -
presso l'Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici, ha
suscitato molte reazioni sia nella comunita' scientifica sia nel mondo
cattolico, in un acceso dibattito fra sostenitori e critici. Con senso
di responsabilita' e tempismo, il Presidente dell'Ordine degli Psicologi
del Lazio Marialori Zaccaria in un'intervista allo stesso quotidiano,
pubblicata il 27 dicembre, e poi nell'edizione delle 19 del TG3, il
successivo 28 dicembre, ha preso le distanze in maniera netta da chi
"pratica terapie riparative". "Le terapie riparative non esistono – ha
affermato. E' come se un eterosessuale seguisse una terapia per diventare
omosessuale. L'articolo 4 del nostro Codice disciplinare parla chiaro: lo
psicologo deve rispettare il diritto del paziente astenendosi dall'imporre
il proprio codice di valori. Insomma, non deve esserci alcuna
discriminazione in base alla religione, l'etnia, l'estrazione sociale, lo
stato socio-economico, il sesso, l'orientamento sessuale e la disabilita'.
Leggendo l'inchiesta di Liberazione emerge uno spaccato che va contro il
Codice Deontologico della nostra professione. Arriveremo fino in fondo a
questa storia e accerteremo eventuali responsabilita' di colleghi
psicologi". Il sentimento di profondo sgomento e' nato dal constatare
che oggi nel nostro Paese non solo vi sia chi promuove la guarigione
dall'omosessualita', ma che sia ancora aperto un dibattito che avrebbe
dovuto essere superato da tempo. La diagnosi di omosessualita' e' stata
eliminata nel 1973 dal "Manuale Statistico e Diagnostico delle Malattie
Mentali" e per la comunita' scientifica internazionale l'omosessualita'
non e' una patologia. Sentiamo che e' questo il momento giusto per
muovere azioni precise affinche' principi cosi' fondanti della liberta'
personale e della convivenza civile siano difesi dall'intera comunita'
scientifica italiana sull'esempio di quanto gia' avvenuto negli Stati
Uniti. Le associazioni degli psichiatri e degli psicologi americani
infatti hanno sentito il bisogno di produrre un documento (Position
statement on therapies focused on attempts to change sexual
orientation-Reparative or conversion therapies) per disconoscere qualunque
trattamento che induca il paziente a modificare l'orientamento sessuale.
A rafforzare la posizione dell'Ordine, l'8 gennaio e' intervenuto
anche il Presidente del CNOP Luigi Palma, ribadendo che "Lo psicologo non
deroga mai ai principi del Codice Deontologico. Nessuna ragione ne' di
natura culturale ne' di natura religiosa, di classe o economica puo'
spingere uno psicologo a comportamenti o ad interventi professionali non
conformi a tali principi".
Il nostro Ordine si impegna fin d'ora a
esercitare ogni sforzo per produrre un documento ufficiale sottoscritto
dal CNOP, chiedendo all'Ordine Nazionale dei Medici, Chirurghi e
Odontoiatri, di sottoscriverlo congiuntamente al fine di pronunciare, su
una questione cosi' drammaticamente importante, una parola chiara e
definitiva, per una battaglia culturale e di civilta'.
Tutti i testi sono
visionabili sul nostro sito web http://www.ordinepsicologilazio.it/
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