| Roma - Precisi riferimenti normativi,
tipologie di abuso e di incarico, distinzione tra ruolo investigativo,
clinico peritale e psicoterapeutico, attendibilita' giudiziaria e clinica,
competenze dello psicologo
e quesiti. Piu una sezione specifica, piu' operativa, dedicata alla prassi
in ambito peritale e all'utilizzo de test in ambito forense. Sono queste
le "Linee guida per le perizie in caso di abusi di minori", introdotte per
la prima volta in Italia dall'ordine degli Psicologi
del Lazio e presentate questa mattina nella sede dell'ordine.
Obiettivo delle linee guida, spiega Marialori
Zaccaria,
presidente dell'ordine degli Psicologi
del Lazio, "quello di individuare delle 'buone prassi' del nostro ordine,
finalizzzate a promuovere etica e qualita' dell'intervento psicologico
nell'interesse e nella tutela dell'utenza". In Italia, aggiunge Zaccaria,
"ogni anno vi sono 41 mila casi di violenza sui minori e il Lazio e' fra
le regioni piu' colpite da questo fenomeno. Daltronde e' ancora forte
l'eco della dolorosa vicenda di Rignano Flaminio e di quanta ambiguita' si
sia generata. Percio' abbiamo sentito forte l'esigenza di dare il nostro
contributo in termini di concretezza e chiarezza". Un
"giudizio positivo" sulle linee guida arriva anche da Alessandro Crisi,
uno degli esperti che ha partecipato alla stesura e all'elaborazione delle
linee (deliberate venerdi scorso dal consiglio dell'ordine), e che ha
lavorato in particolar modo sull'utilizzo dei test in ambito forense.
Quello dei test, sottolinea Crisi, "e' uno degli argomenti piu'
bistrattati e che proprio per questo va riportato nella giusta
considerazione". Secondo lo psicologo,
infatti, i test "sono molto importanti per studiare i processi di
organizzazione dei pensieri e rappresentano un ottimo elemento di supporto
al colloquio e all'osservazione". Ma, ci tiene a sottolineare Crisi, "e'
bene ribadire che da questi test non possono emergere indicatori sessuali
specifici di nessun tipo". Su questo punto, conclude, "siamo stati tutti
d'accordo". (DIRE) |