| PRESSToday | Do you want your PRESSToday? |
|
| ||
| Indietro |
| Elenco Titoli | Stampa questo articolo |
| VENERDÌ, 30 MARZO 2007 | |
| Pagina XVII - Roma |
| LA PSICOLOGA |
| Parla Marialori Zaccaria |
| "Urla di disagio che la scuola non ascolta" |
| Non dare etichette, ascoltare e chiedere al giovane "Perché fai così?" |
|
|
| «Il bullismo c´è sempre stato, fa parte delle dinamiche
di un gruppo, non è in aumento». Marialori Zaccaria,
presidente dell´ordine degli psicologi
del Lazio, si occupa di prevenzione nelle scuole dal ´74. Ma di certo se ne sente parlare di più «Il problema fondamentale è che i gruppi non vengono più gestiti come tali: non esiste più la famiglia patriarcale, né il paese né la piazza. Senza punti di riferimento viene meno anche la scuola: tiene sul piano della conoscenza ma non su quello affettivo. Un tempo c´era il gruppo-classe, ma ora è in difficoltà: i ragazzi tra loro non comunicano». Il bullismo, dunque, nasce a scuola? «Il problema è più diffuso, anche a partire dalla famiglia. È inevitabile che poi ci siano giovani più propensi. Ma non è altro che un urlo di sofferenza per denunciare un disagio che non viene raccolto». E allora? «Innanzi al bullismo è importante mettersi in ascolto e chiedere al giovane: "perchè" fai così, "perché" fai il cattivo? ´. E non etichettarlo "sei cattivo"». A scuola la logica deve essere questa, perché il gruppo classe è uno dei pochi che ancora sopravvive. Sennò lasciamo tutto alla tv». (maria elena vincenzi) |