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Bullismo, studenti nel mirino di cinque «ragazzi terribili»
di Redazione - venerdì 30 marzo 2007, 07:00Vota questo articolo:
Per
prevenire il fenomeno del bullismo ci vuole l’intervento dei media. La cura
contro i «ragazzi cattivi», secondo uno studio svolto dalla giovane sociologa
Eleonora Rossi, consiste nell’analizzare il loro atteggiamento attraverso un
processo empirico basato sui mezzi di comunicazione. Il progetto, definito
«Media Education» ha coinvolto due classi delle scuole elementari di Roma e ha
dato alcune risposte interessanti: «I bambini hanno lavorato per definire il
fenomeno, lo hanno elaborato sotto forma di notizia e in questo modo anche gli
stessi bulli hanno preso coscienza delle loro azioni».
Mentre sociologi e
psicologi
si cimentano per fornire strumenti utili per risolvere questo problema sociale,
ieri cinque studenti romani sono stati denunciati dai carabinieri in stato di
libertà per aver compiuto tra giugno e dicembre del 2006 otto rapine ai danni di
studenti di alcune scuole medie superiori nei pressi di via di Bravetta. I
giovani, tra i 18 e i 21 anni, aggredivano le vittime e le obbligavano a
consegnare loro cellulari, lettori Mp3; persino un motorino. La refurtiva è
stata recuperata nelle abitazioni dei teppisti ed è stata poi restituita ai
proprietari. Per contrastare il fenomeno, secondo quanto dice lo psicologo
Mario Bertini, ordinario di psicologia
fisiologica presso la Sapienza, è necessario che «i ragazzi sviluppino spirito
di cooperazione, capacità di empatia e forte stima di sé e degli altri, nel
rispetto della legalità». Dello stesso avviso il presidente dell’ordine degli
psicologi
del Lazio, Zaccaria
Marialori: «La scuola va ripensata perché torni a educare». È emergenza dunque,
e bisogna muoversi in fretta, anche gli insegnanti a volte non prendono subito
coscienza degli atteggiamenti prepotenti dei propri alunni. Intanto il telefono
verde contro il bullismo in circa due mesi di servizio ha squillato
ininterrottamente.
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