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28/03/2008
Stampato in sei lingue, italiano, arabo, spagnolo, romeno, francese e inglese, è arrivato nel carcere romano di Regina Coeli il Vademecum “Conoscere per prevenire” distribuito a tutti i detenuti che fornisce informazioni sulle maggiori malattie infettive presenti negli istituti di pena come l'Hiv, la tubercolosi e le epatiti virali.
Il Vademecum, promosso e realizzato dal Garante regionale dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, con l’intento di far conoscere le malattie presenti negli istituti di pena e di promuovere una efficace prevenzione, nei prossimi giorni verrà distribuito anche ai detenuti delle altre 14 strutture carcerarie del Lazio, oltre al carcere minorile di Casal del Marmo di Roma.
Regina Coeli ospita attualmente 980 detenuti di sesso maschile, di cui il 60% sono stranieri. La struttura possiede un centro clinico con due sale operatorie che negli ultimi tre anni ha eseguito oltre mille interventi. Oltre il 30% dei detenuti che transitano per Regina Coeli è tossicodipendente.
“Tra le patologie maggiormente presenti tra i detenuti - ha detto il direttore di Regina Coeli, Mauro Mariani - c'è l'epatite C, la tubercolosi, malattie psichiatriche, malattie virali croniche e un certo numero di malati di Aids di cui è affetto il 3,33% dei detenuti del Lazio.”
Il dato relativo all'Hiv nel Lazio rappresenta la più alta percentuale d'Italia dove, in base ai dati risalenti a novembre 2007, la media è dell'1,98%. Soltanto nelle carceri di Regina Coeli, Rebibbia e Civitavecchia, circa 3mila persone sono seguite dal reparto di malattie infettive dell'ospedale Spallanzani e di queste, il 6% è affetto da Hiv. La maggior causa dell'infezione resta la tossicodipendenza”.
La guida/vademecum è stata redatta in collaborazione con le Asl RomaB e di Viterbo, con l'Ordine degli psicologi del Lazio, la Società italiana di Medicina e Sanità penitenziaria (Simspe) e l'ospedale San Gallicano di Roma.
Un recente rapporto della Simspe ha evidenziato che, su un campione di 1.300 detenuti su scala nazionale, più della metà della popolazione carceraria italiana e' affetta da varie patologie. Oltre all'Hiv, la cifra più allarmante è che un 17% di detenuti e'affetto da patologie virali croniche, fra cui l'epatite C.
Quello della prevenzione è un problema prioritario in carcere. Nei prossimi giorni sarà emanato un decreto del Consiglio dei ministri che passerà le carceri dalla competenza del Servizio sanitario nazionale a quella regionale. Regina Coeli in realtà già con la firma di protocolli di intesa con la Asl di Roma ha in passato affrontato il tema della prevenzione. Nel Lazio negli ospedali Sandro Pertini di Roma e l'ospedale di Viterbo, dove sono presenti delle speciali corsie per detenuti, sono ricoverati il 50% dei detenuti italiani affetti da cirrosi epatica.