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INCHIESTA PEDOFILIA
E DISAGIO
Progetto di sostegno
per Rignano ferita
di Gioia Salvatori
Siglato ieri il «Progetto Rignano»: piano d’azione in
cinque punti, di sostegno alla comunità di Rignano
Flaminio, in preda a tensioni e fratture dopo l’avvio dell’inchiesta sui
presunti abusi sessuali sui bambini della scuola «Olga Rovere».
Il progetto è
stato firmato dai membri del tavolo interistituzionale promosso dall’assessore
regionale alle politiche educative, Silvia Costa: l’assessore alle politiche
sociali della provincia di Roma Claudio Cecchini, il direttore dell’ufficio
scolastico regionale del Lazio, la Asl RmF e il sindaco di Rignano
Flaminio, l’Ordine degli psicologi
e la Costa stessa.
Debutto il 4 giugno, con l’apertura di un centro di
consulenza per i genitori a cui si potrà accedere tramite prenotazione al
consultorio di Morlupo (06.907011) telefonando il lunedì e il giovedì dalle 9
alle 12. Il centro, di cui non è stato rivelato l’indirizzo per motivi di
privacy, sarà aperto per 5 ore al giorno, tre volte a settimana.
In un altro
luogo, sempre anonimo, gli incontri di gruppo di ascolto e mediazione sociale,
tra genitori coinvolti e non e personale scolastico e dei tre gruppi tra
loro.
Per quanto riguarda i bambini, invece, il progetto prevede il
rafforzamento dell’attività dei centri estivi di Rignano
Flaminio, con particolare attenzione per i piccoli da 3 ai 6 anni, e il
sostegno di progetti scolastici per l’educazione alla legalità e alla salute
nella scuola "Olga Rovere".
Il progetto ha accolto una proposta dell’ordine
degli psicologi
del Lazio che mette a disposizione gratuitamente 18 studi nella provincia di
Roma, in cui il centro di ascolto indirizzerà i pazienti.
«Progetto Rignano»,
passibile di aggiustamenti, dura fino a fine settembre per una spesa di 70 mila
euro a metà tra Regione Lazio e Provincia di Roma.
«Ci muoveremo garantendo
la privacy e nel pieno rispetto della magistratura - ha detto Silvia Costa
-Vorremmo che il piano sia un esempio pilota di realtà positiva di intervento
collettivo».
«Importante creare uno spazio di ascolto e pensiero - ha detto
il presidente dell’ordine degli psicologi del Lazio, Marialori
Zaccaria
- ma finché non si chiude l’indagine della magistratura, credo che Rignano avrà
una ferita aperta».