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Redattore sociale
"Un opuscolo in sei lingue per prevenire le malattie infettive"
Data: 28/03/2008
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CARCERE 15.1927/03/2008

Un opuscolo in sei lingue per prevenire le malattie infettive

Roma - Insegnare ai detenuti a riconoscere le malattie infettive piu' frequenti e pericolose che si possono contrarre in carcere e spiegare come prevenirle ed evitare il contagio. Con questi obiettivi nasce l'opuscolo "Conoscere per prevenire", un vademecum promosso dal Garante regionale dei diritti dei detenuti, Angiolo Marroni, presentato questa mattina nel carcere di Regina Coeli. Il volume, edito in sei lingue (italiano, arabo, spagnolo, romeno, francese e inglese), sara' distribuito in tutte le 14 case circondariali del Lazio e anche nell'istituto penitenziario minorile di Casal del Marmo. Quattro i capitoli in cui e' divisa la guida: il primo e' dedicato all'accoglienza di chi varca per la prima volta la soglia di un carcere, mentre gli altri tre si occupano di Hiv, tubercolosi ed epatiti virali, cioe' le patologie infettive piu' diffuse tra la popolazione carceraria. L'opuscolo e' stato redatto in collaborazione con le Asl RmB e di Viterbo, l'Ordine degli psicologi del Lazio, la Sims.Pe (Societa' italiana di medicina e sanita' penitenziaria) e l'ospedale San Gallicano di Roma.

"Il carcere in Italia sta assumendo sempre piu' un carattere multinazionale- afferma Marroni intervenendo alla presentazione della guida- e cio' pone un problema di convivenza tra culture profondamente diverse tra loro. Ecco perche' - spiega il garante - abbiamo deciso di pubblicare questo volume in sei lingue, cosi' da raggiungere il maggior numero possibile di detenuti e fornire un contributo affinche' il carcere sia utile ai fini del reinserimento sociale".

Il 44% dei detenuti del Lazio e' straniero: dei 4.908 reclusi, infatti, 2.157 sono di nazionalita' estera e, tra questi, 1.344 extracomunitari e 813 provenienti da Paesi dell'Unione europea. Secondo un recente rapporto della Sims.pe, che ha esaminato un campione di 1300 detenuti su scala nazionale, oltre la meta' e' risultata affetta da varie patologie tra le quali le piu' segnalate, oltre all'Hiv, sono quelle virali croniche (17%) fra cui l'epatite C.

Ma oltre alle malattie infettive, tra la popolazione carceraria sono molto frequenti anche disturbi psicologici gravi, come sottolinea Marroni: "Dopo l'indulto, le carceri italiane hanno ripreso ad affollarsi ancora di piu' e i problemi sono aumentati. Tra questi- nota il garante- c'e' il disagio psichico di cui non si parla molto e che spesso non viene valutato adeguatamente".

"Con la firma il 28 febbraio scorso del protocollo d'intesa con le Asl di competenza, Regina Coeli- afferma il direttore Mauro Mariani- ha gia' portato all'attenzione il problema della prevenzione in carcere e l'importanza fondamentale dell'informazione. E la questione- aggiunge- e' stata posta in maniera prioritaria anche al nuovo indirizzo della presidenza del Consiglio dei ministri che sta per essere approvato e con cui sara' sancito il passaggio della sanita' penitenziaria dallo Stato alle Regioni". E proprio in vista di questa novita', il consigliere regionale del Psi, Donato Robilotta, sottolinea che "la Regione con le sue strutture deve essere piu' presente in carcere dove bisognera' migliorare la qualita' dell'assistenza sanitaria e anche della vita di chi vi lavora ogni giorno". (DIRE)