|
ROMA
– “L’aiuto, l’accoglienza e le richieste di adozioni indirizzate
dall’Italia ai bambini bielorussi in 20 anni non hanno avuto battute
d’arresto. Un bagaglio di amore e aiuto concreto che si è rinnovato
ogni anno per 36 mila famiglie (con un esborso di circa 5 milioni di
euro) , e che non deve andare perduto”. I timori del coordinamento
famiglie adottanti in Bielorussia danno voce a migliaia di famiglie
italiane in attesa di adozione o affidamento, attese fatte di
pazienti speranze, aspettative affettive importanti, dolori e
lacrime di bambini desiderosi, ormai da anni, di far parte di una
famiglia amorevole. Delicati e equilibri retti, seppure fra mille
lungaggini, dai buoni rapporti intercorsi in questi anni fra Italia
e Bielorussia, accordi che ora rischiano di deteriorarsi dopo la
vicenda che ha visto protagonista la coppia di Cogoleto.
Un
rischio al quale, però, non intende andare incontro il governo
italiano, che ha garantito il massimo impegno nel ripristinare lo
scambio di fiducia fra i due Paesi che non è mai venuto meno. Ma la
storia di Maria, la bimba bielorussa tenuta nascosta dai genitori
affidatari di Cogoleto dall’ 8 settembre scorso e ritrovata oggi in
Valle D’Aosta, deve far riflettere sul senso delle azioni e delle
loro conseguenze. “Se
pensiamo al disagio psicologico provato dai bambini quando i
genitori sono in conflitto e diventano oggetto di contesa – ha
dichiarato Marialori Zaccaria, presidente dell’ordine degli psicologi
del Lazio - immediatamente comprendiamo la portata del disagio di
Maria, una bambina di dieci anni, già fragile dal punto di vista
psichico che sembra aver subito anche esperienze traumatiche”.
I
bambini innanzitutto, dunque. “Per garantirgli in ogni senso
opportunità di amore, ma anche di crescita come cittadini europei a
pieno titolo – ha dichiarato l’onorevole Marida Bolognesi – non solo
e sempre adottandoli, ma anche facendogli giungere un aiuto che li
faccia crescere anche nel Paese di appartenenza, senza tralasciare
le occasioni di accoglienza in Italia, un’apertura che rappresenta
possibilità per questi bambini di allargare i propri
orizzonti”.
(Paola
Simonetti) |