ordine psicologi lazio ordine psicologi lazio francesca de seta
ufficiostampa@ordinepsicologilazio.it
ufficio stampa

Redattore sociale
"Il diritto alla salute mentale: visite e colloqui per i detenuti del Lazio"
Data: 23/10/2006
 Indietro
CARCERE 15.0723/10/2006

Il diritto alla salute mentale: visite e colloqui per i detenuti del Lazio

L'Ordine degli psicologi e il Garante regionale siglano un protocollo d'intesa: in ogni istituto sarà adibito un luogo per i colloqui psicologici. ''Va assicurato il principio della continuità terapeutica''

ROMA - Riconoscere e garantire il diritto alla  salute mentale ai detenuti: è il senso del Protocollo d'Intesa firmato tra l'Ordine degli Psicologi del Lazio e il Garante Regionali dei Diritti dei detenuti. Fra gli obiettivi operativi del Protocollo la presenza in ogni carcere del Lazio di un luogo adibito ai colloqui psicologici per preservare la riservatezza e la delicatezza dell’intervento e monitorare l’organizzazione del lavoro dello psicologo per migliorare le condizioni di vita nelle carceri di detenuti e operatori. "La sofferenza psicologica è una delle vere priorità del carcere - ha detto il Garante regionale dei diritti dei detenuti Angiolo Marroni - ed uno dei punti critici su cui agire con decisione. E’ per questo che ci siamo molto adoperati, in questi mesi, per creare in carcere una serie di attività a volte anche estemporanee ma comunque in grado di stimolare la mente dei detenuti. Solo essendo ben lucidi, infatti, si può intraprendere un cammino che può riportare a pieno titolo nella società”.

”Assicurare il principio della continuità terapeutica per ciascun paziente privato della libertà personale al pari di un cittadino libero - ha detto la Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio Marialori Zaccaria - in qualsiasi intervento di prevenzione, di cura o di riabilitazione psicologica è un punto cardine del nostro protocollo. In questa direzione saranno monitorate le ore di psicologia nelle carceri della Regione Lazio che attualmente risultano essere poche e molto frammentate, si va un minimo di 15 ore ad un massimo di 60 ore mensili per psicologo. E’ evidente che vanno rivisti i contratti che regolano il rapporto di lavoro fra psicologo e luoghi di detenzione, perché solo così si possono assicurare le risorse necessarie ad una corretta attività psicologica”.

Nel Protocollo d’Intesa è previsto che, nell’ambito della sua azione quotidiana, il Garante e i suoi operatori segnaleranno le situazioni di disagio, sofferenza psicologica, chiusura, depressione che si incontrano nelle carceri e in particolare nei “nuovi giunti” o in quei detenuti che presentano patologie che necessitano di un sostegno alla persona non solo farmacologico. Il Garante ha ribadito la volontà di collaborare per migliorare i servizi sanitari erogati coinvolgendo le Asl competenti e superando il sistema sanitario carcerario attuale a tutela dell’integrità psico-fisica dei detenuti.  L’Ordine degli Psicologi del Lazio si impegna a promuovere, con gli psicologi che operano nelle carceri, il principio della continuità terapeutica, dalla presa in carico del paziente al momento dell’ingresso in carcere fino alla sua uscita. Il principio della continuità terapeutica è infatti da ritenersi un presupposto fondante la “relazione” tra lo psicologo ed il paziente.  L’Ordine degli Psicologi promuoverà anche l’impegno terapeutico continuativo con visite e colloqui aderenti ai bisogni e alle specificità del detenuto e la compilazione di un diario clinico da cui risulti una sintesi del percorso terapeutico che il paziente sta seguendo oltre alla stesura di un “programma terapeutico personalizzato”.