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ROMA - Presentato a Regina
Coeli l’opuscolo informativo redatto in sei lingue (italiano, arabo,
spagnolo, romeno, francese e inglese), per la prevenzione di alcune delle
malattie più diffuse in carcere: epatite virale, hiv, tbc e disagio
psicologico, di cui si occupano psicologi specializzati da oltre trenta
anni. «Però all’interno degli istituti di pena - spiega Gisella Gasparini,
consigliere dell’Ordine
degli psicologi del Lazio - la situazione lavorativa degli
psicologi professionisti risulta fortemente penalizzata per scarsità di
ore e precarietà delle convenzioni. Inoltre sono sfumate le speranze di
miglioramento dell’offerta di sostegno ai detenuti», speranze riposte nel
decreto che avrebbe dovuto trasferire la sanità penitenziaria alle Asl e
assorbire gli psicologi nel Servizio sanitario
nazionale.
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