Si
è svolto presso il CNEL di Roma un interessante
dibattito sul tema ‘La psicologia e il mercato
del lavoro: una professione destinata al
precariato?. In Quella circostanza è stata
presentata una Ricerca dell\'Osservatorio
Mercato del Lavoro della Psicologia del Lazio,
pubblicata dalla Franco Angeli Editore, con
l\'aggiornamento dei dati fino al 2008, utile
per un\'analisi ragionata delle tendenze a
livello nazionale del mercato del lavoro negli
ultimi quattro anni. I lavori, ai quali hanno
partecipato numerosi esperti e docenti
universitari, sono stati coordinati da Marialori
Zaccaria, Presidente Ordine Psicologi Lazio, che
ha anche risposto ad alcune domande di Euronews.
(Ciccare sotto su Leggi Tutto)
Presidente
quanti sono gli italiani che si rivolgono ad uno
psicologo?
Le
persone che entrano ogni anno in contatto con la
psicologia sono pari al 5,5% della popolazione
adulta. Ovvero sono più di 2.300.000 (dati
ultimo censimento) gli italiani che per motivi
diversi utilizzano servizi e consulenze
nell’ambito psicologico. Aumenta però il numero
di contatti pro capite e/o si differenziano le
motivazioni del contatto. Gli psicologi sono
professionisti sempre più diffusi nella società
civile, anche se non sempre le motivazioni del
contatto sono legate a domande di cura o servizi
professionali.
Rispetto
al 2004 cresce in maniera significativa
l\'utenza nel nord est del paese (+8,8%)
uniformandosi ad una tendenza di consumi già
presente nell\\\'area nord ovest. Il Nord Italia
rappresenta ad oggi il 64% della domanda
complessiva di Psicologia. Al sud e al centro
diminuiscono il numero di contatti (-8% nel
centro Italia e –2% sud e Sicilia) ed i servizi
richiesti.
Com’è
cambiato il profilo dell’utenza?
Rispetto
al 2004 aumenta dell’8% la percentuale di uomini
che entrano in contatto con gli psicologi (anche
per l’influsso di un maggior utilizzo della
psicologia del lavoro e delle organizzazioni) e
l\'età media degli utilizzatori si sposta
intorno ai 35/44 anni. Più della metà dei
clienti e fruitori di psicologia (57%) si
colloca tra i 25 e 44 anni che può essere
considerata attualmente come l’area target e
l’ambito chiave del ciclo di vita. Resta
abbastanza fuori la terza età, per altro in
lievissima flessione rispetto al 2004, che
utilizza la psicologia solo nel 6,0% dei casi,
si tratta di appena 140.000 persone.
E
sul lato dell’offerta?
Dal
2004 al 2007 sono entrati nel mondo del lavoro
circa 15.000 nuovi psicologi. A livello Italiano
siamo attualmente all’incirca 64.000 psicologi,
ovvero uno psicologo per 700 abitanti circa in
età matura. Il rischio che deriva dall’aver un
numero di professionisti di gran lunga superiori
alle necessità reali del Paese è abbastanza
intuibile: sotto occupazione, proliferazione di
“mestieri inventati”, analfabetismo di ritorno,
ecc.
Lo
sviluppo della professione nasce anche dal
proliferare di un’offerta formativa non
pianificata secondo le esigenze territoriali e/o
da assenza di cogenti controlli in ingresso.
Tema questo che con l’avvento delle Lauree
brevi, in particolar modo per la Psicologia, ha
subito una ulteriore spinta critica.
Rainero
Schembri