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Redattore sociale
"nessuno resti solo"
Data: 13/03/2007
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EMARGINAZIONE 09.5313/03/2007

''Nessuno resti solo'': si aprono nella capitale 38 porte sociali



Assistenza in rete grazie a questi sportelli di accoglienza ed informazione per i cittadini, collegati ad un network sociale che mappa tutti i servizi presenti sul territorio: 15mila in tutto, suddivisi in 270 categorie

ROMA - Attive da oggi a Roma le prime 38 "Porte Sociali” previste dal Piano Regolatore Sociale della città, ossia sportelli di accoglienza ed informazione per i cittadini, collegati ad un network sociale che mappa tutti i servizi presenti sul territorio. Ogni porta sociale può infatti accedere, grazie ad un software progettato ad hoc, alla banca dati centralizzata ed interattiva, che registra al momento circa 15mila servizi, suddivisi in 270 categorie. In totale sono coinvolti circa 150 operatori: tutti hanno seguito un corso di formazione specifico. La rete, che rientra nella filosofia del welfare di comunità adottato dal Comune, è stata inaugurata presso la sede centrale del Patronato Acli Roma, alla presenza del sindaco Walter Veltroni, che ha assistito ad una vera e propria simulazione del servizio. La scelta del nome è legata alla volontà di “invertire il luogo comune - ha dichiarato Raffaela Milano, l'assessore capitolino alle Politiche Sociali – per cui si chiudono le porte della città, soprattutto per chi ha più difficoltà. Questa è una delle più importanti azioni di sistema del Piano Regolatore Sociale della città”. Il primo cittadino ha spiegato come lo slogan “Nessuno resti solo” sia stato, durante questi sei anni, una specie di patto siglato tra i membri della Giunta capitolina, quasi un'ossessione, e “gli sforzi sono andati in questa direzione, perché questa città gigantesca non fosse dominata dalla solitudine moderna propria delle grandi aree metropolitane del mondo. Abbiamo messo in campo una rete di servizi sociali gigantesca, che ha assistito 100mila cittadini in più, ed è stata una scelta in contro-tendenza, in un periodo di contrazione delle risorse per i comuni”. “Nessuno resti solo”, secondo lui, comincia da “un momento principale, che è la parte della conoscenza, nessuno resta solo se sa dove andare”.



Al progetto, realizzato dall'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Roma in partnership con l"Ipab Istituti Santa Maria in Aquiro, hanno aderito anche altri organi istituzionali e tutte le realtà cittadine del privato sociale da anni impegnate in servizi di ascolto e segretariato sociale, tra cui la Caritas Diocesana. Due sono gli obiettivi futuri: uno è quello di arrivare a 100 “Porte Sociali”, l’altro, ancora più ambizioso, è il progetto People, il quale prevede che ogni cittadino possa direttamente fare online da casa la propria domanda di accesso ad un determinato servizio sociale. Il compito di aggiornare la banca dati, con cadenza almeno mensile, è affidata ad ogni Segretariato Sociale municipale, che coordina le “Porte Sociali” sul proprio territorio di competenza. E’ stato inoltre creato un portale ad hoc, all’indirizzo www.portesociali.org, che prevede un’area riservata, con quattro diversi livelli di accesso, che comprende la scheda delle risorse (ossia i servizi presenti sul territorio) e la scheda degli utenti.



"Trovare delle porte aperte – ha continuato Veltroni – è una cosa molto utile ed importante, siamo orgogliosi di averlo fatto per primi, speriamo che funga da modello per altre città. Questo progetto, che è sociale e di modernizzazione insieme, fa parte di una presa in carico che è la nostra filosofia”. “Oggi si parla di nuove forme di povertà ed emarginazione – ha dichiarato monsignor Guerino Di Tora, direttore della Caritas diocesana - , una è il senso di solitudine, il servizio reso è un’agevolazione nei confronti della persona, gli permette di ritrovare il senso di fiducia nei confronti delle istituzioni, ma anche dell’altro”. “L’assistenza in rete - è intervenuto il presidente delle Acli Provinciali di Roma, Gianluigi De Palo – è il futuro della nostra città, aldilà delle gelosie tra le varie associazioni, cercando di lavorare per il bene comune”. Presenti all’inaugurazione anche il presidente del I Municipio, Giuseppe Lobefaro e la presidente dell'Ipab Istituti Santa Maria in Aquiro, Paola Guerci. Il progetto delle Porte Sociali si adegua alle norme dettate dalla Legge 328/2000, che prevede la realizzazione di un sistema integrato di interventi e di servizi sociali per una protezione sociale attiva, capace di mettere in campo opportunità, servizi e trasferimenti economici a sostegno dei cittadini.



All’iniziativa aderisce l’Ordine degli Psicologi del Lazio. “Il Portale Sociale avvicina la domanda del cittadino utente, all’offerta di supporto, sostegno ed aiuto - municipio per municipio - creando una maggiore contiguità come una sorta “di mercato rionale” che possa aiutare l’utente ad orientarsi, a conoscere per poi trovare ciò di cui ha bisogno. – sottolinea la presidente Marialori Zaccaria - Esprimiamo oggi tutta la nostra soddisfazione per l’avvio di un progetto, al quale l’Ordine darà un contributo concreto, attraverso un protocollo sulla “Carta delle opportunità” siglato con l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma Raffaela Milano e ci auguriamo che questo sia solo l’inizio di un progetto più complessivo di collaborazione”. “Una psicologia competente deve poter essere al servizio della comunità anche perché ha gli strumenti per comprenderne i fenomeni in cui la società ed i singoli individui si dibattono. Viviamo tutti in grande affanno per soffermarci sulle percezioni o sulle emozioni del vivere quotidiano e tutto questo può determinare dei veri e propri “ingorghi” nel funzionamento mentale sia individuale che grippale”, ha aggiunto auspicando che il Portale Sociale sia “un primo ed importantissimo passo verso un lavoro di rete in grado di informare consapevolmente e in maniera trasparente l’utenza”. (Vanessa Postacchini)

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